Russia

  • 140318-putin-4a_d3fe04d325fd593814d1483ce833f769

    Russia e Cina iniziano le esercitazioni navali nel Baltico

    “Il 21 luglio, un gruppo di navi dell’Esercito Popolare Cinese arriverà al porto di Baltiysk, dove si celebrerà la cerimonia di benvenuto e una serie di attività di protocollo con la partecipazione dei comandanti delle armate russe e della Cina, e lo stesso giorno si terrà la cerimonia di inaugurazione delle manovre militari”, così il ministero della Difesa della Federazione Russa ha comunicato alla stampa la notizia dell’avvio delle manovre militari congiunte con Pechino nel mare Baltico. La prima fase di queste manovre, che avrà luogo tra il 21 e il 28 luglio, vedrà la partecipazione di una dozzina di navi da guerra, aerei ed elicotteri delle forze armate di entrambe le nazioni. La Cina ha inviato una flotta composta dal cacciatorpediniere de Changsha, uno dei più avanzati in Esercito Popolare, insieme con la fregata Yuncheng e il Lomahu, salpate tutte il 18 luglio dal porto di Sanya nella provincia cinese di Hainan. Secondo quanto affermato dal Ministero della Difesa russo, l’obiettivo delle esercitazioni congiunte è quello di rafforzare ulteriormente la sinergia tra le forze armate cinesi e quelle russe al fine di tutelare gli interessi delle rispettive nazioni di fronte ai pericoli che possono minacciare la sicurezza marittima.

    Dopo questa esercitazione, le due flotte si uniranno di nuovo nel Mare di Ochotsk, quindi sul versante pacifico della Russia, vicino alle coste giapponesi, per svolgere una nuova fase delle manovre congiunte che si terrà a settembre di quest’anno. Manovre interessanti soprattutto perché avranno luogo in una superficie d’acqua non troppo distante dalla penisola coreana e dunque dai movimenti delle forze armate statunitensi e degli alleati giapponesi e sudcoreani.

    La notizia dell’arrivo della flotta cinese nel Mar Baltico è interessante soprattutto perché rappresenta nel concreto la strategia impostata da almeno dieci anni dal governo cinese e russo di costruire una collaborazione molto importante anche sotto il profilo militare. In particolare, se per l’Oceano Pacifico, gli interessi sembrano evidenti visto che si tratta di un mare che bagna entrambi i Paesi e che confina con gli Stati Uniti e le sue basi in Estremo Oriente, è interessante questa volta l’ingresso della flotta cinese in un mare distante sia fisicamente che per interessi quale quello Baltico. Una presenza che evidentemente riflette il dato per cui Pechino e Mosca siano interessate a tutelare i rispettivi interessi anche in aree che non sono geograficamente legate al territorio strettamente nazionale. Dall’altro lato, è evidente che l’interesse del Cremlino e di Pechino sia quello di mostrarsi al blocco occidentale, e in particolare agli Stati Uniti, come due superpotenze che possono incidere sulla sicurezza globale a prescindere dai propri confini. In particolare per quanto riguarda la Cina.

    Il fatto che la Cina decida di sugellare l’alleanza militare con la Russia anche nel mar Baltico può essere vista, oltre che come emblema di quest’alleanza, anche come un segnale rivolto alle forze armate statunitensi che da tempo rafforzano la loro presenza nel Mar Cinese Meridionale e che minacciano la stabilità regionale dell’area di influenza di Pechino attraverso la questione della Corea del Nord. Già a maggio i viceministri degli Affari Esteri di Cina e Russia, Igor Morgulov e Xuanyou Kong, avevano espresso la loro preoccupazione per la crescente attività militare degli Stati Uniti in Asia. In particolare, i due alti funzionari avevano definito le recenti tensioni nella penisola coreana come uno dei problemi fondamentali per gli interessi dei rispettivi Paesi e soprattutto come una minaccia per la stabilità della regione, considerata condizione essenziale per la geopolitica di entrambi gli Stati. Inoltre, la decisione di imporre un maggior numero di mezzi e uomini delle forze armate degli Stati Uniti nella regione, in particolare attraverso l’aumento della flotta e l’installazione del sistema missilistico THAAD, erano state segnalate come fonti di preoccupazione di Pechino e Mosca.

    Le esercitazioni congiunte di Cina e Russia sembrano dunque essere un ottimo strumento di contrappeso alla crescente vivacità degli Stati Uniti sia sul fronte baltico, in particolare attraverso la NATO, sia sul fronte dell’Estremo Oriente, in particolare con i problemi legati al riconoscimento di Taiwan e alla Corea del Nord, e alla presenza militare americana nel Mar Cinese Meridionale. Il blocco eurasiatico, legato ormai da una solida alleanza economica e da interessi strategici tutto sommato ancora convergenti, ha un avversario comune che minaccia le economie dei due Paesi e la loro sfera di influenza, e cioè Washington. L’avvio di una convergenza sul piano militare può dunque essere visto come un segno concreto del fatto che entrambi i Paesi si riconoscono come garanti reciproci della stabilità nell’area asiatica e delle proprie sfere di influenza.

  • Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo

    La nuova base russa in Siria

    Nei giorni scorsi, l’esercito russo ha iniziato la costruzione di una nuova base militare in Siria, a poche decine di chilometri da Damasco, in una delle zone cuscinetto concordate da Mosca, Ankara e Teheran.

Pagina 1 di 2312345...1020...Ultima »