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Se crolla il mito di Dilma e Lula

Da San Paolo. «Una polveriera sociale, un disastro economico, una Waterloo etica». È questo per il sociologo Bolivar Lamounier il Brasile oggi, dopo 13 anni e mezzo ininterrotti al potere di sinistra incarnata dal Pt, il partito dei lavoratori di Lula, l’ex presidente sindacalista sino a pochi anni fa adorato da Barack Obama e dalle multinazionali, ieri mito, oggi inquisito per riciclaggio, occultamento di patrimonio e ostruzione alla giustizia. Ha ragione Bolivar, mente lucida, socialdemocratico un tempo vicino all’ex presidente Fernando Henrique Cardoso, oggi più concentrato ad analizzare i nuovi modelli ideologici latinoamericani che dovevano rappresentare «la terza via» e invece si sono dimostrati un disastro, a cominciare dal «nuovo populismo», quello della «sinistra bolivariana fascista» il cui precursore fu il venezuelano Hugo Chávez, «un militare, già golpista che ha fatto scuola in tutto il continente».

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Brasile polveriera sociale non tanto per le manifestazioni di strada che chiedono il ritorno alla presidenza dell’ex guerrigliera Dilma Rousseff, condannata da un impeachment che il marketing del Pt presenta al mondo via «soccorso rosso» come golpe. I partecipanti sono infatti poche migliaia – nulla a che vedere con le manifestazioni oceaniche anti Rousseff dei mesi e anni scorsi – e sono composte soprattutto studenti della sinistra radical-chic e borghese di classe alta, alcuni figli di ex funzionari governativi caduti con Dilma e in minor parte da black bloc, provenienti dalle periferie, molti con la fedina penale sporca e pagati, si vocifera, dal Pcc, acronimo che sta per Primeiro comando da capital, il maggior gruppo criminale che gestisce il narcotraffico del paese. No, Brasile polveriera perché «solo da luglio Mercedes ha mandato a casa con i prepensionamenti 1.664 nostri compagni – spiegano al Giornale, furibondi, i delegati sindacali della filiale della multinazionale teutonica dell’hinterland paulista – ma, da un paio di giorni a questa parte, sono arrivati a sorpresa 500 telegrammi senza preavviso, per comunicare altrettanti licenziamenti in tronco». «Vai ter luta» promettono agguerriti, «daremo battaglia».

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Il blocco della produzione con susseguenti licenziamenti, negli ultimi anni di potere della Rousseff, sono stati non l’eccezione bensì la regola in Brasile, dove il Pil dal 2014 è crollato del 10%, la vendita di automobili del 30% e la produzione industriale si è contratta di un quinto (-20,5%). Un disastro di gran lunga maggiore di quello del 1929 e che ha eguali solo nel biennio 1900-1901, oltre 115 anni fa, quando il gigante sudamericano patì la sua peggior crisi di tutti i tempi. Cresciuta a dismisura, ça va sans dire, anche la disoccupazione che ha raggiunto cifre record, quasi il 12% con dodici milioni di senza lavoro.

«Ma se è come in Italia», rimbrottano sui social gli amici dell’ex Pd, ala dalemiana, quelli che per loro Lula è un mito perché con lui hanno fatto bisboccia e business per quasi tre lustri e che, per difenderlo a ogni costo, fanno finta di non sapere che a quei 12 milioni bisogna aggiungere chi al collocamento il lavoro non lo cerca neanche più perché tanto non c’è – circa 5 milioni – più altri 15 milioni in età da lavoro che ricevono il sussidio del Borsa Famiglia perché non hanno neanche un salario minimo di 250 euro al mese per tirare avanti in uno Paese dove, al di là del marketing lulista, lo stato sociale rimane una chimera, al pari delle fognature nelle favelas.

In tutto siamo dunque almeno al 30% di disoccupazione reale oggi in Brasile, senza scomodare l’Ibge, l’Istat locale, che dopo 5 anni e mezzo passati da Dilma Rousseff a truccare i conti per 106 miliardi di real – pari a 30 miliardi di euro, una mezza nostra finanziaria, fonte la locale Corte dei conti. Altro che colpo di stato, come si lagnano gli amici sinistrorsi di mezzo mondo: oggi ha la stessa credibilità di quello argentino dei tempi di Cristina Kirchner, ovvero zero.

«Per l’Ibge l’inflazione è del 7,5% ma chiunque viva qui sa che è almeno il doppio, se non di più», si lamenta Andreia da Silva, stesso cognome di Lula solo che lei – invece che in un triplex e di una villa con piscina non dichiarati perché «suoi a sua insaputa» – vive nella Baixada Fluminense, un mezzo inferno fatto di favelas dove, negli sei ultimi mesi, hanno già ammazzato 11 candidati delle prossime amministrative d’ottobre, quelle che vedranno in lizza tra i favoriti la bella odontotecnica figlia di Fernandino Beira Mar, il Totò Riina brasiliano che dal carcere gestisce il narcotraffico. Oggi, per la cronaca, il Brasile è il primo paese esportatore di cocaina al mondo, fonte Onu, e da lì esce l’80% della polvere bianca che arriva in Europa. Le stesse elezioni a cui potrebbe candidarsi anche Dilma Rousseff, colpevole di avere falsificato i bilanci dello Stato e, perciò, condannata a lasciare la presidenza con l’impeachment del 31 agosto scorso ma, incredibilmente, non inibita dai pubblici uffici per 8 anni, come previsto dall’articolo 52 della Costituzione.

Questo strano «doppio trattamento» del Senato brasiliano ha lasciato di stucco quasi tutti e ha costretto persino l’ambasciatore britannico a Brasilia, Alex Ellis, a chiedere lumi su Twitter per spiegare a Londra come mai «Rousseff è stata allontanata dalla presidenza per crimini gravi» ma può «ricandidarsi quando vuole», ammesso ci sia qualcuno ancora disposto a votarla essendo il suo gradimento sotto il 10% secondo tutti i sondaggi. Per capire, aiuta guardare il curriculum dei parlamentari verde-oro, il 65% dei quali sono infatti alle prese con processi penali che vanno dal riciclaggio alla corruzione attiva e passiva, dal furto a persino l’omicidio. «Un’interpretazione quella del doppio trattamento che fa a pugni con la nostra Costituzione», spiega al Giornale il giurista Walter Fanganiello Maierovitch, presidente dell’Istituto italo-brasiliano Giovanni Falcone, magistrato di cui fu amico, avendolo aiutato a catturare a San Paolo Tommaso Buscetta.

L’indignazione di Maierovitch è la stessa della stragrande maggioranza dei brasiliani, scesi in piazza a milioni negli anni/mesi scorsi contro la corruzione evidenziata dall’inchiesta Lava Jato, una sorta di Mani Pulite moltiplicata per mille in quanto agli importi delle tangenti e che coinvolge tutti i partiti che, negli ultimi anni, avevano appoggiato le presidente di Dilma. Coinvolto in questa maxi inchiesta – che ha quasi fatto fallire la statale petrolifera Petrobras, usata come forziere per pagare le stecche – il gotha del Pt, il partito dei lavoratori i cui ultimi due tesorieri sono in carcere e che ha buona parte della sua leadership inquisita, a cominciare da Lula.

Eppure, nonostante un’economia allo sbando e le tante prove della corruzione imperante durante i 13 anni del Pt al potere, uno zoccolo integralista della sinistra continua a difendere Dilma, anche se con tempi e modalità tutte sue. Se, infatti, prima e durante l’impeachment nessuna manifestazione di rilievo è stata indetta, dall’insediamento del suo vice Michel Temer in poi, San Paolo – che del Brasile è il termometro socio-politico ed economico – è tornata a rivivere il brivido della protesta di strada, con annessi black bloc. Ma mentre qualche tempo fa si manifestava contro Rousseff e la corruzione dilagante, adesso i passionari pro Dilma al grido di «Fuori Temer» invocano «elezioni dirette subito», dopo che la scorsa settimana la cupola del Pt, alla presenza di Lula, si è riunita per annunciare di volere andare al voto anticipato per candidare di nuovo proprio l’ex presidente sindacalista. Da vedere se la cosa sarà possibile, visto che lo stesso politico che l’ultimo giorno del suo secondo mandato – il 31 dicembre 2010 – non concesse l’estradizione dell’ex terrorista Cesare Battisti, oggi rischia il carcere.

Paolo Manzo

  • Zeffirino

    Una semplice domanda: ma se Petrobas è allo stato fallimentare grosso modo, come fa a sponsorizzare la Mercedes in F1?

    • DUX 1962

      Quella è la Petronas, l’azienda petrolifera di stato malese… Che peraltro sponsorizza la F1 da 20 anni e più

    • Tullio Pascoli

      La PETROBRAS sponsorizza la WILLIAMS che sembra essere a corto di spiccioli…

  • roberto masetti

    Io sono in Brasile da 3 anni e le cose non sono proprio come vengono raccontate in quest’articolo, si può essere a favore o meno delle sinistra, e io non lo sono, ma le modalità con cui si è mandata via la presidente ricorda molto quello che è successo in Italia con Berlusconi, in tutto il mondo si sta affermando un mantenimento e consolidamento del potere legato sopratutto ai buoni rapporti con la finanza e con le banche ( leggi anche gruppi di affari ), il popolo non viene chiamato ad esprimere la propria opinione e chi governa è sempre più l’espressione di pochi illuminati, la sinistra in Brasile ha fatto molte cose buone togliendo milioni di persone dalla povertà e favorendo anche i gruppi etnici emarginati ( persone di colore e indios ) mentre la destra ha sempre solo saputo consolidare la leadership di un gruppo ristretto di persone ( meno del 3 % ), la sinistra non ha televisioni, le due più importanti ( Globo e Record ) sono in mano agli impresari e alla Comunità Evangelica rispettivamente, se non si allarga la fascia di persone che possono spendere e contribuire allo sviluppo di un paese secondo me non si va da nessuna parte e questo vale in tutto il mondo, nel mondo ogni 10 persone che muoiono ne vedono 3 appartenere alla popolazione brasiliana e l’80% di queste 3 morti giornaliere in Brasile sono giovani maschi di colore, per lo più uccise dalle forze di Polizia a seguito di fatti di furto o rapina, se si vuole continuare a vedere l’esito senza analizzarne la causa si può continuare a non fare niente. Consiglio al giornalista di passare più tempo in Brasile per avere una visione più obiettiva dei fatti e raccontare le cose come realmente sono

    • Valeu_Brasil

      Bravo, hai detto bee….ci vivo da 8 anni e confermo quanto hai detto e consiglio anch’io il giornalista a documentarsi meglio, altrimenti mi potrebbe venire il qualche dubbio sulla sua volontà nell’essere poco obiettivo.

    • Valeu_Brasil

      Bravo, hai detto bene….ci vivo da 8 anni e confermo quanto hai detto e consiglio anch’io il giornalista a documentarsi meglio, altrimenti mi potrebbe venire il qualche dubbio sulla sua volontà nell’essere poco obiettivo.

      • Tullio Pascoli

        questo giornalista è oltremodo bene documentato; parola di chi in Brasile ci vive da 39 (TRENTANOVE ANNI)… non ha sbagliato un’unica parola!

    • DUX 1962

      Ho una moglie brasiliana da 17 anni, e garantisco che è anche peggio di così. La sinistra (che per definizione non può fare nulla di sensato) è campata per qualche anno di rendita sulle cose buone fate da FHC prima di loro, distribuendo mance qua e là (ricorda qualcuno a noi vicino?). Rubare è il meno, hanno distrutto un paese potenzialmente ricchissimo. E chi se ne frega delle disuguaglianze sociali, le disuguaglianze sono il motore del progresso!

      • roberto masetti

        qualche anno è riduttivo, Lula ha fatto due mandati di 4 anni ciascuno e la Roussef ne ha fatto 1 e mezzo, quindi 6 anni, devi credermi quando Ti dico che non sono una persona di sinistra ma anche mi piace essere una persona obiettiva, qualche cosa di buono nel sociale è stato fatto in questi anni ed occuparsi del sociale, quindi delle persone deboli significa dare a tutti i cittadini condizioni di vita migliori, più sicurezza e sviluppo economico, lasciare grandi masse di persone nella povertà e diseguaglianza porta solo a problemi a tutta la popolazione di un paese. Anche la sinistra ha governato con i poteri forti ( banche e centri di potere economico ) ma tanto ha fatto per le categorie più povere; comunque il punto del mio intervento non è quello di volere difendere questa o l’altra compagine politica ma volere evidenziare come lo sviluppo in senso positivo di un paese passi anche dalla solidarietà sociale, in Brasile si erano susseguiti governi che sopratutto difendevano gli interessi della classe ricca che percentualmente non raggiunge il 3 % della popolazione, ancora oggi ci sono sperequazioni, pensa che una automobile paga una tassa di possesso annuale ( IPVA ) mentre un elicottero, un aereo od un piccolo Jet non paga alcunchè, si preferisce prendere le tasse alla classe media e povera che alla popolazione ricca, questo è ingiusto e porta male allo sviluppo di un paese, destra o sinistra non importa ma se governano deve essere perchè il popolo sovrano li ha votati o riconfermati , purtroppo questo non sta avvenendo più, solertemente e con sotterfugi si mettono al potere partiti legati ai poteri forti e questa non è Democrazia e la non democrazia non porta bene allo sviluppo anche economico di un paese.

        • DUX 1962

          Cordialmente dissento. La ragione sociale della sx, (in Italia come in Brasile) è la proletarizzazione del ceto medio, lasciando i veri ricchi a spassarsela. Quando dico che il PT è vissuto di rendita per qualche anno, intendo dire che non si è certo mosso in palese discontinuità con le politiche economiche del passato, elargendo però elemosine elettoralistiche a chi vive di sussidi e distruggendo l’economia a danno della classe media. Per quanto mi riguarda, quando sento la parola solidarietà sociale, mi proteggo le tasche peggio che se entrassi solo di notte in un sobborgo malfamato, perché la rapina ai miei danni è certa. E non sono certamente un ricco, ma sono uno di quelli a cui la sx pretende di fare pagare il conto…

          • roberto masetti

            In termini assoluti la classe media si è allargata in Brasile negli ultimi 10 anni, ma non credo che siamo così distanti nelle opinioni da dovere continuare a discutere in questa rubrica, a mio parere ci si deve relazionare con chi ha meno per evitare di marginalizzare le persone e di portarle all’esasperazione, chi ha fame, famiglia e non trova un lavoro prima o poi carattere o no diventerà un potenziale delinquente e potrà divenire un potenziale rischio per la società, se non si riesce a dare una vita dignitosa a quante più persone si avranno tanti potenziali delinquenti che potranno incidere sulla qualità di vita dei singoli appartenenti ad una società, questo è il punto e vivendo qui in Brasile garantisco que questa mia asserzione è dimostrabile e verificabile nei fatti quotidiani, per parlare poi dell’Italia io sono della Tua opinione ma anche dico che gli Italiani hanno accettato tutto negli ultimi anni a partire dalla tassa sull’europa , per molto meno si sarebbe dovuto fare molto di più non accettando via via tutto quello che si è lasciato passare, io non credo che ci sia molto da fare ora se non una sola cosa, un abbraccio !

          • DUX 1962

            Ricambio l’abbraccio, ma per quanto mi riguarda io all’esasperazione ci sono già. Pronto a dare supporto a chiunque combatta le politiche pauperiste e terzomondiste fatte a mio danno…

          • roberto masetti

            intanto possiamo ringraziare renzi : vi può interessare sapere che nel 2015 la spesa sostenuta per la crisi migranti è stata di 2.72 MLD e che per il 2016 è stimata a 3.43 MLD: i contributi a nostro favore da parte della UE ammontano ad appena 120 milioni (non miliardi) per il 2015 e solo 112 milioni stimati per il 2016. Ricordo che gli organi costituzionali tanto odiati dai contribuenti per i loro costi faraonici sono costati a consuntivo 2.66 MLD nel 2015, pertanto meno rispetto a quanto ci sta costando (per adesso) l’invasione diversamente bianca prodotta da ondate immigratorie volutamente non controllate.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Le baraccopoli sono una condizione disumana solo sopportabile con il consumo di sostanze stupefacenti. Il degrado ambientale, l’inquinamento, lascia indifferente la maggiore parte dei brasiliani.

        • Tullio Pascoli

          Il conto è sbagliato: la Dilma ha fatto un primo mandato di 4 anni ed un secondo mandato di un anno e mezzo. Il disastro “Petista” (da Partido dos Trabalhadores) ha quasi compiuto 13 anni. I primi 4 anni di Lula sono stati buoni perché ha dato continuità alla politica economica iniziata dal presidente Fernando Henrique Cardoso; ma già allora avevano inaugurato il primo grande scandalo di corruzione noto sotto il nome di MENSALÃO un sistema di suborni ai parlamentari per far passare le leggi che interessavano a loro. Per poco non approvavano anche una legge sulla censura dei media; se fosse passata, avrebbero potuto mettere il bavaglio ai giornalisti… Il Brasile, oggi potrebbe trovarsi nella situazione del Venezuela…

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Il menefreghismo brasiliano è noto. Il calore è simulato, cioè l’intero paese è cinecittà. Una farsa a cui tutti partecipano anche negandola.

        • Tullio Pascoli

          Signora Anita, lei sembra non conoscere bene il Brasile; allora sappia che il SUD – soprattutto lo stato di Santa Catarina e lo stato di Rio Grande del Sud – sono al 50% di origine italiana e 40% di origine tedesca di 4a e 5a generazione. In queste regioni, il carnevale dura 2-3 giorni al massimo e non ci sono nemmeno le mulatte. La gente lavora più che in Europa: comincia alle 7.30 del mattino e dopo il lavoro, i giovani, alla sera vanno all’Università.
          Questo è un Brasile di cui in Italia non si parla: gli Europei sono arrivati oltre un secolo e mezzo fa, dopo che l’antropologo August von Humboldt è rientrato in Prussia, Bismarck intendeva fondare la Grande Germania; allora c’erano solo indios “Guaranì”, con l’arrivo dei Tedeschi del Nord è iniziato lo sviluppo e vent’anni più tardi sono arrivati gli Italiani. Questa è la zona più sviluppata del Paese; non ci sono analfabeti ed è per questo che, in questa zona, tanto Lula come la Dilma non hanno mai vinto un’unica elezione. Fino al 1939 vi si parlava quasi esclusivamente italiano e tedesco. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il Brasile ha integrato gli Alleati e le due lingue sono state proibite. Ma i vecchi, in casa, parlano i vecchi dialetti italiani o il Plattdeutsch della Pomerania; ci sono ancora città che si chiamano; Nova Veneza, Nova Milano, Nova Treviso, Nova Brescia, Nova Trento ecc. ecc. Il giocatore di calcio dell’INTER (Èder) è di questa zona…
          Una delle squadre di calcio più importanti del Brasile, allora, si chiamava PALESTRA ITALIA ed ha dovuto cambiare nove ed ora porta il nome di PALMEIRAS (conservando la “P” oltre i colori italiani… Attualmente è prima in classifica del campionato brasiliano…

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Bel discorso il tuo ma io vedo il degrado. E ovunque c’è chi lo costituisce si dice non la sua causa. E non solo in Brasile ma ovunque vediamo il degrado umano.

    • Paolo Ferraris

      Sig. Masetti, lei è un candidato ideale del PT, (il nostro PD). Ha scritto un sacco di cose non vere. La sig.ra Dilma è stata mandata via per volontà popolare, volontà della Camera e successivamente del Senato con schiacciante maggioranza e per manifesta incapacità di governare e complicità nel crimine della corruzione. Il paragone con Berlusconi proprio non ci sta perchè per le non si sono mosse le agenzie di Rating, Spreads e complotti vari. Con il suo padrino Lula ha tentato di delegittimare la giustizia che si stava muovendo non solo contro di lei ma contro tutto il governo, quindi anche il PDMB. Ha tentato di sottrarre Lula dal suo dovere si presentarsi davanti alla giustizia con una elezione a ministro. Un gesto che ha fatto rivoltare tutto, ma dico tutto il Brasile. Il vittimismo e l´arroganza esibiti da questi due personaggi , il tentativo di sottrarsi alle responsabilità montando il complotto del “golpe” per cercare di distrarre la gente dai problemi reali, hanno disgustato il Brasile La sua opera di assistenza alle classi povere è stata una opera alla “Renzi”, ossia solo pura elemosina a scopo elettorale che non ha minimamente restituito dignità ai poveri, ma al contrario, non sapendo niente di crescita economica li ha reso ancora più poveri e con loro tutta la classe media produttiva. Le posso assicurare che chi ha voluto mandare via Dilma sono proprio coloro che l´hanno votata al primo mandato e si sono sentiti traditi. La criminalità di cui lei fa accenno è frutto della corrente “permissivista” che ha contagiato tutto il sistema scolastico e l´educazione della famiglia. Non mi venga a raccontare che il crimine è figlio della povertà e del razzismo perché é la solita balla di sinistra. I poveri hanno più dignità di quello che si crede e chi ruba, ammazza lo fa solo per il piacere di farlo e guadagnare facile perché confida nel fallimento conclamato della giustizia. Tale e quale in Italia.

      • roberto masetti

        Sig. Ferraris, accetto quanto da Lei scritto in quanto esprime una legittima e personale opinione, io non ho mai votato a sinistra fino a quando ho votato molti anni or sono, ma sono convinto che l’obiettività è sinonimo di autocritica ed elevazione spirituale, Lei credo non potrà non convenire con me sullo strano fatto che all’improvviso ha visto alcuni milioni di cittadini organizzarsi ( in Brasile la popolazione supera i 200 milioni e la Roussef è stata votata nella coalizione “Con la forza del Popolo” al ballottaggio che l’ha vista eletta con 56 milioni di voti ) iniziando le manifestazioni di piazza contro una Presidente democraticamente eletta senza chiedere unitamente anche un plebiscito popolare per indire nuove elezioni : infatti sembra che la costituzione vieti ad un presidente di sciogliere camera e senato per indire nuove elezioni ; nessuno è intervenuto per trovare una soluzione a questo lasciando di fatto ad un vice presidente la possibilità di assumere il potere ponendo già nelle prime battute dell’ impeachment solo uomini e di razza bianca in un governo che ha cominciato ha mettere in discussione i pochi diritti acquisiti dai lavoratori in Brasile ( e come Lei sicuramente saprà il reddito e Le ore lavorate in Brasile neanche si avvicinano a quanto siamo abituati a considerare in Europa ) , personalmente io non credo sia giusto togliere soldi alla scuola ( che fino alla quarta classe è gestita direttamente dai comuni che esprimono gestioni politiche diverse da città a città ) o alla sanità pubblica ( anche in questo caso gestita dai comuni anche se con trasferimenti dello Stato Federale ) che come Lei sicuramente saprà già è così provata , la crisi ha portato defezioni fino al 30% dai piani di salute privata ed i cittadini faticano ad avere supporto dalla sanità pubblica, giornalmente vengono cancellati esami in precedenza prenotati, molti comuni ( prefeituras ) e stati federali sono o stanno per fallire, si fatica a pagare pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici, senza alcun dubbio la situazione è difficile ma non credo giusto che la popolazione più povera venga chiamata a dovere risolvere la situazione .come vede io non metto in correlazione la Sua opinione con quella che è la esposizione di fatti e di dati ma mi limito a chiedere che vengano indette o pianificate democratiche elezioni, chi sarà chiamato a governare lo dovrà farà assumendosene la responsabilità politica e storica del caso e se riuscirà o fallirà dovrà rendicontarlo al popolo sovrano , questa è la democrazia

        • Paolo Ferraris

          Sig. Masetti. il quadro della situazione che lei ha delineato è assolutamente vero, ma stiamo parlando delle “conseguenze” della gestione Lula-Dilma, da una parte coinvolti in un immenso schema di corruzione in cui erano implicati sia i politici di ambedue gli schieramenti e sia le imprese coinvolte in scambi di favori tra politica e finanza e dall´altra ingannado la popolazione con slogan per nascondere l´incapacità e il disinteresse mostrato per la crisi che avrebbe attanagliato il Brasile. L´attuale ministro Temer è ministro ad interim in attesa delle prossime elezioni che si terranno nel 2018 e eredita un buco di bilancio dove a soffrire sono puntualmente le istituzioni che dai soldi pubblici dipendono: scuola, salute, pénsione. Perché la signora Dilma ha destinato attraverso la Obredech finanziamenti tutti all´estero, in paesi con regime comunista, Cuba in primis, con i soldi dei contribuenti brasiliani senza nessun ritorno economico? Perchè i soldi dei brasiliani sono andati tutti , ripeto, all´estero invece di andare per la salute, per la scuola e welfare in generale come lei giustamente si lamenta? Perchè Lula ha ingannato il popolo brasiliano gridando che con la Pre-Sal avevamo il petrolio e quindi tutti i nostri problemi erano risolti, ma nascondendo il fatto che solo il petrolio più in superficie poteva essere venduto mentre quello più in profondità avrebbe raggiunto un costo di 38 dollari al barile contro i 5 dollari dell´Arabia Saudita e quindi era invendibile? Di episodi come questi se ne possono raccontare a decine. Il PT come il PD italiano è fondato sulla menzogna di stato. Lei lamenta la mancata elezione di un nuovo governo. Ma se la gente in strada invocava un golpe militare per mandare via il PT !!! Che è quello che avremmo bisogno in Italia. Lei lamenta che le istituzioni Camera e Senato sono rappresentati da bianchi. Ma Lula e Dilma sono forse neri ? Fossi un brasiliano moreno di quelli che vivono nelle favelas, li avrei fatti fuori. Cosa significa ricevere 240 reais di bolsa familha quando il minimo per vivere in Brasile oggi è di 1000 reais? Sono gli 80 euro di Renzi. E` la classica presa per i fondelli del reddito di cittadinanza caro al M5S in Italia. Il socialismo diceva la Tachter, finisce quando finiscono i soldi. E quando finiscono? Quando si ammazzano le imprese con le tasse per mantenere una casta di privilegiati incompetenti che parlano a nome del popolo e che sanno solo dare la colpa agli altri quando arrivano alla resa dei conti. Come in Italia. Scusi il tono irritato, ma quando penso che il Brasile poteva essere una potenza mondiale facente parte dei Brics e che la sinistra basiliana, con tutti i suoi proclami, da AAA l´ha ridotta a BBB- e che grida ai complotti americani per distruggere i Brics per nascondere le proprie mani sperche di marmellata, la rabbia è tanta. Firmato, un italiano disilluso.

          • roberto masetti

            Sig. Ferraris, ho omesso nel mio precedente intervento la composizione della compagine di Governo che ha partecipato e vinto le elezioni denominata “Con la Forza del Popolo ” che vedeva alleati praticamente tutti i partiti su cui si fondamenta adesso la gestione Temer meno il PT ovviamente che è stato estromesso, mi chiedo se è possibile pensare che la colpa sia tutta della Roussef. Dov’era Temer quando la Roussef firmava i bilanci dello Stato dimostratosi poi “rimaneggiati” per nascondere buchi di bilancio, molte delle cose che Lei scrive devono ancora essere dimostrate e gli imputati principali sino ad ora non hanno ricevuto una condanna neanche nel primo grado di giudizio, mi creda quando Le dico che io non sto prendendo le parti della Roussef o del Lula, ma come Le ho detto avrei ritenuto più democratico non vedere atti di giustizia ad orologeria o impeachment con forzature paradossali ma l’impostazione di una nuova elezione presidenziale.
            Sull’argomento petrolio brasiliano poi si deve dire che non è neanche paragonabile al Brent inglese o al WTI texano, ha caratteristiche chimiche inferiori e a me risulta avere un costo di estrazione di oltre 70 usd, in ogni modo uno dei più cari al mondo con certezza….in un mondo dove paesi come l’Olanda e la Norvegia hanno già deciso di non usarlo più a partire dal 2025. Se Lei vive o ha vissuto qui sa che la popolazione in maggioranza vive l’elezione come una partita di football, terminata l’elezione non s’interessa molto alla politica nel seguire o cercare d’intendere bene quanto in realtà succede, e i media ( Tv e Giornali ) non aiutano di certo le persone a capire fino in fondo quello che realmente succede. E’ un mondo strano differente dall’Europa, ma io giornalmente vedo cose che mi fanno venire i brividi, scene di povertà indicibili, molte persone che non hanno neanche il necessario per vivere e paradossalmente ricchi sfondati che si possono permettere di coltivare un atteggiamento secondo cui tutto ciò che è straniero e sicuramente migliore e ricordo che tutto ciò che è importato praticamente per via delle imposte più che raddoppia di prezzo.
            Una catapecchia od una casa ricca pagano la stessa imposta, un appartamento modesto paga più tasse che una villa con piscina e idro nei 4 o 5 bagni, questo è il Brasile purtroppo, Come lei saprà il Brasile vede la popolazione divisa in un 3% di ricchi, un 25% circa di classe media, un altro 25% circa di classe media che però basta poco per diventare povera, il resto , circa il 50% sono poveri e vivono veramente con poco. Magari fosse come dice Lei, vivere con 1000 R$ AL MESE ( IL PROSSIMO ANNO IL SALARIO MINIMO SARà DI 940 R$ ), qui non bastano 5000 R$ al mese per avere una vita decente, conosco pensionati Italiani che vivono qui ricevendo 2000 euro ( circa 7000 R$ ) di pensione passare per problemi economici…..comunque nel frattempo ho trovato il suo profilo facebook e mi sono reso conto che la pensiamo politicamente allo stesso modo, solo che forse Lei ancora vota in Italia mentre io credo non lo farò mai più, non so tra me e Lei chi è il più disilluso, non vedo soluzioni, come dicevo all’inizio di questi interventi la moda di oggi è mettere governi non eletti dal popolo, cambiare le costituzioni senza aprire dibattiti con le opposizioni, in Italia come in Brasile è lo stesso, si governa con l’inganno e la menzogna e lo strumento di controllo manca, non si riesce come negli Stati Uniti a cambiare tutto con una elezione , presidente ed amministrazione con lo spoil system, questo è secondo me purtroppo la situazione e la cosa mi da molta rabbia.

          • Paolo Ferraris

            Sig, Masetti, lungi da me voler far polemica, mas solo per uno scambio di punti di osservazione le rispondo solo per dirle che io come lei sono qui in Brasile da tre anni, per cui le cose che vede lei, le vedo e le condivido anch´io e come lei ho orrore delle condizioni in cui vivono le classi povere del Brasile. La nostra classe povera è il loro stile medio/alto di vita. Unica cosa: se l´iter giudiziario deve ancora concludersi, dall´altra parte la politica economica improntata all´esterofilia e all´assistenza unita all´indifferenza verso gli indicatori di una prossima crisi mondiale causata in primis dal crollo del prezzo delle materie prime hanno danneggiato tutte le classi economiche sia quella povera che quella del ceto medio. Quando sono arrivato, una volta ho avuto bisogno di un controllo cardiologico al pronto soccorso. Non è stato possibile perchè l´apparecchio era rotto e stavano ancora da giorni aspettando l´assistenza tecnica. . E ancora non c´era Temer con i suoi supposti futuri tagli alla sanità pubblica. Una mia amica insegnante, fanatica sostenitrice della sig.ra Dilma deve farsi 3 autobus avanti e indietro per insegnare alla sua scuola. Invece di costruire un aeroporto a Cuba non poteva costruire qualche scuola in più in Brasile? Io credo che sia io che lei concordiamo in un punto: i problemi di un paese si risolvono con la sua crescita economica e non con un assistenzialismo a fondo perduto. In tutti i paesi dove ha governato la sinistra questa è stata solo capace di abbattere un precedente sistema dittatoriale, ma non è mai stata capace di affrontare il discorso degli investimenti, incentivi, defiscalizzazione, crescita. So che nessuno al mondo ha la bacchetta magica, la corruzione dell´individuo che sale al potere è sempre in agguato, un mio amico sindacalista mi ha detto che il grande guaio del Brasile è quella di aver ereditato lo spirito monarchico del Portogallo e della Spagna dove era un disonore lavorare, una cosa da poveri, ma Lula e Dilma responsabilità economiche ce le hanno e sono enormi. Una cosa mi conforta: se come Renzi Temer non è stato eletto. Temer ha un profilo professionale di altissimo livello e non è il burattino, il buffone di corte di un qualsiasi partito o potere forte come Renzi. Temer ha a cuore la rinascita del Brasile e il suo primo passo è quello di ricostruire la fiducia in questo paese anche se sa che dovrà prendere misure impopolari e l´economia gli è contro con l´inflazione e la disoccupazione crescenti.

          • roberto masetti

            Sig. Ferraris, vedremo se il curriculum di Temer senza l’appoggio popolare sarà sufficiente a sistemare le cose, per il momento io vedo una situazione estremamente negativa dal punto di vista economico, il diritto a governare si conquista nelle urne e non a colpi di cavilli legali, almeno questa è la mia opinione, il PT andava battuto alle urne per eliminarlo politicamente e forse definitivamente , quello che è stato fatto rischia di renderlo ancora un player importante nella politica Brasiliana, comunque vedremo cosa succederà ed il mio e credo anche il Suo destino qui saranno il risultato di quanto succederà nel prossimo futuro, spero di sentirLa o chissà anche conoscerLa personalmente per sviluppare ulteriormente questa interessante e stimolante discussione, è stato un vero piacere poter scambiare con Lei interessanti punti di vista, una stretta di mano !

          • Tullio Pascoli

            Signor Roberto,
            Michel Temer, oltre ad essere presidente della Repubblica è anche presidente del primo partito politico brasiliano (PMDB) senza il quale la Dilma avrebbe perso le elezioni, vinte con solo mezzo punto di vantaggio su Aecio Neves. Pertanto, come vice presidente della Dilma è stato eletto anche lui, legalmente. Poi, si può anche discutere come le elezioni sono state vinte, camuffando la crisi con la falsificazione della cosiddetta “contabilità creativa”…
            Del resto, se la nave va a picco, non è il vice comandante che risponde, ma il Comandante stesso, nel caso la Dilma e, conseguentemente, Temer è stato chiamato a sostituirla dal Parlamento, prima con grande maggioranza dalla Camera dei Deputati; poi, dalla grande maggioranza del Senato. Non c’è niente di illegale nella destituzione dell’ex guerrigliera degli anni ’60. Ma l’iniziativa è partita dalle strade e dalle piazze, dove milioni di cittadini si sono riuniti spontaneamente, chiedendo la sua destituzione ed i politici, hanno solo seguito, il clamore popolare… L’illegalità, dunque, stava nella gestione del suo governo; ed infatti, si trova a riposo nella sua città di Porto Alegre, dove alle presidenziali aveva anche perso contro Aecio Neves, nonostante lei avesse lì il suo domicilio…

          • roberto masetti

            Signor Tullio, mi auguro che Lei possa avere ragione a vedere legittimo quanto accaduto, la storia insegna che in democrazia si riceve la legittimità a governare in un solo modo, dal popolo attraverso suffragio universale, seguo il Brasile da 20 anni anche se Vi risiedo da soli 3, la corruzione, il nepotismo sono sempre state all’ordine del giorno, pagando “propina” si poteva fare di tutto sino a 10 anni fa cosa che adesso risulta un poco più difficile, almeno secondo quella che è la mia diretta esperienza sul campo, per quanto mi riguarda io non voglio difendere questo o quel politico, non voto più per nessuno da anni e francamente vedo la politica come un problema e non come una soluzione, vedremo cosa succederà ma francamente sono molto pessimista sul fatto che questo governo otterrà buoni risultati poichè ritengo che è nato nel modo sbagliato e gli sbagli si perpetuano nel tempo propagandosi negativamente fino a che mettono fine a tutto ciò che è a essi correlato, non è difficile trovare esempi nella storia antica e contemporanea, un caro saluto

          • Paolo Ferraris

            Anch´io ricambio con piacere la sua stretta di mano, anche se non demordo sul fatto che la procedura di dimissioni della presidente ha seguito un iter costituzionale e non con un colpo di stato, un iter quindi legittimo come lo fu per esempio con il presidente Nixon negli USA tanti anni fa. Sul suo futuro, Temer ha già dimostrato di non stare a dormire sugli allori per esempio cercando di riallacciare i rapporti con la Cina, principale investitore del Brasile (oltre che in Africa) . Non posso nascondere che il suo pessimismo è anche il mio soprattutto quando la politica si fa corrompere dalla finanza e considera la popolazione un inutile ingombro e sui pensionati che pensavano di fare la bella vita qua in Brasile, lei ha ragione. Per chi non prende precauzioni rispetto all´inflazione da un parte e le oscillazioni valutarie (cambio Euro o Dollaro contro il Real) può avere seri problemi. Saudações.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        E’ l’alcol che invalida, anche come conseguente adulterio, il sistema scolastico e l´educazione della famiglia. In un mondo delle tresche l’infedeltà domina. Ricordiamo che l’economia attraversata dall’infedeltà è la logica conseguenza. Tante promesse ma poche mantenute.

    • https://wordpress.com/read/blog/feed/43661236 Rosso Pasquí

      Bravo Roberto, questo tuo commento é piú soddisfacente dell’articolo stesso che invece é chiaramente un copia-incolla di un rapporto CIA-CasaBianca. I giornalisti si dividono in due categorie: quello che pigliano lo stipendio onestamente per raccontare la veritá e quelli che pigliano lo stipendio per raccontare quello che vogliono gli americani.

      • Tullio Pascoli

        Rosso Pasquì, lei è troppo male informato: il problema del Brasile non era la CIA, ma i rapporti che la Dilma e Lula mantenevano con Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Angola, Iran ecc. ecc.
        Lei deve documentarsi meglio, altro che Casa Bianca…

        • https://wordpress.com/read/blog/feed/43661236 Rosso Pasquí

          Grazie per il consiglio cercheró di documentarmi meglio… se posso aggiungere, io non mi riferivo ai problemi del Brasile che ad elencarli ci vorrebbe un paio di volumi della Treccani, mi riferivo piú modestamente all’articolo che puzzava di naftalina… di quella che usano alla CIA. Solo questo.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Le economie dominanti basano sull’uso, e la tassazione, del petrolio che non è inesauribile. Quasi tutto è fatto di petrolio e manca un’alternativa mentre ci avviciniamo al suo esaurimento.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Non è il potere legato sopratutto ai buoni rapporti con la finanza e con le banche, ma quello della dipendenza per sostanze che alterano la mente.

  • paoloscollo

    dal brasile
    tutto esatto, solo che la situazione e ancora peggio di come é stata descritta

  • Bocci Massimo

    Come qui è 70 anni, che la cricca parassitaria dei LADRI (catto-comunista) regime!!! Fa peggio, si le solite cose, rubano, malversazioni, truffe ecc. e non solo si godono impunemente da impuniti,i nostri sodi,ma impunemente da impuniti, ci prendono anche per il culo!!! Lo sport di regime internazionale quello di massacrare, i popolo Bue, da lì si vedono i regimi veri e non i qua,qua,ra qua’ delle politiche asociali e corruzione, su questo i Carioca hanno tanto da rubare regime,e hanno poco da cincischiare con la compravendita (del voto poco popolare) ha ragione Rignano in questo siamo i meglio al mondo,insuperabili,qui si assoldano pseudo artisti di regime che fanno anche gin gol (verità !!!)”la coop sei tu chi può corrompere di più” dei corrotti, eppure dai Brasiliero c’è stata la processione, italica,catto comunista (per magnare come prassi,a sbafo) per festeggiare il nuovo regime, come con il criminale servo abbronzato, ma agli Ingenui Carioca ROSSI e Coglionazzi, pensavano di poter fare a meno dei lex corrotti, LADRI!!!, dell’internazionale, che pianifica golpe e brogli elettorali di regime e qui si può dire senza smentite gli è mancata la scuola (PD) di indottrinamento missionario alla Gramsci, andate e corrompete questa è la SOLA (all Romana) rivoluzione,corruzione dei Bue Carioca??? Ma che carioca, ladra e criminale come quella 70 ennale Italiota,oggi blindata e irreversibile,DUX eterna UE, Euro, altro che sgambetti ne Carioca, non avere fatto una corporazione con chi ladri erano secoli che distruggeva e truffava i propri popoli,grande errore quella era la ricetta aurea, sempre magnare con chi è più ladro di te, i ladri ti si potrebbero pappare, ricordate gli azzecca garbugli del mitico e profetici Lorenzin (alis Pinocchio),se uno crede di pappare senza averli invitati d’onore ha sbagliato demagogia, dovevano fondare una vera democrazia….ma la …Svizzera!!!

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Un paradiso fiscale cinico e sprezzante rispetto all’umanità è il modello comportamentale?

      • DUX 1962

        Una sola parola: SI

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Ovviamente senza vederlo, il detto modello comportamentale, non potere funzionare dal momento che ognuno deruba l’altro.

          • DUX 1962

            Sempre meglio del modello italiano in cui il derubato sono solo io, che sono controvoglia costretto a mantenere tutti i pezzenti con le mie tasse. E non contenti dei pezzenti, statali, sfaccendati ed insegnanti nostrani, il mio cosiddetto governo provvede ad importarne altri da tutto il terzo mondo, affinché io sia per l’eternità dannato a lavorare per gli altri invece che per me stesso. ‘FANCULO!

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            La tua rabbia è comprensibile, ma ti limiti ad esprimerla e magari soffocandola con sostanze che alterano la mente. La gente in Brasile deve correre troppo per avere il minimo per sopravvivere, ed è questo il potere dei pochi sui tanti. Potere che si chiama devianza sociale indotta con l’ausilio di un mezzo che nessuno vede tale e che è ogni sostanza che altera la mente. Tu chiamalo se vuoi un circolo vizioso che non si ferma, nemmeno quando vede bambini nella miseria.

          • DUX 1962

            Le sostanze che alterano la mente mi sa che le usi tu, io non ne ho il tempo, devo mantenere tutti i pezzenti del mondo…

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Allora siamo sulla stessa barca. Ovvero: c’è un mondo sulla stessa barca che non riesce più a mantenere tutti coloro che con qualsiasi mezzo si ostinano a non imitarlo.

  • Valeu_Brasil

    evito di ripetere delle cose che sono state già scritte ed eccone, quindi, per chi non abita qui, delle nuove che forse aiuteranno a capire delle cose (anche al giornalista, che può contattarmi nel caso volesse scrivere qualche articolo più completo e corrispondente alla realtà).
    premetto che vivo in Brasile da otto anni ed ho avuto (ed ho ancora) di conoscere molti brasiliani di tutte le classi sociali ed opinioni politiche, fermo restando che, vivendo qui, alcune cose uno le capisce da solo vivendo il quotidiano ed avendo dei validi interlocutori locali.
    Per esempio, In questo periodo ci sono le elezioni comunali e per esperienza personale posso informarvi che vanno ancora in giro a comprare i voti degli elettori per 20 reais (circa 7/8 euro) o vengono organizzati concerti/feste pagati dal candidato di turno. Una volta offrivano il pagamento per ottenere la patente di guida oppure una “cesta básica” (un serie di alimenti di base contenuti in un sacchetto di plastica).
    …ops…adesso vado a pranzare…se vi interessa sapere qualcosa di più, fatemelo sapere. Grazie.
    Ciao a tutti!

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      L’hai detto: classi sociali. Intrattenerle è il problema.

  • ernesto.rebolledo1

    Mi chiedo se questo articolo è stato scritto dalla CIA

    • Tullio Pascoli

      Signor Ernesto, qui la CIA non ha niente a che vedere; qui si tratta semplicemente del fallimento del cosiddetto “socialismo del XXI secolo”; il disastro di uno dei modelli “bolivariani”, così com’è finita la gestione della Cristina Kirchner, come sta finendo il regime venezuelano di Maduro che ormai è maturo anche quello.
      Chi vive in questo meraviglioso Paese ne sa qualcosa. I Brasiliani non meritavano quasi 13 anni di malgoverno e speriamo che per il 2017 le cosa vadano meglio. Nel frattempo, il PT (partito della Dilma e di Lula) fra un paio di settimane soffrire la peggiore sconfitta per le elezioni amministrative… I candidati del PT non mostrano nemmeno più il proprio simbolo della stella rossa… Come potrebbero con i loro ultimi 4 (QUATTRO) tesorieri in carcere?? E lo scandalo aumenterà nelle prossime settimane, perché se l’assalto e le rapine alla PETROBRAS sono il peggiore scandalo di corruzione mai registrato nella storia della politica mondiale, sappia che è solo la punto dell’iceberg perché sta per scoppiare lo scandalo dei fondi delle pensioni che sarà peggio ancora; e peggio di questo lo scandalo che sta per scoppiare nel BNDES (la banca di investimenti per lo sviluppo economico del Brasile) che ha finanziato porti a Cuba, metropolitane in Venezuela, centrali idroelettriche in giro per il mondo, pozzi petroliferi in Africa, tutto altamente sospetto e coperto da segreto di Stato fintanto che c’era alla presidenza la Signora Dilma… I vasi di Pandora si stanno scoperchiando… Opere gigantesco nei Paesi socialisti mentre in Brasile mancano porti, mancano strade, mancano ospedali, manca sicurezza, mancano carceri, insomma manca di tutto e questi politicanti sprecano miliardi per sostenere i propri Kompagni ideologici!

  • Stefano61

    Mia moglie e’ brasiliana. Le cose che sappiamo dai suoi parenti sono peggiori di quelle riportate nell’articolo. La sua famglia e’ dello stato da dove e’ stato vomitato lula. Dopo il voto arrivava il camion con le angurie per pagare gli elettori, un voto, una melanzia. L’unica certezza di questa storia infame e’ che dove governano i comunisti viene fatta terra bruciata, Brasile, Bolivia, Venezuela, Italia. Sono il cancro maligno del pianeta.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Il comunismo in Brasile? … Consumo de álcool no Brasil é superior à média mundial, diz OMS …

      • DUX 1962

        E o Lula ta acima da media do Brasil…

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Sai bene che il problema non inizia con Lula, diversamente avevi prima di lui un Brasile privo di problemi ma che la miseria in cui versava era e come i pochi che sfruttavano i tanti.

          • DUX 1962

            Io so solo che le politiche di elemosina alle classi più deboli portano solo all’impoverimento generale del paese. Come in tutti i posti in cui si fanno le cosiddette “politiche sociali”. Che, guarda caso, non pagano i ricchi veri, ma solo chi sta appena più su dei poveri. Un ex sindacalista non può essere la soluzione, ma un ulteriore problema.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Ascolta, fermiamoci un attimo per tenere ferma la seguente osservazione: ogni drogato è l’impotenza nei suoi confronti in quanto si ostina a non uscire dallo stato in cui si è recato consumando droghe. L’aumento di questo fenomeno è al cospetto di tutti e con conseguenza il problema che lamenti.

  • Tullio Pascoli

    Vivo in Brasile da quasi 40 anni e leggo con immensa soddisfazione un rapporto oltremodo realista. Finalmente qualcuno che descrive un Brasile reale: la fine del mito di Lula che meno di due mesi fa minacciava di incendiare il Brasile se avessero destituito la sua cara Dilma, ma che l’altro ieri piangeva in pubblico perché giunta una nuova denuncia e che, questa volt, include anche la sua consorte. Ormai il cerchio si sta stringendo ed nessuno non scommetterebbe più che si salverà da un prossimo arresto.
    Intanto, il nuovo governo sta cercando di rimettere in sesto l’economia che la cosiddetta “contabilità creativa” della Signora Dilma, l’ex guerrigliera degli anni ’60 ha totalmente compromesso.