Incirlik

Ancora problemi fra Usa e Turchia:
cosa succede nella base di Incirlik

Cosa succede nella base di Incirlik, in Turchia? Per ora arrivano notizie contrastanti e ed è importante cercare di dare un quadro delle ultime novità che stanno accadendo in una delle basi più importanti della strategia usa in Medio Oriente.

L’11 marzo, il Wall Street Journal pubblica una notizia che riecheggia immediatamente non solo in tutta la Turchia, ma anche in Siria e Iraq: gli Stati Uniti sarebbero pronti a ridurre sensibilmente le proprie truppe dalla nota base turca perché in aperto contrasto con il governo di Ankara. La notizia sembra dunque modificare in modo molto profondo la strategia americana in Medio Oriente, dal momento che il Pentagono ha usato la base per i propri attacchi allo Stato islamico oltre che come centrale di comando di molte operazioni a sostegno delle forze ribelli contro Damasco.

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I funzionari statunitensi che avevano parlato al quotidiano statunitense, hanno confermato l’assoluta lealtà degli Stati Uniti all’alleato turco, membro della Nato e hanno spiegato che al momento non ci sarebbero piani per una maggiore riduzione delle forze e degli aerei nella base citata. Tuttavia, hanno aggiunto che negli uffici del Pentagono si stava sviluppando un dibattito sull’uso futuro di Incirlik da parte delle forze armate Usa. Questo perché, con Daesh sconfitto, in molti ritengono sia necessario anche modificare la strategia nella regione, evitando di utilizzare basi ormai lontane dai luoghi più caldi.

Secondo le fonti del quotidiano, questo processo di ridimensionamento era già iniziato da mesi. Si parlava, in particolare, di una squadra di aerei A-10 spostati dalla Turchia in Afghanistan e di molte famiglie del personale della base che si erano già trasferiti altrove.

La notizia del ritiro da Incirlik è stata però smentita categoricamente dal Pentagono. Come riporta il quotidiano turco HurryetJohnny Michael, il portavoce del comando europeo degli Stati Uniti (Eucom) ha detto che le affermazioni erano “solo una speculazione”, e tutte le operazioni militari continuano senza sosta.

Maa il problema non è solo risalente all’ultima settimana. Lo scorso gennaio, il vicepremier turco, Fikri Isik, dichiarò che Ankara avrebbe tolto il permesso di utilizzare la base alle forze armate statunitensi qualora fosse divenuto evidente che gli interessi turchi fossero minacciati dalla presenza delle truppe Usa della coalizione anti-Isis. 

Una decina di giorni fa, invece, come riporta Agenzia Nova, il sito informativo iracheno Almaalomah riportava la notizia che gli Stati Uniti sembravano prossimi al trasferimento della base aerea di Incirlik (sede del 39th Air Base Wing) nei “territori siriani controllati dai ribelli” o nel Kurdistan iracheno. Una notizia che Baghdad non solo ha smentito fermamente, ma che ha anche trovato il “no” preventivo del governo iracheno a qualsiasi idea in tal senso.  “Baghdad rifiuterà ogni iniziativa in quella direzione e non accetterà basi degli Stati Uniti”, hanno aggiunto le fonti.

La questione non è chiaramente di secondo piano. Incirlik non è solo la base del 39th Air Base Wing, ma è anche la base di stoccaggio della Turchia dove gli Stati Uniti hanno le loro armi nucleari tattiche in virtù degli accordi Nato. Perciò quando da Ankara minacciano la chiusura della base o la fine del permesso agli Usa di utilizzarla come sede permanente delle proprie operazioni, la notizia ha un risvolto strategico notevole per i rapporti con Washington.

Le notizie che rimbalzano in questi giorni sono comunque un segnale di un rapporto sempre più incrinato fra i due Stati. Con l’operazione Ramoscello d’ulivo della Turchia e con il sostengo americano ai curdi, i nodi stanno venendo al pettine. I due Stati si trovano su posizioni contrapposte e per Recep Tayyp Erdogan è fondamentale creare la zona-cuscinetto nel nord della Siria, anche a costo di andare in direzione opposta agli Stati Uniti. Il sostegno americano ai curdi delle Syrian Democratic Forces continua, ma adesso, dopo Afrin qualcosa si è spezzato. Incirlik potrebbe essere la prima “vittima” di questa nuova divergenza d’interessi.

 

 

  • Zeneize

    Sì, qualcosa potrebbe essersi spezzato. Però se gli USA tradiscono i Curdi e lasciano che i Turchi li accoppino a migliaia, come sembra che stia succedendo, consequenzialmente potrà esserci un rafforzamento del cosiddetto isis, che sembra essere nemico di molte fazioni curde. La cosa non può che far piacere a chi ha scatenato l’inferno in Siria nel 2011, costruendo il cosiddetto isis, foraggiandolo, curandone i feriti nei propri ospedali, eccetera.

  • Lunex

    Cacciare la turchia dalla Nato non sarebbe male bisogna Far capire a Erdogan Figlio di un cane e di una Majiala che La Turchia e inservibile

    • bruno

      Uscire dalla NATO organizzazione criminale distopica contraria agli interessi dell’Italia