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Inizia la battaglia per Daraa:
notti di forti bombardamenti

Tutti i segnali indicano che si sta avvicinando il momento della resa dei conti anche nel sud della Siria: Daraa, la città che ha fatto scoppiare la rivolta, è un capoluogo da anni conteso tra esercito siriano ed islamisti e la provincia appare in bilico tra governativi e sigle dell’opposizione. Dopo la liberazione di tutta l’area di Damasco, adesso il prossimo obiettivo appare essere proprio quello di Daraa: l’esercito siriano sarebbe oramai pronto a sferrare l’attacco ed a riprendersi territori il cui controllo è stato perso tra il 2012 ed il 2014.

Assad ammassa truppe e mezzi nel sud della Siria

Già da qualche giorno nelle zone attorno Daraa si registrano importanti movimenti: da Damasco sarebbe partito l’ordine di bersagliare le postazioni più importanti degli islamisti e degli ex Fsa presenti nel sud del paese. Questo lo si apprende esaminando l’esponenziale aumento di raid aerei sferrati dall’aviazione fedele ad Assad. Ad essere bersagliata in questi giorni è stata soprattutto l’area di Lajat, zona rurale a nord della provincia di Daraa, confinante con la linea di un fronte rimasto “congelato” dal 2014. Ma quella dell’uso massiccio dell’aviazione in questa regione meridionale, è soltanto uno degli elementi che portano a pensare ad una prossima offensiva di Damasco. Dall’area della capitale siriana diversi mezzi sono stati spostati in direzione di Daraa, assieme a diversi reparti dell’esercito che adesso presidiano le principali vie di comunicazione della provincia.

Anche sul fronte islamista sono stati notati non pochi movimenti: Al Masdar dà notizia ad esempio di un comunicato in cui tutte le sigle dell’opposizione annunciano la formazione di un fronte comune, propedeutico al respingimento di un eventuale attacco dell’esercito. Evidentemente, dall’altro lato del fronte le mosse del governo di Assad sono state notate ed adesso ci si prepara alle contromisure. Dunque, un attacco ordinato da Damasco sembra davvero imminente.

L’importanza strategica di Daraa

A livello simbolico e militare, Daraa in questo conflitto ha una grande valenza: è qui che sono state registrate molte manifestazioni anti governative nel 2011, è qui che nel marzo di quell’anno la morte di alcuni manifestanti ha dato l’idea alla Siria di essere un Paese in procinto di cadere nel vortice della guerra. Già nel 2012 alcune porzioni di questa provincia sono cadute in mano all’Fsa, attualmente il capoluogo Daraa è diviso tra quartieri in mano governativa e zone occupate dagli islamisti. La provincia circostante presenta analoga situazione: alcuni paesi sono sotto il controllo di Assad, altri invece sotto quello dell’opposizione. Inoltre, tra le stesse sigle anti governative sono spesso sorte divisioni tra gruppo che vorrebbero trattare con il governo e miliziani invece che, al contrario, non vorrebbero cedere le armi.

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A sud di Daraa è presente anche un piccolo avamposto dell’Isis, con miliziani del califfato capaci di controllare dal 2014 una piccola porzione di questa regione. Ma Daraa è strategicamente importante a livello militare soprattutto per i confini internazionali che questa regione possiede: da un lato c’è la Giordania, dall’altro Israele.

Se dal regno hashemita oramai da diverso tempo non filtrerebbero più jihadisti, al contrario invece di quanto accaduto tra il 2012 ed il 2013, i confini con Israele appaiono delicati e ben più importanti. Le tensioni con Tel Aviv hanno portato, negli ultimi mesi, ad azioni dello Stato ebraico con raid nel territorio siriano ed a risposte di Damasco. Dalla capitale israeliana il timore che emerge è quello secondo cui, con l’avanzata governativa a Daraa, possano consolidarsi le posizioni di Hezbollah e delle forze filo Teheran nei pressi dei propri confini.

Di certo, non appena l’azione siriana scatterà ufficialmente, i timori di molti attori internazionali è che possano crescere le tensioni tra Siria ed Israele. Da un lato comunque, Assad non rinuncerà a riprendere il suo territorio meridionale, dall’altro Tel Aviv guarderà da vicino con interesse alle prossime evoluzioni sul campo. Nel frattempo, c’è chi spera in un successo di una nuova possibile mediazione russa volta a far trasferire alcune sigle islamiste dal sud della Siria ed evitare escalation.

  • Italo Balbo

    A conferma che i terroristi islamici sono un’emanazione di usraele la notizia della consegna a FSA di TOW ATGM di settima generazione.( Fonte FSA Southern Front Furqat Usud al-Sunna fighter states )

  • dottor Strange

    l’ISIS e le altre organizzazioni estremiste sono creazioni del binomio Israele-Sauditi, ormai l’avrebbe capito anche Balotelli…

  • eusebio

    La parte orientale della sacca di Daraa è stata quasi tagliata in due dall’offensiva del SAA, con la conquista dei villaggi di Musaikah e Dallafah.
    Gli amerighi hanno minacciato ritorsioni su Russia e Siria per questo attacco, per tutta risposta l’aviazione russo-siriana ha intensificato i bombardamenti, nella speranza che qualche F15 o F18 arrivi a portata di Pantsir.
    Ormai secondo me Russia e Siria in medio oriente e Cina in estremo oriente sperano di arrivare ad uno showdown con le forze armate USA per dimostrarne la colossale usura e debolezza.