tav francia

Se salta la Tav, Francia e Ue hanno pronto il piano B

La Tav Torino-Lione è in dubbio? Europa e Francia hanno già preparato un piano alternativo che prevede l’esclusione della rotta italiana. È quanto ha ottenuto in esclusiva NewsMediaset, come riportato da Tgcom24. Secondo il sito di informazione, “tra gli emendamenti al cosiddetto Cef – la voce del bilancio europeo che comprende gli investimenti per potenziare la rete di trasporti dell’Unione europea – esiste una proposta di finanziamento alla tratta Lione-Ginevra. Una tratta che vedrebbe la luce in caso di naufragio della Lione-Torino”.

Nella ,lista indicata dal sito si parla di una generica tratta “Lione-Confine elvetico” ed è la terza in ordine di priorità che l’Unione europea valuta di sostenere e finanziare. Naturalmente si parla solo di confine svizzero perché i fondi europei non potrebbero finanziare la parte di ferrovia in territorio elvetico. Ma quello che conta è che già pronto un progetto alternativo e un finanziamento alternativo in grado di isolare ancora di più l’italia dal progetto infrastrutturale dell’Ue.

La linea Lione-Ginevra, che è considerata appunto quella sostitutiva del progetto Torino-Lione, permetterebbe alla linea “Mediterranea” di aggirare l’Italia ma di continuare comunque con il sistema infrastrutturale previsto da Bruxelles e dai partner europei. Un piano su cui l’Ue sta insistendo moltissimo ma su cui il governo italiano appare in forte difficoltà, soprattutto a causa delle divergenza di vedute fra le due componenti dell’esecutivo: la Lega e il Movimento Cinque Stelle.

L’uscita di questo piano arriva in un momento molto delicato per il nostro esecutivo, che si affaccia a queste prossime elezioni europee con il rischio di vedere colpiti diversi progetti infrastrutturali e con la minaccia di un maggiore isolamento da parte dell’Unione europea ma anche degli altri partner del Vecchio Continente. E il fatto che sia proprio la Francia di Emmanuel Macron a poter creare un corridoio parallelo alla Torino-Lione è particolarmente importante. E utile a capire anche cosa ci sia in gioco in questo scontro fra il governo giallo-verde e l’Unione europea.

In questo momento, Palazzo Chigi ha due progetti infrastrutturali in bilico: Nuova Via della Seta e Tav. Sul fronte cinese, Bruxelles e Washington hanno già fatto capire a Roma di non avere alcuna voglia di vedere i porti italiani trasformarsi in terminali degli interessi di Pechino. Motivazioni strategiche che nascondono però anche chiari risvolti politici. Visto che altri Stati europei hanno già siglato fondamentali accordi economici con il gigante asiatico. E quando i precedenti esecutivi hanno avviato i negoziati con Pechino, nessuno ha posto il problema dell’invasione cinese né in America né in Europa.

Ora arriva anche la possibilità di questo corridoio alternativo alla Tav. Un’ipotesi che rischia di avere forti ripercussioni sia in ambito interno che in ambito internazionale. Macron e l’Unione europea hanno tutto l’interesse a mettere l’Italia giallo-verde all’angolo. E questi tentennamenti della Torino-Lione potrebbero rivelarsi un’arma in mano agli avversari dei due partiti di governo per colpire gli interessi di Roma. I dubbi sulla Tav verrebbero immediatamente trasformati in uno strumento di isolamento ulteriore nei confronti dell’Italia. E ora l’assedio sarebbe completo.