epa04157394 Hungarian Prime Minister Viktor Orban, leader of the ruling centre-right Fidesz party is seen prior to his victory speech after the parliamentary elections, in downtown Budapest, Hungary, 06 April 2014. Hungarian Prime Minister Viktor Orban's conservative Fidesz party on 06 April repeated a landslide triumph from four years ago and may be able to govern virtually unchallenged.  EPA/Szilard Koszticsak HUNGARY OUT

Referendum contro l’immigrazione

“La volontà del governo ungherese di innalzare una barriera lungo il confine con la Serbia risponde a una precisa strategia di politica estera: quella di mostrare ai nostri partner europei che, così facendo, l’immigrazione di massa  può essere respinta e, con essa, anche i problemi di ordine pubblico che ne sono collegati”. A spiegarlo è un funzionario del ministero degli esteri magiaro che preferisce rimanere anonimo, ma che spiega chiaramente come la scelta del governo di Viktor Orban di costruire un muro di filo spinato anti-migranti non sia funzionale solo a fronteggiare l’emergenza immigrazione esplosa dalla scorsa estate. Essa, infatti, risponde a un obiettivo ben preciso: quella di invitare gli altri Paesi dell’Europa orientale a fare altrettanto, vedendo nell’Ungheria un modello da seguire.

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“Secondo i parametri di accoglienza utilizzati dal governo tedesco il 98per cento della popolazione mondiale avrebbe diritto a vivere in territorio europeo” continua il funzionario, “cosa che non è sostenibile e per questo il nostro governo ritiene sia necessario sviluppare un’azione di gestione dell’immigrazione che sia diversa rispetto a quanto propone la Ue. La costruzione del muro è servita a mostrare ai nostri partner europei che il nostro modello funziona e per questo molti di loro stanno adottando misure analoghe”.

Gli ultimi sviluppi della crisi migranti mostrano, in effetti, come sempre più Paesi europei stiano adottando misure analoghe a quelle inaugurate dall’Ungheria la scorsa estate. Secondo l’Osservatorio Sociale Mitteleuropeo questa tendenza è particolarmente accentuata nell’Europa centro-orientale:  i Paesi del  Gruppo di Visegrád (V4) e l’Austria, per esempio,  appaiono sempre più propensi a blindare i propri confini. Senza però coordinare una strategia condivisa e che coinvolga anche i governi di Paesi che sembrano volere adottare linee più morbide.

La Grecia, per esempio, è stata esclusa dalla difesa delle frontiere di Schengen, nonostante sia il primo Paese della rotta balcanica ad essere attraversato dai flussi migratori. Atene non è stata neanche invitata al vertice balcanico di Vienna, cosa che la dice lunga sul modo in cui i Paesi in questione intendono affrontare l’emergenza. Il ministro degli Esteri ellenico Nikos Kotzias ha definito l’esclusione dal summit austriaco “un atto non amichevole”. A protestare è anche il viceministro greco per l’Immigrazione Ioannis Mouzalas, che ha affermato che  “non accetteremo di diventare il Libano d’Europa”. A sostenere la posizione di Atene, invece, sono i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo (tra cui l’Italia e la Francia)  la Germania e la Commissione Ue, che spingono verso l’adozione di soluzioni europee condivise, malgrado le divisioni esistenti all’interno dell’Unione.

I Paesi attraversati dalla “rotta balcanica”, invece, si compattano per affrontare in modo incisivo la crisi. A Vienna i Paesi balcanici che intendono diventare membri dell’Ue hanno sottoscritto insieme a Slovenia, Croazia e Bulgaria, una dichiarazione comune nella quale garantiscono il loro impegno a far sì che vengano allontanati i migranti che non risultino essere “sotto protezione internazionale” e ad ottenere regole più severe per la concessione dell’asilo. Secondo l’Osme sembra che l’Austria e il V4 stiano guadagnando sempre più il favore degli stati balcanici verso una politica restrittiva in questo campo, che permetta di affrontare in modo realistico l’emergenza, decidendo in maniera autonoma e senza l’intromissione della Ue. Ultimamente l’Ungheria e la Slovacchia si sono espresse in modo particolarmente negativo sulla politica delle quote di accoglienza. Un sistema respinto da Bratislava e definito da Budapest inadeguato a fronte di una situazione sempre più critica, “un invito a nozze per i trafficanti di esseri umani” secondo le autorità ungheresi.

Ma cosa spinge i Paesi dell’Europa orientale ad essere così critici nei confronti delle intromissioni della Ue in materia migratoria? “In primo luogo ci rendiamo conto che le esitazioni della tecnocrazia comunitaria portano all’assenza di regole e di diritto. Concetti, questi, che sono centrali nelle nostre identità” spiega il funzionario ungherese. “Siamo inoltre molto gelosi delle nostre sovranità, che abbiamo tenacemente conquistato dopo decenni di oppressione sovietica. E non vogliamo rinunciarvi”.

Per il primo ministro Viktor Orbán imporre di ospitare i migranti senza il consenso delle popolazioni interessate è un abuso. Per questo il partito governativo Fidesz è impegnato da tempo in una petizione contro il sistema delle quote obbligatorie. Il premier magiaro ha annunciato un referendum sulle quote di accoglienza col quale chiedere ai suoi connazionali se siano d’accordo sul fatto che l’Unione europea obblighi l’Ungheria ad accogliere migranti sul suo territorio senza l’autorizzazione dell’Assemblea nazionale e sembra che le forze governative riescano in poco tempo a raccogliere i consensi necessari per mandare i cittadini alle urne e che la maggior parte di questi ultimi respinga il meccanismo dei ricollocamenti.

Nonostante  il risultato dell’eventuale referendum non risulterebbe comunque vincolante per gli organi dell’Unione europea, ciò potrebbe presto cambiare. Un altro referendum, infatti, ha già annunciato un’ulteriore consultazione popolare per attribuire al suo governo poteri eccezionali con i quali affrontare la minaccia del terrorismo. Che il premier e i suoi collaboratori e sostenitori vedono legata al fenomeno dell’immigrazione.

@luca_steinmann1

  • Cazzore Penere

    bhe tanto arriveranno tutti in italia , sara felice il pd e le coop bianche e rosse

    • Molice

      eSATTO TUTTI IN iTALIA. NON CI SONO GUERRE in Africa ma solo mattanze perpetrate dai mussulmani contro gli infedeli. Ma qui non arrivano le vittime bensi solo i carnefici. La cosidetta emigrazione e’ iniziata nello stesso periodo da Albania,Kossovo, Afganisthan, Pakistan, Indonesia, Bangladesh,Algeria, Marocco.Tunisia e tutta l’Africa mussulmana. Riflettete gente pensate bene da chi cazzo siete governati

  • random640

    Siamo in presenza “Orban” di governanti VERI, normali, con sale in zucca, quelli di Italia, germania, francia, Ue o sono ALIENI, o sono IMBECILLI o sono Criminali, non ci sono alternative, comunque non sono NORMALI! non hanno minimamente a cuore la sicurezza dei “propri” cittadini, la stabilità sociale dei “propri” paesi, sono “malati” mentali? l’accoglienza qualsiasi sia la ragione non può sopravanzare la sicurezza nazionale, e del proprio popolo!! Criminali! è chiaro che siamo governati da Criminali venduti non si sà a quale sporco disegno, Orban coraggio insisti.

    • Carlo Lauletta

      Imbecilli o criminali? Le sottopongo la mia idea. I nostri (=italiani ed europei) governanti devono ubbidire (altrimenti verrebbero destituiti) a superpotestà, finanziarie o religiose, che promuovono l’immigrazione perché ne vogliono gli effetti: rottura della coesione nazionale, indebolimento delle strutture statali, guerra tra poveri, disfunzionamento dei servizî pubblici e alfine collasso dello stato sociale

      • Lupo

        Via non esageriamo, se Orban non ha paura di essere destituito da questi fantomatici poteri occulti non vedo perchè debbano esserlo paesi come l’ Italia 10 volte più grandi. Piuttosto direi che ci sono governanti con le p…e e governanti senza p…e, i nostri sono senza e sopratutto la sinistra Italiana odia gli Italiani che la mantiene grassa e ladra. Se la Merkel è così idiota da farsi ricattare sulla faccenda Volkswagen poi acclama gli immigrati ed Obama fa scoppiare lo scandalo ugualmente significa che non è adatta a governare un paese così importante, cornuta e mazziata, dicono al Sud, io direi deficiente e sprovveduta.

        • Carlo Lauletta

          Insisto nella mia tesi “criminali” anziché “imbecilli”. Non si può essere così imbecilli da non capire quel che sta succedendo

          • Adriano Marchesini

            concordo, sono politiche studiate da veri professionisti, devo ammettere la professionalità, pochi piccoli esempi: perché i quotidiani cercano di non mettere le nazionalità dei criminali ? in Svezia è addirittura un reato,. Perché le navi che dovrebbero pattugliare il mare di fatto raccolgono clandestini? Perché leggi contro la cosiddetta islamofobia? Non ho diritto a detestare una religione e di dirlo ad alta voce?

  • Gianni Uccello

    Condivido totalmente il pensiero di Orban ed i paesi che in merito ai clandestini invasori seguono la stessa politica nell’interesse della propria popolazione !
    Invece non riesco a capire per niente le politiche di tutti gli altri che ostacolano e contrastano Orban danneggiando i propri paesi ed i propri popoli.

  • Lupo

    I politici Italiani ed Europei andrebbere messi al muro e fucilati alle spalle per Alto Tradimento, ha ragione il ministro Ungherese quando dice che se si segue la linea della Germania l’ Europa dovrebbe accogliere e mantenere il 98% della popolazione mondiale, è una faccenda di numeri e di spazi. Capisco che a Roma e a Bruxelles siano sensibili più al denaro che al numero di abitanti per kilometroquadro ma qualcuno dovrebbe inculcare loro un po di buon senso a forza di schiaffoni……, vuoi scommettere che imparano anche la forza dei numeri……??

  • ENRICO

    Imbecillità e idiozia dei governi che auspicano eo impongono l’invasione?Oppure lucida,fredda e diabolica volontà criminale per stravolgere e distruggere le nazioni e i popoli d’Europa?Forse la risposta sta nel mezzo:al 50%i governanti favorevoli all’invasione sono dei pazzi,idioti e imbecilli,ma c’è sicuramente l’altro 50%che invece ha organizzato il progetto in modo scientifico e razionale,vedi piano kalergi.

    • Molice

      L’Arabia Saudita e gli emirati arabi hanno pagato i politici europei e in special modo gli italiani per favorire l’invasione mussulmana dell’Italia e dell’Europa seguendo cosi i dettami del profeta. I politici andrebbero fucilati per alto tradimento avendo venduto la patria per denaro. Potra’ mai un popolo di merda riscattarsi e riacquistare la liberta’ ghigliottinando i venduti ed il clero tutto come fecero i francesi 227 anni fa?

  • Leonardo Zangani

    Hanno ritrovato l’orgoglio perso dopo la caduta di HORTHY……..e il massacro dell ottobre 1956……

  • Molice

    Obama essendo mussulmano non fa altro che ubbidire ai precetti del corano. Gli americani popolo idiota dette in mano a costui il potere ed infatti la Libia, la Siria, il tentativo in Egitto fermato grazie ad Al Sisi seguono il disegno di eliminare i governanti legittimi per dare il potere agli imam e soci.

  • la-gazza

    se l’Europa avrà chance di salvarsi sarà forse merito solo dell’Est, che ha ancora coraggio e orgoglio di ribellarsi alla politica autodistruttiva che sembra aver preso un po’ tutti i governanti UE

  • Kipelov

    In fondo,si tratta di puro e semplice buonsenso.Follia è invece pensare di accettare a priori e senza controllo alcuno praticamente tutto il medio oriente e l’africa sub-sahariana.Del resto, è assolutamente impossibile che il nostro modello economico e societario regga un impatto di questo tipo: si tratta di sottomissione islamica forzata,non accoglienza misericordiosa come le alte cariche statali ed ecclesiastiche vorrebbero farci credere.Popolo di imbelli che non sanno dire “no” ad un’invasione che mette a rischio il nostro modo di concepire l’esistenza,i nostri usi e costumi.Germania e Francia che hanno contribuito alle guerre libiche e siriane,America che non vuole assolutamente accettare una coesistenza pacifica con la russia (l’unica vera potenza al momento ancora in grado di tutelare il cristianesimo occidentale) sono coloro che ora dovrebbero sistemare ciò che hanno contribuito a creare.I clandestini vanno rimpatriati SUBITO,anche con la forza.Chi non dispone di documenti o non vuole fornire le proprie generalità va rispedito da dove arriva.Se poi alza la voce, allora va ridotto ad un democratico silenzio con ogni mezzo a disposizione.Stiamo diventando la pattumiera europea per eccellenza:ne pagheremo tutti(purtroppo) le conseguenze.