U.S. President Donald Trump waves as he walks from Marine One upon his return to the White House in Washington, U.S., March 19, 2017.  REUTERS/Joshua Roberts

Trump campione dei pro life:
ecco tutte le politiche per la vita

Donald Trump è stato il primo presidente statunitense a partecipare alla “Marcia per la Vita”. L’evento, infatti, è stato istituito quarantacinque anni fa, ma nessun inquilino della Casa Bianca aveva mai preso parte alla manifestazione fino ad oggi. Durante il discorso tenuto davanti agli attivisti americani, Trump ha istituito “il giorno della sacralità della vita”, ribadendo la sua ferma contrarietà all’aborto e la sua vicinanza alle battaglie care al mondo pro life. “Sempre più americani sono sempre più pro-life. Sotto la mia Amministrazione difenderemo sempre il diritto alla vita”, ha sottolineato il Tycoon. Il dipartimento della Salute e dei Diritti umani, intanto, ha ribaltato le linee guida in materia di aborto istituite durante l’amministrazione di Barack Obama. Gli stati conservatori, insomma, potranno tornare ad ostacolare le organizzazioni che forniscono servizi utili a “facilitare” l’aborto, rendendogli meno semplice operare all’interno dei loro confini. Secondo il nuovo regolamento – come riportato dal Guardian – “ospedali, università, cliniche e altre entità che ricevono finanziamenti da programmi HHS come Medicare e Medicaid dovranno certificare che rispettano circa 25 leggi federali a tutela della coscienza e dei diritti religiosi. La maggior parte di tali leggi si rivolge a procedure mediche come l’aborto, la sterilizzazione e il suicidio assistito”. Strada in salita, quindi, per Parenthood e simili. 

Il presidente Trump, intanto, è stato nominato personalità pro life dell’anno da una Ong. Operation Rescue ha conferito questo riconoscimento al tycoon per una serie di ragioni: secondo l’organizzazione, Trump ha tenuto fede agli impegni presi in campagna elettorale riguardo alle tematiche bioetiche, ha nominato una serie di personalità antiabortiste ai vertici delle istituzioni americane (Corte Suprema e Amministrazione presidenziale), ha messo in discussione i finanziamenti pubblici destinati alla cliniche abortiste e ha tutelato la libertà di coscienza del personale medico americano. Commenti positivi alla partecipazione di Trump alla “Marcia per la Vita”, poi, sono arrivati anche dal mondo pro life italiano: “La partecipazione del Presidente è il frutto di un lavoro culturale, sociale, mediatico e solo infine politico che ha necessitato decenni di maturazione, da quando la Corte Suprema si inventò di sana pianta la presenza nella Costituzione del diritto di abortire un figlio -ha commentato Filippo Savarese di CitizenGo Italia su Facebook – Un lavoro iniziato nella e dalla consapevolezza di dover ripartire dal basso, ritornando a testimoniare a intere generazioni il senso della Vita, della libertà, della responsabilità, del Bene Comune. Generazioni che stanno considerando questa testimonianza sempre più credibile, rispetto ai proclami di morte e alla cultura dello scarto che gli viene spacciata in alternativa”, ha chiosato l’attivista italiano. 

L’Obamacare, del resto, era una riforma a trazione abortista. Tra le normative poste in essere da quell’impianto legislativo targato Partito Democratico anche l’obbligo per le aziende di fornire ai propri dipendenti dei contraccettivi e dei farmaci abortivi. La Corte Suprema, all’epoca, ha bloccato questa parte della riforma, ma la cultura abortista, sotto l’amministrazione Obama, era comunque sostenuta culturalmente ed economicamente. Trump, invece, ha ripristinato persino la legge che prevedeva il blocco delle sovvenzioni per le Ong che praticavano aborto o fornivano informazioni in merito alle pratiche abortiste fuori dai confini americani. Il bando, manco a dirlo, era stato ripristinato dalla presidenza Obama nel 2009 dopo l’abolizione repubblicana. Il presidente degli Stati Uniti, infine, proprio durante la marcia per la vita ha invitato il Senato ad approvare una legge che contiene il divieto di abortire dopo le venti settimane. Il testo, che è stato già approvato dai deputati, si è ora arenato alla Camera alta del congresso statunitense, ma la situazione venutasi a creare con lo shutdown complicherà ulteriormente le cose. 

  • adalberto

    Questa è la vera guerra sociale che serve: i popoli che si arrogano il diritto di legalizzare i controlli demografici mediante l’aborto sono destinati a operire immancabilmente. E’ una legge non scritta.
    Un plauso a Trump, quindi, con buona pace di Clinton e compagni di merende che volevano arrivare alla concessione dell’aborto “a nascita parziale”: cioè, per chi non lo sapesse, “ti faccio uscire la testa dal ventre di tua madre e poi te la schiaccio con una forcipata”. Se questa sia una sana prospettiva sociale, lascio a voi il giudizio: di sicuro è un atto ed una pratica SUICIDA. Anche per questo e forse proprio per questo i demo sono stati battuti contro ogni previsione dei nostri baldanzosi idioti.

    • Matteo Vaghetti

      Il diritto all’aborto é un dibattito vecchio di quasi 60 anni. Esistono oramai statistiche affidabili (vale a dire prove/analisi scientifiche basate sui FATTI e non su dogmi religiosi) che dimostrano che in ogni paese civile dove l’aborto é concesso (in maniera piú o meno controllata) e dove la contraccezione é correttamente praticata e incoraggiata, il numero di aborti si riduce in maniera esponenziale. Quindi se il vero obbiettivo é ridurre il numero di aborti e non magari quello di imporre uno stato di terrore religioso/fondamentalista la corretta via é giá stata tracciata dai paesi un tantino piú civilizzati di USA e compagnia cantante … Senza contare che la cosa piú disarmante é quasi sempre la NON presenza di donne nel dibattito sull’aborto dato che sotto i ferri eventualmente ci vanno loro e non certo preti o suore …

      • adalberto

        Se per te è civile “abortire” col metodo: esce la testa e te la schiaccio, è un tuo problema e non può essere un argomento da trattare per convenienza sociale. Se l’avesse fatto tua madre….? La morte voluta non trova mai giustificazione, di un bimbo tantomeno; e nemmeno il fatto che sia legalizzato toglie all’aborto l’abominio di ciò che è. Anche quando “frullano” il feto a poche settimane, questo si dimena per sfuggire dalla tortura.

        • Matteo Vaghetti

          Cioé mi stai dicendo che conosci esattamente quello che succede ad una donna quando abortisce o fa nascere un filgio? O che conosci esattamente cosa succede ad una donna quando é costretta ad abortire per salvare la propria vita o quando la gravidanza é frutto di abuso o stupro? Continua a pregare il tuo amico immaginario lassú vai …

          • adalberto

            Se ti impegni un pò, arriverai alla mia età con qualche idea diversa da quelle attuali; non è Quello lassù che mi impone alcunchè, è semplice etica sociale legata alla legge naturale. Ciò che non è naturale e costituisce forzatura, nel mistero della vita, lo reputo cosa da cui è meglio astrarsi. Se credi alla giustizia e ai diritti, come rispetti quelli di una creatura che hai generato e di cui ritieni di arrogarti il diritto di determinarne la morte?

          • Matteo Vaghetti

            Beh, se invochiamo la “legge naturale” (concetto comunque assolutamente arbitrario come dimostrato piú e piú volte nella storia) perché non tornare a penzolare dai rami, scordarci di 2000 e passa anni di progresso scientifico e tecnologico e morire di banale raffreddore in mezzo ai boschi? A me sembra che quando si parla di aborto si parla di tutto tranne che della sofferenza delle madri che si trovano spesso senza appoggio ed in situazioni dolorosissime e spesso umilianti … E poi i dati parlano da soli: laddove vi sono leggi che regolano e non proibiscono l’aborto e informano correttamente sulla contraccezione, gli aborti diminuiscono molto di piú che in paesi dove l’aborto e proibito … sempre che come detto prima, non si preferisca uno stato teocratico (tipo che so Arabia Saudita?) dove la donna e i suoi diritti non contano assolutamente nulla trovandosi costretta a migrare o abortire clandestinamente rischiando la propria vita e incolumitá …

          • adalberto

            Bene, ho capito che non se ne esce. Buon per te che tua madre non era in condizioni critiche tali da pensare a scelte drastiche che non ti avrebbero permesso di interloquire con garbo, ma con poco senno. Il resto è fuffa, ne parleremo fra 50 anni.

          • Matteo Vaghetti

            Non se ne esce perché tutta la tua attenzione é puntata sul feto di 12 settimane che non avrai mai la possibiitá di portare in grembo (tanto per chiarire quale sia realmente l’ordine naturale), semplicemente perché questa é una esperienza esclusivamente femminile e un dibattito che dovrebbe essere discusso esclusivamente al femminile, ripeto, sono loro che vivono il dramma (noi solo parzialmente in quanto mariti o compagni), sono le donne che vanno sotto i ferri, che subiscono le umiliazioni di uno stupro o di un abuso (nel peggiore dei casi) o che si ritrovano in situazioni impossibili, senza via di uscita e senza spesso il supporto di cui hanno bisogno. Continuare a stra-parlare di omicidio del feto, ordine naturale, continuare ad ignorare che questo é un problema esclusivo delle donne o citare mia madre (che ti pregherei di smettere di citarla, sai, per rispetto) equivale a non parlare affatto del problema.

          • AlbertNola

            Assolutamente no! L’aborto dev’essere punito col carcere duro! La donna che partorisce, se è italiana, deve ricevere un sostegno di almeno 100.000 Euro a figlio!

  • Zeneize

    Certo che solo degli imbecilli possono lasciarsi convincere ad ammazzare i propri figli.