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Ucraina, parlano i “giornalisti terroristi”

In Ucraina, quattromila giornalisti, appartenenti a testate italiane e straniere, sono stati accusati di essere dei terroristi. Tra loro anche i nostri reporter che, a breve, torneranno nel Donbass.
Tutti finiti nella lista di Mirotvoretse del “Centro per la ricerca di crimini contro la sicurezza nazionale dell’Ucraina, la pace e la sicurezza dell’umanità”. Il motivo? È assurdo. Sono stati accusati di essersi accreditati presso la Dnr, la Repubblica popolare di Donetsk, quella, per capirci, in mano ai separatisti. Una prassi necessaria per poter raccontare entrambi i fronti: quello di Kiev e quello dei filorussi. Una decisione necessaria per chiunque voglia raccontare la guerra – se mai fosse possibile – nel modo più obiettivo possibile. “Giornalisti terroristi”, uno slogan degli anni ’70 che torna tragicamente attuale. L’Ucraina vuole entrare nella Ue. Ma poi i suoi politici condividono liste di proscrizione su Facebook. L’Ucraina ha fatto una rivoluzione in nome della libertà, ma poi ha limitato quella dei giornalisti. Nessuno in Europa ha protestato. Nemmeno “lady Pesc”, Federica Mogherini. Nemmeno chi ha sognato, legittimamente, un’Ucraina libera. Abbiamo quindi deciso di far parlare i diretti interessati: i giornalisti “terroristi”.

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Ucraina, due anni dopo

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(Sandro Maddalena)

Sono partito per Kiev nel febbraio del 2014 per documentare l’agitazione politica che da novembre 2013 stava investendo il paese. Ho assistito agli scontri che hanno portato alla cacciata dell’allora presidente Yanukovich e dopo circa un mese ho deciso di partire per Donetsk per capire che tipo di ripercussioni avesse portato il cambio di rotta del governo ucraino nell’est del paese. Quando la guerra è cominciata ero a Slaviansk e per la prima volta mi sono trovato di fronte alla macchina del fango, alla becera propaganda che da entrambi i lati gioca la sua partita nel tentativo di convincere l’opinione pubblica. Ed è così che vengo accusato di essere un mercenario italiano, una spia al soldo del fascismo internazionale e chissà che altro ancora. Il video che m’indica come sobillatore ottiene 40000 visualizzazioni in poche ore. Sono passati circa due anni da quest’episodio e più di un anno dall’ultima volta che sono stato in Ucraina quando, qualche giorno fa, vengo a conoscenza della lista nera di Kiev. Scorrendo i nomi trovo il mio e quello di tanti colleghi conosciuti sul campo, per un totale di circa 4500 giornalisti. Siamo stati tutti indicati come facilitatori del terrorismo solo perché abbiamo ritenuto opportuno relazionarci con entrambe le parti in causa nel tentativo di avere una visione più imparziale possibile del conflitto che sta insanguinando l’Ucraina. Spero che questa situazione venga risolta al più presto per riabilitare il nome di tutti i coinvolti e dare la possibilità ai giornalisti di svolgere la propria professione senza dover temere arresti o ritorsioni di qualunque tipo.

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(Michela Iaccarino)

In un paese dove ‘democrazia’ non è una parola vuota – e la nuova Ucraina post Maidan dichiarava di essere nata proprio dalla sua ricerca –  i giornalisti non finiscono in liste nere che minacciano la loro privacy, la loro sicurezza sul campo mentre svolgono il loro lavoro. Non diventano personae non gratae esposte al linciaggio digitale. Non vengono definiti fiancheggiatori dei terroristi solo per aver dato voce ad entrambe le anime del conflitto civile. Questa lista non ci permette di compiere in futuro il lavoro svolto fin ora in territorio ucraino e arreca danno alle vittime civili di un lato del conflitto che non saremo più in grado di raccontare.

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(Bruno Federico)

Il mio nome in una lista. Non è la prima volta, sospetto non sarà l’ultima. Questa volta sono in compagnia di 4000 colleghi e colleghe i cui nomi, telefoni e mail sono stati pubblicati da un sito web Ucraino che si chiama Mirotvorets – in italiano “pacificazione” e da un sedicente “Centro per la ricerca di crimini contro la sicurezza nazionale dell’Ucraina, la pace e la sicurezza dell’umanità”. La brillante indagine di questi centri preoccupati per la pace dell’umanità e collegati all’attuale governatore ucraino dei territori di Lugansk, George Tuka, scopre che questi 4000 giornalisti siamo stati nei territori controllati dai separatisti durante i due anni passati. Una lista probabilmente sottratta ai separatisti durante una grande azione di spionaggio, immagino una trama tipo film con James Bond, ma spero che nessuno abbia sacrificato la sua vita per una informazione ottenibile con una ricerca su google per scoprire quanti di noi avessero pubblicato articoli, foto e video prodotti nel Donbass. Questo sito web definisce i 4000 giornalisti come terroristi in quanto abbiamo richiesto e ottenuto il permesso di fare il nostro lavoro dai ribelli, e lo abbiamo svolto nei territori che si sono alzati in armi contro il governo di Kiev. Lo stesso permesso lo abbiamo richiesto e ottenuto dal governo ucraino, per coprire il conflitto. Nella lista dei 4000 c’è tutto il colorato mondo del giornalismo, indipendenti e inviati, da Russia Today alla CNN, passando per la RAI.  Probabilmente per quanti di noi siamo già lontani da quel conflitto essere nella lista di proscrizione non significherá maggiori problemi a parte non poter più mettere piede in Ucraina, ma la preoccupazione è per in nostri colleghi che in Ucraina ci vivono e che sono stati dichiarati obiettivo militare da questi pacificatori. La riflessione, forse scontata ma necessaria è sulla natura del nostro lavoro. Essere giornalisti implica cercare tutti i punti di vista, interrogarsi, raccontare le storie senza adagiarsi sulla versione ufficiale o semplicemente considerandola come niente piú che un punto di vista e una posizione di parte. La Verità assoluta è come Babbo Natale: non esiste. Non si tratta di una pretesa di neutralità o di oggettività in quanto raccontiamo, siamo essere umani, politici per definizione e critici per lavoro. Una interpretazione personale degli eventi esiste sempre, ma come giornalisti la dobbiamo sottomettere alla professionalità e all’etica del nostro lavoro. Nel lavoro che con due colleghe ho svolto nel Donbass abbiamo deciso di raccontare la storia dei separatisti, i loro timori, le speranze e le contraddizioni della loro relazione con la Russia. Un punto di vista. Un progetto giornalistico che rivendico. Non era propaganda, era la storia di una delle parti, presentata come tale, senza pretese di essere una visione omnicomprensiva della complessità del conflitto. Pubblicando quella lista il nazionalismo ucraino si è dato la zappa sui piedi inimicandosi in un click praticamente tutta la stampa mondiale. La procura di Kiev sembra abbia iniziato una indagine per riparare il danno. Staremo a vedere.

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(Cosimo Attanasio, fotografo, Accredito presso il ministero della difesa ucraino num.: 000837,  Accredito presso il ministero dell’Informazione della DNR num: 2481 e 3837)

Mi chiamo Cosimo Attanasio, sono un fotografo freelance italiano ed ho seguito le vicende ucraine sin dalle prime occupazioni degli uffici pubblici a Donetsk nell’Aprile del 2014. Insieme con un gruppo di giornalisti e fotografi italiani, francesi, ucraini e bielorussi abbiamo seguito tutte le vicende che hanno portato il paese in una guerra insensata, è stata la mia prima esperienza internazionale ed ho passato il periodo più pazzo e incredibile della mia vita. Il mio lavoro è quello di testimoniare quanto vedo attraverso le foto, ed ho raccontato vicende come gli assalti all’uffici della procura di Donetsk, i manifestanti filo Maidan assaltati dai miliziani, i rapimenti a Lugansk da parte di servizi segreti russi che un rappresentante dell’OSCE negava, sono entrato nel palazzo del massacro di Odessa ed ho mostrato i primi civili uccisi vicino la stazione di Donetsk. Ho anche testimoniato presso l’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani e per tutto questo sono stato accusato di simpatie naziste da parte di anonimi supporter filorussi, io me ne sono sempre fregato e sono andato avanti.
Sono tornato altre volte in Ucraina, raccontando le storie dei volontari alla ricerca dei cadaveri nei campi di battaglia o delle ragazzine di Slavyansk che hanno abbandonato la famiglia per andare a combattere e partecipando al primo invio di aiuti umanitari nel paese. Chiunque vada nei territori della DNR deve essere accreditato presso gli uffici del ministero dell’Informazione, l’accredito è una procedura che esiste ovunque: ci si accredita come al festival del cinema di Cannes, a Montecitorio, e in tante altre situazioni; a Donetsk si riceve un pezzo di carta che è poco più di un souvenir e lo devi mostrare ogni volta che ti ferma un qualunque poliziotto o miliziano.  Nei territori in mano al governo riconosciuto di Kiev non ho mai dovuto nascondere il fatto di essere stato accreditato a Donetsk. Ho scoperto l’esistenza della pubblicazione di questa lista tramite un forum di giornalisti ed ho subito cercato il mio nome, pubblicato due volte in corrispondenza dei miei ultimi due viaggi. Una delle libertà basilari della ‪‎democrazia‬ è la ‪‎libertà di stampa‬, la ‪censura‬, la persecuzione e la paranoia sono le cifre stilistiche dei peggiori regimi al mondo: dalla ‎Germania‬ nazista alla ‪Cina‬ odierna. Non sono mai stato a favore di nessuna censura, ed ho sempre espresso solidarietà con le vittime nonostante magari loro per primi fossero dei nemici della libertà, come accadde l’anno scorso con il giornale filorusso Vesti quando il furgone che trasportava le copie da distribuire alle edicole fu assaltato da un gruppo di nazionalisti a bordo di un ambulanza italiana. Sono stato definito “giocattolo del ‪‎Cremlino‬” da un demagogo e nazista da anonimi sul web, io me ne frego e vado avanti, il popolo ucraino TUTTO lotta per la pace e la democrazia, ho ricevuto tantissima solidarietà da parte della gente ma c’è ancora molta strada da fare se anche il ministro degli interni Avakov, nonostante tutte le proteste, continua a difendere la diffusione di questa lista. Spero che questa stupida buffonata da parte di un gruppo di demagoghi finisca con un nulla di fatto anche se non si può mai sapere se, un domani tornassi nel paese, un qualche portinaio di albergo esaltato chiami qualche suo compagno per dare una lezione a questo giocattolo del Cremlino. Ho scritto una lettera all’ambasciatore ucraino Yevhen Perelygin da cui non ho ancora ricevuto risposta e farò tutto ciò che è nelle mie facoltà per difendere il mio onore. Se il governo separatista o quello di Kiev sono interessati a sapere se sono schierato e da quale parte sappiano lorsignori che non potrò mai stare dalla parte di nessuno all’infuori dei bambini, dei rifugiati della Crimea e del Donbass e di tutta coloro che lottano per un futuro migliore: democratico, pacifico e sopratutto libero.scandaliato2

(Maria Elena Scandaliato)

Sono Maria Elena Scandaliato, giornalista free lance. Nel marzo 2015 sono andata in Ucraina insieme al collega Bruno Federico per realizzare reportage, video e scritti, sulla guerra in corso. Giunti a Kiev abbiamo ritirato l’accredito stampa presso il ministero degli Interni, che ha rilasciato a me e al mio collega due tessere “ATO”, necessarie a superare la linea del fronte e a lavorare nei territori controllati dai separatisti così come in quelli ucraini. Dopo un viaggio in treno, da Dnipropetrovsk abbiamo preso un autobus di linea per Donetsk, e dopo aver superato tre check point ucraini e altrettanti dei miliziani separatisti, abbiamo raggiunto la capitale dell’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk”. Una volta lì, come richiesto dalle autorità locali (che altrimenti non ci avrebbero permesso di fare foto, interviste o riprese, né di spostarci), ci siamo accreditati anche presso di loro; e lo stesso abbiamo fatto con le autorità di  Luhansk, dove ci siamo recati per documentare l’emergenza umanitaria a Stakanov e Pervomajsk, e dove abbiamo raccontato la vita sul fronte del battaglione Prizrak (come mostra il reportage pubblicato sul Venerdì di Repubblica e il servizio per RSI, la tv svizzera). Apprendere, ora, di essere inserita in una lista di giornalisti “collaboratori di terroristi” (con tanto di indirizzi email e numeri di telefono esposti a chiunque fosse in cerca di un bersaglio) è stato piuttosto sconcertante, anche perché potrebbe legarsi a un bando dal suolo ucraino (che ha già colpito altri colleghi) di cui però non ci è dato sapere, a meno che non ci rechiamo nuovamente a Kiev per verificare con mano.  Tutto, ovviamente, trafugando le liste dei giornalisti accreditati presso la DPR: accredito che – come noto a chiunque – è indispensabile anche solo per potersi muovere da una città all’altra dei territori “separatisti”. Visto che l’Unione Europea ha appoggiato i nuovi governi di Kiev come simboli di riacquisita democrazia, dopo l’oscurantismo che li aveva preceduti, mi aspetto dei provvedimenti immediati a tutela dei giornalisti, della loro libertà di movimento e del diritto dei cittadini europei a essere informati.

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(Salvatore Garzillo)

La prima reazione è stata di incredulità. Sono stato in Ucraina tra settembre e ottobre 2014, assieme a bravissimi colleghi ho realizzato reportage video per Corriere.it, articoli per Libero, per Rolling Stone. Ogni servizio riporta fedelmente quello che ho visto, le conversazioni con le persone che ho incontrato e le mani che ho stretto. Da una parte e dall’altra. Ho attraversato il Paese da Kiev fino alla Repubblica Popolare di Donetsk, in Donbass, per raccontare di un “cessate il fuoco” che esisteva solo a parole. Lo hanno fatto prima e dopo di me, certamente meglio e più approfonditamente, centinaia di altri giornalisti da tutto il mondo, professionisti di grande qualità umana che è ridicolo ritenere “collaboratori dei terroristi”, come qualcuno scrive. A Donetsk vivevamo tutti nello stesso posto, freelance di ogni tipo, gente che quest’anno ha vinto il Pulitzer. E tutti siamo finiti nella lista senza distinzione.

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(Danilo Elia)

La diffusione della lista è una questione prettamente politica, e come tale è stata strumentalizzata da alcuni membri della Rada. Anton Gerashenko e Dmytro Tymchuk hanno detto che accreditandoci noi abbiamo collaborato con i separatisti. Ma bisognerebbe ricordargli che tutti noi abbiamo anche dovuto accreditarci presso le autorità di Kiev per andare in zona di guerra. Vuol dire che abbiamo collaborato anche con l’esercito ucraino? L’accredito con le autorità separatiste era un passo necessario per lavorare in Donbass. Senza, non si poteva nemmeno andare in giro. Chi dice che accreditarsi equivale a schierarsi mostra di non avere alcuna idea di come lavora un giornalista. E pubblicare i dati personali di chi ha lavorato in zone di guerra è un atto irresponsabile che mette a rischio la sicurezza di tutti noi.

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(Giorgio Bianchi)

Nel febbraio 2015 mi sono recato in Ucraina per un reportage sulla guerra nel Donbass.
Regolarmente accreditato presso il Ministero degli Interni del governo di Kiev, per mezzo della cosiddetta tessera ATO, mi sono diretto verso la zona del fronte. Dopo alcuni giorni trascorsi nel versante governativo ho deciso di trasferirmi nella parte separatista; per fare ciò sono salito su un normale autobus di linea e dopo aver oltrepassato senza problemi 3 check point gestiti da militari ucraini e 4 gestiti da milizie separatiste sono finalmente giunto a Donetsk. Dopo due giorni trascorsi a Donetsk sono stato arrestato dalle forze di sicurezza della DNR in quanto trovato ad operare senza i documenti di accredito rilasciati dalle loro autorità e condotto nella base del battaglione Vostok.
Dopo essersi accertati che non fossi una spia sono stato rilasciato con l’invito a munirmi della documentazione necessaria per continuare ad operare sul territorio da loro amministrato, cosa da me prontamente eseguita il giorno successivo. Nei giorni seguenti ho attraversato altre due volte il confine tra le due amministrazioni in entrambi in casi senza alcuna conseguenza. La pubblicazione della lista coni nomi dei giornalisti accreditati presso la DNR è un atto scriteriato oltre che illegale in quanto lesivo della privacy degli operatori dell’informazione. Definire inoltre i giornalisti “collaboratori dei terroristi” denota un totale disprezzo della libertà di stampa e meriterebbe una denuncia per diffamazione da parte di tutti gli organi di stampa coinvolti. Al di la di questo riprovevole episodio c’è da dire infine che numerosi di quei giornalisti inclusi nella lista, me compreso, risultano banditi dal suolo ucraino per periodi che vanno dai 3 ai 5 anni con conseguenti danni arrecati alla loro professione. Spero che al più presto l’unione europea prenda provvedimenti nei confronti del Governo di Kiev almeno con una richiesta di chiarimenti.

  • Zara Portnoff

    Per favore cercate di capire una cosa : il governo ucraino non vuole che voi vediate la verità di quello che succede in Paese e poi raccontate tutto nei vostri giornali. Loro vogliono nascondere tutto e poi raccontare le balle comode per loro al tutto il Mondo,

    • Andri75

      La lista non è stata pubblicata dal Governo di Kyiv o da esponenti governativi ma da un sito indipendente che è estremamente critico nei confronti del Governo in carica. Detta lista è stata immediatamente rimossa dalla Procura Ucraina (anche se gli autori stanno cercando di spostare il sito all’estero) ed è in corso un’indagine penale. La condanna per il fatto è stata unanime da parte di tutti i politici Ucraini, tranne uno che è vicino al Ministro Avakov che però ha indicato in maniera chiara di essere contrario alla pubblicazione di dati personali, ritenuto reato penale in Ucraina. Aggiungo anche il mio punto di vista personale : chi è accreditato anche in Ucraina ed entra nel Donbass passando dai checkpoint ufficiali è nel pieno della ragione, esistono però molti giornalisti (soprattutto Russi) che non hanno accredito in Ucraina ed entrano da posti di frontiera ufficialmente chiusi commettendo una serie di reati contro lo stato Ucraino. Non è giusto che i loro dati personali vengano pubblicati ma è giusto che vengano perseguiti per gli illeciti perpetrati, è una questione di Diritto e Legge, purtroppo due parole sconosciute nella Russia attuale.

      • de andrade

        L’Ucraina pare ben lungi dall’essere il paese della “rule of law”, francamente.

        • Andri75

          Sicuramente l’Ucraina ha tanta strada da fare in questo campo, primo tra tutti rendendo la Procura indipendente rispetto alla politica e quindi riducendo la corruzione diffusa. Nonostante queste gravi carenze il rispetto e la tutela della Legge e del Diritto sono di un altro livello rispetto alla Russia dove quasi mai i Giudizi non vengono decisi nelle aule e sulla base delle prove.

          • de andrade

            Temo che l’Ucraina non abbia semplicemente “tanta strada da fare”.

            L’Ucraina è lo specchio rovesciato della Russia.

            Uno guarda il governo dei mafiosi oligarchi (cos’altro rappresenta Poroshenko?) che hanno “privatizzato” il potere politico esautorando una pur corrotta classe politica (Yanukovich, Timoshenko) e vede ciò che sarebbe potuta diventare la Russia se fosse continuato il processo di dissoluzione politica e di marcescenza sociale degli anni di Eltsin.

            Sono ritornati agli eserciti privati, come nel Medioevo; hanno scatenato una guerra civile e devastato la parte più sviluppata del paese; per trovare dei governanti un minimo affidabili (leggi: meno corrotti e incapaci della media) devono importarli dall’estero e Lei mi dice che il problema ucraino sia quello di “rendere la Procura indipendente rispetto alla politica”.

            Hanno anche un altro terribile problema: “il traffico” (cit. “Johnny Stecchino”)

            Ella è uno straordinario ottimista, oppure un altrettanto straordinario umorista.

  • o xurxo

    Un lavoro grande. Giornalismo vero

  • Corrado Grassi

    Washington ordina Kiev esegue….Più o meno come con l’europa……

    • lsammart

      esattamente come EU e Canada

  • gianfranco

    i veri terroristi sono altri e qui mi fermo, non faccio nomi, per il momento ho ancora bisogno di entrare in quel paese che sbandiera essere la patria della democrazia, non vorrei entrare in una delle loro liste (ci sono eccome!!)

    • luca63

      Lo dico io,il primo paese terrorista e genocida al mondo sono gli usa.

      • luca63

        E si fottano le loro liste,tanto in quel paese di merda non ci entro neanche morto.

  • cesareber

    Non occorre cercare tante prove sulla malafede degli ucraini di Kiev. Tappare la bocca ai giornalisti è l’inequivocabile dimostrazione che a Kiev hanno le mutande molto molto sporche. Se fossero veri democratici non avrebbero bisogno di censurare la stampa.

  • montezuma

    Ma come, l’Ucraina è contro Putin “quindi deve essere così democratica”!

  • luca63

    I democratici della “rivoluzione”ucraina supportati dagli alfieri della liberta’,gli usa contro il “regime”del cattivo Putin…

    • Andri75

      Infatti la lista dei giornalisti viene proprio dal DNR che l’ha “soffiata” ad un giornalista Ucraino che poi l’ha pubblicata sul sito incriminato.

  • Maximilien1791

    Beh cari freelance sono certo che il governo italiano, pardon il governo Renzi saprà difendere le vostre ragioni e risolvere questo spiacevole episodio.
    L’Italia è un paese il cui prestigio internazionale è indiscutibile e vedrete come la Farnesina si adopererà per una brillante soluzione.
    Vi esorto a dilazionare la partenza fin tanto che le vibrate proteste del nostro ministero degli esteri non ottengano un riscontro adeguato.

  • Bocci Massimo

    Anche voi del Giornale,cioè un giornale libero,liberale (e già questo è un grave difetto direi,che anche voi dovreste essere GOLPIZZATI regime Meticcio),poi addirittura mandate veri giovani giornalisti sul campo che riportano la vera verità, giovinastri e che non si bevono le BALLE!! delle veline che gli propina il regime,ma che narrano solo una verità comprovata dei fatti, ho che vi sembra bello (in un sistema globale di Meticciati servi,dire chi sono questi criminali e cosa veramente fanno) e questo dopo il loro lavorio criminale Nazista dei GOLPE mistificatori per destabilizzare una ex democratica Ucraina a matrice storica culturale Russofona, oggi post Golpe, veri postribolo di sette criminali Nazzi,IV Reich, Euro,cricca di miserabili corruttori,corrotti Meticci,come lo zerbino poco Nobel abbronzato e i suoi padroni padrini finanziari,di mafia,ONG… Soros e C. ) signori con la verità state rovinando delle reputazioni di veri e autentici mistificatori professionali,professionisti antidemocratici da sempre (che riescono con i loro scriba…chini a libro paga,a mistificare tutto e tutti) gli state sputtanando la piazza, chi gli crederà più
    alloracolo New York….Balle,quando c’è né propinerà una delle sue super Meticciate, come quando i Nazi abbattano un aereo di linea e poi appioppano la colpa ai Russi , o quando i soliti bombardano scuole, ospedali, autobus, in territori liberi Russofoni ecc.e appioppano le comprovate responsi lita responsabilità sempre ai medesimi, (falsità palesi anche a bambini dell’asilo) Patrioti Ucraini,Russi!!! che hanno una sola vera colpa di difendere i loro territori e popoli e una democrazia appena riconquistata dopo cento anni di criminale regime Bolscevico (altra branchia sodale dei Meticci), dunque allora ditelo che non apprezzate il IV REICH EURO, Unico Regime,ho o i loro VERMI FINANZIATORI (con nostri soldi) Meticci,hanno tramato e tramano,falsificando fatti e avvenimenti per otto anni di terrore Nobel,investendo miliardi di NOSTRI SOLDI (è per questo che ci riducono alla fame) per il loro job Golpe mondiale Meticcio poi arrivate voi con quattro giovincelli e dite una verità VERA, o che vi sembra bello, dire chi sono veramente simili Iene,però ora esagerate chi credete di essere diventati i New York….Balle!!! Occhio mi sa che tra un po’ anche in codesta redazione di sovversivi delle libertà arriverà un meticcio GOLPE… Nobel!!!

  • Tobi

    è proprio vero che la libertà di stampa è molto limitata. Anche in occidente. Anzi, soprattutto in occidente. E con occidente non intendo solo l’Ucraina (sarebbe ingenuo), ma quella grande nazione molto più ad occidente che sta sobillando rivolte in Ucraina contro la Russia e creando tensioni tra l’Europa e la Russia. Mi riferisco a quella grande nazione oltre oceano che ha già destabilizzato il medioriente portandovi guerre e distruzione.

    • Mino Tauro

      Però prendersela con una nazione intera è ingiusto, sarebbe come prendersela con tutta la Germania per il nazismo. Obama non è l’America.

      • Tobi

        è vero, Obama non è l’America e non fa gli interessi dell’Americani, ma delle potenti lobby che lo hanno piazzato lì. Ovviamente parlando di una nazione non mi riferivo alla maggior parte dei suoi abitanti, che sono ignari di quello che l’amministrazione USA e certe lobby stanno facendo nel mondo. Purtroppo chi comanda ha il controllo dei mass-media e alla gente comune danno delle informazioni pre-confezionate.

  • Claudio

    Accrediti? Da quelli che hanno abbattuto un jet di linea con 300 innocenti a bordo? A me pare roba da matti. I capetti di queste fantomatiche ‘repubblichette’ si rifiutano di collaborare con gli inquirenti olandesi e malesi e poi rilasciano ‘accrediti’. Sorprende che il ‘Giornale’ dia credito a questa gente. Fare giornalismo? Che ci vanno a fare lì? Quelli se non sono terroristi poco ci manca.

    • chelavek

      Ti riferisci ai capetti del regime ucronazista? Hai ragione. Quelli sono veri e propri terroristi. Una piaga nera ai confini che l’Europa

      • Andri75

        Qualcosa non torna : in Ucraina ci sono gli stessi Parlamentari (solo 85 membri sono nuovi, meno di un quarto della Rada) che c’erano quando il Presidente era Yanykovich e gli stessi venivano citati dalla Russia come esempio della fratellanza e del rispetto delle tradizioni di quella che fu l’SSSR, ora questi sono diventati nazisti (forse quando parlavano di tradizioni dell’SSSR si riferivano al fatto che è rimasta alleata ad Hitler per una parte importante della Grande Guerra) ? In un Paese dove solo l’1,2% della popolazione ha votato per formazioni di destra o estrema destra, quando in Austria hanno quasi eletto un Presidente, in Olanda, Francia e Danimarci rappresentano il secondo partito, in Russia superano ampiamente le due cifre, parlare di tendenze nazisti mi pare almeno una forzatura.
        Io capisco la propaganda ma l’idea dei fascisti in Ucraina, nata peraltro postuma rispetto a Maidan, mi pare davvero strampalata. Quando raccolgono tanti proseliti i partiti di estrema destra in Ucraina riescono a portare 2000-3000 persone in piazza (sono più gli studenti che scendono in piazza in Italia in una piccola città per protestare contro i termosifoni rotti), a Maidan erano circa 2000 su oltre 1 milione di manifestanti, potevano almeno inventarsi qualcosa di più credibile.

  • Sor Pampurio

    alla fine vi hanno riconosciuto!

  • chelavek

    Con questa ennesima follia, i terroristi del maidan si sono davvero sparati sui propri piedi.

  • Poliedrico

    Parlano solo i giornalisti terroristi ?
    Ho postato anche il punto di vista di un vostro collega, ma è in attesa da 14 ore…

    • alberto

      basta leggere qualche ‘imparziale’ articolo di gospodin Portnikov per capire il perche’ l’Ucraina consideri terroristi i giornalisti che possono raccontare la verita’

    • alberto

      scusi Poliedrico, l’Ucraina pretende di rilasciare l’accreditamento ai giornalisti ‘terroristi’ per recarsi in Donbass e Lugansk perche’ ritiene essere suoi territori ma…
      “Naftogaz Ukraine” refused pay for gas supplies in the uncontrolled territory of Donetsk and Lugansk regions with February 2015 by April “

      • Andri75

        Forse non lo sa ma l’Ucraina paga dall’inizio del conflitto le forniture di gas, acqua e luce a gran parte dei territorio occupato del Donbass, tanto che il debito ha superato da alcuni mesi i 2 miliardi di USD.
        La citazione a cui si riferisce riguarda il rifiuto di pagare presunte forniture Russe dirette verso i territori non controllati dall’Ucraina. Praticamente Gazprom ha richiesto di essere compensata per del gas che non transita dal gassodotto ufficiale Ucraino ma che viene “sifonato” per contrabbando da parte dell’LNR e sul quale nessuno (Gazprom compresa visto che ha solo stimato i consumi) ha il controllo.
        In qualsiasi Paese del mondo il consumo del gas viene controllato presso delle specifiche stazioni di distribuzione: se la rete del Paese fornitore perde del gas lungo il tragitto o ha delle fughe o qualcuno ruba il gas prima che arrivi nella stazione di distribuzione ovviamente il Paese consumatore non ne risponde.
        Gli importi richiesti dalla Russia sono peraltro assurdi e non compatibili con le capacità di transito dei sistemi interessati visto che la quasi totalità del gas, dall’acqua e della corrente elettrica continuano ad essere forniti (a gratis) dall’Ucraina.
        Se il Governo di Kyiv fosse davvero questo terribile Governo di fascisti avrebbe da tempo chiuso i rubinetti rendendo gran parte dei territori occupati dalla Russia inabitabili.
        Poi se vogliamo discutere della possibilità/volontà Ucraina di riprendere il controllo di questi territori è un altro discorso, fatto sta che legalmente Donbass e Crimea sono territori Ucraini occupati e li vige la Legge Ucraina.

  • Massimo

    L’UCRAINA é una nazione nazi fascista appoggiata e finanziata dalla Comunità Europea e dagli USA che sono i veri finanziatori di quanto venuto in Ucraina.Pensano che la gente sia un branco di idioti a cui fanno passare informazioni che sono cagate pazzesche…

    • Giulio 1

      Insomma gli ucraini con Yanukovich (burattino di Putin) stavano bene. Niente corruzione,niente oligarchi,tenore di vita altissimo, etc,etc. Le manifestazioni a Maidan di un milione piu’ di un milione di manifestanti erano tutti fascisti.Yanukovich che è scappato in RUssia con la cassa e lasciando le ville occupate da lui e figli con zoo e rubinetti d’oro sono tutte baggianate. Eppoi sono gli Ucraini che hanno invaso la Russia e non viceversa. Naturalmente dietro tutto questo ci sono gli americani,la CIA le forze imperialiste etc.etc. Putin è un angioletto che difende la libertà e vuole portare l’alto tenore di vita che gode il popolo russo anche in Crimea.I giornalisti russi fatti ammazzare o sparire erano solo degli agenti al servizio dei nemici del popolo, etc.etc.. Massimo sei veramente una creatura innocente: i buon tuttii da una parte e i cattivi tutti dall’altra.

      Profonde condoglianze per il tuo spento cervello!

  • carlo

    in Ucraina non c’è nessuna censura , la libertà di stampa è molto più garantita rispetto a quella praticata in Russia , se a un paese gli sottrai con l’inganno la violenza e la vigliaccheria dei pezzi importanti di territori con una guerra non voluta , è normale che un popolo , un governo accetti ancor meno la perdita della propria dignità ! vorrei ricordare che almeno formalmente quei territori provvisoriamente occupati sono e appartengono all’Ukraina ! quindi le leggi riguardo la libertà di movimento all’interno del paese , l’informazione ecc sono ancora di competenza del paese stesso ! questo è quanto leggo dalle agenzie di stampa Ukraine :
    i giornalisti devono rispettare le leggi e la sovranità dell’Ukraina ! ed entrare nel Donbas e Crimea occupate solo attraverso i posti di blocco Ukraino .
    gli individui che violano queste regole e che entrano nei territori occupati dalla parte del confine Russo e non sotto il controllo Ukraino che sono accreditati presso le agenzie degli occupanti e senza ricevere l’accreditamento Ukraino , dovrebbe essere negato il diritto di svolgere l’attività professionale in Ukraina di entrare nel paese per un periodo da 5 a 10 anni , questa è la legge Ukraina
    ° l’ingresso ai territori occupati del Donbas e Crimea è possibile solo attraverso i posti di blocco
    Ukraino .
    ° le attività professionali nei territori occupati richiede l’accreditamento da agenzie Ukraine .
    ° dopo aver ricevuto questo riconoscimento , il cittadino straniero ha il diritto di prendere misure
    formali per garantire la sicurezza sul lavoro in Donbas o Crimea .
    ° il ritorno dai territori occupati deve essere solo attraverso il territorio Ukraino .
    questo è quanto stabilisce la legge Ukraina riguardo la presenza di giornalisti stranieri .
    per il resto fate voi …

    • virgilio

      si non preocuparti vai tranquillo per il resto facciamo noi!!

    • de andrade

      Ha dimenticato i fiumi di latte e miele.

      P.S: per cortesia: “Ucraina” e non “Ukraina”. Siamo nella civile, democratica e libera Italia, scriva dunque nella nostra lingua.

  • Claudio

    Accreditarsi significa schierarsi. Parliamo di ‘repubblichette’ che sono fortemente indiziate di aver abbattuto un jet civile con 300 innocenti a bordo, e si rifiutano di collaborare con gli inquirenti. Ci vorrebbe un po’ di prudenza.

    • chelavek

      Il volo Mh-17 è stato abbattuto dal regime ucronazista, che sta a Kiev, non nelle Repubbliche Popolari del Donbass

      • Andri75

        Potrebbe cortesemente citare le fonti di questa notizia ? Perchè tutte le inchieste fatte dalla polizia Olandese, dalla Procura Olandese, da quelle Australiane e delle Malesia, dalla Commissione di inchiesta internazionale indicano in maniera chiara e inequivocabile che l’aereo è stato abbattuto da un BUK Russo lanciato dal territorio controllato dai separatisti indicando anche i dati dell’equipaggio che ha effettuato il lancio tanto che l’associazione dei parenti delle vittime ha fatto causa alla Russia e a Putin per il risarcimento danni solo 2 giorni fa.

  • Paolo Berlinghieri

    è sufficiente leggere la biografia dell’autore di questo articolo per comprendere la bassezza di un certo tipo di “giornalismo”: Come se l’aver scritto un libro insieme ad un personaggio quale è il sig. Indini non bastasse a rendersi conto di tutta la faziosità e parzialità di questi manovali del giornalismo dalle labbra ancora sporche di latte. Che imbarazzo.

  • chelavek

    Complimenti a Matteo Carnieletto. Stai scrivendo degli ottimi pezzi. Continua così

  • Corrado Cappai

    Mi fa specie che da destra si parli in modo così avventato di Liste di proscrizione. Non eravate voi gli stessi che chiedevate di impedire ai profughi musulmani di entrare in Italia? Questa come la chiamate?

  • mapko

    io capisco che siete innamorati del mito dei ribelli ,adesso vi siete inventati il mito dei giornalisti ribelli , contenti voi ! la realtà è una che le operazioni nella zona ATO continueranno finchè l’ invasore russo non sarà estirpato dal tutto il territorio ukraino se poi qualche giornalista considerato “fiancheggiatore dei terroristi ” verra strapazzato un pochino dal battaglione AIDAR penso che possa essere naturale