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UK, gli ospedali a rischio attentati

Il governo del Regno Unito ha pubblicato l’8 giugno un nuovo documento dell’antiterrorismo. Si tratta dell’aggiornamento del Crowded Places Guidance 2017, e consiste in una serie di linee-guida redatte dal National Counter Terrorism Security Office su come comportarsi nell’eventualità di situazioni di pericolo nei luoghi pubblici. Linee-guida che, pubblicate a poche settimane dagli attacchi di Manchester e di Londra, rappresentano un esempio di come il governo di Sua Maestà sia sempre più intenzionato a rendere capillare la distribuzione di conoscenza che possano essere utili in caso di attacco terroristico. Un’estensione del fenomeno terroristico che deve avere, come contraltare, una penetrazione sempre più capillare delle informazioni utili per contrastare gli effetti di un attentato, quasi a voler dire che chiunque e in ogni luogo può essere vittima.

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Uno degli aggiornamenti che ha più messo in allarme i lettori delle guidelines dell’antiterrorismo britannico è quello inerente agli ospedali. Per la prima volta, il Counterterrorism mette in guardia i direttori degli ospedali del Regno Unito e i lavoratori delle strutture dal rischio di attacchi terroristici anche in luoghi che, storicamente, rappresentano strutture tipicamente immuni da attentati. Attentati che sarebbero anche difficilmente catalogabili come vigliacchi. Nonostante tutto, anche gli ospedali, a detta delle forze di sicurezza del Regno Unito, sono potenziali obiettivi terroristici, tanto da dover informare dei rischi tutto il personale.

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Rivolgendosi al direttore dell’ospedale che legge la Crowded Places Guidance 2017, l’antiterrorismo britannico ha scritto che “È possibile che il ambulatorio possa essere l’obiettivo di un attacco terroristico. Ciò potrebbe includere anche l’affrontare la minaccia di una bomba o elementi sospetti lasciati dentro o intorno la struttura.”  E aggiunge: “Il caso peggiore è che il tuo personale, i pazienti e i visitatori siano uccisi o feriti e i tuoi locali distrutti o danneggiati in un attacco terroristico multiplo e coordinato.”

Mai prima d’ora le linee-guida dell’antiterrorismo erano state così chiare nel disegnare una minaccia in un ospedale, tanto da voler informare direttamente i direttori delle aziende ospedaliere. Evidentemente, l’allarme in tutta la Gran Bretagna è tutt’altro che diminuito, nonostante la fine dell’allerta massima. Il governo del Regno ha pertanto ritenuto necessario manifestare pubblicamente il rischio di questa minaccia. Come è stato segnalato da ambienti governativi, il problema deriva dal fatto che gli ultimi attacchi terroristici dimostrano la volontà di colpire in qualsiasi luogo pubblico, a prescindere dall’obiettivo. Un rischio elevato, tanto da far rimanere il livello di allarme in tutto il Regno Unito come severo.

Va considerato inoltre il fatto che il National Healt Service è stato recentemente attaccato anche in modalità hacker. Gli attacchi informatici, pur se difformi sia come obiettivi sia come matrice rispetto a quelli del terrorismo islamico, hanno comunque dimostrato la vulnerabilità del sistema sanitario inglese di fronte alle minacce del mondo contemporaneo. E, infatti, il documento dell’antiterrorismo inglese ha confermato la possibilità di attacchi simultanei, che potrebbero, eventualmente, anche colpire fisicamente in altri luoghi pubblici e poi indirizzarsi, anche solo attraverso hacker, verso gli ospedali, rendendo impossibile il dispiegamento dei soccorsi e rendendo ancora più alto il numero delle vittime. Un’eventualità che nessuno ha mai realmente contemplato come minaccia credibile, ma che dopo gli ultimi attacchi e l’esplosione di una criminalità che non possiede alcun limite e usa ogni arma e ogni obiettivo, può essere plausibile.

I funzionari del governo hanno voluto comunque dichiarare che per ora, il rischio attentati negli ospedali è visto soltanto come una possibilità Non ci sono, a detta dell’antiterrorismo, minacce serie e reali di terroristi pronti a colpire nelle strutture sanitarie del Regno. Tuttavia, il fatto che sia stata confermata l’esistenza del rischio, dimostra come l’allerta generale della sicurezza britannica copre ormai ogni possibilità. Ogni logo pubblico, che sia uno stadio, un luogo di lavoro, un ponte, può essere un obiettivo del terrorismo dei nostri giorni: anche un ospedale e i suoi pazienti.