(160605) -- DA NANG, June 5, 2016 (Xinhua) -- Rescuers prepare to head for the accident site to search for missing people in Vietnam's central Da Nang City, June 5, 2016. As many as 53 people have been rescued while three others remain missing on Sunday after a tourist boat capsized in Han River in Vietnam's central Da Nang City Saturday night. (Xinhua/VNA)
****Authorized by ytfs****

Vietnam tra grattacieli e spiagge: nuova vita, schiaffo alla guerra

Quando scendi dall’aereo ti immagini gli effetti della guerra, ti chiedi se il Vietnam si è rialzato in piedi. Ti chiedi cosa pensi il suo popolo e come sia quel Vietnam ora.

Se quella Saigon, ora Ho Chi Minh City, così tanto raccontata in passato, sarà la stessa che vedranno i tuoi occhi. Saigon, dopo più di 18 ore di viaggio, con scalo a Shangai, sembra una città enorme. L’aereo atterra quasi accanto ai palazzi: in quell’aeroporto nel centro città; nello stesso aeroporto da cui, nel 1975, sono scappati i soldati americani e i vietnamiti fedeli agli americani; l’aeroporto che è stato bruciato quando è stato conquistato dal Vietnam del Nord e che ha visto tante persone abbandonate al loro destino salire in massa sulle barche. Ma è nel viaggio tra Saigon e il nord, su quell’unica strada, che si vedono le risaie. Qualche nòn là, il cappello tipico dei vietnamiti, ogni tanto fa capolino in mezzo alle piante di riso. Appena fuori dalla città, baracche si alternano ai grattacieli e alle baracche si alternano case di paglia. Ed è il contrasto tra i grattacieli e le case di latta che fa percepire tutte le contraddizioni di questo Paese.
Il comunismo non sembra comunismo, qui in Vietnam. I negozi vendono, i commercianti fanno affari, la vita brulica nelle strade e nei mercati. Sempre lungo la strada, si vedono rosse bandiere con falce e martello in piccoli paesi pieni di motorini, dove si supera a destra. Oriana Fallaci si chiedeva quanto dovesse essere bello il Vietnam senza la guerra. Beh, il Vietnam, dopo la guerra, è bellissimo: i cieli, il verde del riso appena piantato, il delta del Mekong, le piante e il mare. Sulle spiagge di Mui Nè, signore piccolissime spaccano i cocchi con i coltellacci. Nei locali c’è un’insolita allegria: le decorazioni, le luci al neon, la musica. Nei locali, a Mui Né, passano cantanti itineranti che si mischiano agli americani, agli australiani, ai russi. I russi sono tanti, qui: è il paradiso del kitesurf. Ed è il kitesurf che ha ridato la vita alla costa. Negozi a basso prezzo si alternano a negozi con prezzi occidentali. E si paga in Dong o in dollari. Ai vietnamiti piacciono i dollari, li regalano ai figli per il compleanno. Anche se tutti, ufficialmente, compiono gli anni al Tet, il capodanno vietnamita. E, per 10 euro, al cambio, ti danno mazzette di Dong.
La strada è sempre affollata da uno sciame di motorini. E non esiste un codice della strada preciso: chi va in una direzione si sposta e fa passare chi viene dall’altra parte. Da Mui Né a Phan Rang il panorama è mozzafiato: cascate, barche rotonde dei pescatori, saline, e il verde della foresta. Il Mar Cinese orientale, che sbatte sulla costa vietnamita, è un mare con le onde che riporta a terra tanti rifiuti. Appena si esce dalla zona turistica la povertà si vede e si vede bene nelle case mezze distrutte, negli intonachi, nelle rovine dei resort e nei cavi elettrici tirati alla bell’e meglio, negli occhi dei bambini che salutano e sorridono.
Pham Rang-Thap Cham: i monumenti alla vittoria svettano sulla piazza principale, le statue dei soldati vietnamiti ricordano la riunificazione. Anche se si sta costruendo anche qui, le mattonelle dei marciapiedi non sono state aggiustate. Ogni tanto, un aereo militare sfreccia nel cielo. E, allora, il pensiero torna a Saigon, tra il museo della guerra, ora War Remenants Museum, il palazzo della Riunificazione e la rete di tunnel di Cu Chi (dove si nascondevano i combattenti vietcong, alleati del Nord). Il palazzo dell’indipendenza, un tempo sede del governo del Vietnam del Sud, conquistato da un carrarmato che ne aveva abbattuto i cancelli, è diventato il simbolo della Riunificazione e ha cambiato nome.
I fasti del passato, le stanze dell’ex Presidente del Vietnam del sud, gli armadi della moglie (dove ci sono ancora i vestiti), la sala dove Kissinger ha incontrato di Nguyen Van Thieu. Tutto è immobile, intonso. Molti vietnamiti, quando chiedi del comunismo, rispondono «cos’è il comunismo?». Ma persino le ferrovie si chiamano Ferrovie della riunificazione. I vietnamiti non parlano molto della guerra, non parlano della riunificazione e non parlano del comunismo. Forse perché le ferite sono profonde, forse perché la voglia di vivere è più forte di tutto.
Le mine inesplose scoppiano ancora. L’agente Orange, lanciato dagli americani, ha lasciato ancora oggi le sue tracce: gli effetti hanno colpito indifferentemente veterani Usa, piccoli Vietcong e vietnamiti del Sud, i loro figli e i figli dei figli e arrivano fino alla quarta generazione. Le foto dei corpi mutilati e vilipesi stanno lì, insieme alla foto iconica della bambina che scappava dal Napalm, fotografati e immobili, per sempre, sui muri del Museo della guerra a ricordare quello che è stato. Gli elicotteri, le armi e i carri armati che gli americani si sono lasciati dietro nella stretta del Vietnam del Nord su Saigon, sono conservati in perfetto stato ed esposti. E resta tutto negli sguardi fieri di questo popolo che pratica il buddhismo, rialza la testa e fa fronte alla rinascita cominciata nel 1986 con la doi moi, la politica di riforme orientata all’apertura del mercato. E anche se la storia la scrive chi ha vinto, dalla fine dell’embargo Usa, le ostilità sono cessate. Gli americani sono i benvenuti, non c’è risentimento, la guerra ha lasciato dei ricordi devastanti anche a loro. Già del 1971, con la diffusione dei Pentagon Papers e con l’apertura americana a diffondere le fotografie (come quelle pubblicate nel libro Vietnam Inc), ci si è resi conto che nulla può cancellare ciò che è stato.

Sara Mauri

  • Lorenzo

    se l’invasione dell’Ungheria fu il mio risveglio giovanile contro il comunismo..e Nagy e Maleter divennero i miei idoli…la guerra nel Vietnam fu il richiamo alla cruda realta’ dell’inesistenza di paesi “amici della democrazia e della liberta’” caddero le illusioni alimentate dalla propaganda Usis e dai media…film hollywoodiani inclusi…Mylai fu l’ultimo pugno nello stomaco…e perdetti l’innocenza e la creduloneria

    • cir

      eppure gli sporchi luridi yankees portavano la democrazia a questi popoli ..

      • AlbertNola

        Ama l’America come te stesso!

    • AlbertNola

      Tu essere ancora comunista?

  • Giuseppe Dp

    ho guardato le foto di questa città, ma anche di altre in tutto il mondo e mi sono accorto che la spazzatura per strada l’abbiamo solo noi. Ma siamo tanto consumatori?

    • cir

      la spazzatura noi l’ abbiamo non solo nelle strade, le abbiamo anche nel nostro essere occidentali.

      • Mario Verdi

        Tu comunque sei escluso dal tuo giudizio, dico bene?

  • Ling Noi

    Ricordo nelle città vietnamite il continuo suonare dei clacson degli sciami di motorini, frotte che intersecavano in un modo impossibile, eppure senza incidenti.

    • Demy M

      Ci sono stato diverse volte, in vacanza, a Cat Ba Island cosi, nel mio piccolo, aiuto questo martoriato Paese distrutto dagli americani. Le prossime vacanze, se possibile, andrò in Crimea e Siria per dare il mio modestissimo contributo.

      • cir

        bravissimo.

        • AlbertNola

          Io sono molto più bravo di lui. Viva Israele!

      • AlbertNola

        Contributo di un traditore vigliacco nemico dell’Occidente democratico!

        • MAUROC59

          basta cog….e vai a lavorare trollone pdm!

          • AlbertNola

            Son direttore di banca a Tirana. Do lavoro a centinaia di persone.

          • MAUROC59

            bravo, allora la prossima volta scrivi con educazione e raziocinio, come dobbiamo fare tutti. sarai omaggiato e rispettato.

  • potier

    gira e rigira, alla fine della storia anche li in Vietnam, a Saigon o città Ho Chi Minh come la si vuole chiamare, girano i Dollaroni americani, mica i Rubli russi … che anche da quelle parti quest’ultima valuta nemmeno la vogliono vedere da lontano, e anche i turisti russi che li fanno vacanza …

    • alberto

      Monsieur Carlo, non sapevamo fosse appena rientrato da Saigon…:D:D
      Potrebbe mandarci qualche foto…
      Lei pensa che i molti turisti russi che vanno in Vietnam si portino necessariamente dollari ?
      Non e’ entrato in qualche banca del posto? Ha per caso chiesto se cambiano o meno i rubli?
      Sa come funzionano le carte di credito ? Io in Cina, Usa, Lapponia,…ed altre parti del mondo anche in Italia …:D pago con una carta di credito di un conto in…rubli : pensi un po’ …:D:D
      Anche se venissi nella sua bella Valle farei lo stesso
      bonne nuit

      • potier

        si ma qua si discuteva di contanti Monsieur albert … al commerciante di strada vietnamita non gli dai il Rublo ! e nemmeno lo paghi con la carta di credito, ma caso mai paghi in Dollari !!! lo so pure io che i Rubli sono convertibili in altre valute da qualche anno a questa parte, e comunque in ogni paese vengono convertiti in Dollari o Euro previo borsa valori giornaliero, rispetto al valore e nel nostro caso il Rublo, lo sa anche lei, e comunque quest’ultimo ultimamente è piuttosto in caduta rispetto al Dollaro e all’Euro … in sostanza occorrono sempre più Rubli per sempre meno Dollari-Euro …

        • alberto

          No Monsieur Carlo.
          e comunque in ogni paese vengono convertiti in Dollari o Euro
          Per esempio in Svezia e norvegia i miei Rubli venivano convertiti evidentemente nelle loro Corone e non in Euro o bellissimi Dollaroni 😉
          PS
          quando devo pagare fatture in Italia , potrei trasferire tranquillamente Rubli. Preferisco acquistare prima Euro qui perche’ le vostre banche applicano commissioni da strozzini sul cambio !

          • potier

            infatti, se paga in Rubli, dovrà darne parecchi di più rispetto a quelli che a parità necessitavano anni fa … e le aggiungerò, se mai il Mister Putin dovesse comportarsi da furbastro ancora più di quanto già non lo faccia oggi, ai “ricchi” governi ed economie occidentali, basterebbe tornare a proibirne la conversione dai rubli ai dollari o euro, come del resto accadeva ai tempi dell’URSS … quando capitava ad un ipotetico turista occidentale di avere ancora qualche Rublo in tasca rimastogli dal viaggio, salvo poi accorgersi di come qui, la valuta russa fosse considerata meno che carta igienica …

          • MAUROC59

            non siamo noi che andiamo la.. sono loro che vengono da noi lasiando un mare di soldi. Causa sanzioni, il turismo a Rimini in un anno crollo dello 80%. Chi ha soldi va dove lo trattano meglio

          • potier

            non guardi … è qui che si sbaglia … non vengono o meglio vengono qui da noi in maniera minore NON per una questione di sanzioni, ma bensì perché la loro economia è quasi crollata a causa dei prezzi del gas e del petrolio i quali sono scesi e di parecchio, infatti dopo il 2014 arrivò a 40 $ al barile, ora siamo a circa 60 $ … mentre appunto solo quattro anni prima sfiorava i 100 e più dollari … raccontiamola tutta per favore …in pratica la loro valuta è scesa ai mini storici rispetto al dollaro, quasi come ai primi anni novanta.

          • alberto

            Monsieur Carlo, i turisti russi non sono tutti ‘petrolieri’
            Non e’ questione della quotazione del petrolio per cui molti turisti russi disertano l’Italia come meta dei loro viaggi ( anche se ce ne sono ancora tanti…) per lidi piu’ ‘accoglienti’ e dove non li ‘fregano’ ad ogni passo !
            .portez-vous bien

          • MAUROC59

            vero, in Russia c’e’ una mancanza di denaro notevole, tuttavia mi creda dove vado in ferie
            la maggioranza dei turisti e’ russa. L’europa e’ diventata piu’ cara e non piu’ appetibile come prima. Noi ci abbiamo smenato dei quattrini questo e’ evidente.

      • MAUROC59

        esatto anche io uso carte bancomat della sberbank e funzionano benissimo… ho problemi invece con quelle italiane:))

        • alberto

          Egregio Mauro, se poi dicessi a monsieur Carlo che uso una carta di…Gazprombank, gli verrebbe un ‘coccolone’ :D:D
          Saluti

        • AlbertNola

          Perchè non hai un centesimo.

          • MAUROC59

            si sono povero

    • Ling Noi

      Povero cretino, la carta verdastra americana fra un po’ servirà per giocare al Monopoli. Quando sono stato li, avevo gli euro e li cambiavo in dong, e poi pagavo in dong.

      • potier

        povero cretino lo sei te, dal momento che non hai NEMMENO letto l’articolo in
        questione … cito testuale … ” e si paga in Dong o Dollari, ai vietnamiti piacciono i Dollari, LI REGALANO AI FIGLI PER IL COMPLEANNO ” hai capito testa vuota ? il cronista riferisce di Dollari non di Rubli … in pratica se vai con i Rubli te li tirano dietro … altra cosa se paghi appunto in Dong, o Dollari, o Euro …

        • Ling Noi

          Testa di penis, io in in Vietnam ci sono stato dal vero e ho visto le cose dal vivo, non come uno stupido come te che non sa niente e non ha mai visto niente, tranne i film dello zio Sam

          • potier

            e chi se ne frega dove sei stato … io mi baso e credo sulla base di quello che mi racconta l’estensore dell’articolo di cui sopra, e anche per mie esperienze in altre realtà che non sono il Vietnam naturalmente, altre realtà, dove nel momento in cui tiri fuori dei bei Dollararoni o degli Euro dal portafogli, certe persone spalancano letteralmente gli occhi … (prova ad andare in certi posti e a pagare in Rubli … poi mi riferisci buffone ! ) pertanto i tuoi Rubli te li puoi tranquillamente mettere in quel posto … io preferisco girare con i Dollari o in alternativa i nostri Euro …

          • Ling Noi

            Idiota, cosa mai hai girato? Al massimo il cortile di casa tua. Io ho gli euro e uso quelli, ma tanto per farti venire il mal di fegato, in ottobre ero in Thai e nei cambi c’erano anche le quotazioni del Rublo e del Renminbi. E nessuno SPALANCA gli occhi per le valute estere.

          • alberto

            Egregio Monsieur Carlo, ancora sbaglia !
            Ha mai provato un bancomat ? A cosa serve ‘tirar fuori i bei dollaroni ‘?
            In qualunque paese ,se ho bisogno la valuta locale, prelevo tranquillamente la stessa usando una carta di Gazprombank relativa ad un conto in rubli. Difficile ?
            Lei giri pure con i bei dollaroni cosi’ ci perde nel cambiarli in Italia e poi se le serve la valuta locale; compliment !!! Furbissimo.
            bonsoir

          • Aaron Goodman

            Io ci sto in questo momento (Hoi An). Si possono cambiare una ventina di valute, ma il dollaro USA e’ quella preferita. Come nel resto del Sud Est Asiatico.

          • Ling Noi

            Preferita nel S E? Non e vero, anzi in Thai se cambi dollari di piccolo taglio ti danno molto meno, mentre con l’euro ti danno lo stesso valore.

        • MAUROC59

          ling noi ha ragione.. meglio l’oro di questi tempi.. chi stampa 80 miliard di usd al mese per stare a galla non mi sembra molto in salute.. ma la logica gira bene nelle teste libere e intelligenti

    • virgilio

      con i Dollaroni neanche il kulo puoi pulirti
      Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…………….

  • Bob184 —

    Ma guarda un po’, questi komunisti che si battono per il socialismo verace, poi senza la parte più bieca del consumismo e correlato capitalismo non sanno vivere. Gli USA hanno avuto le loro responsabilità ma gente come questa predica in una maniera e poi va nella direzione opposta. Se poi permane coerentemente nell’ortodossia marxista …. beh Cuba, Nord Korea, Venezuela non sono proprio esempi da indicare.

    • Ling Noi

      Se non studiate la storia scrivete solo cretinate. I vietnamiti volevano l’indipendenza e scacciare gli invasori francesi, gli unici che gli hanno dato una mano sono stati i russi e i cinesi, per cui hanno simil-adottato il loro metodo di governo solo per avere l’aiuto necessario per scacciare anche gli invasori americani subentrati ai francesi.

      • Aaron Goodman

        Non e’ che al momento ci sia tanta simpatia per i cinesi, e non mi riferisco solo ai pescatori …… ha ha

        • Ling Noi

          Ripeto, studiate la storia, i vietnamiti odiano i cinesi perchè per secoli sono stati da loro occupati e dominati, non vogliono essere considerati una provincia ribelle, hanno un fortissimo desiderio di indipendenza. L’abilità di Ho Chi Minh fu di riuscire a farsi dare aiuti dalla Cina malgrado Mao non era per la quale.

  • Giuliano Massa

    Mi sembra che la giornalista abbia scoperto…l’acqua calda………il vietnam e’ cambiato gia’ da anni…..non solo le citta’…ma alberghi ..resort …spiagge …turismo.