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Sioux, gli ultimi indiani d’America

Io da piccolo stavo con gli indiani, mio nonno leggeva Tex e nei film western provavo una sorta d’impotenza quando vedevo i nativi presentati come sanguinari assassini, come dei selvaggi che bramavano scalpi e pelli di bisonte in ogni situazione.

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La verità, però, l’ho trovata qualche anno dopo, quando ho calcato le stesse terre calpestate dai Lakota, diretti discendenti dei grandi capi come Toro Seduto e Cavallo Pazzo.

Le colline e le immense praterie che costeggiano la grande statale 73 del South Dakota affondano in una terra che ha sepolto milioni di bisonti e di uomini rossi. Cosa è rimasto, oggi, dei leggendari indiani d’America? Forse qualche murales nelle nuove città come Rapid City, qualche opera d’arte che ricorda i grandi visi dei capi Sioux che dominavano le praterie…

Gli indiani di oggi, i Lakota Sioux, sono ancora una ferita aperta nella coscienza degli americani e del governo che, in pratica, fa finta che non esistano. Per gran parte dei “bianchi”, infatti, i nativi hanno rappresentato un vero e proprio ostacolo alla nascita del grande Stato, all’arricchimento con l’oro delle Black hills, allo sfruttamento della terra, arrivando fino alla ferrovia e al progresso in genere.

Lasciati vagabondare nelle riserve con il sussidio statale come sorta di premio, ma si tratta solo di un escamotage, gli 8000 Lakota (secondo gli ultimi censimenti) delle nazioni Mnikówožu, Itázipčho, Sihásapa e Oóhenuŋpa cercano di resistere in ogni modo.

Nelle sei riserve del Sud Dakota, la vendita degli alcolici e il gioco d’azzardo sono vietati ma, appena si varca il confine, puntualmente spuntano come funghi i casinò, creati inizialmente per attirare i “bianchi” e che ben presto si sono trasformati in un altro luogo di perdizione per i nativi, che acquistano liquori e tanto altro ancora.

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Dopo più di 125 anni, massacri come quello di Wounded Knee sono ancora vivi nella memoria degli indiani. Le ferite non si sono mai rimarginate, in ogni quartiere sventolano bandiere delle rivolte degli anni ’70 e la sofferenza in riserva si vede ovunque: occhi spenti e consumati dall’alcool e dalle droghe, corpi diventati obesi sotto i colpi del diabete e di alimentazioni errate. E, in questo tragico elenco della sofferenza, moltissime donne abusate. Nonostante la disperazione tocchi sempre più i Sioux, s’intravede una silenziosa resistenza fatta da chi crede fortemente nei valori della spiritualità.

Un popolo invisibile che, per sua fortuna, mantiene viva la tradizione e la storia vivendo in pieno rispetto con la Madre Terra. Ci sono storie incredibili di famiglie che nelle tradizioni dei loro avi ricreano un presente tramandando i valori delle tribù che popolavano le praterie; c’è Richard Giago, tra i migliori costruttori di archi e frecce, che gestisce un ranch dove ha imparato a tirare con l’arco in corsa e a fare ippoterapia insieme ai più giovani; c’è Julee Richard che, con il suo pick-up, organizza ronde per arginare il commercio di metanfetamina nella riserva di Pine Ridge; c’è Joe Brings Plenty che, con la sua palestra di boxe a Cheyenne River, alleva nuovi guerrieri e, soprattutto, toglie i giovani dalla strada e insegna loro le basi dell’etica sportiva unita alla spiritualità.

“Vedi quel bosco? Ci sono decine di alberi che vivono fianco a fianco e nessuno di loro obbliga l’altro a divenire quercia oabete. Nessun albero con le proprie radici cerca di farsi largo con gli alberi vicini seppur diversi. Nella natura non c’è il concetto di diverso”. Moses Brings Plenty – medicine man della tribù di Cherry Creek di Cheyenne River (South Dakota – 2015).

E proprio la spiritualità rappresenta l’unico modo per contrastare questo declino dei Sioux: i riti, il passato e le preghiere sono la loro chiave per il futuro. Vivere in pieno contatto con i quattro elementi, dormire su un tepee durante la settimana sacra, ascoltare gli anziani, cantare e pregare intorno al fuoco. La danza del sole con i sacrifici e le capanne sudatorie sono tradizioni che i Lakota cercano di mantenere vive proprio per non disperdere questo tesoro da tramandare.

Il giovane Moses Brings Plenty e suo fratello Joe sono convinti che questa rinascita non debba essere limitata solo al popolo Lakota ma offerta a tutti coloro che vogliono veramente cambiare il loro stile di vita, tornando alla circolarità della natura: “Dobbiamo imparare di nuovo a essere una comunità, a vivere e pensare come una comunità, dove le persone si aiutano l’una con l’altra, senza la smania di primeggiare. Le bellezze sono tutte intorno a noi, basta sedersi sotto a un albero e ascoltare il rumore della natura”.

  • Aaron Goodman

    E la guerra con Tump?

    • albertzanna

      Su, non sia così precisino, sig, Aaron Goodman,

      Lei sa benissimo che se un giornalista oggi vuole vendere i sioi scritti a q

      • Salvatore Randazzo

        Ha dimenticato di aggiungere “questa è la vita”. Da come l’ha messa lei, sembra quasi che fare il giornalista ed avere delle idee, e voler fare carriera e volersi guadagnare visibilità sia qualcosa di cui vergognarsi. Non la sfiora neanche di striscio che i titoli non li mettono quasi mai i giornalisti, e quasi mai raccontano fedelmente, sia pur sinteticamente, quel che c’è nell’articolo. Sono i titolisti (debitamente istruiti) che devono fare i titoli per “acchiappare” l’attenzione del lettore. Con un doppio target: 1-il lettore pigro, quello che legge il titolo, scuote la testa, prende per buono il messaggio del titolo e legge poco o niente dell’articolo. Gli basta il “sapore” che ha percepito nel titolo. 2-il lettore volenteroso, che leggerà l’articolo, magari resterà interdetto non trovando traccia di quanto promesso nel titolo, ma tant’è, comunque avrà letto.
        Ne ho viste varie decine di titoli che poco o nulla hanno a che vedere con l’articolo. Miserabili artifici di redazione.
        In questo caso il titolo dice fra le righe che l’ennesima manovra della sinistra fa si che anche gli indiani ce l’abbiano con Trump. Non è vero? Fa niente. Il lettore pigro bofonchia “bastardi, non sanno più cosa fare per mettere il povero Trump in cattiva luce”, poi sorvola. Il titolo gli basta. Gli altri, curiosi, vanno fino in fondo. E poi ognuno trae le sue conclusioni. Il sig. Alberto Zanna conclude (prevedibilmente) che la sinistra mondialista dilaga anche a il Giornale, e che giornalisti criptosinistri (ma lui li riconosce dall’odore, anche ad occhi chiusi!) si infiltrano, ed usano questa tribuna per guadagnarsi visibilità. Ed essendo (cripto)sinistri, questa è ovviamente una cosa spregevole.

        • albertzanna

          Chiedo scusa se rispondo solo ora ma la mia giornata lavorativa è mediamente di 8/9 ore, ed ho anche altre attività da seguire, quando posso, per esempio faccio il volontario in una struttura tipo il Cottolengo italiano.

          Inizio a commentare dall’ultima frase del suo scritto: “Ed essendo (cripto)sinistri, questa è ovviamente una cosa spregevole.”
          Sì, altamente spregevole anche esserlo in maniera criptica (che significa dare una impressione palese, visiva liberale, democratica, tipo la menzogna del PD, e poi comportarsi da comunista, perchè per quanto voi di sinistra vi sgolate ad affermare che il comunismo è morto, è invece evidente che la lezione di Lenin sia tutt’ora insegnata e ben studiata, la sua famosa frase che “le menzogne sovietiche sono verità rivoluzionarie”

          Ora parliamo di giornalisti, e distinguiamoli in due categorie ben distinte
          I veri giornalisti, quindi per citare nomi ben noti i Montanelli, gli Ottone, ecc, anche i Sallusti, che scrivono gli articoli in originale e ne dettano anche il titolo, che deve essere una introduzione vera a ciò che poi descrivono

          E i pennivendoli che accettano che siano le redazioni a scrivere i titoli e sottotili, il tutto per vendere l’articolo un tanto a righa, quale che siano poi le imprecisioni scritte, spesso non conoscendo l’argomento ma inventandolo andando in rete a leggere, per esempio, notizie sui nativi americani legati ai Sioux, come appunto sono i Lakota

          Ora il gionalista Vissani dice di avere calpestato la terra dei Lakota. Il giornalista Vissani mi deve perdonare, ma io conosco, per averlo sentito in TV, un tale Vissani, che si proclama grande gastronomi, amico dei potenti di sinistra, quindi ho tutte le mie riserve di pensiero e giudizio
          Io le terre dei Lakota non solo le calpesto spesso, ma addirittura abito nello stesso Stato, visto che passo parte dell’anno in Montana, appunto la terra parzialmente dei Lakota, a parte dell’anno in Australia, dove ho invece grandi amici fra gli aborigeni, etnia che giudico fra le migliori al mondo (che nulla ha a che vedere con quella negroide).

          Ed ho riscontrato, nell’articolo che stiamo commentando, molto pressapochismo e molto astiosità agra nei confronti di Trump la cui colpa è soprattutto d’avere sconfitto una delle candidate peggiori mai apparse sulla scena politica americana, la ipercorrotta e corruttrice Ilare Clinton, una donna che, con la sua presenza in politica, assieme al marito Bill, storicamente attesta quanto fu giusto l’avere creato, nel 1854, il Partito Repubblicano

          La sinistra giornalistica mondialista ha la sua corrente anche al Giornale, ma almeno posso affermare che qualche volta il Giornale si pone in chiave critica anche contro la sinistra, italiana e globale, e ciò mi consente di leggere ancora questo Giornale, fin dal suo primo numero in vendita, ricordando il realismo di Indro Montanelli, che teneva una foto di Stalin sulla scrivania con la didascalia “con gratitudine a Stalin per essere stato l’uomo che ha ammazzato più comunisti in vita sua”

          Non ho bisogno di annusare un giornalista per capire se sia di sinistra, cripto o mendace. Gli articoli scritti da giornalisti di sinistra hanno una caratteristica comune, paiono scritti con lo stampino: un titolo, una premessa, o antefatto, uno svolgimento ed una conclusione. Letto il primo, letti tutti, si spregiano da soli, e sinceramente io non spreco le mie riserve di spregio per i giornalisti di sinistra, o per i commentatori di sinistra come lei.
          Fatica inutile, o come disse Montanelli quando gli chiesero di commentare un discorso politico di Rocco Buttiglione “e con tutto quello che ho da fare e quanto mi resta ancora da vivere, io dovrei sprecare tempo er commentarlo??”

          • Salvatore Randazzo

            Sig. Zanna, lei è il secondo oggi che mi risponde per dirmi che non ha risorse da sprecare a rispondermi. In questi casi tanto vale non rispondere proprio, così si risparmia ulteriore tempo.
            Vedo che lei ha fatto approfondite ricerche sul mio conto, e sa quindi quale sia la mia passata e attuale inclinazione politica. Altrimenti non si spiega come, dal mio intervento, lei possa attribuirmi una parte politica o l’altra. A me piace pensare di poter ragionare in modo indipendente da eventuali convinzioni. Se un mio interlocutore ha ragione, ha ragione, non importa quale sia la sua parte politica. Non le ho chiesto conto e ragione dei suoi tempi di risposta. Ognuno scrive e risponde in base alle sue possibilità. Però mi congratulo con lei per il suo volontariato.
            Detto questo, mi pare che lei abbia “visto la luce”, e può quindi distinguere l’umanità un buoni e cattivi (compito che una volta spettava all’Altissimo, ma tant’è) mettendo ovviamente tutti i sinistri fra i cattivi, menzogneri, comunisti ecc ecc.
            Io non ho queste sicurezze. Anche perché nel corso della mia ormai lunga vita ho conosciuto ottime (e pessime) persone di ogni parte politica, ed ho capito che non sono tanto le idee a determinare se una persona va nella colonna dei buoni o in quella dei cattivi, quanto la sua sensibilità, onestà, capacità. E queste caratteristiche non si legano alle parti politiche.
            Ma, ne sono certo, lei la pensa in modo diverso.
            Non le rubo altro tempo.
            Stia bene.

          • albertzanna

            No Sig. Randazzo, lei ha torto
            L’Italia, dalla quale mi son separato con dolore anni fa, è arrivata al punto di quasi non ritorno in cui è attualmente proprio grazie ai troppi italiani che non hanno mai risposto (per non perdere tempo, o per fellonia) ai disastri creati dal PCI/PD, che hanno preso un paese, anni 50/60/70 fra i più prosperi al mondo e creatore della eccellenza lavorativa italiana, portandolo alla fogna a cielo aperto che è l’Italia che Napolitano ha voluto regalare, con un colpo di stato preparato durante la sua presidenza, a se stesso ed alla sinistra Caviar & Champagne attuale, ed alla invasione di bande di criminali e scansafatiche che ormai purtroppo gli italiani, che lavorano e ancora producono, devono mantenere, fino al giorno in cui il popolo italiano non avrà più totalmente voce in capitolo

            Questo è il senso che viene dai suoi scritti
            Veda, io probabilmente sono anche più anziano di lei, ma è da una vita che io combatto il comunismo, e questo mi ha mantenuto giovane di spirito e mente, e possessore di alcune certezze adamantine: il comunismo è veramente l’impero del male, non ha portato un progresso umano in nessun campo, è come l’Islam, ma ha tarato la mente a certa umanitò che più è di sinistra e più si cela dietro alla menzogna di non esserlo, seguendo gli insegnamenti di Lenin (pare quasi di leggere il corano……)

          • Salvatore Randazzo

            Sig. Zanna, lei mi dice che ho torto, e potrebbe aver ragione. Ma, delle tante cose che ho scritto, lei non mi dice dove sbaglio. Mi sorge il dubbio angosciante che potrei aver torto su TUTTO, il che è statisticamente improbabile, ma non da escludere.
            Io in questo paese ci sono rimasto, e lavorando in uno studio di ingegneria privato non ho santi in paradiso a cui appellarmi. Solo lavoro, più o meno duro, spesso all’estero, spesso in posti poco piacevoli. Di mondo ne ho visto, non certo come lei, ma qualche esperienza non mi manca. E da nessuna parte ho visto il paradiso.
            Vedo questo paese arrancare, e mi piacerebbe che la sua analisi fosse corretta. Mi piacerebbe, davvero, poter pensare che il male sia tutto a sinistra. Cancellare la sinistra, cancellare il male, e da quel quel momento procedere a tutto vapore.
            Ma, come tutte le ricette semplici, temo non funzionerebbe. La storia, per lo meno, non ci racconta niente del genere.
            Inutile fare a gara su chi è più anziano. Anzi, una volta mi sarei meritato il titolo di vecchio, senza sconti. Ma la mia anzianità mi permette di dire che non esistono il bianco e il nero. Esistono infinite sfumature di grigio. Vedere il mondo in bianco e nero, buoni da una parte e cattivi dall’altra, è una semplificazione che a volte diventa pericolosa. Le dittature del secolo scorso ce l’hanno spiegato a dovere, per chi vuol capire. Lo stesso ci spiegano alcuni deliri pseudo-islamici dell’era attuale.
            Ma qualcuno invece preferisce continuare a dividere il mondo con un colino a maglie larghe, i rossi di qua, gli altri di là. Cattivi i primi, buoni tutti gli altri.
            In un certo senso la invidio. Avere certezze adamantine vuol dire non aver più bisogno di pensare. Tutto è chiarito, nessun dubbio.
            Beato lei.

          • albertzanna

            Sig. Randazzo

            se lei ha letto il mio scritto con un minimo di attenzione, dovrebbe avere capito che io le dico d’avere torto, l’ho scritto, ma riferito alla sua frase: “”detto questo, mi pare che lei abbia “visto la luce”, e può quindi
            distinguere l’umanità un buoni e cattivi (compito che una volta spettava
            all’Altissimo, ma tant’è) mettendo ovviamente tutti i sinistri fra i
            cattivi, menzogneri, comunisti ecc ecc.”

            Io non ho visto alcuna luce, tantè che nel 2006, Prodi vincitore delle elezioni politiche con brogli giganteschi, proprio perchè mi parve (e poi ho avuto ragione) che con quel suo governo il paese sarebbe andato ancora peggio, scelsi fra l’alternativa di continuare a stare in Italia, a combattere contro i mulini a vento della sinistra, oppure andare in altra parte del mondo, dove c’era vera democrazia e libertà, a ricostruirmi la vita.

            Quella SI’ che fu vedere la luce!!

          • mariolino

            Proprio sicuro che dove è ora ci sia vera democrazia e libertà, stò leggendo un vecchio libro, pubblica opinione di Walter Lippmann, penso sappia chi era, parla proprio di come si manipola il pubblico, facendogli credere di essere libero, mi riprometto di cercare e leggere Propaganda di Bernays, nipote di Freud, che dovrebbe spiegare ancora meglio come funziona la faccenda del controllo delle masse.
            I comunisti e anche i fascisti sono ragazzi al confronto, dicono che anche Goebbels si sia abbeverato a quelle fonti per convincere i tedeschi a suo tempo, applicando quei metodi inventati nella patria della libertà, per i potenti di sicuro, ma quelli sono liberi ovunque..
            Che negli Usa ci sia stato un genocidio durato secoli è dimostrato dallo sparuto numero di “indiani” rimasti in giro, al contrario del centrosud, sarà per quello che stanno peggio.
            Lo ius soli, che qui non voglio di certo, mi pare che la ci sia, del resto siete tutti immigrati, meno i pochi rimasti vivi.

          • albertzanna

            Nei due paesi ove io vivo, alternativamente muovendomi per ragioni di lavoro, la vera libertà e democrazia c’è, prova ne sia che negli Stati Uniti il popolo americano ha eletto Trump e in Australia c’è un primo ministro che ha deciso di sbattere la porta in faccia a chi pretende di entrarci e demolire l’ordine sociale forzando l’applicazione dell’islam integrale e sbattendo la porta in faccia agli immigrati che vogliono arrivare e farsi mantenere dallo stato.

            Leggevo sul Giornale di oggi che nei prossimi trent’anni è prevedibile che la popolazione dell’Africa raddoppi.
            Già ora gli africani, soprattutto quelli di pseudoreligione islamica, pretendono che il resto del mondo si faccia carico di mantenere i figli che sfornato al ritmo di uno all’anno per ogni donna africana fertile, e il perchè lo pretendono è presto detto, agli africani, soprattutto della fascia nord, rifiutano di imparare a declinare il verbo “lavorare”, ma vogliono essere mantenuti.

            Questa è la loro democrazia e libertà, e temo che anche lei la voglia applicare.

            Laddove arriva l’islam esce il buon senso, questa è la triste realtà, già dimostrata dalla Storia, ma non quella scritta nella segreteria del PCI/PDS/DS/PD e derivati

          • mariolino

            Per quanto riguarda l’islam la penso allo stesso modo, o anche peggio, mia moglie quando vede le donne velate integrali vorrebbe fare cose da codice penale, ma per fortuna non le fa, altrimenti mi tocca portarle le arance in galera, e sono convinto ce la metterebbero senza problemi.
            Non credo basti bloccare i negher, o eleggere Trump, per dire vera democrazia, anche lui essendo un miliardario in dollari fa parte a pieno titolo del cosidetto establishment, non è mica uno venuto da chissà dove, e mi sembra che abbia dovuto inghiottire vari bocconi amari, e lo hanno già messo sotto inchiesta.
            I libri che stò leggendo mi fanno capire che la manipolazione è molto più profonda di quello che sembra, spero di sbagliarmi.

          • Salvatore Randazzo

            Sig. Zanna, abuso ancora della sua pazienza, posto che lei abbia residue risorse per leggere e per rispondere.
            Nel suo commento lei scrive: “Ed ho riscontrato, nell’articolo che stiamo commentando, molto pressapochismo e molto astiosità agra nei confronti di Trump la cui colpa è soprattutto d’avere sconfitto una delle candidate peggiori mai apparse sulla scena politica americana, la ipercorrotta e corruttrice Ilare Clinton, una donna che, con la sua presenza in politica, assieme al marito Bill, storicamente attesta quanto fu giusto l’avere creato, nel 1854, il Partito Repubblicano”.
            Idee del tutto rispettabili, le sue, per quanto riguarda Clinton. Ma ho letto e riletto l’articolo, e di accenni diretti o indiretti a Trump non ne ho visti proprio. Forse lei può aiutarmi a capirci qualcosa. L’articolo, fra l’altro, è abbastanza breve e quindi adatto anche ad un illetterato come me. In quale punto dell’articolo si fa diretto o indiretto riferimento, o velata allusione a Trump?

          • albertzanna

            Infatti
            Nell’articolo di Vissani non si fa cenno al Trump, ma realmente oggi accade che se vuoi vendere un tuo articolo, il citare il nome di Trump è di sicure effetto, attesta che qualcuno ti leggerà, anche solo per la curiosità morbosa di sapere se nel testo si cita qualche nome di qualche donna famosa o bellissima a cui il buon Donald grabbed the pussy by the fingers costringerla a chissà quali amplessi.

            Confermo quanto ho scritto, nell’articolo il giornalista (che è molto più un fotografo che giornalista) non fa alcun accenno a Trump, ma oggi la stampa liberal, ed in prima linea NYT e Washington Post, fanno a gara ad inserire il nome del Presidente nei titoli e poi non parlarne, perchè l’importante oggi sono le statistiche stampa, dove è riportato che il NYT, per sempio, ha parlato e sparlato di Trump, perchè ciò porta più pubblicità e più audience

            Lei sappia che quel titolo che accenna a Trump ha indotto moltissimi lettori del giornali a leggere un articolo che parla degli indiani Lakota, perchè si sa che i nativi americani stanno dalla parte dei buoni, e Trump invece è il cattivo per antonomasia, quindi parlando di nativi americani si parla di petrolio, e c’è una tribù di nativi che è in contrasto con Trump che vuole autorizzare la costruzione di una pipeline che dovrebbe passare su un antico e sacro cimitero indiano, che non E’ ASSOLUTAMENTE VERO, ma l’importante è che la stampa liberal ne parli mentre la Clinton è lì che si straccia le vesti accusando il cattivone Trump di volere scatenare una nuova corsa verso l’ovest americano, con la conseguente nuova guerra contro nativi, negri, ispanici, clandestini and illegals e la presentazione di varie richieste di impeachment al Congresso (e tutto questo fa girare denaro, di donazioni alla fondazione Clinton ed ai vari giornali della sinistra che ci imbastiscono su programmi TV, dove i minuti di pubblicità di vendono a 100,000 $ a spot di pochi secondi)

            Come dicono in Sardegna “capitto mi ha?”

          • Salvatore Randazzo

            Buongiorno sig. Zanna

            [grabbed the pussy by the fingers]

            Beh, questa non è esattamente un’invenzione della stampa liberal. Diciamo che è un po’ il marchio di fabbrica del nostro uomo, tipo dalle maniere spiccie. Marchio che per altro gli procura l’apprezzamento degli uomini che usano o vorrebbero usare la stessa modalità, e delle donne che prediligono l’approccio rude.

            [nell’articolo il giornalista (che è molto più un fotografo che giornalista) non fa alcun accenno a Trump, ma oggi la stampa liberal, ed in prima linea NYT e Washington Post, fanno a gara ad inserire il nome del Presidente nei titoli e poi non parlarne, perchè l’importante oggi sono le statistiche stampa,]

            E qui sorge una domanda: ilGiornale, che ha usato lo stesso trucchetto, fa parte della stampa liberal? Qualcuno lo dica al direttore!

            [Lei sappia che quel titolo che accenna a Trump ha indotto moltissimi lettori del giornali a leggere un articolo che parla degli indiani Lakota, perchè si sa che i nativi americani stanno dalla parte dei buoni, e Trump invece è il cattivo per antonomasia, quindi parlando di nativi americani si parla di petrolio, e c’è una tribù di nativi che è in contrasto con Trump che vuole autorizzare la costruzione di una pipeline che dovrebbe passare su un antico e sacro cimitero indiano, che non E’ ASSOLUTAMENTE VERO, ma l’importante è che la stampa liberal ne parli mentre la Clinton è lì che si straccia le vesti accusando il cattivone Trump di volere scatenare una nuova corsa verso l’ovest americano, con la conseguente nuova guerra contro nativi, negri, ispanici, clandestini and illegals e la presentazione di varie richieste di impeachment al Congresso (e tutto questo fa girare denaro, di donazioni alla fondazione Clinton ed ai vari giornali della sinistra che ci imbastiscono su programmi TV, dove i minuti di pubblicità di vendono a 100,000 $ a spot di pochi secondi)]

            E qui, sig. Zanna, capisco che lei probabilmente ha letto un’altro articolo. Perché qui di petrolio non si parla proprio! Quindi si perde completamente tutta la catena logica che lei ha cercato di costruire. L’unica “evidenza” è la parola “Trump” che per altro non figura nell’articolo, neanche nel titolo, che recita Sioux gli ultimi indiani d’America. L’unico riferimento a Trump era il lancio in prima pagina del sito. Su tutto questo lei ha costruito un castello di carte alquanto facile da smantellare, tirando in ballo i liberal, il petrolio, la Clinton, pussy by the fingers e tutto il resto. La leggo sempre con piacere e ammiro il suo coraggio, che sfiora la temerarietà. Ma stavolta temo che lei abbia esagerato.
            Stia bene.

          • albertzanna

            Solo una domanda: lei da quanto tempo abita negli Stati Uniti e quanto conosce della mentalità degli americani, o meglio, quando conosce del cosìddetto Quarto Potere americano, tanto ben descritto nel famoso film di Orson Welels del 1941?

          • Salvatore Randazzo

            La sua domanda dimostra la distratta lettura di quanto da me scritto, il che è perfettamente comprensibile visti i suoi molteplici impegni. Vivo in italia e negli USA, come in altri paesi, ci passo occasionalmente giorni o mesi per lavoro. Ma questo mi pare un tentativo per evitare di rispondere nel merito alle mie osservazioni, dicendo “Io negli USA ci vivo, lei no. Quindi sia gentile ed eviti di fare le pulci a discorsi che non conosce”. Le osservazioni che le ho fatto valgono per l’Italia e per ilGiornale e per l’articolo che stiamo commentando. Il resto, la sua grande esperienza del mondo USA e dell’australia e degli aborigeni, lo leggo con grande rispetto ma c’entra davvero poco.

          • albertzanna

            La risposta lei me l’ha data, più che eloquente.

  • enrica

    Il destino di tutte le popolazioni d’america: sia quelle del nord, come del sud del continenete, trovo che sia straziante. Quando migliaia e migliaia di anni fa, popolazioni della valle dell’indo, compirono quella titanica migrazione, che passando dallo stretto di bering li porto’ nell’immenso continente americano, arrivando fino alla terra del fuoco. trovarono un meraviglioso continente dalle sconfinate foreste e praterie e tanta selvaggina. Seppero trarre il meglio dei luoghi in cui abitarono, seppero vivere in armonia con essi, coscienti di far parte di un’unica entita’, che li nutriva e che non doveva essere violentata. Questa per me e’ civilta’. Credo fossero ben piu’ felici di noi occidentali, con tutti i nostri beni materiali, le nostre leggi complesse, le nostre infinite guerre per primeggiare e cinquistare. Non erano primitivi: trassero il meglio da cio’ che avevano. Perche in america non c’erano animali da domesticare ( ovini suini pollame bovini ) e non c’erano nemmeno le specie cerealicole che permisero la coltivazione massiccia e quindi l’inizio delle ricchezze che ci fece evolvere.

    Stessa cosa per le civilta’ precolombiane nel sud, gli incas gli aztechi…
    Tutte realta’ civilissime che vennero spazzate via dall’arrivo degli occidentali. Chi fu il barbaro, chi fu l’incivile, chi fu il cieco distruttore di tanta bellezza e armonia?
    Noi civili? ma quando mai? RAPINATORI…

    • virgilio

      grazie enrica condivido in tutto!

    • Sacrifice

      Certo, il cattivo uomo bianco ha le colpe di tutti i mali del mondo..
      Passare lo stretto di Bering è stata senza dubbio un’impresa titanica che eclissa tutto quello che il cattivo uomo bianco abbia mai realizzato… il massimo che è riuscito a fare è stato arrivare sulla luna.
      Cara enrica, la nostra civiltà farà anche schifo, però nel nord Almerica del periodo precolombiano tu saresti stata una squaw che passa la vita allevando marmocchi e masticando cuoio per qualche gonzo incapace di articolare una frase compiuta.

      Quando la finirete con questi masochistici complessi di colpa?

      • enrica

        Il mio è un grande rammarico per tutte quelle civiltà perdute, in nome dell’avidita’…e col pregiudizio che loro erano dei barbari incivili, dei sottoumani, dei selvaggi da catechizzare, dei primitivi da trattare come stupidi e da sottomettere ( e possibilmente eliminare) per tutte queste ragioni. La storia è fatta da guerre, violenze, sopraffazioni: ne prendo atto, ma non mi piace. Direi che sarebbe ora che gli uomini imparassero dal loro passato. Invece devo amaramente constatare che in definitiva agli uomini la guerra, la lotta senza esclusione di colpi, ed anche il confronto dialettico violento, in mancanza di meglio, piace…temo non ne possano fare a meno.

        • Sacrifice

          Dai tempi delle caverne l’uomo è sempre quello. Chi ha cercato di cambiarlo ha fatto soltanto danni.
          Nessuno può arrogarsi il diritto di educare gli altri.
          Mettiti il cuore in pace.

        • Salvatore Randazzo

          Enrica, purtroppo è così. D’altra parte siamo uomini da poche decine di migliaia di anni, un’inezia rispetto all’evoluzione. Ed anche da uomini, la nostra sopravvivenza si è sempre basata sull’uso esteso della violenza nei confronti dei predatori e dei nostri simili. C’è poco da fare, anche nei tempi antichi (penso ai grandi imperi precristiani) l’esercizio della violenza era la norma. Poi con l’era cristiana ci siamo illusi che parole come amore, pace, fratellanza potessero avere un qualche impatto sulle nostre vite. Ma è del tutto evidente che fino ad oggi si tratta sostanzialmente di illusioni. Temo che la violenza sia un nostro tratto strutturale, soprattutto riferito agli umani maschi, che ci ha permesso di evolverci e di sopravvivere come specie, e che non si può eliminare in pochi decenni.

          • enrica

            Non posso che concordare. La specie umana è altamente aggressiva, pericolosa perché più intelligente di tutte le altre….ma forse non abbastanza da comprendere che questo può portare all’autodistruzione. Oggi abbiamo i mezzi per raggiungere un olocausto totale: nostro e del pianeta .

          • Salvatore Randazzo

            Penso che molti di noi, quasi tutti, capiscano a livello personale il pericolo che staimo correndo. A parte, ovviamente, quelli che per formazione culturale negano qualsiasi allarme ritenendolo frutto di maligne mistificazioni. Il problema è che essendo una specie di individualisti, non riusciamo a fare il passaggio dal livello personale a quello collettivo. Si frappongono troppo interessi, troppe ipocrisie. Il meccanismo è lo stesso che porta molti di noi a rimandare quel che sappiamo sarebbe indispensabile: fare attività fisica, controllare il peso, mettere i conti in ordine, preparare quei documenti, fare quella telefonata. Procrastiniamo, dicendoci “un giorno in più che sarà mai?”. Questo nel caso migliore. Nel caso peggiore, siamo in netta malafede, corrotti, concussi. E se magari la coscienza ci rimorde, diciamo “vabbè, dai, per questa volta.” Voglio dire che sappiamo benissimo quel che dovremmo fare, ma troviamo sempre ottime ragioni per rimandare. O per fare l’opposto di quel che dovremmo, trovando mille scuse. Guidiamo auto a benzina o diesel, dicendoci “Sono tutte balle, non sono le macchine la vera causa dell’inquinamento”. Abbiamo impianti elettrici esagerati per raffreddare le nostre case, fare andare lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, frigoriferi giganteschi. E ci perdoniamo dicendo “non sarà certo per colpa mia che…”.
            Molti scienziati sono scettici riguardo alla possibile esistenza degli alieni, e non per motivi statistici. Guardando al numero strabiliante di stelle, è facile pensare che molte di esse possano avere pianeti simili al nostro, con condizioni favorevoli alla vita. Viene anzi da pensare che sarebbe davvero strano se questo non succedesse. Quel che molti pensano, però, è che se la vita dovesse evolvere in modo intelligente, sarebbe probabilmente stretta la finestra di sopravvivenza. Quando potrebbe durare una razza intelligente, tanto da poter viaggiare nello spazio, prima di autodistruggersi?
            Questi scienziati pessimisti, a cui non so dare torto, vedono l’intelligenza come una malattia mortale. C’è però da dire che al pianeta tutto questo non interessa granchè. Men che meno all’universo. Quando spariremo noi, sparirà l’anomalia e il resto delle specie (quelle sopravvissute) riprenderà il controllo. A noi, singoli, potrà dispiacere. Ma per le altre specie, passata la baraonda, sarà una liberazione.

          • enrica

            Raramente ho trovato un post così affine al mio sentire, che avrei voluto scriverlo io. Trovo che lei abbia davvero riportato il mio pensiero. Sull’effetto ignavia, perché credo che di questo si tratti, che affligge la maggior parte degli esseri umani. Così comune, da vanificare l’ agire e il pensiero dei tanti dotati di un poco di lucida consapevolezza, che si adoperano perché il mondo sia migliore. Sarebbe così alla portata, basterebbe così poco…un piccolo cambiamento di paradigma. ( O forse è tanto, troppo, difficile pensare di cambiare abitudini, pregiudizi, egoismi….etcetc)
            C’è chi vede l’umanità come un cancro della terra…. è un brutto pensiero, eppure ogni tanto lo faccio pure io. Ed un peccato, perché quando l’uomo esprime il meglio di sé , rasenta il sublime…parlo dell’arte, della musica, della ricerca.
            Lei dunque pensa che sia un destino dell’uomo, ma anche delle possibili altre specie di altri mondi, finire nell’auto distruzione, come se questo fosse un meccanismo ad orologeria, insito nel nostro patrimonio genetico?
            Un destino ineludibile e dalla forza così immane , da non poter essere contrastato da chi vorrebbe opporvi si?

          • Salvatore Randazzo

            Enrica, non mi spingo fino a ritenerla una legge universale. Tanto più che mi sto facendo bello di pensieri ed ipotesi altrui. Ma fra gli scienziati che riflettono sulla possibile esistenza di altre specie intelligenti nell’universo e sulla possibilità che questi esseri si mettano in contatto con noi, è abbastanza diffuso questo paradigma:
            – la probabilità che esistano altri pianeti abitati di forme di vita è molto alta. Sarebbe anzi statisticamente incredibile se il nostro fosse l’unico pianeta dell’universo ad ospitare forme di vita
            – la probabilità che su altri pianeti la vita si sia evoluta in forma intelligente è già una questione meno banale. Sono tante le condizioni “necessarie” a determinare l’evoluzione da esseri unicellulari ad esseri intelligenti, dove per “intelligenza” si intende l’autocoscienza e la capacità di sviluppare e tramandare una cultura astratta. Ma, nel grande numero, non è detto che questo esito si sia prodotto solo sulla terra.
            – una volta stabilito, sia pure in via ipotetica, che nel grande numero non è imporobabile che su alcuni pianeti si sia evoluta vita intelligente, resta da stabilire quanto possa durare una civiltà, prima che questa sviluppi una tecnologia tale da potersi autodistruggere. E’ questo il punto che la (e mi) affascina. Siamo noi una razza intellegente deviante, tendente all’autodistruzione? O è questo un passaggio obbligato nell’evoluzione della vita intelligente? E, in quanto passaggio obbligato, quante sono le probabilità che una specie intelligente possa superare questo momento di crisi, ed evolvere verso una forma di vita superiore? Qualcuno ipotizza che l’unica speranza sia l’unione fra vita biologica e sistemi di intelligenza artificiale. Ma qui si entra davvero nella fantascienza, anche se ho il sospetto che sia molto più vicina di quanto si possa credere. Ma tornando al discorso originario, si ipotizza comunque che una civiltà intelligente abbia comunuque, come le grandi cività umane del passato, un inizio, un periodo di massimo splendore, ed una fine.
            Questo ci porta a pensare che perché una razza aliena possa entrare in contatto con noi, devono realizzarsi due condizioni:
            1 – deve essere in qualche modo vicina, tanto da poter viaggiare verso di noi o quanto meno tanto da poterci mandare segnali radio.
            2 – deve essere in qualche modo coeva, la sua finestra di esistenza deve sovrapporsi grosso modo alla nostra, anche considerando i tempi di viaggio delle astronavi o delle onde radio.
            Insomma, tutto questo ci porta a pensare che la probabilità che una specie intelligente possa davvero entrare in contatto con noi è statisticamente risibile.
            A meno che, ovviamente, i nostri interlocutori abbiano imparato a dominare sia lo spazio che il tempo. Ma qui allora si torna nella fantascienza totale.

            Capisco la sua malinconia nel considerare l’umanità come un cancro della terra. Non so, penso che molta di questa tristezza sia data dal considerare la razza umana una specie di culmine della creazione. Ecco, forse occorre essere molto religiosi per affezionarsi a questo essere irrazionale, litigioso, violento, egoista, brutale. E capace, come giustamente sottolinea lei, di splendide, sublimi creazioni artistiche. Ma, ci faccia caso, le creazioni artistiche sono quasi sempre figlie del disagio mentale, della sofferenza, del disadattamento. Anche senza andare per forza a Van Gogh o a Ligabue, la stragrande maggioranza degli artisti più grandi aveva qualche rotella fuori posto, o più d’una. Io non ho la fortuna di credere in Dio, e quindi neanche nella vita eterna. E penso che il mondo, o se preferisce l’universo, sarebbe stato molto meglio se non fosse arrivato questo primate presuntuoso ed egocentrico.
            Per chiudere (ma tanto questo è diventato un discorso a due, e non rischiamo di annoiare nessuno) direi che non so se il pessimismo si possa estendere a tutte le (eventuali) razze pensanti dell’universo. Ma per restare, letteralmente, con i piedi per terra, penso che la nostra razza non abbia speranze. O per propria iniziativa (guerre, inquinamento) o per cause naturali (meteorite, epidemia, cicli naturali di desertificazione/glaciazione). E, comunque, fra qualche miliardo di anni il sole si spegnerà in ogni caso, ed io non credo che potrò godermi lo spettacolo.
            Mi perdoni per questa visione pessimistica. D’altra parte c’è chi dice che i pessimisti altro non sono che ottimisti con una certa esperienza.
            Salvatore

      • Libertà o cara

        Gentile signor Sacrifice,
        è il volere del Deep State e, stante il Main Stream mondiale asservito, quel volere si fa ordine indefettibile!
        Sereno anno … Libertà o cara

      • Salvatore Randazzo

        Beh, certo, i complessi di colpa danneggiano la salute. Ma la nostra civiltà sembra (sembra) basata sostanzialmente su norme etiche. I religiosi possono fare appello ai dieci comandamenti. Cito a memoria (non sono un esperto) quelli più rilevanti per il nostro discorso: non ammazzare, non rubare, non desiderare la roba d’altri, non desiderare la donna d’altri. Volendo andare più avanti, c’è una norma scritta e non scritta che dice che se io sono a casa mia, tu non devi entrare se non sei invitato. Anche se la mia squaw passa la vita allevando marmocchi e masticando cuoio. Soprattutto se il tuo scopo non è quello di migliorare le condizioni di vita della mia squaw, di cui poco o nulla ti cale. Ma piuttosto quello di appropriarti con la violenza di tutto quel (poco) che mi appartiene, uccidendo nel caso me, la mia squaw e i marmocchi. Questa norma elementare è sempre stata disattesa. Poco male nelle epoche remote, quando la morale corrente celebrava il valor militare e la guerra di espansione. I romani non avevano complessi di colpa, invadere e uccidere chi non era d’accordo era prassi comune e nessuno, neanche gli invasi, criticava il principio. Poi arrivarono i cristiani (gli ebrei per abitudine non pontificavano e non rompevano l’anima a nessuno) raccontando a tutti che era arrivata la nuova era dell’amore. E con amore, con grande amore, cristiani di ogni angolo della terra portarono morte e distruzione in ogni altro angolo della terra. Spagnoli, francesi, portoghesi, olandesi e così via. Anche gli italiani ci provarono a metter su un’impero. Ne venne fuori una cosa da operetta, il che ha una sua logica, nel paese che ha regalato a tutto il mondo il melodramma. Nacquero così i grandi imperi cristiani, fondati sulla sistematica trasgressione delle basilari norme cristiane. Ora posso essere d’accordo con lei che Toro Seduto e compagni vivevano una vita che senza smartphone e condizionatori potrebbe sembrarle non degna di essere vissuta. Con la povera squaw che eccetera eccetera. Eppure sospetto che a loro andasse benissimo così. E che se vogliamo fingere di avere dei principi morali che ispirano la nostra vita e le nostre azioni, allora dobbiamo fingere un minimo di senso di colpa, senza troppo sbertucciare chi questo senso di colpa magari lo prova davvero. Oppure diciamolo, i principi morali sono “chiffon de papier”, sono stracci per fare la polvere. E sempre viva la legge del più forte. Questo significa che nel caso lei non deve lamentarsi se qualcuno, non importa se slavo, romeno, calabrese o (dio non voglia!) bresciano, entra a casa sua, violenta le sue bimbe, lascia perdere sua moglie, uccide (ovviamente) lei e si installa a casa sua, mettendo la sua squaw (ops, scusi, sua moglie) a masticare cuoio.

        • Sacrifice

          Un altro patetico difensore dei principi global-buonisti, che non perde occasione per giustificare con mezzi imbratti l’invasione dell’Europa voluta dai suoi sinistri indottrinatori.
          Non entro nelle questioni nordamericane che infondo qui, sono marginali. Ti faccio soltanto notare che se vigesse veramente la legge del più forte gli Europei potrebbero scrollarsi di dosso la marmaglia che li sta invadendo con una scoreggia (e sarebbe anche troppo). Purtroppo per la democrazia anglosassone, mal interpretata e adottata da tutto l’occidente, ogni voto vale uguale, anche quello dell’ultima feccia, qui degnamente da te rappresentata. Quella feccia incosciente, sfruttata dall’élite finanziaria per distruggere le coscienze nazionali dei popoli Europei.
          Potrei cercare di spiegarti come le cose realmente funzionano, ma non credo ne varrebbe la pena. Indottrinato che sei non cercheresti neppure di considerarlo.
          Credo di aver sprecato già troppo tempo con te e ti saluto con un “levatidallepalle”

          • virgilio

            “Ti faccio soltanto notare che se vigesse veramente la legge del più forte gli Europei potrebbero scrollarsi di dosso la marmaglia che li sta invadendo con una scoreggia”

            qui ho dei forti dubbi!!
            voi piu che scoreggioni siete dei cacasotto!

          • Sacrifice

            I dubbi di un idiota possono solo confermare una tesi. Ti ringrazio di avermi informato del tuo “pensiero”. Se in futuro avrai altre perle, non fare complimenti sacco di merda.

          • virgilio

            ascolta ………vai semplicemente in puttana di tua madre!!

          • Rynnho Taur

            Scoreggioni e cacasotto sarete tu e i tuoi amici islamici. Quelli della tua stirpe in particolare, li abbiamo visti scappare come lepri più di una volta.

          • virgilio

            si scappano ma no dai cacasotto come te!

          • Salvatore Randazzo

            Conciso, educato ed elegante. Lei sa davvero come far valere la forza delle idee. Ce ne fossero tanti come lei il mondo sarebbe un posto migliore. Non le rubo altro tempo e la ringrazio per il (poco) che mi ha voluto dedicare.

          • Sacrifice

            Però! Come siete bravi a fare le vittime voi marmaglia sessantottina. Dicono che addirittura ve lo insegnavano alla scuola di partito. E tu hai studiato, si vede. Conciso non direi, ma certamente educato ed elegante, quasi quanto falso e ipocrita.
            Non lo so se il mondo sarebbe un posto migliore se ci fossero tanti come me, ma sono certo che lo sarebbe se ci fosse meno di quelli come te

          • Salvatore Randazzo

            Caro signore, posti come questi (forum) servono ad esprimere le prorie idee a partire dalla lettura di un articolo. Poi è nell’orddine delle cose che altri lettori possano dire la loro, mettendo a confronto le idee. Questa è la prassi normale. Oppure c’è l’opzione di dire la propria idea e poi spostare l’accento sull’attacco alla persona di chi risponde. Lei reputa inutile restare sul piano delle idee e preferisce lo scontro personale, terreno sul quale non mi sento di segurla. E’ una questione di evoluzione. C’è chi si è fermato all’epoca della clava, chi invece ha imparato ad esprimere pensieri. Per altro la mia età avanzata e la mia forma fisica non eccellente sconsigliano qualsiasi forma di confronto fisico, nel quale immagino lei sia maestro. Stia bene, buona giornata.

          • Sacrifice

            Quelle rare volte che passo da qui mi succede di incrociare gente di qualsiasi tipo. Uno tanto viscoso e ipocrita però ancora non lo avevo incrociato. Hai addirittura la presunzione di definirti evoluto! Suppongo tu allora sia familiare con la teoria quantistica dei campi, con la fisica delle particelle o come minimo sarai un’autorità in qualche campo della matematica, l’analisi funzionale forse.. perché altrimenti, non conoscendo la natura del universo nel quale esisti non ti sei allontanato molto dalla clava.
            E poi sei vile al punto di insinuae che ti avrei minacciato fisicamente! Non sono certamente uno che ripudia la violenza, ma mai la userei per primo o contro qualcuno che non minacci l’integrità del mio spazio vitale.. e tu certamente non ne saresti neppure in grado.
            Non capisco neppure cosa intendi per “idee”, non avendone trovata traccia nei tuoi commenti, ma solo voglia di offendere come anche un disperato bisogno di affermare una superiorità che la natura non ti ha concesso. Rileggiteli, a cominciare dal primo!
            Come ho già detto raramente passo da qui ma se ti accade di incontrarmi evitami. E questa non è una minaccia, te lo chiedo per favore.

          • Salvatore Randazzo

            Come ho già detto raramente passo da qui ma se ti accade di incontrarmi evitami. E questa non è una minaccia, te lo chiedo per favore.

            Semplice: eviti di replicare. Non sarò io a cercarla, ma quando interpellato rispondo. La chiami educazione.
            Per il resto: non ho competenze specifiche nelle materie da lei elencate, sono un umile informatico che si occupa di automazione industriale.
            Non mi sono sentito minacciato fisicamente, temo lei abbia frainteso.
            Ma dai suoi discorsi ho tratto la sensazione, mi perdoni se ho sbagliato, che lei non ami discutere con gente come me. Il che si traduce nel fatto che quando uno come me risponde ad un suo post con argomentazioni che non le piacciono, invece che rispondere nel merito, lei usa espressioni come

            Un altro patetico difensore dei principi global-buonisti, che non perde occasione per giustificare con mezzi imbratti l’invasione dell’Europa voluta dai suoi sinistri indottrinatori.

            oppure
            Credo di aver sprecato già troppo tempo con te e ti saluto con un “levatidallepalle”.

            Questo è quel che io chiamo “usare la clava”, ossia aggredire verbalmente quello che si ritiene un avversario invece di confrontarsi sul piano delle idee.
            Ah già, le idee. Lei reputa che quel che scrivo non meriti la definizione di “idee”. Beh, su questo non so cosa risponderle, evidentemente abbiamo una concezione diversa al riguardo.

            Immagino che questo sia il nostro ultimo contatto, almeno da parte sua, se sarà coerente. Io da parte mia mi riservo il “diritto” di commentare chi voglio, quando lo ritengo opportuno, per lo meno fino a quando qualcuno non deciderà di bannarmi dal forum, probabilmente per “mancanza di idee”.
            Stia bene

          • mariolino

            Mio caro lei deve studiare, in particolare la conquista delle Americhe, e dei vari genocidi li effettuati, però sono stati impiccati solo i tedeschi, io conosco benino il Messico e la sua storia, gli spagnoli fecero carne di porco, ma sempre meno degli inglesi, ci hanno messo secoli, ma in Usa di autoctoni è rimasta davvero l’ombra, invece più a sud ce ne sono milioni.
            Come funzionano le cose secondo lei ben indottrinato davvero, e illuso se crede di contare qualcosa, per l’elitè dominante siamo tutti merda, e di certo lei non ne fa parte, loro non perdono certo tempo a scrivere cazzate qui sopra.

          • Sacrifice

            “Ben indottrinato davvero”?.. Sul resto potrei anche essere d’accordo precisando però che della conquista delle Americhe no me po’ frega de meno, come dite voi a Roma.
            Ma “ben indottrinato”!?.. questa me la devi proprio spiegare mariolino!
            Non sono né credente né ateo e non appartengo neppure all’universo agnostico che, specialmente negli ultimi tempi, tende a coagulare in un’incrostazione amorfa di banalità e luoghi comuni. In vita mia non ho messo piede in un seggio elettorale, mai avuto tessere di alcun tipo… Perché indottrinato??

          • mariolino

            Mi è venuto indottrinato perchè lo hai detto all’altro, nel senso indottrinato al contrario, visto che ti incazzi forte.
            Io sono Maremmano, anche se ho lavorato un pò a Roma, e per quanto riguarda credenti la penso nello stesso modo, se cè qualcosa lo vedrò al momento opportuno, chiaramente se esiste qualcosa che resta di noi, e speriamo trà un pò, non ho fretta di saperlo.
            La conquista delle americhe, ha cambiato la storia del mondo, di conseguenza anche la nostra vita, cosa sarebbe successo se li rimanevano gli autoctoni è impossibile saperlo, la storia non si fa con i se.
            Sarebbe bastato che il sud vincesse la guerra di secessione e anche quello avrebbe cambiato tutto, e noi avremmo subito comunque.
            Io invece votavo, poi ho smesso, ma così contiamo ancora meno di quelli che ci vanno, ma attualmente non sò a chi dar retta, son tutti stronzi, chi più chi meno.
            La legge del più forte conta eccome, ma non conta solo la forza fisica o militare, questi che arrivano si fanno forti del numero, e della coglionaggine generale, sarebbe meglio venissero a cattivo, almeno li potresti far fuori.

        • enrica

          Ecco…non avrei saputo dir meglio…😊

    • Libertà o cara

      Gentile signora Enrica,
      un ricordo su tutti, ma non perché gli altri ricordi siano da meno!
      Mexico City
      Cerimonia religiosa prcolombiana!
      Solo 80 mila sacrifici umani (giovani) offerti al dio serpente!
      #
      Come venivano reclutati quelle vittime?
      #
      L’impero Azteca, perfetta macchina da guerra, era in guerra continua con i popoli limitrofi e li predava!
      #
      Paraguay
      Ha mai letto delle Reduciones?
      Quando vorrà ne parleremo.
      #
      L’uso solo nord americano degli scalpi!
      #
      Nell’America latina è facile trovare nei volti tratti somatici prcolombiani!
      Nell’America anglo-sassone per trovare tratti somatici prcolombiana basta andare in una riserva!
      #
      In sintesi la realtà america è vasta e complessa, solo studi approfonditi e scevri da pregiudizi di parte possono squarciare il sipario artificiale creato ad arte da tristi interessati.
      Uno storico messicano ha scritto che due milioni di persone abbracciarono contemporaneamente la fede in Cristo e la religione Cattolica!
      Sereno anno … Libertà o cara

      • enrica

        mi scusi, ma non ho compreso cosa abbia voluto dire…pertanto mi trovo nell’impossibilita’ di ribattere…

        • Libertà o cara

          Gentile signora enrica,
          due cose:
          Cessarono i sacrifici umani
          Studiare bene la Storia del continente americano!
          Sereno anno … Libertà o cara

          • enrica

            Quindi lei dice che cancellare un popolo era per fare cessare i sacrifici umani e non per impossessarsi di ricchezze e territori…
            Certo non ho mai detto che fossero popolazioni pacifiche…la violenza e’ una costante umana…
            ho detto che vivevano in armonia col LORO territorio…anche perche’ molte civilta’ americane furono spazzate via da disastri ambientali..vedi i maya…i pueblos…perche’ il loro territorio aveva un equilibrio ecologico fragilissimo…

            E’ vero che nel mio intervento , pensavo piu’ ai pellerossa dell’america del nord…i quali impararono dai bianchi ad asportare gli scalpi, visto che era usanza dei cacciatori bianchi, asportare gli scalpi degli indiani e farseli pagare dal governo colonizzatore…
            Spagnoli e portoghesi depredarono sistematicamente i nativi di tutto l’oro che trovavano…dimentichiamo l’eldorado? dimentichiamo le innumerevoli navi cariche di oro destinate alla madrepatria?
            in cambio portarono malattie e una forzata conversione alla religione cattolica, che fece scomparire la cultura inca…per esempio…
            i nativi vennero schiavizzati e l’elenco delle nefandezze dei colonizzatori e’ lungo….
            i nativi avevano costumi crudeli? forse…ma gli occidentali non erano da meno…

            se lei e’ cosi’ credente da rallegrarsi per due milioni di conversioni…io la trovo una cosa orrenda…della quale spero che la chiesa renda prima o poi conto…
            gia’ mi pare che un papa abbia chiesto scusa….
            Altre cose del suo intervento mi sfuggono…
            e…comunque qualcosina l’ho pure studiata…

          • Libertà o cara

            Gentile signora enrica,
            la Storia, attraverso le migrazioni di cui essa ci fa nota (Marsiglia, Ancona, magna grecia e prima gli indoeuropei) ci conta della durezza del vivere quando le risorse si fanno limitate!
            E l’America, intesa come continente, non sfugge alla regola!
            Essa fu invasa per ben due volte: prima dall’uomo asiatico e poi, a noi più prossimo, dall’uomo europo. Non piccole furono e sono anche oggi le comunità cinesi degli Usa.
            L’arrivo a Vienna delle genti di Gengis Kan e poi delle armate del Sultano di Instabul mostra, per quel che è, lo spirito umano! Identico nel potente e nel povero: assicurarsi lo spazio vitale!
            Il progredire della civiltà cristiana dal rurale all’industriale ha dato la stura ad un’altra forma di migrazione verso territori d’altro genere!
            Oggi la pulsione al dominio dell’uomo sull’uomo pare non abbia più frano alcuno.
            Le esperienze del secolo ventesimo lo testimoniano e quelle più ciniche del secolo attuale lo certificano!
            Guidestone! Georgia Usa!
            Le esperienze americane pre e post colombiane andrebbero studiate a fondo nelle loro dinamiche e nei loro esiti!
            I Cristeros messicani sono il riverbero nelle Americhe di quella che fu la Vandea!
            Vandea crocifissa sulla punta delle baionette al grido: Liberté, Fraternité, Egalité!
            Non è l’uomo bianco ma una forma di potere respingente una qualsiasi morale superiore a causare quel che lei vorrebbe fosse peculiare del mondo dell’America latina!
            La Tilma miracolosa della Madonna di Guadalupa, Mexico City, mostra una convivenza altra da quella prassi dei nativi americani (privi della ruota!)!
            All’uomo, il guerriero, il compito primario della difesa delle risorse alimentari e quello della caccia, alla donna tutto il resto!
            Oggi il potere, con la scusa della natura, tende a evocare a sé persino il diritto di vivere!
            Riedizione peggiorata degli schiavi condannati alla grane muraglia: furono aperte le porte ed i mongoli dilagano comunque per la Cina!
            Non è certo il potere che può far dell’uomo un dio!
            Reduciones del Paraguay ed esperienze sociali cristiane della California!
            Sereno anno … Libertà o cara

          • Leonardo

            I sacrifici umani li facevano anche i Fenici al Dio Baal e molte civiltà orientali praticavano la prostituzione sacra.

          • Libertà o cara

            Gentile signor Leonardo,
            è una costante tradizionale del potere non soggetto ad una morale superiore a quella umana!
            La vicenda di Abramo e del figlio Isacco mostra:
            La obbedienza assoluta a Domine Iddio da parte di Abramo, il quale Abramo non mostra meraviglia alcuna per la richiesta, anzi si fa immediatamente obbediente!
            Il rifiuto imposto da Domine Iddio del sacrificio umano da sostituirsi sempre con il ricorso al sacrificare delle bestie!
            Il secolo ventesimo mostra come fosse consuetidine, presso certi potentati oggi caduti, comminate la morte!
            Il secolo XXI ha solo sostituito le passate prassi: prassi dirette, con soluzioni molto sofisticate, meno appariscenti ma molto assai letali!
            Il secolo XXI mostra, anche con orgoglio (!), d’aver dimenticato la lezione della storia e mostra di aver stracciato la morale superiore a quella umana ed essere tornato alle morale tesa alla divinizzazione del potere! Morale che implica il comminare la morte!
            Eutanasia, aborto, GULag, Laogai, Riserve e repressioni cruente furoreggiano!
            E l’uomo muore immolato al dio potere, da sempre un dio mendace e caduco!
            Sereno anno … Libertà o cara

    • Rifle Leroy

      Nel suo scritto c’è molto di vero ,ma anche il mito del buon selvaggio.
      E per favore sia più precisa,a invadere le americhe sono stati gli anglosassoni. Gli spagnoli per quanto arraffoni non hanno sterminato nessuno.

      • Leonardo

        Dobbiamo essere onesti. Gli Spagnoli spazzarono via Aztechi ed Incas. Questi ultimi tra l’altro erano dei costruttori di strade eccezionali eguagliati solo dai Romani in questo campo. Spagnoli e Messicani inoltre si scontrarono a più riprese contro Apache e Navajo.
        Russi contro Tinglit, Francesi ed Inglesi contro Uroni ed Irochesi.

        Certo i massacri peggiori furono quelli dei conquistadores e degli americani.

        • mariolino

          IO ho viaggiato due mesi trà Messico e Guatemala, e ad agosto andrò in Perù, gli spagnoli hanno ammazzato parecchia gente, ma non sono spariti i nativi,da quelle parti ce ne sono milioni, il Guatemala è a maggioranza di etnia maya, magari contano poco economicamente, ma ci sono.
          Nel nord la “pulizia” è stata molto più approfondita.

        • Rifle Leroy

          Spazzarono via le civiltà,non i popoli che li comprendevano. Hai presente il ciclista Nairo Quintana? ti pare un incrocio di razze o un alieno? è indio. E come lui ne sono rimasti in discreta quantità in Colombia,Bolivia,Ecuador,Venzuela e quasi tutto il sud america.

          Quindi non equiparare ciò che hanno combinato inglesi e francesi,ma sopratutto i primi agli spagnoli. Tu l’onesta’ non sai nemmeno dove abita,visto il post.

          • Leonardo

            Te lo dice uno che critica l’America molto spesso. La Storia va raccontata non piegata alle nostre idee politiche. Gli indios erano molto più numerosi degli Indiani. Due è un dato di fatto che Aztechi ed Incas siano stati spazzati via come civiltà. Quelli rimasti vivi sono stati usati come schiavi o sono dovuti fuggire nell’interno. Poi fai come cazzo ti pare…

          • Rifle Leroy

            Leggiti ciò che ti ha scritto mariolino.

  • gfranco0039

    questa chiavica è il presidente che molti italiani vorrebbero avere

    • Rynnho Taur

      Bambino, ti sei perso?