Theresa May

Siria, laburisti contro la May
“L’attacco viola diritto internazionale”

L’attacco missilistico contro la Siria? Viola palesemente il diritto internazionale. A sostenerlo è il parere legalo pubblicato in queste ore dal partito laburista inglese e redatto dal professore di Oxford Dapo Akande, secondo il quale l’azione congiunta di Regno Unito, Stati Uniti e Francia “non è conforme alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale”. Come riporta l’Huffpost, Akande, professore di diritto internazionale pubblico, ha sottolineato che la posizione del governo di Theresa May è “significativamente carente” sotto il profilo giuridico. 

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È abbastanza chiaro, ha aggiunto, “che la posizione sostenuta dal governo non riflette in maniera accurata il diritto internazionale. Quest’ultimo non consente ai singoli stati di usare la forza sul territorio di altre nazioni per perseguire fini umanitari”. Il parere legale, che riflette la posizione del leader del partito Jeremy Corbyn, che in settimana aveva duramente attaccato Theresa May, è stato commissionato dal deputato laburista Tom Watson.

La versione dl governo: “Intervento legittimo”

Theresa May ha giustificato l’intervento sulla base dei “precedenti del regime siriano nell’uso di armi chimiche” definendolo “giusto e legittimo”. L’attacco coordinato di Francia, Usa e Gran Bretagna in Siria, ha sottolineato, dimostra che “la comunità internazionale non resterà ferma sull’uso delle armi chimiche” e che la decisione sui raid è “legittima”. Da quasi 100 anni , ha osservato “abbiamo una posizione comune della comunità internazionale sul fatto che sono illegali e vietate. Questa regola internazionale è stata elusa in molti modi. Con l’uso di un agente nervino qui nelle strade del Regno unito, in Siria, Paese che aveva garantito che avrebbe smantellato il suo programma e con la Russia che aveva garantito che avrebbero vigilato su questo”.

Non si è trattato di un cambio di regime”, ha aggiunto. “E’ stato un attacco limitato, mirato ed efficace con chiari confini” per “degradare la capacità di ricercare, sviluppare e distribuire armi chimiche da parte del regime”. La May ha aggiunto di avere in mano le prove che il governo di Damasco a Duoma ha utilizzato gas tossici: “Sappiamo con certezza che è stato il regime siriano”, sottolineando di avere “informazioni” sicure da parte dell’intelligence.

Quando il Regno Unito bloccò l’indagine sui sauditi

Oltre al parere legale redatto dal partito laburista, numerosi esperti hanno sottolineato la violazione del diritto internazionale di Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Tra questi c’è anche Paul R. Pillar, ex ufficiale dell’intelligence americana di grandissima esperienza nonché Senior fellow del Centro per gli studi sulla sicurezza della Georgetown University. “Secondo la carta delle Nazioni Unite, l’uso della forza è legale solo se in autodifesa o se autorizzato dal Consiglio di sicurezza. L’attacco missilistico di questa settimana non è né l’uno né l’altro”, ha sottolineato in un’analisi pubblicata su The National Interest.

Theresa May ha giustificato la scelta di attaccare la Siria parlando di “intervento umanitario”, affermazione un tantino ipocrita se si parla del Regno Unito. Nel 2015, infatti, Londra bloccò all’Onu l’indagine indipendente chiesta dall’Olanda sui crimini si guerra compiuti dall’Arabia Saudita nello Yemen, provocando un certo sgomento tra le organizzazioni per i diritti umani. Come riporta il Guardian, Human Rights Watch e altre ong per i diritti umani, in una lettera aperta affermavano che un’inchiesta internazionale potrebbe aiutare a “stabilire fatti, raccogliere e conservare le informazioni relative a violazioni e abusi al fine di garantire che i responsabili dei crimini siano consegnati alla giustizia in processi equi”.

In quel caso, l’Arabia Saudita si è assicurata l’appoggio del Regno Unito e la situazione non è cambiata da quando Theresa May è diventata premier. Di recente, il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman è stato ricevuto a Londra con tutti gli onori del caso, senza che il principe venisse infastidito da domande o considerazioni troppo “scomode” sullo Yemen e siglando accordi commerciali per svariati miliardi di sterline

  • L’ultimo dominatore del web

    Ovvietà! Bombardare uno stato sovrano è sempre illegale, specie se non si è ragionevolmente convinti dell’utilizzo di gas chimici.

  • bruno

    La vera punizione è svegliarsi al mattino al fianco di questa orrenda strega ma ha marito e figli?

  • Jexm

    …una bottegaia a capo di un governo di bottegai…pronti a tutto per fare ”cassa”..