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Sovranisti e centrodestra alleati
L’Andalusia è il laboratorio d’Europa

Sono passate alcune settimane dall’exploit di Vox in Andalusia. E adesso la regione meridionale della Spagna ha un governo composto dal centrodestra ma che per sopravvivere ha bisogno dell’appoggio esterno dell’ultradestra spagnola. Un unicum nella storia democratica spagnola. Tanto che c’è chi ha gridato allo scandalo a Madrid e dintorni per quello che le opposizioni tacciano di ritorno del franchismo.

No, la Spagna non sta tornando al franchismo. Ma quello che è certo è che queste elezioni possono rivelare una traiettoria molto particolare intrapresa non solo dagli andalusi, ma da tutta la Spagna. La destra più radicale, appunto quella di Vox, è stata sdoganata in termini elettorali. E il sovranismo ha fatto breccia anche in un Paese che sembrava impermeabile a certi discorsi legati più ad altre aree d’Europa. Un cambiamento che è stato frutto di una serie di fattori interni ed esterni, ma che può segnare non solo il futuro di Andalusia e Spagna, ma anche, molto probabilmente, dell’Unione europea.

Perché quello che è avvenuto in queste elezioni regionali è indice di un cambiamento che sta percorrendo tutta l’Europa. Il baricentro della politica europea si sta spostando a destra, verso l’area cosiddetta sovranista. E molti partiti di centrodestra si sentono in dovere di trovare alleanze con i sovranisti per evitare di cadere nell’errore elettorale di coalizioni sullo schema “Groko” tedesco che hanno portato a evidenti problemi in termini di consenso. Ed è per questo che in Europa, sono molti nel Partito popolare europeo a sostenere una probabile alleanza con il blocco sovranista anche sfruttando le alleanze fra partiti e fra leader interni sia al Ppe che a quell’area.

In Andalusia, il patto l’hanno chiamato “patto per la fiducia”. Vox non governa ma di fatto ha in mano la sopravvivenza della giunta. Ed è importante riflettere su alcune dinamiche andaluse. Molto simili a quelle europee. Anche in Europa, i moderati avranno la maggioranza alle elezioni europee, visto che il Ppe sembra saldamento sicuro del primo posto. Ma è evidente che il crollo del Partito socialista europeo e l’assenza di una volontà di allearsi fra centrodestra e centrosinistra condurrà molto probabilmente a questo tipo di accordo. A meno che i sondaggi non siano del tutto errati.

E a questo punto, sorge un altro elemento utile a capire il senso del “laboratorio andaluso”: Steve Bannon. Non è un mistero che l’ideologo dell’Alt-right americana rappresenti un personaggio estremamente importante per capire le dinamiche politiche del Vecchio Continente in area sovranista. E Vox, così come altri partiti europei, gode della massima fiducia del guru della destra Usa, tanto che The Movement, attraverso il presidente a Bruxelles Mishael Modrikamen, si è pubblicamente congratulato con Santiago Abascal per la grande prova del suo partito nel voto in Andalusia. Anzi, lo stesso Bannon incontrò l’anno scorso Rafael Bardají, membro del comitato esecutivo di Vox e vecchio consigliere di José Maria Aznar, per confermare il sostegno al partito della destra spagnola.

Ora, Bannon sa che è molto probabile che alle prossime elezioni europee potrebbe sorgere quest’asse fra Ppe e sovranisti. E questa possibilità non l’ha bocciata. Anzi, l’ha confermata anche in un’intervista a Il Corriere della Sera. E quanto successo in Andalusia è un esempio perfetto che potrebbe replicarsi altrove, in Europa e nell’Unione europea. Vox è un partito assolutamente indicativo di questo cambiamento dei tempi: è giovane, ha un leader carismatico, ha personaggi che lo sostengono di diversi ambiti ma profondamente accattivanti, usa slogan forti, va contro il mainstream. Ma soprattutto scende a patti. E questo gli permette, a differenza di altre destre radicali, di avere il potere.