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Soros sposta la sua università
e mette nel mirino l’Italia sovranista

Che correlazione c’è fra i recenti attacchi alla manovra economica italiana del giovane cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il suo incontro a Vienna con il controverso finanziere George Soros e suo figlio Alexander? Ufficialmente il meeting è servito per discutere nei dettagli il trasferimento della Central European University da Budapest alla capitale austriaca, a causa delle tensioni con il presidente ungherese Viktor Orbàn, che ritene intollerabile la propaganda che Soros e la sua Open Society Foundations fanno per promuovere l’ideologia globalista.

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Con il cancelliere austriaco, però, che è anche presidente del Partito Popolare austriaco, i Soros hanno sicuramente discusso anche di altro: di Europa, Brexit, immigrazione, integrazione dei Balcani. A confermalo lo stesso  Alexander Soros su twitter: “Grazie al cancelliere austriaco @sebastiankurz per aver ricevuto mio padre e me a Vienna. Abbiamo discusso il futuro del @ceuhungary in Austria e una serie di altre questioni, inclusa l’integrazione dei Balcani occidentali”. Secondo il Kurier, il primo a dare la notizia dell’incontro di Vienna, il cancelliere e il finanziere si sarebbero trovati d’accordo sulla Brexit ma non – e questa era chiaro – sulla gestione del fenomeno migratorio.

L’Italia sovranista contro il finanziere

E in tutto questo cosa c’entra l’Italia? Nessuno potrà mai sapere se si tratta solo di dietrologia o il nostro Paese è stato effettivamente uno degli argomenti affrontati a Vienna. Certo è che il cancelliere austriaco, che anche è il presidente di turno del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, ha affrontato temi di interesse nazionale ed europeo con un privato cittadino , per quanto influente, che ha dichiarato “guerra” sin dal primo giorno al governo giallo-verde. “Sono molto preoccupato della vicinanza del nuovo governo alla Russia – aveva dichiarato il finanziere al festival dell’Economia di Trento la scorsa estate. 

“Quelli del nuovo governo hanno detto che sono a favore della cancellazione delle sanzioni contro la Russia. Putin cerca di dominare l’Europa, non vuole distruggerla ma sfruttarla perché ha la capacità produttiva, mentre l’economia russa sotto Putin può solo sfruttare le materie prime e le persone. È una forte minaccia e sono davvero preoccupato”.

Di recente, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha puntato il dito proprio contro il magnate: “Se volessi pensare male – ha detto Salvini al convegno dell’Ugl – direi che dietro lo spread di questi giorni c’è una manovra di speculatori alla Soros che puntano al fallimento di un Paese per comprare le aziende sane rimaste, a prezzi di saldo. A nome del governo dico che non torneremo indietro. Chi vuole speculare sull’economia italiana sappia che perde tempo”. 

Le ong finanziate dall’Open Society in Italia

Sta di fatto che, come spiega Italia Oggi, negli ultimi anni l’attività del finanziere nel nostro Paese attraverso l’Open Society Foundations è aumentata notevolmente: ogni anno, il budget della Fondazione Soros a livello mondiale è di un miliardo di dollari, di cui il 10% viene speso in Europa. In Italia arriva il 2,5% del budget europeo, per un totale di 2,1 milioni di dollari nel 2017. Soldi erogati a 28 Ong, impegnate soprattutto sul fronte anti-discriminazioni e pro-migranti (52% del totale).

Il sito dell’Open Society rivela i nomi delle ong finanziate dall’associazione filantropica del magnate: Diritto di sapere, che aiuta i cittadini a ottenere risposte dalle istituzioni governative; Ecomuseo Casilino e Duas Lauros a Roma, che gestiscono un parco ecologico; Refugee Welcome, che integra i migranti nelle famiglie italiane; Terra!Onlus, che promuove la trasparenza della filiera agroalimentare. La Fondazione di Soros ha finanziato inoltre diversi avvocati impegnati nella difesa dei diritti umani, più alcune fondazioni filantropiche: Fondazione Nando Peretti, Fondazione Italiana Charlemagne, Fondazione con il Sud, Compagnia di San Paolo di Torino e Officine Gomitoli a Napoli.

Il think-tank fondato dall’Open Society Foundations 

Sarà probabilmente un caso, ma il cancelliere austriaco Sebastian Kurz fa parte anche dell’European Council on Foreign Relations, il think tank “pan-europeo” fondato nel 2007 proprio grazie a un contributo dell’Open Society Foundations di George Soros. Attualmente presieduta da Carl Bildt, Emma Bonino e Mabel van Oranje, il think tank comprende i ministri degli esteri, ex primi ministri, membri dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, i commissari Ue, ex segretari generali della Nato, intellettuali, giornalisti e dirigenti d’impresa. Oltre a Emma Bonino, che ricopre una posizione di vertice – guarda caso vicinissima a Soros – troviamo, tra gli italiani, anche Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Romano Prodi, Sandro Gozi e molti altri. Nel board, nessun membro del governo “giallo-verde” o rappresentanti dell’Italia “sovranista”.