Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante una conferenza stampa

Accusano Trump di essere bugiardo
Ma i dem non sono certo da meno

Tra numeri e falsati e propaganda, verità e bugie, per i grandi media liberal americani il presidente Donald Trump è un bugiardo quasi patologico. Nel suo discorso dell’altra sera sul Muro con il Messico, nel quale l’inquilino della Casa Bianca ha descritto uno scenario di “emergenza crescente” al confine meridionale, il Washington Post ha contato otto affermazioni scorrette, il New York Times sei. Nel tritacarne dei fact-checker, tuttavia, non è finito solo il solito tycoon, quasi a suo agio nel rapporto conflittuale con i media, ma anche la giovane stella del partito democratico, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez.

La deputata è una delle più ardenti sostenitrici del Congresso del Medicare for all, la proposta democratica di garantire una sanità pubblica per tutte le età al fine di creare un sistema di assicurazione sanitaria finanziato dal governo per tutti gli americani, anziani compresi. In un tweet, Ocasio-Cortez ha confrontato la scala degli sprechi del Pentagono con il costo del Medicare for All, fornendo delle cifre completamente sballate.

Lo scivolone della deputata dem

Citando su twitter un articolo della rivista Nation, la deputata ha osservato: “21mila miliardi di dollari di transazioni finanziarie del Pentagono, non sono registrate, documentate o spiegate. Ciò significa che il Pentagono potrebbe finanziare il 66% delle spese di Medicare”. Come riporta Politifact, sebbene sia un critico di lunga data degli sprechi del Pentagono, Steve Ellis, vice presidente di Taxpayers for Common Sense, ha affermato che Ocasio-Cortez ha drammaticamente gonfiato la portata del problema.

“Un dollaro coinvolto in 10 transazioni non è 10 dollari”, ha detto Ellis. “Ci sono molte cose da tagliare e molti sprechi al Pentagono, e l’ho detto senza riserve, ma la semplice matematica dimostra che il Pentagono non ha mai raggiunto una quantità simile di contante, con una media di oltre 1 miliardo di dollari l’anno”. Todd Harrison, esperto di bilancio per la difesa presso il Centro di studi strategici e internazionali, concorda. “Solo perché una transazione non può essere completamente rintracciata e documentata non significa che sia fraudolenta o sprecata”.

Lo stesso autore del pezzo citato, Dave Lindorff, smentisce la giovane dem: “Ha torto”. Lindorff ha osservato che le sue inchieste dimostrano una sciatteria su larga scala nella contabilità del Pentagono – ma non un importo di bilancio che potrebbe essere teoricamente essere applicato ad altri scopi. 

Perché i leader mentono

La politica è un terreno fertile per manipolazione e omissioni. Mezze verità, tremende falsità, allarmismi e omissioni sono il bagaglio del leader politico che, come spiega il professor John J. Mearsheimer in un saggio intitolato Verità e bugie nella politica internazionale (Luiss, 2018), dosa sapientemente verità e bugie in base alla circostanza o all’interlocutore. Il celebre studioso spiega in questa piccola guida il motivo per cui le bugie in politica interna sono generalmente considerate più deprecabili rispetto a quelle in politica internazionale.

“A differenza del sistema internazionale – osserva – la struttura di uno Stato è gerarchica, non anarchica. In una nazione ben organizzata c’è un’autorità superiore – lo Stato stesso – a cui gli individui possono rivolgersi in cerca di protezione. Di conseguenza, se gli incentivi a imbrogliare e mentire trovano una giustificazione quando gli Stati si relazionano fra di loro, solitamente lo stesso non vale per i cittadini all’interno di uno Stato”. Anzi, prosegue, “si può affermare decisamente che una diffusione capillare di bugie minaccerebbe la vita interna di uno Stato”.

Nonostante il grande impegno dei media liberal e dei fact-checker progressisti – non sempre così disinteressati – bugie e omissioni non sono certo una prerogativa esclusiva di Donald Trump, come il caso di Ocasio-Cortez dimostra. Anzi, spesso i dem alle omissioni e manipolazioni, ci aggiungono pure un pizzico di ipocrisia.