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Un Segretario che cambia equilibri

Si sono alzate di molto le quotazioni per Rex Tillerson al ruolo di Segretario di Stato della Casa Bianca. L’impennata è avvenuta questa settimana, quando lo scorso martedì il Presidente eletto Donald Trump ha incontrato formalmente Rex Tillerson, mentre contemporaneamente sono scese le quotazioni di Rudolf Giuliani per lo stesso ruolo.

Chi è Rex Tillerson? Chief Executive Officer, CEO, di Exxon Mobile, una delle principali compagnie petrolifere statunitensi d’importanza internazionale, conosciuta dai consumatori con il marchio Esso. Il colosso di Rex Tillerson è secondo solo alla Shell per quanto riguarda il fatturato annuo, che si aggira intorno ai 453,123 miliardi di dollari. Cifra che collocherebbe Exxon Mobil al 28esimo posto nella classifica delle nazioni del mondo per PIL. Tillerson è a capo del colosso americano dal 2006 e, come riportato dalla Reuters, dovrebbe lasciare l’incarico il prossimo anno, il che coinciderebbe proprio con la nomina a Segretario di Stato. La carriera di Tillerson è un’immagine di totale dedizione all’azienda, in questo caso Exxon.

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Vi entra nel 1975 come semplice ingegnere di produzione, nell’89 diventa responsabile generale della divisione di produzione centrale di Exxon negli Stati Uniti. In seguito inizia una carriera rivolta al di fuori dei confini americani. Nel 1995 gli viene affidata la presidenza di Exxon Yemen, mentre nel 1998 diventa responsabile delle holding di Exxon in Russia e nel mar Caspio. Come riportato dalla Reuters, Exxon Mobil ha avuto un rapporto particolare con il gigante russo, nonostante l’ultimo periodo di tensione intercorso tra Washington e Mosca. Nel 2011 Exxon Mobil, già sotto la guida di Tillerson, firmava un accordo con Rosneft, la più grande azienda petrolifera russa ancora di proprietà statale, per l’esplorazione e la produzione di petrolio. I rapporti erano così idilliaci tanto che nel 2013 Vladimir Putin in persona premiò Tillerson con il premio dell’Amicizia verso la sua nazione, un premio che non viene concesso in maniera casuale. Questo fermo rapporto di collaborazione è stato tuttavia incrinato dalle sanzioni economiche imposte dal Governo di Obama alla Russia, che hanno fatto perdere 1 miliardo di dollari ad Exxon Mobil. Perciò Rex Tillerson ha sempre espresso il suo disappunto verso questa strategia politica.

L’eventuale nomina del CEO di Exxon Mobil potrebbe rappresentare un chiaro segnale di riavvicinamento dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti e la Russia, una scelta in linea con quanto dichiarato finora dal Presidente eletto Donald Trump. La scelta di Rex Tillerson sembrerebbe poi rientrare in una più ampia strategia americana in Medioriente e Afghanistan, in particolare nel contrasto al progressivo emergere della potenza cinese in questi scenari. In un articolo risalente al 2012 il New York Times scriveva circa la difficoltà dell’azione di Exxon Mobil in Afghanistan. In un teatro così incerto, infatti, la compagnia americana era costretta a subire una dura concorrenza da parte delle compagnie petrolifere di Stato cinesi e indiane, in ottimi rapporti con il Governo di Kabul. Tuttavia in quello stesso anno Exxon Mobil ha messo piede nel Paese grazie all’operazione studiata nel 2010 dal Pentagono dal nome Task Force for Business and Stability Operations, un report che metteva in luce come in Afghanistan ci fossero ancora “trilioni di dollari” di petrolio e minerali da sfruttare.

Anche in Iraq lo scenario appare simile. Lo scorso luglio, Bloomberg riportava la notizia di un negoziato in corso tra il Governo iracheno, Exxon Mobil e Petrochina Co. (una delle più grandi compagnie petrolifere cinesi di proprietà statale), per la concessione allo sfruttamento di due pozzi nel sud del Paese, per mantenere la produzione irachena al livello di 4.8 milioni di barili al giorno per tutto il 2016. I due colossi aiuteranno dunque il governo iracheno nella fase esplorativa ed estrattiva, senza che però uno dei due possa ottenere il monopolio esclusivo dell’operazione. Tuttavia pare che Petrochina abbia ottenuto comunque una piattaforma di dialogo privilegiato con Baghdad, dato che nello stesso articolo di Bloomberg risulterebbe in atto un negoziato proprio tra il Governo iracheno, Petrochina e il Korea Gas Corp per la costruzione di una raffineria nei pressi di Nassirya, a sud del Paese, con una capacità di produzione di 300.000 barili giornalieri.

Sembrerebbe dunque che Exxon Mobil abbia un ruolo di secondo piano rispetto al colosso cinese, sia in Iraq che in Afghanistan. Tuttavia la strategia di politica estera espressa da Donald Trump vede la Cina come una minaccia per la potenza americana, cui bisogna far fronte. La nomina di Rex Tillerson potrebbe riequilibrare il ruolo americano in Iraq e Afghanistan proprio a discapito della “minaccia” cinese.

  • Valeria Vernon

    Non ha ancora scelto, il titolo è fuorviante.

    • agosvac

      Il titolo potrebbe anche essere fuorviante, ma il contenuto dell’articolo è molto chiaro!

  • kyle80

    Mah, ma una nomina cosi’ non sarebbe la definizione di conflitto d’interessi? Altro che Berlusconi.

    • Peo

      Credo che lì ragionino in maniera MOLTO diversa. Abbiamo un uomo evidentemente gradito al Cremlino. Politiche sbagliate precedenti ci hanno fatto perdere un miliardo di dollari (ad Exxon certo…. ma in quello c’era probabilmente lavoro nazionale e comunque UTILE americano). Vediamo ora di riprenderci qualcosa se non tutto (ripeto: lavoro nazionale… posti di lavoro americani ecc…). Alla faccia del conflitto di interessi: ci interessa che l’economia USA sia più ricca. Il resto sono chiacchiere.

      • kyle80

        Il conflitto d’interessi non e’ un’invenzione della sinistra! Ha una perfetta logica intrinseca; il politico con un conflitto d’interessi tende ad avvantaggiarsi a scapito della cosa pubblica. Tu tiri in ballo Obama; ma che ragionamento e’? Visto che gli amministratori di Obama hanno forse un celato conflitto d’interessi, allora e’ meglio scegliere uno che ce l’ha evidente? Istituzionalizziamo il conflitto d’interessi e la corruzione? Cosa si spera di ottenere?

        • Peo

          Quello del conflitto di interessi è solitamente un mantra utilizzato unicamente per attaccare un uomo politico. E spesso una scempiaggine. Una cosa è tizio che si arricchisce alla faccia del popolo sfruttando la sua posizione. Ma uno che fa l’interesse dei suoi connazionali creando posti di lavoro e arricchendo il suo Paese è TUTTO un altro paio di maniche. Mettiamo le cose a posto per cortesia. E finiamola col pensiero politicamente corretto che ci ha portato nell’abisso in cui siamo precipitati.

    • montezuma

      Nè più nè meno come Renzi e la Boschi per le implicazioni in certe banche delle rispettive famiglie! Ma gli Americani sono molto più realistici e meno ipocriti sulle questioni dell’esecutivo rispetto a noi poveretti dabbene che seguiamo certi servizi mielosi (e spesso falsi) in TV. Secondo lei nel governo Obama non c’erano questi “conflitti”? Provi a dare un’occhiata e troverà di molto peggio. Il tutto era insabbiato dai media compiacenti. Certo questo Tillerson non prenderà la patacca del “global warming” di Al Gore a scatola chiusa (e fa bene), ma sarà difficile che gli altri “squali” dello stesso settore possano fregarlo quando farà qualcosa di positivo (e sono convinto che lo farà)! Ammesso che Trump lo nomini! E un discorso simile vale per tutte le altre cariche. Il fattore comune: la sinistra-centro (e la maggioranza dei media che la sostiene) NON sa perdere. E si vede!

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        E vedi Grillo e il condono tombale.

  • Bob184 —

    Se c’é una cosa stupida é opporsi totalmente alla Russia, paese che per cultura, tradizioni, prospettive é molto più congeniale all’occidente in genere che non la Cina. Nessuno auspica che quest’ultima venga messa sotto torchio, ma da qui a farsi mettere con le spalle al muro grazie alle sue politiche inaccettabili dal resto del mondo, ci corre un abisso. Meglio una “entente cordiale” con l’Orso che una capitolazione davanti ai gialli !

  • agosvac

    Io non ho figli, ma mi piacerebbe che i miei nipoti vivessero senza il rischio di vedersi piovere le “bombe” da un momento all’altro, rischio che sarebbe stato serio con obama e la clinton!!! Se poi la esso si fa qualche milioncino in più, che me ne frega!!! L’unica cosa che importa è che Usa e Russia facciano solo accordi commerciali e non la guerra!!! Per quanto riguarda la Cina, credo che né Trump né Putin possano fare a meno di accordarsi anche con loro!!!

  • montezuma

    Cambiano gli equilibri? Era ora, anzi si è fatto tardi!

  • Claudio

    Trump il vigliacco, neanche arrivato già perde in Siria.

    • Peo

      Non ho capito come fa a perdere se non ha nemmeno cominciato a giocare.

  • Nerone2

    – Whether I choose him or not for “State”- Rex Tillerson, the Chairman
    & CEO of ExxonMobil, is a world class player and dealmaker. Stay
    tuned! – Donald Trump

    Michele Crudelini (l’autore di questo articolo) ha scelto al posto di The Donald.
    “Trump ha scelto il segretario”
    Così cambiano gli equilibri.