A Houthi militant walks by a Houthi-run detention center hit by air strikes in Sanaa, Yemen December 13, 2017. REUTERS/Khaled Abdullah

L’America sta testando nuove armi
sulla pelle dei civili yemeniti

La guerra in Yemen , una delle peggiori tragedie umanitarie in corso nel mondo, ha prodotto un’impennata nell’uso di armi laser, in cui le varie fazioni testano le capacità laser offensive e difensive. E anche gli Stati Uniti, che con le forze navali operano nell’area, confermano che le loro attività s’inseriscono nel quadro di questa sorta di grande (e terribile) addestramento mondiale . A ricordarlo è il Marine Corps Times che riporta le parole del generale Robert Neller, comandante dei marine, davanti ai rappresentanti del Congresso. 

Di fronte al House Appropriations Committee, il comandante del corpo dei marines ha detto che l’area al largo della costa del paese devastato dalla guerra è diventata un terreno di prova per una varietà di applicazioni laser. “Non è solo in mare, quello che sta accadendo al largo delle coste dello Yemen è una sorta di laboratorio a fuoco vivo“, ha detto Neller.

Neller ha aggiunto che i marines già utilizzano la tecnologia laser, in particolare per i droni e altri dispositivi che vengono utilizzati per abbatterli o per “interrompere il collegamento”, cioè per interrompere il segnale tra il drone e il suo controller. Secondo quanto riferito dal Pentagono, la maggior parte di ciò che è usato attraverso queste piattaforme, proviene da “terroristi” che usano tecnologie standard per provare a distruggere i sistemi statunitensi.

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Come ricorda Newsweek, nella stessa audizione, il segretario della Marina, Richard Spencer, e il capo delle operazioni navali, l’ammiraglio John Richardson, hanno riferito ai rappresentanti che la marina statunitense sta considerando l’utilizzo di una nuova “famiglia di laser” per combattere le minacce portate dai droni. Minacce che sono sia aeree che sottomarine, a detta della Difesa. E, proprio per questo motivo, il Pentagono è alla ricerca di nuovi fondi.

L’esercito americano, come tutti i maggiori eserciti del mondo, hanno studiato i sistemi laser per molti anni. I sistemi laser possono distruggere i bersagli causando il surriscaldamento delle parti e possono anche interrompere l’operatività dei sensori e così anche la navigazione. La nave da trasporto anfibia Uss Ponce è stata equipaggiata con un’arma laser da 30 kilowatt già nel 2014 e i test hanno dimostrato che l’arma era anche in grado di distruggere gli obiettivi causandone il surriscaldamento e l’esplosione.

I giganti della difesa Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Raytheon hanno tutti lavorato sui propri sistemi per il Pentagono. I progressi della tecnologia delle batterie per le automobili di Tesla, ad esempio, sono stati presi in prestito da queste aziende per offrire al Pentagono la possibilità di ottenere armi laser ad alta potenza. L’Air Force Research Laboratory ha stipulato un contratto con Lockheed Martin a novembre per sviluppare laser a fibra ad alta potenza che saranno testati su un jet da combattimento tattico entro il 2021. Insomma, il Pentagono ha mosso passi molto importanti.

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In questa strategia delle forze armate americane, serve però un campo di addestramento, un luogo dove sia possibile testare queste armi nella pratica, nella realtà concreta. Ed ecco che la guerra in Yemen. Una guerra terrificante, dove non sembra esserci una via d’uscita e dove le potenze regionali sono coinvolte sia direttamente che per procura allo scopo di accaparrarsi il governo locale nella propria sfera d’influenza.

Intendiamoci, nessun Paese è innocente. Tutte le potenze internazionali usano le guerre per testare i propri nuovi sistemi d’arma. Lo fanno gli Stati Uniti, lo fa la Russia, lo potrebbe fare la Cina (che per adesso non è coinvolta direttamente in un conflitto) e lo fanno le potenze europee, soprattutto nei conflitti nordafricani come in Libia, o in Medio Oriente. In questo senso, l’ultima notizia riguardava proprio la Russia in Siria, dove si ritiene che i nuovi Su 57 siano stati schierati proprio allo scopo di testare le loro capacità stealth.

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Fa però riflettere il fatto che gli alti comandi americani parlino apertamente di un Paese, in questo caso lo Yemen, come di un “grande campo d’addestramento a fuoco vivo”. È possibile che una tragedia sia declinata nell’ambito del budget per la Difesa come “laboratorio“? Evidentemente sì. E la cosa, francamente, non porta solo amarezza ma anche una seconda domanda: chi ha interesse, veramente, a far finire questo conflitto?

 

  • Demy M

    Le famigerate lobby delle armi continuano con i loro massacri per incrementare la fonte primaria dei loro guadagni, ed anche quella del PIL americano. Da una demonecrazia non c’è altro da aspettarsi, e tutto questo con il tacito consenso/assenso dell’Onu silenzioso.

  • alberto_his

    E’ quanto l’IDF fa da anni a Gaza, la “palestra di casa”

  • potier

    “mentre aiutavamo il popolo fraterno siriano abbiamo testato oltre 200
    nuovi tipi di armi” ha detto Vladimir Shamanov, ex comandante delle truppe
    aviotrasportate della Russia, che ora ricopre il ruolo di capo del comitato
    di difesa della Duma russa …

    PS: a quanto pare devono queste armi funzionare in modo eccellente … dal momento che nell’area di Ghouta alla periferia di Damasco, hanno fin ora AMMAZZATO in pochi giorni e in primo luogo senza pietà 1500 inermi civile inclusi 200 bambini …

    • Demy M

      La Russia è in Siria per combattere il terrorismo su invito del legittimo Governo Siriano. Gli Usa, al contrario, sperimentano armi di distruzione di massa, cosa ben diversa dal testare ” nuovi tipi di armi” per sconfiggere i tagliagola.

    • Demy M

      Fai confusione, e la tua russofobia a prescindere, ti crea un cocktail cervicale dallo strano sapore e gusto. Il colore è quello delle fogne.

    • luigirossi

      @disqus_FRRBAA8Zcp:disqus
      ISRAELE CONDUCE LA PARTITA:2000 MORTI DI CUI 400 BAMBINI AGAZA.SEMPRE I MIGLIORI,SEMPRE IL POPOLO ELETTO.CHE POI I RUSSI ABBBIANO COMMESSO QUESTI DELITTI E’ OVVIAMENTE UNA MENZOGNA MOSSADIANA.A CHE PRO SE NON ALTRO?

    • Demy M

      A parte che non citi nessuna fonte, sei talmente trolley che scrivi sempre numeri con lo Zero finale. Mai 1499, 201,….segno che sei come la moneta da 2.50$ . Ridicolo…

    • paolo045

      Mi sto ripetendo: la Russia, se vuole stare al passo, deve copiare la strategia e i sistemi deli USA.
      Ma dovrà darsi da fare, e molto, per arrivare al loro livello: vds. i risultati americani con le bombe atomiche in Giappone o con i bombardamenti in Corea: (1.800.000 civili morti in quattro anni).

    • Zeneize

      Chi te l’ha detto, cretinetti? Il tuo sosia che “è sul posto” e conosce la cugina di Putin? Torna a sukkiare piselli, va’ che è meglio.

  • Roberto Galbiati

    Finti moralisti. Farisei puri. Mentitori e agitatori professionisti. Unici ad avere usato armi atomiche contro civili ( … hanno il coraggio di parlare di Goutha!!). Si definiscono democratici. Sono fatti così, hanno sperimentato a Hiroshima e Nagasaki su civili, ora lo fanno ovunque: vi ricordate le armi ad uranio impoverito, il napalm in Vietnam…….,

    • Demy M

      Fanno parte della demonecrazia made in Usa.

  • http://vaffanculo.org/ guest star

    “chi ha interesse, veramente, a far finire questo conflitto?”
    nessuno ha veramente interesse a finire un conflitto che non coinvolga direttamente
    le società che sostengono i rispettivi eserciti;
    per questi criminali di professione è poco più di un videogioco in cui sanno che non rischiano,hanno modo di far fare esperienza ai soldati,marines,marinai di testare nuove tecnologie ,alleggerire gli stock di armi e attrezzature,guadagnare qualche medaglia,
    pazienza se qualcuno ci resta o ci muore di fame o di malattia per le sanzioni (nuovo tipo di laser che fa implodere per la fame lo stomaco ai bambini?)
    risponderanno mai a qualcuno?

    • Zeneize

      Risponderanno, tranquillo, “eletti” o meno che siano.

  • best67

    come la guerra civile spagnola ..!