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Siria, ecco gli autori dell’attentato contro gli sciiti

In tanti, nella giornata di sabato, hanno raccontato l’orrore di Rashideenn, ossia la località dove sorge l’area di servizio lungo l’autostrada M5 dove è avvenuto l’attentato contro civili sciiti che ha ucciso più di cento persone, molti dei quali bambini; in pochi però, hanno fatto riferimento tanto ai responsabili dell’accaduto, quanto al contesto attorno al quale è avvenuto uno degli episodi più cruenti della guerra siriana, macabro nei numeri ed ancor di più nei dettagli. Quello di sabato in Siria, non era un ‘semplice’, se così si può definire, trasferimento di profughi, bensì si trattava dell’evacuazione di due comunità di altrettanti villaggi a maggioranza sciita (Kafraya e Foua) da anni minacciati dagli islamisti definiti ancora ‘ribelli’ da buona parte dell’occidente; oltre a mettere al sicuro questi civili da future e probabili rappresaglie jihadiste, l’operazione aveva come obiettivo quello di mostrare la buona volontà delle parti in causa di poter giungere a piccoli accordi locali in grado di salvaguardare i cittadini maggiormente esposti al conflitto e, in tal senso, il boicottaggio delle forze islamiste è stato espresso in tutta la sua brutalità.

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La strategia degli accordi locali per il trasferimento di civili

Non era la prima volta che in Siria, dallo scoppio della guerra, si procedeva ad un’evacuazione e ad un trasferimento della popolazione da un punto all’altro del paese dopo accordi tra le parti; questa strategia è stata inaugurata già nel 2014 quando, una volta accerchiati e senza possibilità di vittoria, gli islamisti presenti ad Homs hanno accettato l’evacuazione del centro storico ed il loro trasferimento in zone presidiate dai gruppi dell’opposizione. Tra il 2016 e questa parte di inizio anno, diverse volte questi accordi hanno permesso la fine delle ostilità in diverse località senza ulteriore spargimento di sangue: a Darayya, sobborgo nel sud di Damasco, il trasferimento ad Idlib di militanti islamisti e famiglie al seguito, ha messo la fine su una delle battaglie che più ha tenuto con il fiato sospeso la capitale della Siria, stesso scenario in altri quartieri damasceni ed in altre località attorno la città.

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Anche ad Aleppo si è provata la stessa strada: i famosi ‘bus verdi’, che prima della guerra erano i normali mezzi del trasporto pubblico della metropoli siriana, per giorni sono rimasti stazionati ai limiti del fronte che divideva le zone governative da quelle occupate dagli islamisti, per cercare di far andare a buon fine le trattative tra Russia, Turchia e sauditi ed evitare ulteriori scontri nel centro urbano. Soltanto nelle battute finali della battaglia per riprendere la seconda città siriana tali accordi hanno fruttato l’evacuazione delle ultime zone rimaste in mano jihadista, nonostante altri tentativi di sabotaggio costati la vita ad alcuni autisti di bus attaccati dai terroristi; le trattative, oltre al trasferimento dei cosiddetti ‘ribelli’, hanno spesso previsto l’alternativa della riconciliazione con il governo di Damasco dove, in cambio della deposizione delle armi, si viene reinseriti all’interno del contesto sociale e, se non si è accusati di gravi crimini, si evitano i processi per tradimento.

L’accordo su Kafraya ed al – Foua

Il trasferimento in atto sabato, è stato frutto di uno di questi accordi locali mediati da alcuni attori internazionali in campo; in particolare, le trattative in questo caso sono state condotte da Iran e Qatar ed il perché è presto detto: oggetto principale dei colloqui era l’evacuazione di due cittadine sciite e la Repubblica Islamica si è fatta promotrice della messa in sicurezza dei civili di fede sciita. L’accordo è inserito in un contesto molto più ampio, che abbraccia situazioni simili nel resto del paese: in cambio del trasferimento dei civili da Kafraya ed al – Foua, l’esercito siriano ha permesso l’evacuazione dei terroristi dalle sacche jihadiste di Madaya e Zabadani, due località della ‘Rif’ di Damasco; in tal modo, risultano evidenti anche vantaggi militari sia per il governo che per gli islamisti: le forze di Assad possono riprendere il controllo di due centri vicino la capitale, le forze che controllano di Idlib invece si garantiscono l’eliminazione di una sacca governativa vicino il capoluogo di provincia.

Pur tuttavia, all’interno di questo accordo, vi è presente una novità importante:  è infatti la prima volta che ad essere evacuati sono soltanto civili e non militari o ribelli ed inoltre, è stata anche la prima volta del trasferimento da località in mano governative.  Kafraya ed al – Foua, sono infatti due cittadine a maggioranza sciita che però si sono ritrovate nel bel mezzo di una provincia in cui islamisti e jihadisti hanno iniziato ad imperversare dall’inizio della guerra; l’esercito siriano ed alcuni reparti degli Hezbollah hanno garantito, in questi anni, la sicurezza delle cittadine la cui difesa però, forse anche in previsione dell’offensiva governativa su Idlib, è diventata ad un certo punto molto difficile ed onerosa. L’evacuazione dei civili quindi, secondo l’accordo, ha avuto anche lo scopo di liberare diversi reparti dell’esercito e del movimento popolare libanese e poter in questo modo meglio distribuire mezzi e uomini su altri fronti.

Mentre i trasferimenti da Zabadani e Madaya sono andati a buon fine, con i bus arrivati  ad Idlib, quello dei civili sciiti invece ha subito il grave attacco di sabato; un convoglio di mezzi che trasportava i cittadini di Kafraya ed al – Foua, mentre era giunto a Rashideenn, a pochi chilometri dall’ingresso ad Aleppo e dunque nelle zone governative, è stato raggiunto da un’autobomba. Secondo alcuni testimoni, pare che l’ordigno sia stato azionato mentre nell’area di servizio un uomo aveva fatto avvicinare dei bambini al mezzo poi esploso offrendo loro alcuni pacchetti di patatine; un gesto macabro e che lascia senza fiato e parole, compiuto con il solo scopo di uccidere i civili e creare terrore tra i sopravvissuti. Un gesto però che, dopo alcuni servizi televisivi in cui non sono mancate omissioni di dettagli e dove, allo stesso tempo, non è stato spiegato il contesto dell’evacuazione di questi profughi, è ben presto passato in sordina e nel dimenticatoio.

Non esistono ribelli moderati

Dopo l’arrivo dei soccorsi, alcuni dei quali inviati dalla Croce Rossa presente nel vicino quartiere governativo di Hamadaniyah, i bus non colpiti dall’esplosione hanno ripreso il proprio cammino e sono arrivati ad Aleppo, concludendo poi l’evacuazione di Kafraya ed al – Foua; pur tuttavia, non può non rimanere vivo il ricordo dei tanti civili uccisi, che si aggiungono ad una lista oramai troppo lunga dopo sei anni di conflitto. Rimane anche, tra le altre cose, la constatazione del fatto che continuare a considerare ‘moderati’ i ribelli di Idlib è operazione intellettualmente disonesta e che non favorisce i tentativi di far concludere la guerra nel più breve tempo possibile; se è vero che alcuni gruppi islamisti hanno preso le distanze dall’attentato, è anche vero che se si è avuta l’esigenza di evacuare i civili dalle due cittadine sciite vi era evidentemente il concreto pericolo di rappresaglie jihadiste che, di certo, non sono sintomo di ‘moderazione’ e di volontà di dialogo. Prima l’intero occidente prende definitivamente le distanze dai ‘ribelli’, prima si potrà far chiarezza su tutti i fronti che riguardano il conflitto siriano.

  • percival656

    E’ una guerra particolarmente sporca e purtroppo si e’ trasformata in un supermercato di atrocita’ dal quale ognuno pesca secondo le sue convenienze politiche, evidenziando cio’ che asseconda i suoi fini e occultando il resto.
    Bambini gasati col sarin? Orrore, utilissimo orrore che serve a dipingere Assad come un animale. Poi si vedra’ davvero chi e’ stato. (A proposito, siamo in attesa di sapere se le relazioni scritte del Dr. Theodore Postol vengono valutate in ambito politico internazionale o sono state semplicemente cestinate in quanto ”inopportune”)
    Bambini bruciati vivi dalla esplosione degli autobus che li trasportavano in salvo, causata dai cosidetti ribelli anti Assad? Non serve per la immagine che si viole fare passare, quindi passiamo ad altro.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Assad, come suo padre e i sovietici suoi alleati, a scopo di rapina, ancora massacra persone. Il clan Assad ha costruito un impero da miliardi di dollari. In Siria regna, come in Russia, il nepotismo e la corruzione del regime.

      • Siber Massai

        Alla faccia tua mangiapatate

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Del resto la moglie di Assad si è formata lavorando prima alla Deutsche Bank poi alla Jp Morgan …

          • Strottz

            E con ciò che vuoi dire?.. che da brava musulmana avrebbe dovuto aspettare a casa coperta da un burqa?
            Del resto, JP Morgan non paga anche te?

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Forse ci sono altre possibilità, forse.

          • Strottz

            Ce ne saranno un’infinita, ma anche attivista di soros e’ meglio che imbacuccata.
            Ne sai qualcosa?

      • Strottz

        Ora ti riconosco!

    • Lupo

      Finchè non verrà sterminata la dinastia dei Saud il mondo non avrà pace. I Sauditi hanno l’ anima più nera di una notte senza Luna, loro vivono di tradimenti e falsità, hanno trovato nel decadente Occidente un tappeto rosso alle loro follie egemoniche sul pianeta, per fortuna che i paesi dell’ ex blocco comunista hanno ancora dirigenti con i neuroni a posto altrimenti l’ Europa sarebbe capitolata senza colpo ferire. Credo che finirà in una vera guerra fra Europa e mondo musulmano Mediorientale e credo anche che questa volta verranno ricacciati nei loro deserti con i loro cammelli

    • best67

      tanto,non sono morti per il (presunto) gas governativo,e quindi meno morti degli altri!

  • dr.Strange

    in questo momento dobbiamo sostenere gli sciiti contro i sunniti. i tempi di Khomeini sono passati, ora i nemici sono Arabia Saudita e Qatar. se i musulmani si scannano fra di loro, va benissimo. cmq le minoranze cristiane in Iran (Assiri ed Armeni) stanno benissimo rispetto a chi vive in Pakistan o Egitto.

  • agosvac

    Strage di sciiti! Mi sorge un sospetto: non è che sia stata l’isis che è composta esclusivamente da sunniti?????

  • Paolo Berlinghieri

    fonti?

  • chelavek

    Eccoli i “ribelli moderati” dei vomitevoli media mainstram

  • Sterminator

    Oggi altro attaco chimico a Mosul da parte dell’Isis, ma per i democratici occidentali non è degno di nota.

  • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

    Vediamo i soliti pifferai sfruttare a loro vantaggio la volontà dei poveri di partecipare al benessere. I poveri lo sono anche perché si aggrappano ai ciarlatani per uscire dalla povertà. E vediamo l’esempio comunista.

    • Strottz

      Scusa ma potresti essere più chiara sul rapporto tra pifferai e ciarlatani, che non l’ho ben compreso. I ciarlatani saranno probabilmente quelli tipo mago Otelma. E i pifferai???

    • Tani Tanito

      Ha ragione, solo la nobilissima finanza occidentale aiuta i poveri… Mueller si dia una regolata per dirindindina!

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        La civiltà occidentale è quella con meno poveri.

        • Tani Tanito

          Mueller tanto per cambiare è fuori tema, qua si parla dell’ attentato contro gli sciiti… non mischi i finocchi con la patata!

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Un fuori tema c’è e sei tu con la tua difesa di coloro che come Assad derubano i popoli.

  • best67

    li pacifici ribelli siriani!