GETTY_20170223212540_22293594

Nella Turchia del Sultano Erdogan
ora si può divorziare con un sms

(Da Beirut) Il principale organo religioso turco, la Direzione degli affari religiosi, o Diyanet, ha recentemente attirato molta attenzione per le numerose fatwa che ha pubblicato online. Ma nessuna recente fatwa è stata tanto controversa quanto quella sul divorzio che ha rilasciato il 7 dicembre, affermando che le coppie possono divorziare per telefono, fax, lettera, messaggio o e-mail.

Secondo l’interpretazione classica e ampiamente praticata della giurisprudenza islamica, un uomo divorzia una donna pronunciando “talaq”, la parola araba per divorziare. Ma è molto più difficile per una donna ottenere il divorzio. La recente opinione del Diyanet in Turchia afferma che “divorziare per il coniuge pronunciando “talaq” tramite telefonata, lettera, sms, internet e fax vale quanto dirlo in faccia” e “se una donna è divorziata tramite un messaggio o una lettera inviati da suo marito dovrebbe assicurasi che siano stati inviati da lui”.

La fatwa ha suscitato una valanga di commenti sarcastici sui social media, e i commenti andavano dal chiamare la sentenza scandalosa a ritenere che implicasse un uso improprio degli strumenti di comunicazione. Le reazioni hanno riguardato gruppi femministi, deputati del Partito popolare repubblicano come Bulent Oz e Kazim Arslan, e giornalisti laici. Arslan ha affermato: “L’Alto Consiglio sta perdendo la sua reputazione ed è diventato foraggio per l’umorismo”. L’editorialista Melih Asik di Milliyet ha scritto che le fatwa sfidano le leggi laiche della Turchia e i diritti delle donne. Il movimento femminista (“Feminist Gundem”) ha twittato: “Abbasso la fatwa”.

Tutto questo trambusto sta avvenendo in un’atmosfera in cui i mufti hanno già iniziato a celebrare matrimoni dopo che un disegno di legge controverso è stato approvato per autorizzarli. In questa atmosfera il vice primo ministro Fikri Isik, cercando di placare gli animi, ha dichiarato che “la gente deciderà da sé se seguire o rifiutare le opinioni religiose del Diyanet”. E poi ha concluso: ”C’è una legge civile in Turchia ed è valida”.

Ma la sentenza del Diyanet sul divorzio pone anche problemi di interpretazione. Caner Taslaman, un popolare teologo islamico progressista, ha spiegato ad Al-Monitor che “tutto ciò che non è proibito nel Corano è lecito o permesso nell’Islam”. Per esempio, non c’è bisogno che un versetto affermi che “le melanzane si possono mangiare. Se non vi è alcun divieto, la melanzana può essere mangiata”. Per Taslaman la stessa logica vale per il divorzio: “Poiché nel Corano non esiste una regola che una donna non possa divorziare da un uomo, lo stesso diritto di divorzio valido per un uomo è ugualmente valido per una donna”.

Taslaman crede che nel corso della storia siano stati gli uomini a interpretare i testi religiosi. Gli uomini detenevano anche il potere economico, come è ancora in gran parte di tutto il mondo. Questa situazione ha portato a un’interpretazione patriarcale del Corano, che i riformisti come Taslaman stanno sfidando. “Per me, il problema non è il divorzio facile, ma piuttosto la mancanza di riconoscimento del diritto uguale per una donna di sposarsi e divorziare come per un uomo”.

  • Luigi Biasini

    Peccato non avere a disposizione il testo originale della fatwa emessa dal Diyanet .
    Comunque, sulla base di quanto riportato nell’articolo, a me sembra, almeno formalmente, che la fatwa sia una concessione all’uomo nei confronti della consorte, dando così un’ennesima dimostrazione in quanta considerazione l’ISLAM tenga la donna che, in una società ancora prevalentemente patriarcale in cui la donna dipende economicamente dal marito, possa essere liquidata con una telefonata o, ancora peggio, con uno squallido SMS. E non mi pare ci sia espressamente scritto che la stessa modalità valga anche per la moglie nei confronti del marito, ammesso che la sua condizione economica glielo permetta.