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“May cambi idea sulla Brexit”

«Se la May vuole rimanere al potere, deve cambiare il suo approccio verso la Brexit». Parola del finanziare George Soros, lo squalo della finanza che durante il Mercoledì Nero del 16 settembre 1992 vendette sterline allo scoperto per un equivalente di più di 10 miliardi di dollari, costringendo la Banca d’Inghilterra a far uscire la propria moneta dallo SME. Il fondatore e presidente del Soros Fund, dell’Open Society Foundations e consigliere del Quantum Group, ha espresso il suo parere sulla situazione politica inglese e sul futuro di Theresa May, in un editoriale pubblicato su Project Syndicate.

“La Brexit? Sarà un flop”

Secondo lo speculatore di origini ungheresi e naturalizzato americano, presto gli inglesi dovranno fare i conti con una realtà amara. «Un anno fa – osserva – quando una maggioranza risicata ha votato per il ritiro del Regno Unito dall’unione Europea, gli inglesi hanno dato retta alle promesse della stampa populista e dei politici che hanno sostenuto la campagna del Leave, secondo cui la Brexit non avrebbe inciso sul loro tenore di vita. Quest’anno, infatti, il livello si è mantenuto stabile facendo crescere il debito delle famiglie. Questo ha funzionato per un po’, perché l’aumento dei consumi delle famiglie ha stimolato l’economia».

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Ma il momento della verità si sta avvicinando rapidamente, osserva Soros: «Come mostrano gli ultimi dati della Banca d’Inghilterra, la crescita salariale in Gran Bretagna non tiene conto dell’inflazione e i redditi hanno cominciato a diminuire. Dato che questa tendenza continuerà nei prossimi mesi, le famiglie si renderanno presto conto che il loro tenore di vita è in calo e dovranno adeguare le proprie abitudini e ridurre le spese».

Soros: “Le persone possono cambiare idea”

Il risultato del referendum non scoraggia George Soros, che invita gli inglesi a cambiare idea sull’Unione Europea: «La Brexit rappresenta un mancato guadagno, dannoso sia per la Gran Bretagna, sia per l’Unione Europea. Il referendum sulla Brexit non può essere annullato, ma la gente può cambiare idea. A quanto pare, è ciò che sta accadendo». E avverte Theresa May: «Il tentativo del primo Ministro di rafforzare la sua posizione negoziale con le elezioni anticipate ha fatto cilecca: ha perso la sua maggioranza parlamentare. L’atteggiamento dei giovani inglesi per il mercato unico è diametralmente opposto a quello dei sostenitori della Hard Brexit. I giovani sono ansiosi di trovare posti di lavoro ben pagati, sia in Gran Bretagna, che in Europa. Se vuole rimanere al potere, Theresa May deve cambiare il suo approccio».

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Secondo il padrino della sinistra globalista, inoltre, Theresa May dovrebbe «raggiungere un accordo con l’Unione Europea e accettare di continuare a far parte del mercato unico europeo per un periodo sufficientemente lungo al fine di completare l’iter giuridico necessario. Questo rappresenterebbe un grande sollievo per l’unione Europea e consentirebbe di rinviare il giorno tragico, quando l’assenza della Gran Bretagna darà vita a un enorme buco nel bilancio dell’Ue».

Hard Brexit o Soft Brexit?

Lunedì si sono aperti formalmente i negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. La Regina Elisabetta, durante la tradizionale cerimonia di inaugurazione del Parlamento britannico, ha sottolineato che «la priorità del governo è assicurare il migliore accordo per l’uscita dall’Unione europea», affermando che «l’atto legislativo principale del governo di Theresa May sarà l’abrogazione dello European Union Act, la legge con la quale venne introdotta nell’ordinamento britannico la legge dell’ Ue».

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Secondo l’esperta Sarah Sjolin, in un’analisi pubblicata su Market Watch, la «Hard Brexit», nonostante le previsioni di Soros, rappresenta lo scenario più probabile (stimato al 70% delle possibilità). Improbabile, invece, – al 15% – una «Sotf Brexit». «Nell’ipotesi di una Hard Brexit il governo accetta di avere il pieno controllo dell’immigrazione, il che significa che la Gran Bretagna non farà più parte del mercato unico dell’Ue» rileva l’analista finanziaria.

  • Leonardo

    Le parole di Soros, hanno vagamente il sapore di una minaccia… E visto il soggetto diversamente non potrebbe essere.
    Lo Uk serve agli Usa, all’interno della UE, per scongiurare un’Europa a guida tedesca, che riallaccerebbe i rapporti con la Russia e prenderebbe il largo verso la Cina.

    A Washington devono ancora accettare il fatto, di dover ridimensionare le loro ambizioni imperiali.
    Beh se gente come Soros non vi creava il casino del 2008, forse adesso potevate continuare a fare gli spacconi.

  • Lucian Stoica

    Hey, Soros, vaffanculo, idiota!!!

  • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

    Il brexit rappresenta un grande cambiamento e come ogni cambiamento, chi sa sfruttare le speculazioni avrà delle opportunità enormi.

    Soros dice di non fare brexit perchè vuole mettere le mani avanti: durante brexit sposterà come sa lui dei grossi capitali per farci uscire un profitto (delle dimensioni a cui lui è abituato ) senza colpo ferire.