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Il nuovo leader di Hamas

Yahya Sinwar è il nuovo leader eletto di Hamas nella Striscia di Gaza e prenderà il posto di Ismail Haniyeh che, plausibilmente, andrà a sua volta a rimpiazzare Khaled Maasahl nel ruolo di leader supremo. Sinwar potrà contare sull’appoggio di Mohammed Def, altro elemento di spicco dell’ala militare di Hamas, le brigate Izzidin al-Qassam. Un fatto preoccupante che fa temere l’ennesima escalation violenta tra Hamas e Israele, considerando il “curriculum vitae” del personaggio in questione.

Yahya Sinwar è il primo membro del braccio armato di Hamas, le Brigate al-Qassam, ad essere eletto leader dell’organizzazione islamista a Gaza; 55 anni, 22 dei quali passati nelle carceri israeliane con quattro condanne all’ergastolo, veniva rilasciato nel 2011 in seguito ad un accordo per lo scambio di circa mille prigionieri palestinesi, in cambio del rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit. Nel 2015 Sinwar veniva inserito nell’elenco dei terroristi internazionali dagli Stati Uniti.

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Il nuovo leader di Hamas a Gaza non è soltanto un oltranzista anti-israeliano e un oppositore di qualsiasi accordo con l’Autorità Nazionale Palestinese, ma è anche noto per aver trucidato molti membri di Hamas sospettati di aver collaborato con le autorità israeliane, senza alcun processo.

Un modus operandi paranoico quello di Sinwar, che preoccupa lo stesso direttivo politico di Hamas, tanto che non è da escludere un’ulteriore frammentazione interna al movimento islamista palestinese, già soggetto a fenomeni di questo tipo.

Hamas non è infatti un blocco monolitico e da tempo l’ala politica di Hamas è in costante contrasto con quella militare. Ma come ha fatto Sinwar a vincere le elezioni? Il meccanismo è di per sé abbastanza semplice: il turno elettorale, iniziato a gennaio, ha interessato quattro circoscrizioni: Giudea e Samaria (Cisgiordania), Striscia di Gaza, palestinesi della diaspora e detenuti nelle carceri israeliane. Ognuna delle quattro circoscrizioni sceglie i leader locali, così come i delegati per il Consiglio della Shura (un organismo parlamentare consultivo).

Sinwar ha potuto contare sul fortissimo appoggio dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane che a Gaza e in Cisgiordania godono di uno speciale status e sono molti influenti. È fondamentale tener presente che Sinwar è praticamente cresciuto nelle carceri israeliane dove era diventato uno dei leader indiscussi della fazione islamista.

L’esito elettorale lascia chiaramente trasparire la vittoria del braccio militare di Hamas nei confronti dell’ala politica, ritenuta da molti oltranzisti troppo incline al dialogo e al compromesso con il “nemico israeliano”. Considerando però che, come già detto in precedenza, Hamas non è un blocco monolitico, non si può escludere che l’ala politica troverà il modo di tenere Sinwar sotto controllo, cercando di evitare escalation che potrebbero portare a un intervento militare israeliano a Gaza, mettendo così a repentaglio il processo di ricostruzione dell’area, sponsorizzato dal Qatar.

Bisogna inoltre tener presente che sarebbe controproducente per Sinwar scatenare un’offensiva contro Israele senza che le Brigate al-Qassam siano pronte a tale evento e diversi analisti israeliani la ritengono una possibilità non immediata.

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Sul piano internazionale bisognerà poi vedere verso chi si orienterà il nuovo leader di Hamas a Gaza, in un momento in cui la lotta tra sunniti e sciiti in Siria e Iraq ha raggiunto una ferocia senza precedenti. Rivolgersi all’Iran significherebbe di fatto inimicarsi la “lobby” sunnita anti-Assad e contrastare i tentativi di Khaled Maashal di riconciliarsi con l’Egitto.

Sempre per quanto riguarda le relazioni con l’Egitto, bisognerà vedere come Sinwar si porrà nei confronti del gruppo jihadista egiziano di stampo salafita, Ansar Bait al-Maqdis, alleato dell’Isis e attivo nella penisola del Sinai. Il gruppo è infatti stato accusato in più occasioni dal Cairo di essere supportato dall’ala militare di Hamas e di poter godere di protezione all’interno della Striscia di Gaza grazie ai tunnel segreti che la collegano al territorio egiziano.

  • best67

    gli idoli dei sinistri..!

  • Buba17

    ecco come i palestinesi dimostrano di volere la pace, con un terrorista peggiore di quello prima. ma dobbiamo immaginare che, per gente come la mogherini e sinistri vari, questo non sia un’ ostacolo alla pace mentre gli insediamenti si. ora quando questo demente inizierà a lanciare razzi sui civili israeliani non lamentatevi della giusta risposta dell’ idf. e semmai chiedetevi cosa ne farà dei miliardi donati da onu ed ue.