APERTURA PINESCHI

Il volontario italiano contro l’Isis

DAKUK – L’ufficiale curdo apre il fuoco contro le postazioni dei cecchini dello Stato islamico. Sul fronte di Hawjia, l’ultima sacca jihadista dopo Mosul, nel nord dell’Iraq, i tiratori scelti delle bandiere nere hanno centrato in testa un Peshmerga, pochi giorni fa. L’italiano Alex Pineschi, in tenuta da combattimento, dà una mano ai soldati curdi della 9° brigata, che avvicinano la mitragliatrice pesante montata sul cassone del fuoristrada al vallo, la linea di difesa lunga 36 chilometri a sud di Kirkuk. L’arma si inceppa, ma Alex la sblocca ed il Peshmerga spara, con un secco boato, proiettili da 12,7 millimetri verso le linee nemiche.

Il giovane di 33 anni, che si muove in trincea come un incursore, è un volontario con lo spirito del guerriero, che ha scelto di imbracciare le armi contro le bandiere nere al fianco dei curdi partendo nel 2015 da La Spezia. “L’istinto del guerriero penso di averlo sempre avuto dentro. Quando ho visto che lo Stato islamico si espandeva senza pietà spazzando via tutto quello che trovava sul cammino ho capito che era la mia battaglia per una giusta causa” racconta in esclusiva al Giornale fra le macerie di un villaggio liberato a ridosso del fronte. Alex, con barba e ciuffo di capelli ribelle, è stato sotto le armi in Italia come alpino. Poi è passato al settore privato scortando le navi cargo al largo della Somalia per difenderle dai pirati. “Non faceva per me. Volevo unirmi alla lotta contro il male globale delle bandiere nere. È una minaccia non solo per l’Iraq o la Siria, ma anche per noi europei. Ce ne siamo accorti quando ci hanno colpito a Parigi e Bruxelles” sottolinea il volontario.
Nel 2015 Alex parte con un biglietto di sola andata da Milano per Sulaymaniya, nel nord dell’Iraq e 1000 dollari in tasca. E comincia a bussare alle caserme dei Peshmerga, i combattenti curdi, che sono giustamente sospettosi. “Stavo per finire i soldi ed ero demotivato, triste, in un parco della città, senza un posto dove andare” racconta il guerriero di La Spezia. Alla fine un colonnello curdo lo “adotta” portandolo alla sua base e consegnandogli un kalashnikov e cinque caricatori. “Faccio presente che ho esperienza come istruttore, ma voglio andare al fronte” racconta Alex. La 9° brigata combatte a Dakuk e l’italiano ha il suo battesimo del fuoco. “In trincea faceva freddo e pioveva. L’Isis avanzava verso di noi per interrare delle trappole esplosive. Ci lanciavano contro razzi Rpg e granate di mortaio”. I curdi lo piazzano ad una mitragliatrice Pk chiedendo “sai usarla?”. Lui risponde di sì, ma non è vero. “Mi sono arrangiato e sparavo nella notte alle ombre che ci tiravano addosso” ricorda il volontario. Per raccontare la sua avventura ci porta davanti ad una grande bandiera nera dipinta su una specie di casamatta, dove ha combattuto le prime battaglie liberando l’area. Dopo quattro mesi di prova l’italiano viene arruolato come istruttore nella Task force black, una leggendaria unità curda di corpi speciali con il simbolo della pantera nera. “Li addestravo, ma quando uscivano e talvolta non tornavano mi si stringeva il cuore – spiega Alex – Per essere accettato fino in fondo dovevo andare con loro in prima linea”. Il reparto di élite partecipa all’offensiva per liberare la zona sud di Kirkuk. “Daesh (Stato islamico nda) si stava ritirando lasciandosi alle spalle un reticolo di trappole minate e avvelenando i pozzi d’acqua con il gasolio. Si avanzava a piedi, in agosto, con cinquanta gradi e si moriva di sete” ricorda il combattente italiano. Ad una bretella stradale che bisogna tenere a tutti i costi l’unità finisce sotto il pesante tiro dei mortai. “Restare fermi significava morire, ma l’ordine era di resistere – ricorda Alex – Assieme ad un mitragliere, un cecchino, un fuciliere ed un ladro aggregato sul posto abbiamo attaccato la postazione di mortai nel villaggio di Abu Najim eliminando la minaccia. Ma poi siamo rimasti bloccati per quattro ore sotto il tiro del resto del gruppo jihadista fino all’arrivo dei rinforzi”. Il villaggio liberato è stato ribattezzato Shoresh, rivoluzione, il nome curdo del volontario spezzino.
Battaglia nella scuola di Kirkuk abu naijm prigionieri Is Battagli nella scuola a Kirkuk con Pineschi inginocchiato Battagllia nella scuola di Kirkuk Battagli diAbu Naijm sud di Kirkuk Pineschi il primo a destra Ceceno ucciso nella battaglia di Kirkuk Avanzata a Basheer con il budozer colpito da Rpg che sta bruciando Membro copri speciali iracheni fetito nella battaglia di Kirkuk Pineschi di spalle con un lancia granate nell'avnzata su Mosul Pineschi ad Abu Hammad offensiva a sud di Kirkuk Pineschi con la Tsk force black Pineschi nella battaglia di Dakuk Pineschi in secondo pinao sul fronte a sud di kirkuk Prigionieri a sud di Kirkuk Task force Black di Alex Pineschi Task force black con Pineschi il primo al centro con la barba

Nella spietata guerra scatenata dalle bandiere nere, la Task force black ha sempre cercato di catturare vivi i miliziani dello Stato islamico. “Non dimenticherò mai quando abbiamo preso prigioniero un jihadista ferito, che aveva la radio con sé – racconta Alex – Il suo emiro continuava ad ordinare: ‘Uccidete senza pietà tutti gli infedeli’. Gli abbiamo risposto che il suo uomo era nelle nostre mani, ferito. E lui glaciale via radio: ‘Non mi interessa potete anche sparargli in testa’”. Altri jihadisti che si sono arresi giurano di essere stati costretti a combattere sotto la minaccia di rappresaglie contro le loro famiglie. Molti, però, sono motivati e non mollano, fino alla morte. In guerra le unità combattenti si trasformano in una banda di fratelli. E, quando uno cade, per gli altri è come perdere una parte di se stessi. Il 30 aprile dello scorso anno l’unità di Alex apre come sempre l’attacco su Basheer, una roccaforte dello Stato islamico. “Il bulldozer aveva il compito di avanzare per primo su una strada disseminata di trappole esplosive. Il mio plotone era dietro, a piedi. Lungo la via i mortai esplodevano attorno alle nostre posizioni e i colpi ci fischiavano vicino alla testa. Non potevamo fermarci, ma solo andare avanti” racconta il volontario di La Spezia. “Un botto mi ha stordito e mi sono ritrovato a terra con la polvere che mi impediva di vedere bene cosa fosse successo – continua Alex – Il bulldozer era completamente in fiamme colpito da un razzo Rpg. Il nostro autista, un amico, stava bruciando vivo e non potevo fare nulla”. Dopo 17 mesi di guerra, senza mai tirare il fiato, Pineschi torna a casa per le ultime vacanze di Natale. A La Spezia lo attende l’amara sorpresa di essere indagato come reclutatore al soldo di gruppi paramilitari. “Non sono un mercenario. Non ho mai reclutato nessuno per venire a combattere e quando vado in prima linea al fianco dei curdi non prendo un soldo. Lo faccio come volontario perché ci credo – ribatte Alex – Non chiedo una medaglia, ma certo non mi aspettavo di venire convocato in procura”.

Alex a fianco di un blindato della Task force black cin il parabrezza centrato d aun cecchino DSC_0540 Alex benda un combattente Peshmerga DSC_0596 Alex con bandiera Kurdistan DSC_0527 Alex con gli uomini dei copri speciali curdi della Task force black che ha addestrato DSC_0547 Alex con i comandanti dell 9 brigata Peshmerga che arruola diversi stranieri DSC_0566 Alex con i copri speciali curdi della Task force black DSC_0558 Alex con la mappa satellitare che usa per muoversi DSC_0560 Alex davanti alla bandiera nera nei territori perduti dallo Stato islamico DSC_0613 Alex con i curdi che sparano verso le linee dello Stato islamico DSC_0601 Alex davanti alla bandiera nera nei territori perduti dallo Stato islamico DSC_0618 Alex Pineschi davanti alle macerie del fronte di Hawija DSC_0608 Alex davanti alla bandiere anera nei territori perduti dallo Stato islamico DSC_0611 Alex nel suo fuoristrada diretto vero il fronte di Hawija DSC_0585 Alex sulle trincee curde davanti ad Hawija DSC_0589

Pineschi si guadagna da vivere come responsabile dell’Etc, il centro di addestramento di Erbil, riconosciuto dal governo curdo, che prepara le forze speciali locali e svolge dei corsi per le agenzie di sicurezza private. Il centro è ad una quarantina di minuti di macchina dal capoluogo del Kurdistan perfettamente organizzato per addestrare anche i nuclei antiterrorismo ad operazioni nei centri urbani. Alex sta preparando un libro su oltre due anni di guerra e quando il Califfato sarà sconfitto vuole tornare a casa e fare un giro in moto, sua grande passione, senza meta. Nel frattempo riceve tante richieste dall’Italia per venire a combattere contro le bandiere nere. “A tutti rispondo, che non è possibile – spiega il volontario – Molti occidentali che cercano gloria e fama si sono dimostrati incompetenti, senza autodisciplina e poco determinati. Avrebbero aiutato meglio la causa restando a casa”. In Kurdistan sarebbero arrivati circa 150 volontari stranieri, soprattutto anglosassoni, ma Alex è l’unico italiano considerato dai Peshmerga una specie di leggenda per aver partecipato alle battaglie più dure. Il 17 ottobre scorso, giorno del suo compleanno, viene mobilitato per aprire la strada alle truppe curde nell’offensiva su Mosul, la “capitale” dello Stato islamico in Iraq. “La linea d’attacco puntava su Qaraqosh, un villaggio cristiano occupato dall’estate 2014 dalle bandiere nere – ricorda Alex – La colonna al nostro fianco è saltata in aria sulle trappole esplosive. Avanzando a piedi sentivamo un brivido lungo la schiena ad ogni passo. Il nemico non si vedeva, ma lanciava una pioggia di colpi di mortaio. Quando entravamo nei villaggi sembrava l’inferno. Lungo le strade bruciavano i pneumatici per evitare di venire individuati dalle camere termiche di notte e dai droni di giorno. Il fumo denso e nero saliva verso il cielo oscurando il sole. Dietro a noi avanzavano migliaia di uomini nella storica offensiva su Mosul”.

Pineschi con i curdi da addestrare al poligono dell'Etc DSC_0628 Pineschi con i curdi da addestrare DSC_0630 Pineschi all'Erbil training center DSC_0623 Pineschi con i curdi da addestrare DSC_0625 Pineschi con i curdi da addestrare DSC_0627 Pineschi con i curdi da addestrare al poligono Etc DSC_0659 Pineschi con i curdi da addestrare DSC_0643 Pineschi con i curdi da addestrare DSC_0666 Pineschi in un momento di relax nel centro di addestramento dell Etc la società curda per cui lavora IMG_6068 Pineschi con i curdi da addestrare DSC_0672 Pineschi in un momento di relax nell'Etc il centro di addestramento DSC_0620

Alla sera Alex si lascia andare davanti ad una grigliata improvvisata nel centro di addestramento con la musica a palla dal computer portatile. Anche un guerriero ha un attimo di scoramento, un punto di rottura. L’ultimo scontro è stato quello più duro. Pochi giorni dopo l’attacco su Mosul le bandiere nere colpiscono a sorpresa, per rappresaglia, a Kirkuk infiltrando 150 combattenti in un attacco suicida multiplo su 22 edifici governativi, scuole ed alberghi. “Il nostro obiettivo era una scuola elementare occupata dai terroristi – ricorda lo spezzino – In cinque si erano barricati nelle classi con munizioni, viveri, medicinali e acqua per giorni”. A 200 metri le pantere della Task force black vengono investite da una valanga di fuoco. Non solo: le bandiere nere hanno annidato cecchini all’esterno per colpire le truppe che cinturano l’area. “Abbiamo lanciato l’assalto con le scale, ma una volta nell’edificio ci siamo trovati in trappola – racconta Alex – ci speravano da dentro, ad ogni angolo e da fuori. Tutti i terroristi avevano le cinture esplosive. Un incubo”. La Task force black combatte fino allo stremo per 12 ore di fila. In una classe si è barricato un ceceno dello Stato islamico. “I miei hanno lanciato dentro una bomba a mano e abbiamo fatto irruzione – racconta il volontario italiano – Mi è rimasto impresso, che aveva metà della faccia staccata dall’esplosione, ma imbottito di antidolorifici, sparava ancora. Io sono stato fortunato. Gli ultimi due colpi hanno centrato al cuore il secondo uomo dell’unità d’assalto. Era un mio caro amico. Assieme avevamo combattuto le battaglie più dure”.

  • Beppe VecchiaCanaglia

    Ma chi te lo fa fare?

    • Maximilien1791

      Ritenere di fare la cosa giusta.

    • Alex Pineschi

      Di certo , me lo sono chiesto tante volte …..

      • GIULIO

        FINO A CHE ETA SI PUO FARE QUELLO CHE FAI?

      • alessandro mancini

        Ciao Alex, leggo con sorpresa e piacere la tua intervista.
        Come forse ricordi quando sei stato a Gorgonzola presso il mio BB, sono un cristiano e per definizione contro la violenza.
        Tuttavia devo riconoscere che mi impressiona la tua dedizione contro l’ingiustizia praticata dai terroristi.
        Spero e prego che Dio possa darti la forza di andare avanti e trovare il senso di ciò che stai facendo.
        Ti auguro ogni bene. Alessandro

      • Beppe VecchiaCanaglia

        Scusi il “tu” ma era una frase fatta. Lei che l’ha vista sa bene che la guerra è un orrore,io di certo cercherei di evitarla. Tanti auguri comunque.

      • step

        Purtroppo l’uomo contemporaneo è così, ha raggiunto uno squallore che non si pensava potesse raggiungere, anteponendo “ciò che conviene” a “ciò che è giusto”. L’intervento a cui hai risposto ne è un esempio, e nessuno è immune da questo degrado, me compreso. Ti porgo i migliori auguri.

  • Ramsmeat

    Un europeo con gli attributi. Ammiro questa gente, ma visti gli eterni conflitti non so quanto possa davvero essere utile rischiare la vita laggiù. Ad ogni modo onore a questo connazionale, che tanto prima o poi tornerà perché l’Europa farà la medesima fine del medioriente.

  • mortimermouse

    è un autentico eroe e altruista! sta combattendo per noi, europei, vigliacchi e codardi! oltre che per il paese per cui combatte! lui non ci guadagna, non impone democrazia, né esporta islam! è uno che va a combattere il demonio! come può l’attuale governo pensare di sottoporlo a indagini giudiziarie! grazie alex pineschi!

    • Paolino Paperino

      Giudici di merda

  • Paolo Antonio Crippa

    Bravo Alex tieni alto il nome degli Italiani e dimostra che non siamo solo chiacchiere e distintivo.

  • AlbertodaLecco

    Lo ammiro. Non so che altro aggiungere.

  • Jojo Grass

    bravo

  • Demy M

    Onore e gloria a questo Eroe di altri tempi, quando si lottava per un ideale,contro i soprusi,contro la tirnannia, e sempre dalla parte dei piu deboli, delle vittime. Vergogna a chi lo ha indagato ma, vista la situazione italidiota, non ci si puo meravigliare piu di tanto. Che Dio lo protegga sempre nel cammino della vita. Ciao Alex, un caro saluto da Vladivostok.

    • Ramsmeat

      Lui che era là lo hanno indagato, mentre i piedipuzzi culinalto islamici vengono lasciati a piede libero di far danni in Europa.

  • Paolo

    Molto onore Alex.

  • Maria

    Scusate ma in prima linea metterei Israele che e dal 12 error 1920 e 1929 che affronta terroristi divenuti piu agguerriti e crudeli con la nascita d Israele nel 1948. Non voglio dare l impressione di essere arrogante ma prima degli attacchi terroristici in Europa i paesi europei criticavano Israele soprattutto denunciando la costruzione del muro considerato una vergogna!!! Tutto dimenticato?? E che dire i commenti negativi della riposta militare israeliana ai tiri da parte di Hamas che si succedeb error succedevano da piu otto anni. I bambini e i civili erano costretti a vivere nei rifugi quando suonava l allarme. La stampa non fu tenera con Israele sui bombardamenti effettuati su Gaza dicendo che l esewrcito israeliano aveva commesso un genocidio di bambini error palestinesi pakestinesi!! Ora Israele se la dovra vedere ben presto con gli armatissimi Hezbollah e l Iran ora presente in Siria e l ambiguita di Putin che cerca di tenere il piede in due staffe. La guerra in Iraq e in Siria non e finita non fatevi illusioni per favore.Maria

    • Ling Noi

      Israele aiuta l’Isis, Hezbollah combatte l’Isis.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Le prove?

        • JaegerPanzerE100

          Trovi tutti i dati del capitano dell’esercito Israeliano arrestato in Iraq dall’esercito Irakeno in presenza di un’altra 30ina di compagnucci dell’isis, i piani di lavoro che aveva con se e il programma di addestramento…..

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Trovi dove?

          • JaegerPanzerE100

            clicca informati, cerca, c’e’ anche il documento di protesta stilato dal governo irakeno.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Già fatto, ma le notizie si fermano nel 2015.

          • JaegerPanzerE100

            E quindi? la guerra va avanti dal 2011-12, non e’ nata ieri.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Tu non sai come è andata a finire?

          • JaegerPanzerE100

            Una notizia di questo tipo e’ passata in sordina nel grande mainstream, figurati se seguono poi la vicenda, era troppo imbarazzante, solo Rai News e sky ne hanno fatto accenno, su carta stampata era in un trafiletto, qualche notizia in piu’ si poteva trovare all’ansa e su piccoli blog di informazione, poi piu’ nulla, ordine categorico, un po’ come hanno fatto il giorno dell’attentato di Londra, nel stesso giorno un immigrato clandestino ha accoltellato un vigile urbano in puglia e ferito un’altro, la notizia era riportata solo ed esclusivamente da dei giornali locali pugliesi.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Ciò non significa che la storia è vera. Pochino direi.

          • JaegerPanzerE100

            Oddio, un governo riconosciuto da tutto il mondo, armato e addestrato dagli Stati Uniti, protesta formalmente all onu, fornendo dati foto passaporto e tesserino militare de colonnello israeliano, Ansa, reuter ed altre agenzie che riuniscono tutte le gradi stampe certificano, e lei dice che forse non e’ vero….. siamo alle comiche del negare, negare, negare ogni evidenza oggettiva per appendersi ai cavilli….. pffff tempo sprecato o troll incompetenti.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Ci sono notizie che negano quanto da te sostenuto.

          • JaegerPanzerE100

            posti la notizia che l’iraq non ha un governo riconosciuto, non ha protestato e documentato l’accaduto all’Onu ed a Israele stessa, non e’ fornito di armamenti militare dagli stati uniti ed addestrato dagli stessi. Che RAI news 24 non ha dato notizia e che nemmeno SKY ha dato notizia……. posti il link di controinformazione e vediamo…

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Il punto è che non trovi Ansa o Reuter con la notizia che dici. Il punto è che Rai News recitava solo … La sicurezza irachena ha arrestato nei giorni scorsi un colonnello israeliano della Brigata del Golan insieme ad un gruppo di terroristi dell’Isis”. La notizia è stata diffusa dall’agenzia iraniana Fars … Il punto è che dal 2015 ad oggi non c’è stato un seguito da parte di testate nazionali e internazionali e nemmeno da parte di Rai News …

          • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ☆☆☆☆

            Si, i dati prodotti dagli islamici.

      • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ☆☆☆☆

        Hezbollah cosa? sono dei semplici delinquenti. PErò capisco che a te possano piacere: Hezbollah sarebbe una specie di movimento politico che usa l’assassinio ne come strumento. Non mi sorprende che della gentaglia del genere possa piacere a chi si vende ai russi.

    • virgilio

      mia cara Maria Israele e un popolo di zingari non hanno diritto a una terra,io non gli ho promesso niente che continuino a girovagare come hanno sempre fatto e che non rompino le palle,e ti diro di piu quando Israele verra cancellata dalla mapa vedrai che tutti ci porteremmo molto meglio e anche loro,questo popolo e un sbaglio della natura,e un popolo che non ha mai lavorato,conosci tu un ebreo che abbia fatto qualcosa con le sue mani? non credo!
      non sanno neanche spararsi una sega!!
      e venderebbero la loro madre solo per profitto

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Brutte parole le tue.

      • JaegerPanzerE100

        giro della medaglia, condivido in toto solo che e’ sbagliato il soggetto, il soggetto in causa dal mio punto di vista e’ la mentalita’ proveniente dall’islam, moderata o no. Non vedo l’ora che israele liberi tutto il medio oriente.

      • percival656

        Nessuno le rispondera’ in queste sue farneticazioni da figlio o nipote del dottor Goebbles. Le sua parole si commentano da sole.

    • percival656

      D’accordo, ma adesso Israele puo’ contare su un autentico sostegno Americano garantito da Trump, mentre Obama, con la vigliaccata della astensione Americana nel voto alle nazioni Unite, glielo aveva tolto.
      Per quanto riguarda la utilita’ del muro, che ha indubbiamente permesso ad israele di ridurre drasticamente gli attentati suicidi nel suo territorio (452 vittime civili Israeliane nel 2002 contro 9 nel 2010, dopo il suo completamento) sarebbe ormai tempo che qualcuno andasse a spiegarlo anche a Papa Francesco…….

    • Giuseppe Giannantonj

      Approvo. Peccato per i continui “error” e refusi. Più sotto troverai una risposta a jager Panzer che potrà interessarTi. Altri commenti violenti sugli israeliani (ma anche sui palestinesi, ove ve ne fossero) andrebbero bannati.

    • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ☆☆☆☆

      Su IL, hai ragione al 100%, ma perchè dovrebbe escludere la presentazione di Pineschi ?

  • schiatt’e muort

    Ciao Eroe.Un Uomo,un Combattente UNA LEGGENDA.Dio ti benedica.Stai combattendo per tutti noi.

  • Paolino Paperino

    Bravo ! Ci fossero tanti giovani iracheni che invece di scappare in Europa……contro il nazismo gli europei con le palle restavano e combattevano

  • Giuseppe Giannantonj

    Alex Pineschi, 33 anni, nato alla Spezia, ex alpino, simpatizzante della sinistra radicale, combatte a fianco dei peshmerga curdi (comunisti e islamici radicali) come mercenario, non come romantico
    “volontario” come Biloslavo vuole farci credere.

    • JaegerPanzerE100

      L’eroe per antonomasia dell’Italia era pur mercenario e massone…. che problemi ci sono?

      • Giuseppe Giannantonj

        Nessun problema per carità, anche se sull’eroicità di Garibaldi nutro seri dubbi: Garibaldi fu il primo eroe mediatico, con al seguito giornalisti e scrittori che ne cantavano le gesta. Visto il nickname che porti, non mi sembra ti manchino spunti per fare esempi di veri eroi combattenti: gente che combatté per la Patria e per l’Onore con una divisa e sotto la bandiera del suo Paese. In silenzio, combatterono: senza informare costantemente i media, magari per scrivere libri o articoli. Cosa che non fa o sembra non fare il Pineschi, qui celebrato a dismisura. A leggere i panegirici dedicati a quest’ultimo mi vengono in mente quelli, ancora più stucchevoli, destinati a quell’italianissimo “Karim” che è andato a combattere il Califfato. Per lui niente accusa d’essere un mercenario, anzi medaglia al valore della resistenza resistenza resistenza.

  • robertodanni

    un grande italiano..che fa onore al suo paese

  • davide

    Salve
    ho avuto la fortuna di lavorare in Kurdistan tra il 2003 e il 2005 tra Kirkuk, Khanaquin, Kushtapa e Suleiymaniya. I kurdi, un popolo forte e fiero che conosce persecuzioni e guerre da 30+ anni. Ma che non molla mai. Complimenti ad Alex e a chi tiene accesa una luce su quell’angolo del mondo.
    PS i kurdi non sono comunisti e non sono integralisti islamici

    • Giuseppe Giannantonj

      Devo essermi informato male e me ne scuso. Ovviamente i Curdi (20-30 milioni), presi nella loro generalità, non sono tutti comunisti. Faccio sommessamente notare che nella coalizione che combatte l’Isis e che è all’oggetto dei nostri commenti vi è una forte componente PKK (quella, per intenderci, di Abdullah Öcalan), HDP, YPG. Anche sull’aspetto religioso mi scuso: sono in maggioranza musulmani sunniti e dunque non integralisti. Mi scuso anche perché credo che il fatto che i Curdi combattono l’ISIS non significa che i curdi siano disposti a combattere l’ISIS ovunque e in ogni momento. Tutte le loro battaglie sono avvenute durante la riconquista di territori curdi o per conquistare luoghi strategici per la loro difesa. Si veda: DAVIDE DE LUCA 30 LUGLIO 2015 (Cinque cose sui curdi, la Turchia e l’ISIS).

  • Niko

    Mispiace contraddire qualcuno,ma io non combatterei con un altra bandiera che non sia Italiana sulla spalla,ammiro lo spirito da combattente ma poteva benissimo continuare a servire la propria patria come Alpino o meglio ancora diventando un incursore visto che ha le capacita’,nonostante l’ Italia e’ la nostra patria nel bene e nel male….

    • Giuseppe Giannantonj

      Condensi in poche righe quello che ho cercato di dire in molte. I canti lirici all'”eroe”, per biografia e parti prese, mi sembrano fuori luogo.

  • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ☆☆☆☆

    Bravissimo, sei perdonato anche se sei…. sei … sei che il colore sarebbe anche quello giusto, ma non è LaSpezia, è il bianco nero della Juve !!!