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La guerra commerciale con l’Ue

Non solo Cina e Messico: Bruxelles teme che il presidente statunitense Donald Trump possa introdurre dei dazi del 100% nei confronti delle eccellenze europee. La visione mercantilistica del tycoon e l’annunciato protezionismo dell’America First potrebbe tradursi in una guerra dei dazi tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea: in un colpo solo The Donald potrebbe dunque porre fine alla globalizzazione, almeno così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, e dare una spallata a un’Unione Europea in stato comatoso. Dopotutto, durante la campagna elettorale presidenziale, Donald Trump aveva promesso di ridurre il deficit del Paese con i partner commerciali più importanti.

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Dazi sulle eccellenze europee

“A farne le spese – scrive IlGiornale – sarebbero alcuni prodotti europei come l’iconico scooter italiano, la Vespa Piaggio, e la regina delle acque minerali francesi, la Perrier. Per il momento si tratta soltanto di una possibilità maturata dopo il bando europeo sulla carne di manzo americana trattata con gli ormoni”. Oltre alla Vespa e alla Perrier, nel mirino degli Usa ci sarebbe anche il formaggio Roquefort.

La disputa sul manzo americano potrebbe innescare la vendetta di Trump contro le eccellenze europee: “Il caso della carne – osserva il Wall Street Journal – fornirà un’indicazione su quanto l’amministrazione intenda essere aggressiva con i partner commerciali. Trump ha più volte minacciato di colpire le principali economie con dazi pesanti per delle presunte violazioni delle regole commerciali, sostenendo che avrebbe preso delle posizioni più severe sui legami commerciali con la Cina, il Messico e altri paesi”.

La guerra della carne

Come riporta il sito ufficiale del Parlamento Europeo, “la controversia sugli ormoni della carne bovina ha avuto ripercussioni negative sulle relazioni commerciali transatlantiche dal 1988, quando l’Unione europea, per tutelare la sicurezza alimentare dei consumatori, aveva vietato l’importazione di carni bovine trattate con determinati ormoni di crescita. Nel 1996 gli Stati Uniti e il Canada, i più colpiti dal divieto, hanno presentato ricorso all’organo di conciliazione dell’Organizzazione mondiale del Commercio (OMC), ottenendo quindi l’autorizzazione a imporre sanzioni commerciali sui prodotti provenienti dall’UE, il cui valore ammonta rispettivamente a 116,8 milioni di USD e 11,3 milioni di CAD l’anno” .

“La costante applicazione di dazi di ritorsione su determinati prodotti europei ha ostacolato le esportazioni, con conseguenti perdite di quote di mercato per i produttori comunitari”. Alcuni dei principali prodotti europei oggetto delle sanzioni erano carne bovina e suina, formaggio Roquefort, cioccolato, succhi, marmellate e tartufi.

L’accordo del 2009

Nel 2009 fu firmato l’accordo: “Nel maggio 2009 è stato firmato un accordo negoziato dalla Commissione europea e dal governo degli Stati Uniti che prevedeva un meccanismo in due fasi per ridurre progressivamente il livello delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti sui prodotti dell’UE, mentre l’Unione ha progressivamente aumentato le quantità importabili nell’UE per le carni bovine di “alta qualità” prive di ormoni. Gli Stati Uniti hanno già deciso di revocare le sanzioni imposte ai prodotti europei nel maggio 2011”.

Tuttavia, come riporta il WSJ, i produttori americani hanno pesantemente criticato l’accordo, accusando l’UE di non aver adeguatamente aperto il proprio mercato alle carni americane senza ormoni.

Una nuova era nelle relazioni tra UE e USA

Come rilevava Politico a febbraio, “i più potenti agricoltori gruppi di agricoltori americani stanno spingendo l’amministrazione Trump a colpire duramente l’Ue, che ha un surplus di 136 miliardi di dollari con gli Stati Uniti, il che la rende particolarmente vulnerabile alle sanzioni commerciali. “Sono decisamente preoccupato – ha dichiarato il socialdemocratico tedesco Bernd Lange a Politico , relatore al Parlamento europeo per le relazioni commerciali tra UE e Washington -. A quanto pare la volontà di avere un dialogo non è più un fatto scontato da parte degli Stati Uniti. Questo è un segnale che stiamo andando verso una nuova era delle relazioni commerciali tra Bruxelles e Washington”.

La guerra commerciale alla Germania

L’inversione protezionista di Trump, a scapito dell’impostazione internazionalista, potrebbe cogliere impreparata l’UE in un momento molto delicato e incerto per l’Unione e il suo futuro. In particolare, si profila uno scontro a muso duro tra Usa e Germania. “Quando Trump parla di ripristinare posti di lavoro manifatturieri ben pagati, è difficile pensare come una guerra commerciale con Pechino possa essere di aiuto – sottolinea Matthew Lynn su Marketwatch– Gli operai del Michigan non vogliono assemblare giocattoli 12 ore al giorno con salari da fame, come fanno i colleghi cinesi. Le esportazioni della Germania verso gli Stati Uniti sono beni di fascia alta come le automobili, che rappresentano il 12% dell’export totale, seguiti da parti di veicoli, prodotti chimici e aerospaziali. Quelli sono i lavori ben pagati che gli elettori Trump vorrebbero”.

 

  • Fabio Giovanzana

    Trump ha sostituito lo “yes we can” di Obama,con “’America First”,e per questo è diventato Presidente…..
    Magari noi avessimo un “presidente”,che dicesse e facesse le stesse cose!!

    • francesco

      Io credo che di cretini sia pieno il mondo, sicuramente tu sei il primo.

      • Alessio Pinna

        Abboccherò all’amo, troll…. perchè voler porre al 1o posto gli interessi della propria nazione, quella che si è stati chiamati a governare, sarebbe fare il cretino?

        • giuseppe brunetti

          Sicuro che Trump con la politica dei dazi doganali faccia gli interessi della propria nazione? C’è un precedente risalente ai primi anni trenta che dimostrerebbe proprio il contrario (dazi del 60% sui prodotti europei con conseguenze disastrose per l’economia USA cui dovette porre rimedio Roosevelt abolendoli…).

          • Libertà o cara

            Gentile signor Brunetti,
            Il cinese, uno di quei miliardari proletari, non molto tempo fa, e corso da Trump col suo miliarduccio da investire negli Usa!
            Sarà pure proletario, il cinese, ma mica scemo!
            Sereno anno che resta. . . Libertà o cara

          • giuseppe brunetti

            E allora? Questo dimostrerebbe forse che la politica economica del demente sia “lungimirante”?

          • Alessio Pinna

            Ma, infatti, bloccare il commercio non funziona – e non è quello che lui sta sostenendo di voler fare. Lui vuole riequilibrare i rapporti commerciali (ricorda – 400 miliardi di deficit commerciale USA, ha ben diritto di lamentarsi) in modo da riportare un po’ di manufatturiero in patria. Non è un programma radicale, chiunque abbia un minimo di onestà ammetterebber che il deficit usa in termini di import-export è insostenibile e costoso socialmente.

  • venzan

    Trump fa gli interessi del suo popolo, mica altro.

    • rokko eisuoifratelli

      Trump CREDE di fare gli interessi del suo popolo, e probabilmente è anche in buona fede, ma se continua davvero con i dazi alla lunga innescherà una recessione nell’economia americana in primis e poi mondiale.

      • Alessio Pinna

        E’ una possibilità, ma è più probabile che voglia solo ri-regolare i rapporti commerciali. E con gli USa che hanno circa 400mld di deficit commerciale, ne ha anche tutti i motivi (oltre che spazio per farlo). Sono le nazioni che esportano più di quel che importano a perderci di più in una guerra commerciale, e Trump lo sa bene.

        • giuseppe brunetti

          Più che una possibilità direi una quasi certezza…

      • Libertà o cara

        Gentile signor Rokko,

        il mondo, realtà unica per i commerci, ma non certo per strutture politico-statali, vive oggi realtà socio-economiche profondamente diverse.
        Ove alla potenza industriale s’associa libertà e benessere del popolo sovrano ed
        ove alla potenza industriale s’associa dittatura e repressione delle masse.
        Quel che, a mio parere, sta avvenendo è:
        – un tentativo di risanamento interno (Rust Belt) per non essere travolto sul piano finanziario!
        – un riequilibrio militare a non cedere la preminenza mondiale.
        Questi in una lettura dalla semplificazione notevole del reale.
        Qiao, generale cinese oggi, ha teorizzato “la guerra sEnza limiti”.
        Sereno anno che resta. … Libertà o cara

  • Libertà o cara

    Perché Trump fa la guerra alla U.E.
    Il primo argomento da escutere è: quale possa mai essere la causa prima di questa decisione!
    Gli Yankees hanno coniato ed usano un termine molto esplicativo: Deep State!
    Deep State è una espressione globale, che s’adatta come un guanto all’Europa! Già, guarda caso, dicono U.E. e non dicono Europa?
    Dovremmo trarre dal concetto: Deep State, tutti i sensi in esso inglobati per poi distillare dagli eventi vissuti delle considerazioni congrue con la serietà dell’argomento e la gravità sociale delle conseguenze immanenti!
    Deep State: non si conosce la politica effettiva perseguita per l’Europa, la si intravede, ma non se ne ha nota conclamata né, tanto meno, condivisa!
    Deep State: la citata U.E. è una balda associazione di nominati!
    Deep State: Chi è l’agente primo che decide le nomine?
    Deep State: Chi è l’agente primo che decide la politica?
    Deep State: Chi decide le politiche che stanno precipitando l’Italia nel disastro socio economico?
    Deep State: Chi ha deciso che la Kanzlerin imperi defenestrando (Praga) di fatto l’U.E.?
    Quanto sin qui detto per l’Europa è stato effettivo per gli States sino all’arrivo del DJT nella Stanza Ovale.
    I discorsi pubblici del DJT the “Commander in Chief” sanciscono per gli States quel ché di tragico che stiamo vivendo in Europa mercè l’U.E. dei nominati!
    Si ha una gagliarda controprova!
    Basta soffermarsi un attimo sul Main Stream continentale nostro e commisurarlo al Main Stream continentale Usa per rendersi immediatamente conto della assoluta, continua consonanza delle due orchestre!
    Orchestre di: pennivendoli ed altro!
    Orchestre prostrate in adorazione acritica delle precedenti amministrazioni Usa. Sempre entusiaste, queste orchestre di adoratori pervicaci, del procedere deciso dell’Europa verso quel disastro socio economico mai prima sperimentato nel continente, nemmeno all’epoca delle invasioni antiche!
    Come il popolo sovrano yankee nomina un “Commander in Chief” non deciso da l’agente primo, agente che tutto vuole decidere e tutto deve decidere, ecco le due orchestre levarsi all’unisono e come un sol uomo lanciarsi, schierate a battaglia, contro l’intruso inviso all’agente primo, quello del decidere.
    Due considerazioni scandalose.
    Le due orchestre sono giunte ad insultare un bimbetto di neppure dieci anni, sperticandosi, le orchestre, in denunce di supposte diverse abililità! Talmente soggiogate, esse orchestre, da non arrestarsi dinnanzi a nulla! Nemmeno dinnanzi alla innocenza, sicuramente incolpevole, di un bimbetto!
    Nessuno ci conta chi abbia chiesto alla Kanzlerin di recarsi da Trump a perorare i migranti(!).
    Nessuna remora, mai! Anche se ci si protende avversi al popolo sovrano!
    In sintesi lo stesso disastro verso cui è inesorabilmente avviata l’Europa mercè l’algida UE è stato approntato e perseguito per gli Usa.
    Non per nulla gli Usa hanno Liberty island. La tragica esperienza delle disastrose amministrazioni liberal (Libtard per qualche americano) ha convinto il possente spirito democratico a nominare “Commander in Chief” chi, postosi contro tutta l’algida, assatanata casta di potere del Deep State, si è schierato a difesa del popolo sovrano yankee.
    I disastri disposti ed imposti dall’agente primo, di cui prima, disastri presenti un po’ dovunque per gli States, vanno riparati e gli Yankees s’apprestano a farlo con tutto l’impeto loro solito.
    Ecco il Main Stream ergersi a difesa del “Deep State” ed accusare Trump di far la guerra alla U.E., siamo giunti ad un duplice immondo assurdo, per il Main Stream un gruppo di ubbidienti nominati è, di tutto il continente, l’unico considerabile! Al contempo un popolo intero di centinaia di milioni di persone è, per il Main Stream: nessuno, lo fu Ulisse per il ciclope!
    Sereno anno che resta. . . Libertà o cara.

    • Roberto

      Sai dirlo senza sbrodolarti di parolone per impressionarci?

      • Libertà o cara

        Gentile dott. Roberto,
        è mio dovere morale e civile porgere a lei un grazie “cordiale” per l’opportunità concessa di esprimere le idee, rivenienti dalla prassi, che angustiano l’oggi.

        Nessuna voglia di impressionare, voglia che derivi dalle “parolone”.
        Solo desiderio di evidenziare ciò che si apparecchia per domani.

        Lei mi evidenzia, giustamente, l’errore psicologico
        porgo scuse a chi si sentisse infastidito.

        Libertà o cara

    • francesco

      Ma vai a cagare

  • eusebio

    A noi italiani l’annientamento politico, economico e militare della UE non può fare che bene.
    Lasciamo sola la Merkel con il supermarco e le centinaia di migliaia di tagliagole islamici.
    Donald sei tutti noi.

    • giuseppe brunetti

      Mi sa tanto che voi trumpisti non teniate conto del fatto che i dazi li possono mettere anche GLI ALTRI. Credete che l’Europa starebbe a guardare? Si innescherebbe una guerra commerciale da cui nessuno avrebbe da guadagnare. La politica dei dazi doganali in un’economia globalizzata come l’attuale è ANACRONISTICA e DEMENZIALE. Infatti la poteva pensare solo un demente…

      • Alessio Pinna

        Quando una nazione ha 500 miliardi di deficit commerciale l’anno, non ha motivo di temere ritorsioni a causa delle tariffe. E’ ovvio, infatti, che i suoi partner commerciali hanno 500 miliardi in più da perdere. L’Ue, o la Cina, potranno fare la voce grossa o mettere qualche tariffa propria di facciata, su beni insignificanti, ma se hanno un minimo di buon senso non daranno spazio a Trump per promuovere ulteriori dazi.

  • https://www.youtube.com/watch?v=OSHaVH9HhfI Panthera Pardus

    Forse conviene guardare le statistiche di produzione:

    Cina 25 milioni autoveicoli
    Usa 12
    Germania 6

    La frase corretta è dunque che gli americani non vogliono assemblare 25 milioni di autoveicoli di fascia bassa ma prendersi i 6 milioni tedeschi

    Prego notare poi come la produzione di marchionne-meno-male-che-renzi-c’e’ l’Italia e dietro o uguale a Repubblica Ceca, Slovacchia, Francia e Spagna.

    Tranquilli comunque adesso abbiamo la legge per accogliere tutti i minori non accompagnati per la gioia del gran Mufti argentino a Roma

    www oica net/category/production-statistics/2015-statistics/

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Elogio alla Cina, il tuo, però in contrasto con i lavoratori cinesi che iniziano a rivendicare i loro diritti …

  • alan ladd

    Trump fa la guerra a tutti gli stati “fetenti” …In Europa puo’ pescare a occhi chiusi !!

  • giuseppe brunetti

    Fantastico vedere “patrioti” e “sovranisti” fare il tifo per chi va contro gli interessi dell’Italia…

    • Libertà o cara

      Hai ragione: le sanzioni alla Russia di Putin ordinate dall’Obama del Partito Democratico Usa e subito imposte da Frottolino toscano del Partito Democratico italiano,
      sono senza dubbio un toccasana per l’economia nazionale disastrata dai governi mai votati a guida Partito Democratico italiano: illuminato, progressista teso ai lavoratori ed ai proletarii,
      Sereno anno che resta. . . Libertà o cara

      • giuseppe brunetti

        Quindi siccome Renzi ha fatto una fesseria a mettere sanzioni alla Russia adesso vi mettete a tifare per chi va contro gli interessi delle imprese italiane? PS A proposito di “governi non votati” consiglio una “scorsa” alla Costituzione italiana…Nelle repubbliche parlamentari come l’Italia il popolo elegge il parlamento, non il governo…

        • Libertà o cara

          Condivido la fesseria ma … fosse solo quella! Fosse solo fesseria, c’è dell’altro molto più grave!
          Non condivido il riferimento costituzionale … limitato, di parte, riferimento silente, per avversione, sugli interessi degli italiani veri.
          Vero?