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Tra California e Trump ora è scontro sulla pena di morte

Prosegue lo scontro a distanza tra lo Stato della California, roccaforte progressista per eccellenza, e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il braccio di ferro riguarda questa volta la decisione del governatore democratico Gavin Newsom, arcinemico del presidente, di sospendere la pena di morte. Decisione di cui beneficeranno 737 carcerati.

“La pena di morte non è coerente con i nostri valori fondanti e contrasta profondamente con ciò che essere californiano significa”, ha spiegato Newson firmando l’ordine esecutivo. “Uccidere intenzionalmente un’altra persona è sbagliato e come governatore non assisterò all’esecuzione di nessuna persona”, ha aggiunto. Nella moratoria è inserito anche il ritiro del protocollo per l’uso dell’iniezione letale nel suo Stato e la chiusura della “camera della morte” del carcere di San Quintino.

Citando un rapporto dell’Accademia Nazionale delle Scienze nella quale si stima che una persona condannata a morte su venticinque è innocente, Newsom ha ribadito che non può tollerare le probabilità di rischiare di condannare una persona non colpevole. “Se prendiamo il caso della California – ha sottolineato – significa che probabilmente circa 30 persone delle 737 è innocente. Non so voi, ma io non ci dormo la notte”.

Trump contro la California: “Parenti dimenticati”

La moratoria sulla pena di morte del governatore dem, manco a dirlo, non è piaciuta affatto al Presidente Donald Trump che su twitter ha sottolineato come essa manchi di rispetto a familiari e parenti delle vittime: “Gli amici e i familiari delle vittime, sempre dimenticate, non sono entusiaste, e non lo sono neppure io!”.

La moratoria fa esultare gli ambienti più progressisti ma attira su di sé diverse critiche e perplessità. Il senatore Jim Nielsen, un repubblicano di Tehama che ha prestato servizio nell’ufficio carcerario della California per quasi due decenni, ha detto che Newsom “disinteressatamente ignora l’angoscia di queste famiglie e le strappa da ogni senso di giustizia, vittimizzandole di nuovo”.

“Questo ordine esecutivo è un affronto al nostro sistema di giustizia”, ​​ha ribadito Nielsen. “Gli elettori della California hanno detto chiaramente cosa ne pensano al riguardo nel 2016″ ossia che “la pena di morte serve come punizione legale e appropriata per coloro che commettono crimini viziosi e malvagi”.

Il referendum del 2016: californiani favorevoli alla pena di morte

L’8 novembre 2016, nello stesso momento in cui si sono svolte le elezioni presidenziali e politiche negli Stati Uniti, tre Stati americani hanno organizzato un referendum sulla pena di morte (il Nebraska, l’Oklahoma e la California). La pena capitale è stata ristabilita in Nebraska, dopo essere stata abolita nel maggio del 2015.

In California, Stato che ospita circa il 25% dei detenuti nel braccio della morte di tutto il Paese, gli elettori hanno respinto un provvedimento che sostituiva la pena di morte con l’ergastolo. La pena di morte negli Stati Uniti è attualmente in vigore in 30 stati su 50. Negli ultimi anni è calato il numero delle esecuzioni così come il tasso di approvazione, ma la maggioranza degli americani resta a favore. Nel 2018, le esecuzioni negli Usa sono state 25, la maggior parte delle quali in Texas (13). Nessuna in California. 

Ennesimo scontro Trump – California

Come vi abbiamo raccontato sulle colonne di questo giornale, tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e lo Stato della California è scontro aperto da mesi. A febbraio, il Dipartimento dei Trasporti Usa ha annunciato il taglio dei 929 milioni di dollari di finanziamenti federali per il progetto dell’alta velocità in California, per collegare con la Tav Los Angeles e San Francisco. A darne notizia è il New York Times, secondo il quale il Dipartimento “sta esplorando attivamente ogni opzione legale per ottenere la restituzione da parte della California di 2,5 miliardi di fondi federali Fra (Federal Railroad Administration) precedentemente concessi”.

Le ultime tensioni fra Donald Trump e il democratico Newsom riflettono la portata di uno scontro ben più ampio e radicato fra l’amministrazione federale e la roccaforte progressista. Dall’immigrazione alle tasse, passando per le armi all’assistenza sanitaria fino ai cambiamenti climatici, da quando il tycoon si è insediato alla Casa Bianca, la California ha ostacolato in tutti i modi le decisioni prese a livello federale dall’attuale amministrazione repubblicana. E ora lo scontro politico tocca anche una questione annosa come la pena di morte.