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“Vogliono uccidermi con un kamikaze”

HERAT – “Le minacce di morte arrivano via sms. – spiega Maria Bashir, come se fosse normale – I servizi di sicurezza mi hanno informata che i talebani stanno preparando un attacco suicida ed una trappola esplosiva radiocomandata per uccidermi”. Il procuratore capo di Herat, l’unica donna in Afghanistan con una carica del genere, ci accoglie nel suo ufficio di Herat presidiato da un nugolo di guardie del corpo. Velo nero, ma volto scoperto e truccato parla in esclusiva con il Giornale.

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Perché i talebani vorrebbero ucciderla?

“Non vogliono che continui a fare il mio dovere diventando un esempio per altre donne. Hanno già fatto esplodere una bomba fuori di casa mia”.

Non ha paura per lei e la sua famiglia?

“Non per me, ma come madre di tre figli sono preoccupata per loro. La più grande ha 18 anni e vuole diventare una delle donne che salveranno l’Afghanistan. Studia da voi, al Collegio del Mondo Unito vicino a Trieste”.

Il grosso delle truppe italiane se ne andrà a fine anno. È preoccupata?

“L’Afghanistan ha ancora bisogno del vostro aiuto. La Nato si sta ritirando troppo presto. Il rischio è che l’impegno italiano di questi anni risulti inutile. L’ Afghanistan potrebbe diventare di nuovo una base sicura per i talebani, una minaccia per i paesi occidentali”.

Il prossimo anno, dopo la fine della missione Nato, i talebani avranno la rivincita?

“Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che Al Qaida ed i talebani sono stati sconfitti. La missione ha avuto successo e per questo se ne vanno. In realtà la sicurezza non c’è ancora. Se la situazione nell’entroterra peggiorasse, i talebani potrebbero tornare al potere”.

Il Califfato sta avanzando anche in Afghanistan?

“A causa dei nostri confini (con il Pakistan nda) tutto è possibile. Nella provincia di Ghazni un gruppo che ha dichiarato di far parte dello Stato islamico ha decapitato pochi giorni fa una dozzina di civili”.

Può andare a finire come in Iraq?

“L’Afghanistan è diverso dall’Iraq, ma ben più pericoloso. Questo paese può diventare di nuovo una base del terrorismo contro quelle nazioni occidentali che sembrano non pensarci”.