Libyan gunman celebrate on the early morning of the second anniversary of the revolution that ousted Moammar Gadhafi, in Benghazi, Libya, Sunday, Feb. 17, 2013.  (AP Photo/Mohammad Hannon)

Tripoli, avvertimento di guerra
Così l’Italia rischia di perdere la Libia

Un colpo di mortaio scuote l’albergo Al-Waddan, vicino l’ambasciata italiana a Tripoli. Un hotel usato spesso dai nostri funzionari nella capitale libica e in cui ancora oggi, come spiega il Corriere della Sera, è facile incontrare italiani. Le autorità di Tripoli hanno immediatamente parlato di attacchi sporadici in varie parti della città: evitando quindi di considerare il missile arrivato vicino l’ambasciata d’Italia come un attacco diretto contro Roma. Ma quelle bombe e quegli scontri che stanno insanguinando la capitale libica sono, a tutti gli effetti, una minaccia per l’Italia. E non possiamo sottovalutare quanto sta avvenendo dall’altra parte del mare.

La Libia è al centro delle strategia mediterranee dell’Italia, inutile negarlo. E negli ultimi tempi, Roma è tornata a parlare insistentemente di Libia e ha ingaggiato con la Francia una vera e propria guerra diplomatica per ottenere la leadership del Paese. Lo scontro fra Parigi e Roma è durissimo. L’Italia, in questi anni, ha puntato tutto su Fayez al Sarraj, il premier riconosciuto del Paese. Ma il suo è un potere effimero, e lo dimostra la violenza esplosa a Tripoli. Il governo non controlla la capitale. E i miliziani della Settima Brigata puntano direttamente al cuore della città e al potere politico.

Per Roma, ora, il momento è particolarmente delicato. Come scrive La Stampa, la minaccia per i nostri interessi è talmente alta che l’Italia, con una cabina di regia fra ministero della Difesa, degli Esteri e Aise, sta ragionando su una task force proprio per proteggere al Sarraj. Perdere lui significa perdere il nostro appoggio politico in Libia. Significa, in sostanza, perdere la Libia.

E questo il governo italiano non può permetterselo, soprattutto adesso che il governo di Giuseppe Conte aveva trovato in Donald Trump un valido alleato. Gli Stati Uniti avevano assegnato all’Italia la cabina di regia sul Mediterraneo allargato e la leadership della transizione libica. Era stato questo il maggiore impegno ottenuto dal premier in visita a Washington. E l’obiettivo era arrivare alla Conferenza internazionale promossa da Italia e Usa in autunno con Roma a essere la potenza guida della road-map per la Libia.

Ora la situazione sembra destinata a cambiare. La Settima Brigata, legata da alcuni mesi al generale Khalifa Haftar, potrebbe prendere il sopravvento sulle forze governative e togliere di mezzo Sarraj. I sospetti sull’uomo forte della Cirenaica sono molto alti. E, indirettamente, l’occhio si sposta su Parigi, dove sono in molti a sperare (e agire) per togliere la Libia dalle mani italiane. Una possibilità che, in caso di fuga da Tripoli da parte del premier libico, sarebbe enorme.

Il ministro degli Esteri Jean Yves Le Drian è da tempo impegnato in Nordafrica per perorare la causa francese. Il ministro si è impegnato per la Francia nel supporto alle elezioni libiche de 10 dicembre (ipotesi invece considerata nefasta per l’Italia) e ha avuto incontri ad alto livello non solo a Tripoli, ma anche a Misurata, dove il sindaco Mustafa Kerouad non può certo definirsi un alleato di Roma. Parigi, come ricorda l’Huffington Post, farà di tutto per fermare Roma.

Emmanuel Macron vuole guidare la transizione libica. E l’ha dimostrato soprattutto con l’incontro a Parigi fra i maggiori leader del Paese nordafricano. E un segnale in questo senso è stato l’annuncio del parlamento di Tobruk,che come ricorda sempre la testata online, ha dichiarato l’ambasciatore italiano Giuseppe Perrone “persona non gradita”. E quel parlamento è in mano ai fedelissimi di Haftar.

Con la debolezza del governo di Tripoli, Haftar torna a essere di nuovo decisivo. E, come storico alleato della Francia e tradizionalmente avverso alla presenza italiana nel Paese, per Roma può essere complicato riequilibrare il campo libico a suo favore. Questo però non significa che non il nostro Paese sia destinato a soccombere. Il governo italiano ha ottenuto da Washington garanzie importanti che può (e deve) saper far valere in campo internazionale.

Ma è soprattutto la nostra rinnovata attenzione verso l’Egitto a dover essere considerata una pedina fondamentale. I viaggi dei nostri ministri al Cairo per ricucire con l’Egitto e con Abdel Fattah al Sisi sono molto importanti, visto che il governo egiziano è molto legato al generale Haftar. L’Italia e l’Egitto condividono una partnership economica importantissima che spazia dal commercio al settore energetico, dove l’Eni ha interessi profondi nel giacimento Zohr. Il Cairo può esserci utilissimo.

  • BlackSail33

    Veramente noi la Libia l’abbiamo persa il giorno che lo statista Berlusconi, calandosi le braghe di fronte all’arroganza del golpista napolitano ha concesso le basi a barack banana e al nano francese bombardiere e corrotto per far fuori Gheddafi, l’influenza italiana e fregarsi petrolio e gas. Ci siamo sparati alla nuca da soli. Ora messa in conto pure l’arroganza infinita di macron recuperare sarà dura. Ma daranno la colpa all’attuale governo…..

    • M.A.S.

      Un solo comment: Lei di strategia e geopolitica non ci capisce nulla.

      • Renato Dellanna

        Ci spieghi Lei,il perche`,di non condividere il punto di vista di BlackSail33.?

      • Mr.Joe

        Scommetto che sei un asino a tutti gli effetti in materia!!!

      • BlackSail33

        La geopolitica è complessa e molte volte difficile da capire. Ma sui fatti libici c’è poco da capire. Cosa dovevo aggiungere, assassinare Gheddafi per tappargli la bocca per i finanziamenti elettorali a sarkozy? Ci illumini, ci faccia capire perché la solita cricca ha spianato la Libia….

        • Marco_Seghesio

          Forse, dico forse, Gheddafi ha fatto il doppio gioco con Sarkozy, per alzare la posta con gli italiani. Rispetto ai quali sapeva bene di essere tratto meglio (o meno peggio, a seconda dei punti di vista) e quindi, sotto sotto, non intendeva minimamente fare il “salto della quaglia”.
          E probabilmente Sarkozy si e’ sentito turlupilato e se ne e’ “legata al dito”.
          Del resto alla Francia manca da sempre la Libia per il suo carniere.

      • Max Brunn

        Non è sufficiente dire così. Deve anche spiegare perché, altrimenti il suo commento non serve proprio a nulla.

    • agosvac

      In effetti lei ha ragione. L’Italia la Libia l’ha persa dal momento in cui l’allora Presidente della Repubblica in virtù del suo essere anche Capo supremo delle Forze armate italiane obbligò Berlusconi ad entrare in guerra contro la Libia. L’errore, grave, di Berlusconi fu che avrebbe dovuto dimettersi piuttosto che accettare gli ordini di Napolitano. Ma avete idea dell’immane scontro istituzionale che si sarebbe creato? Il Capo del Governo contro il Capo dello Stato!!! Una cosa mai vista prima. Col senno del poi sarebbe stato meglio di ciò che poi successe. Almeno Berlusconi non avrebbe avuto questa macchia nel suo percorso politico e, chissà, magari Napolitano sarebbe stato costretto a dimettersi anche lui dopo Berlusconi. Purtroppo del senno del “poi” è pieno il mondo.

      • Elpaso21

        “L’errore, grave, di Berlusconi fu che avrebbe dovuto dimettersi piuttosto che accettare gli ordini di Napolitano”: non era tenuto a dimettersi. Bastava dire a Napolitano: “la guerra in Libia te la fai da solo”.

        • Idleproc

          Per fare certe scelte, non si devono aver interessi personali in gioco e se si hanno, fregarsene, non è il tipo non lo è mai stato è non lo sarà mai.
          In certi ruoli, uno sa che di fronte ai suoi doveri, si gioca anche la pelle e lo sa in anticipo per cui chi li assume è sempre responsabile delle scelte che fa.
          Gli errori sono sempre giustificabili, l’interesse personale e la vigliaccheria mai.
          É legittimo anche non farcela ma ci si deve dimettere dicendo la verità.

        • bruno

          Nano di nome e di fatto l’ottavo nano

        • agosvac

          Non lo poteva dire perché da Capo supremo delle Forze armate italiane Napolitano era superiore a lui, l’ultima decisione spettava al Capo dello Stato. La scelta era solo tra dimettersi o obbedire.

      • Mr.Joe

        Cosa aspettate da un P2ista del cacchio?

      • bruno

        La balla del grido di dolore e poi erano una manica di banditi

      • Gioachimo Liera

        E’ in parte una ragione, Berlusconi isolato in Italia e in EU era inviso a Napo’ e Kapo’ in EU tante’ che si dedico’ per disperazione alle gonnelle delle sue donne e delle sue cene… Ma in realtà le 3 grazie USA con Obama trattarono Francia e UK come i comprimari per l’eliminazione di Gheddafi. Poi il corrotto Sarko, preso dalla mano di eliminare Gheddafi per via dei finanziamenti personali e dei depositi stellari in Francia…non ci ha pensa due volte….ottenendo di bombardare la LIbia (Tripoli), infine ucciderlo con i suoi mandanti francesi..infine .tentando la scalata al petrolio libico. L’ultimo passo lo stà facendo…l’attuale Macro’ che di nome fà un mestiere che è tutto un programma.
        Però l’avvicinamento del nuovo governo italiano a el Sisi in Egitto amico di Haftar è un buon passo per sgonfiare le gomme a Macro’ …Bisogna ricordare però che il ns. governo degli abusivi ha fatto talmente tanti danni in Egitto e in Libia appoggiando al Sarraj..che sarà una gara dura mantenere la Libia nel nostro futuro.

        • bruno

          Fico d’India permettendo visto come pontifica alle feste dell’Unità

    • Flavio Stilicone

      Verissimo che fu un errore, verissimo che fummo governati da persone prive di cervello e/o onestà e/o pall3. Tuttavia, LA LIBIA NON E’ PERSA FINCHE’ NON E’ PERSA. Non è ancora giunto il momento delle recriminazioni. Bisogna darsi da fare e spero che chi di dovere lo stia facendo. Si gioca fino al 90° … più recupero …

    • Marco_Seghesio

      Le basi italiane non furono comunque decisive, ne’ a Trapani, ne’ a Gioia del Colle.
      Mi risulta che i francesi operavano benissimo dalla Corsica e dalla portaerei “De Gaulle”.
      Avrei visto quindi meglio una bella manovrona (senza sicura) nel Canale di Sicilia, dichiarando una bella interdizione per tre giorni, sui mari e sui cieli.
      Pero’ avremmo giocato pesante, avendo contro una risoluzione dell’ONU.
      Ma come si dice, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.
      Certamente si sarebbe esternato plasticamente al resto del mondo che l’Italia non gradiva la cosa.
      Ma certo bisognava cominciare dal 1981, abbattendo spietatamente gli ignoti velivoli, di una ignota marina gallica. Che pensavano di scorazzare liberamente all’interno dello spazio aereo italiano, nel caso ammazzando anche piu’ di 80 vittime civili e rovinando ingiustamente la compagnia Itavia, che li stava diligentemente trasportando.

    • montezuma

      Infatti l’obiettivo (principale?) potrebbe essere quello di affossare l’attuale governo italiano. In politica, anche internazionale, le apparenze possono essere fuorvianti. Se poi gli va bene, a Macron non fa schifo di prendersi qualche vantaggio in Libia e … dintorni.

    • fabio franceschini

      Ovvio! già la vedo la faccia di palta di gentiloni che come ministro degli esteri prima e premier poi è stato un vero campione degli interessi francesi.

    • best67

      cosa poteva fare?l’Italia è la più imperfetta delle democrazie!

  • itsmy opinion

    rischia? é praticamente sicuro….

  • ClioBer

    Abbiamo commesso l’imperdonabile “peccato” di votare per partiti “populisti”, schierandoci, di fatto contro le élites finanziare, cioè i veri padroni del mondo. In un’altra occasione parlerò di chi sono costoro, come agiscono e sono strutturati per dominare e dettano legge agli stati, che sono nominalmente “sovrani”, sino a quando non intralciano i loro interessi.
    Ma per fermarci alla Libia e ai fatti di questi giorni, Oettinger ci aveva avvertiti che meritavano una severa lezione e le agenzie di rating, in mano, manco a dirlo, ai potentati di cui sopra, hanno già incominciato a lavorarci ai fianchi.
    Ma a questo punto, il più fedele dei loro servi, nostro nemico dichiarato, per contribuire tangibilmente a educarci come votare, non ha perso tempo e, per dimostrare il suo zelo, nonché finire il lavoro iniziato dall’altro stinco di santo di Sarkozy, ha preso la palla al balzo e ha scatenato l’attacco in Libia.
    A questo punto, possiamo sperare nel soccorso di Trump, altrimenti ci toccherà raccogliere i quattro stracci (per modo di dire) che possiamo e, prima che ci scaccino, lasciare la Libia.
    Ma non è finita, poiché lo scialbo e insignificante Micaron, ligio al desiderio dei suoi padroni, di riempirci di migranti, darà un bel impulso anche a questo.
    Per tutto questo, dobbiamo ringraziare i governi di sinistra che in 7 anni sono stati un “flagello”.

    • venzan

      Sei uno, o ancor meglio una, dei rarissimi che merita leggerti sempre,

      • ClioBer

        Davvero grazie, ma non merito tanto.
        Comunque, UNA. Senza idee strambe, che ama suo marito e la sua famiglia, il suo lavoro, l’arte in tutte le sue declinazioni, il buon cibo (preferibilmente italiano) , lo sport e… all’occorrenza, anche se sono un po’ altina,, persino il tacco 12.
        Saluti.

    • montezuma

      Esattamente quel che penso io come detto altrove.

    • Duca8491

      Pienamente d’accordo!!!

    • Marco_Seghesio

      Secondo me Lei ha una visione limitata, proiettando la prossima elezione, come origine e forse termine di questi problemi.
      Eventi di respiro storico, non possono rinchiudersi nell’ultimo anno dell’attuale politica italiana.
      Gia’ dal 2011 la Francia stava sbavando per la Libia, con Sarkozy, il disgraziato, che purtroppo sedeva nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
      Ma forse dobbiamo andare anche piu’ indietro, se nel 1981 ad Ustica vi e’ stato un attentato a Gheddafi, per riaprire l’influenza francese in Libia.

  • Bragadin a Famagosta

    dobbiamo intervenire militarmente..e basta

    • mauroc59

      Dovevamo intervenire gia’ 4 anni fa.. i nostri interessi sono nel Mediterraneo non in Afghanistan. Da non dimenticare che abbiamo un ministro di nome Trenta.. ( una che si commuove per gli illegali ) e questo da l’idea di come ca…o siamo messi. Diplomazia e forza. Salvini ha ragione, va ripristinato il servizio di leva e velocemente.. i ns soldati professionisti sono all’altezza delle missioni, quindi procedere.

  • Errico Carloni

    La francia è stata la causa della distruzione della Libia quindi non può rivendicare la guida della sua ricostituzione. micron non riuscirà a mettere le sue luride zampe sulla Libia !! Conte datti da fare !

    • itsmy opinion

      purtroppo loro sono in vantaggio, hanno più esperienza visto che non hanno mai smesso di trattare il Sahel come colonia. Noi invece ci vantiamo quando mandiamo le truppe all’estero….ovviamente in missione di pace.

  • Flavio Stilicone

    Non ce la si può avere con la Francia se difende i suoi investimenti. Dopotutto dopo avere “unto” la stampa e capitribù locali, dopo averli armati, avere bombardato provocando direttamente o indirettamente più di 1000 morti, dato impulso al terrorismo internazionale e al commercio di contrabbando delle armi libiche … dopo tutto questo è normale si aspettino in premio qualcosa, poverini …
    MI sorprenderebbe piuttosto che non avessero egualmente corrotto politici, magistrati, giornalisti e pseudointellettuali italiani per attaccare il governo nel momento in cui cerca di difendere i nostri interessi … quando si “fa politica” la si fa per bene, seguendo fino in fondo il proprio codice etico …

    • Bragadin a Famagosta

      l’hanno già fatto…dai una lettura stamane al Corriere dei traditori

    • Luigi za

      Corrotto politici italiani é una brutta frase.- Diciamo che li hanno premiati con incarichi in Francia suppongo ben pagati , come per il ns. ex-Primo Ministro Enrico Letta.

  • Georgi Mihaylov

    perche questo quotidiano inveisce continuamente contro i nord afrikani? mentre adesso (anche in altri articoli) ha la faccia tosta di dire ” i francesi ci prendono la libia”, ” l’italia rischia di perdere la libia” !!!! ma siete seri? la libia appartiene all italia? se i libici vengono in italia è perche li sfruttate, ma poi ‘il giornale’, ha la faccia tosta di scrivere continuamente contro i criminali libici da due soldi in italia,perche non ci spiega gli interessi italiani in libia? quali interessi? GRANDI..

    • Bragadin a Famagosta

      la Libia è nostra , come la Corsica e la Tunisia…

    • Mona

      Georgi, la Libia era nostra, non perchè l’Italia la colonizzava quando Ghaddavi regnava, ma semplicemente per dire che era nostra quanto aveva un governo indipendente con cui si poteva trattare da pari a pari. Ora è diventata una polverira d’inciviltà. Non fu l’idea dell’Italial’ di bombardarla e destriggerla. Noi la volevano integra, la “nostra” Libia. Altri la vogliona schiava e schifosa. Una Libia schiava e schifosa non è “nostra”, ne dei libici. Appartiene all’inciviltà che non è nostra. Spargere l’inciviltà non è l’obiettivo dell ‘Italia. Spero di avere chiarito il linguaggio dell’articolo non immune a essere male interpretato. La saluto con cordialità

  • Mona

    La Libia è state distrutta dalla Francia, Inglitterra, e Hillary Clinton. Il nostro Berlusconi, che a molti piace darne la colpa, aveva da una parte Napoletano, i Grillini che non lo appogiavano e dall’altra gli USA che lo volevano in guerra aperta contro la Libia. Lui si è lavato le mani e non ha appogiato la guerra, ma ha dovuto permetetre agli USA di usare le loro base aerei in Italia. Che altro poteva fare ? Mandare la marina navale in Libia per proteggere Ghedaffi?

    La dura verità è che l’italia è suddita di interessi altrui per avere deciso nel dopoguerra di essere suddita invece di protagonista indipendente. Guardiamoci allo specchio e domandiamoci, perchè dopo più di sessanta anni abbiamo ancore bisogno di base americane nel belpaese ? Siamo dipendenti o indipendenti da interessi altrui? Berlusconi non ha colpa in questa faccenda, è solo quello che riceve i sciaffi da coloro che non han voglia di guardarsi allo specchio e vedersi sudditi di altri.

    • BlackSail33

      Quello che lei scrive su Berlusconi che io ho sintetizzato in poche parole è vero. Ma di fronte ad uno scempio del genere, avevamo un patto d’amicizia, mister B doveva dimettersi, e creare una crisi istituzionale, altrimenti sei complice. Ma si sa, la cadrega in itaglia non la molla nessuno.
      Purtroppo la dignità o l’hai o non l’hai.

      • Mona

        Se Belusconi si sarebbe dimesso, l’aviazione italiana avrebbe partecipato alla guerra. Sarebbe questo stato meglio ?

  • Tip Tap

    Ma la PEC Mogherini non dice niente riguardo questa vergognosa situazione che si sta creando? …. visto il silenzio e non considerando il suo misero spessore politico direi che l’Europa è colpevole e causa della situazione in Libia oltre a essere palesemente schierata contro un componente qual’è l’Italia. Io saluterei con baci questo agglomerato di serpi.

    • montezuma

      Mogherini chi? C’è gente all’università che ne sa più di lei. Le quote rosa della sinistra sono fallimentari.

  • yena

    Salvini lo sceriffo risolverà tutto.

    • Antonio Fasano

      Certo a suon di rutti e peti di taverna padana!

      • Zeneize

        Not really. Oltre a essere molto più colto e raffinato di voi zingari, Salvini mi è anche molto più simpatico. Quando portate finalmente via le balle voi ratti?

        • AlbertNola

          Antonio è una persona seria. Sta sotto la mia protezione.

          • Zeneize

            Sappiamo già che sei cul4ttone…

  • Alice Tarrini

    La Francia ha distrutto la Libia ed è pienamente responsabile della disastrosa situazione attuale. Inoltre non ha mai mollato l’osso in Africa, che continua a colonizzare di fatto e sfruttare senza remore. Se i libici sono contenti di finire in certe mani, peggio per loro: questo vogliono e questo avranno. Quanto all’Italia, farà bene a smettere di farsi mettere i piedi in testa come ha sempre fatto e a finirla una buona volta di essere pecora, sbarazzandosi di tutti i condizionamenti soprattutto psicologici post seconda guerra mondiale. Che ci si guadagna a soccombere sempre? Qual è il vantaggio del perdente? Nessuno, l’unico risultato è darla vinta persino ad uno scarto depravato come il microbo francese. E ho detto tutto.

    • montezuma

      Il popolo libico non conta. Con l’Islam e i (veri) potenti occidentali, conta solo chi comanda!

  • random640

    morale, sicuro, se Eni chiede l’intervento, Roma esegue..

    • montezuma

      Infatti l’esigenza se sorge, non arriva dai politici. Vorrei ricredermi.

  • Luigi za

    Il Cairo può esserci utilissimo

    Ma dietro a Il Cairo c’è la Russia che non direi proprio amata dagli USA. Ed allora?

  • Alox2

    Perdere? La Libia non e’ mai stata Italia…

  • Antonio Sammarzano

    Esiste solo un metodo sicuro, quel generalucolo deve sparire. Letteralmente. Black ops.

    • montezuma

      I nostri politici (fino a ieri) NON hanno avuto il coraggio di fare quello che andava fatto. Domani, vedremo!

  • 19gig50

    Donald, l’hai promessa al nostro premier , non la far prenderedaquelricchione gerontofilo.

  • nutella59

    Mi risulta che l’Italia ha “perso” la Libia negli anni ’40 e che tutti gli Italiani sono stati cacciati dalla LIbia nel 1962.
    Forse si riferisce all’ENI e alla FIAT, che grazie a Dio non sono l’Italia.
    Solo in Italia, di fronte a una Libia divisa DA ANNI in TRE PARTI che si fan la guerra fra loro, chiama Sarraj “Presidente”.
    Ma… Presidente de che?…

    • montezuma

      La nostra politica estera è… stracciona semplicemente perché è di sinistra. Non riusciamo nemmeno a tutelare i nostri interessi. I risultati li ottengono i privati poi arrivano i politici che si riempiono la bocca, ma non sanno veramente che fare. Basta osservare le nostre missioni militari che dal punto di vista “tecnico(-militare” altri ci invidiano, dal punto di vista politico sono sempre miseramente al traino. La scelta di una delle parti richiedeva di andare sul terreno in forze. Dico io, se non riusciamo ad attuare un blocco marittimo come possiamo pensare di fare qualcosa di concreto sul terreno?

  • Antonio Fasano

    Ma avete dimenticato che l’Italia la guerra l’ha persa e con la guerra tutte le sue colonie. Mentre la Francia la guerra l’ha vinta?

    • Marco_Seghesio

      La Francia l’ha vinta solo nei trattati e soprattutto per interesse degli USA.
      Certo c’era la “France Libre”, ma il 99% dei francesi, dopo il maggio del 1940 a fino al 1942. erano dalla parte dei tedeschi e davano la Gran Bretagna per spacciata.
      E noto infatti che le stesse armate tedesche, in Francia, si stupivano del molto contenuto problema, di quella che loro definivano “guerra di bande” (cioe’ un esercito regolare che deve convivere e combattere in territori insurrezionali, tipo Vietnam per gli americani).
      Infatti nel 1940 vi era una scelta tra Vichy e continuare a combattere, magari da Londra o da Algeri.
      E fu scelto l'”appeasement”, anche dopo essere turlupinati e poi aggrediti dai tedeschi.
      Nel luglio del 1940 la GB assume la Francia come ostile e si comporta di conseguenza nell’Operazione “Catapult”, a Mers-el-Kebir, con la quale la Royal Navy cerca di affondare la squadra di battaglia francese, con successo parziale.

      Certo dopo gli sbarchi del novembre 1942, arrivano nel Mediterraneo gli americani e tutti gli “alleati dei tedeschi” (italiani, spagnoli, francesi e compagnia bella.) scoprono improvvisamente di parlare come “l’amerigano de Roma”.
      Alla pace, gli USA inflissero certamente un’umiliazione alla Gran Bretagna che, per oltre due anni, ha tenuto duro, da sola, per tenere a bada Hitler.
      Cioe’ essere parificati alla risibile Francia del 1940.
      Ma la “faccia di bronzo” ce la mettono senza problema gli stessi francesi, senza bisogno di incoraggiamenti.

      • Antonio Fasano

        Sarà pure così. Ma poi mantenere o perdere le colonie dipende dai trattati. E l’Italia la Libia la perse allora. Quindi che volete?

        • Marco_Seghesio

          Bisogna pero’ decidere.
          Dopo il trattato di pace, c’e’ stato poi un tentativo con la CED, poi la NATO, la CEE, la sbagliata UE, ma che comunque e’ una unione imperfetta.
          Non si puo’ affermare, da una parte, che siamo legati al comune benessere, quando piove. Invece quando c’e’ il sole, si ritorna al 1945, ognuno per se e Dio per tutti. Non funziona cosi’.
          Bisogna decidersi perche’, come gia’ dissero le 13 colonie americane, anche per gli stati europei suggerirei “United we stand, divided we fall”
          E cadiamo per l’interesse di stati non europei.
          Fantozzi a confronto e’ Alessandro Magno !

        • AlbertNola

          Niente! Distruggere la Libia piena di terroristi islamici con bombardamenti a tappeto.

    • silver

      La Francia la Guerra l’ha vinta? Ma quando? Ma se è stata occupata tutta dai Tedeschi dal 1940 fino al 1944 e a Compiegne nel famoso vagone fu firmata la resa. La Francia ha vinto la Seconda Guerra Mondiale come l’ha vinta l’Italia. Solo che loro ebbero un Dea Gaulle e noi un Badoglio. Tutto da ridere però.

    • AlbertNola

      Le colonie facevano schifo: prendevano e non davano.

  • montezuma

    Noi, Italia, siamo il vero obiettivo. Ora si tratta di capire se il governo intende rischiare! Una situazione complessa.

  • Paolo Bellofiore

    Gli organi di stampa francesi snobbano alla grande la notizia.

  • pietro melis

    La colpa è dei governi (destra e sinistra) che non hanno capito che l’unico governo valido era quello laico di Tobruk sostenuto dal onfinante Egitto, e non poteva essere quello fantomatico e islamista di Tripoli con un fatiscente Al Serraj, pur riconosciuto dall’ONU. La maggior parte del territoriolibico è controllato dal generale Hafatar, uomo forte del governo di Tobruk.

  • Ernesto Pesce

    CI MANCA DEI DIRIGENTI CON PALLE. DI FRONTE AD UN FINOCCHIO COMINCIANO SUBITO A PIAGNUCOLARE

  • Maurizio Muscas

    Con le piroette non si va fa nessuna parte. Guerra sporca in Libia oportet. ……Tuscania e Col Moschin pronti!

  • best67

    in libia ogni imbecille che ha una pistola si ritiene un interlocutore!

  • silver

    Beh, con tutto il casino che c’è in Libia e tutto lo sparacchiare in tutte le direzioni che c’è forse i c.d migranti ci penseranno due volte prima di recarcisi: Rischiano la pelle e non potranno nemmeno partire, Peggio posto per loro non ci sarebbe. Forse per noi non è la peggiore soluzione se la Libia diventa un’inferno. Lo sará anche per i supposti migranti. Sarà da ridere.