Russian President Vladimir Putin attends a ceremony to receive diplomatic credentials from newly appointed foreign ambassadors at the Kremlin in Moscow on October 11, 2018. (Photo by Sergei Karpukhin / various sources / AFP)

Un vertice tra Putin e Kim è alle porte: Mosca guarda alla Corea

Il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente russo Vladimir Putin potrebbero incontrarsi alla fine di questo mese. Secondo le indiscrezioni rilasciate dalle agenzie d’informazioni nordcoreane, il capo del Cremlino desidererebbe “approfittare” della sua imminente travesta verso Oriente per incontrare il leader della Repubblica popolare democratica di Corea. La data dell’ipotetico incontro, se davvero previsto, dovrebbe essere fissata dopo il 27 aprile.

L’agenzia Yonhap ha citato una fonte “anonima”, ma ha collegato il viaggio nelle province dell’Estremo Oriente russo, e l’incontro fissato in Cina per discutere del programma Belt and Road , citando che “nulla esclude un summit Russia-Corea del Nord” dopo l’appuntamento di Pechino, riportato che le probabilità che ciò accada sono da considerarsi “alte”. Dalla parte di Mosca non è stato espresso alcun commento sull’ipotesi, ma l’agenzia Tass ha citato l’appuntamento recente di un alto emissario del Cremlino che avrebbe “sondato” la possibilità di un viaggio di Kim in Russia attraverso i “canali diplomatici”. Kim Chang-son invece, capo di gabinetto de facto del dittatore Kim-Jong Un, si è già recato a Mosca e Vladivostok, e il ministro dell’Interno russo Vladimir Kolokoltsev  è stato a Pyongyang proprio la scorsa settimana.

Sebbene non ci sia nulla di certo, il Cremlino ha confermato che i governi di Russia e Corea del Nord stanno lavorando alla pianificazione di alcuni incontri, senza fornire ulteriori dettagli: “Appena giungeremo a un accordo sul tempo, il luogo e la forma dell’incontro, presenteremo le relative informazioni”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. Da quando il giovane dittatore Kim è succeduto al padre nel 2011, non si è mai recato Mosca e non ha mai incontrato il presidente Putin. Questo “summit” tuttavia sarebbe da considerasi al primo posto nell’agenda bilaterale di entrambi i Paesi, ha dichiarato l’ambasciatore russo a Pyongyang Aleksander Matsegora.

Al centro dell’incontro ci sarebbero temi di rilevanza globale come la sicurezza nella regione asiatica, la questione della denuclearizzazione della penisola , e quella della possibilità che il governo russo proceda allo stoccaggio di parte delle scorie radioattive dalla Corea del Nord se Pyongyang acconsentisse ad intraprendere la via della completa denuclearizzazione. Come riportato dall’agenzia stampa Nova, l’ambasciatore russo avrebbe colto l’occasione per smentire le indiscrezioni riportate nei mesi scorsi dal quotidiano statunitense Washington Post secondo cui “Mosca lo scorso autunno avrebbe segretamente proposto la costruzione di una centrale nucleare in Corea del Nord al fine di sbloccare i negoziati in fase di stallo tra Pyongyang e Washington”.

 Se la notizia di questo incontro venisse confermata dai canali ufficiali, questa diverrebbe l’ennesima “mossa politica” di ampio respiro dello “zar”; che ormai si muove in ogni direzione per eguagliare, o addirittura ambire a surclassare, il suo antagonista americano: che si tratti di rapporti commerciali, diplomatici, o missioni militari all’estero.