Italia Francia

Lo scontro fra Italia e Francia
è una guerra fra due idee di Europa

Lo scontro fra Italia e Francia è ormai una vera e propria guerra diplomatica. Il governo italiano e quello francese non hanno mai raggiunto dei livelli di tensione così alti. E adesso, fra Roma e Parigi volano parole grosse. La mossa di Luigi Di Maio (insieme ad Alessandro Di Battista) di incontrare alcuni rappresentanti dei gilet gialli ha scatenato le ire del governo francese, accusando l’Italia di interferire in maniera spregiudicata nella politica. Una mossa azzardata cui ha fatto seguito lo scontro fra il Viminale e il ministero dell’Interno francese dopo le nuove incursioni della gendarmeria francese sui treni di Ventimiglia.

Da qui la decisione di Parigi di richiamare l’ambasciatore in Italia e la nota furente del ministero degli Esteri francese. Da Quei d’Orsay hanno detto: “La campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto per ogni popolo o la sua democrazia. Tutti questi atti creano una situazione seria che mette in discussione le intenzioni del governo italiano nei confronti della sua relazione con la Francia. La Francia invita l’Italia ad agire per ripristinare il rapporto di amicizia e rispetto reciproco, in linea con la nostra storia e del nostro destino comune”.

Parole durissime ma che fanno trapelare uno dei grandi nodi di questo scontro diplomatico: il prossimo appuntamento elettorale che può cambiare il destino dell’intero continente. Le elezioni europee si avvicinano inesorabili. E quello fra Emmanuel Macron e il governo italiano (in particolare con Di Maio e Matteo Salvini) appare come il grande laboratorio o forse il grande preludio dello scontro elettorale di maggio, quando i cittadini europei decideranno la composizione del Parlamento europeo e di conseguenza la futura Commissione europea.

Francia e Italia, in questo preciso momento storico, rappresentano due idee contrapposte di Europa. Quindi lo scontro in atto fra i due governi non è solo frutto di effettivi problemi legati alla convivenza fra le due autorità, ma un problema che è sostanzialmente ideologico. Il governo italiano rappresentano la visione opposta dell’Unione europea rispetto a quello francese.

Da una parte c’è un governo composto da due partiti (Lega e Movimento 5 Stelle) che fanno della lotta all’establishment europeo il proprio destino manifesto. Dall’altra parte, Macron rappresenta tutto ciò che si contrappone alle idee promosse dall’esecutivo giallo-verde. È lui l’uomo delle élite, il leader stimato da tutta l’Unione europea e che ha dalla sua Angela Merkel e i grandi gruppi finanziari e industriali d’Europa. Ma è soprattutto Macron l’avversario dei due alleati francesi del governo italiano: gilet gialli (per i 5 Stelle) e il Rassemblement National (per la Lega).

Questo scontro non è più solo fra due Paesi, ma è quello fra due idee di Europa. Ed è anche per questo che è particolarmente importante, dal momento che sia Salvini che Macron rappresenteranno molto probabilmente i due leader (anche solo d’immagine) dei blocchi che si contrapporranno in Europa a maggio. E del resto non è un mistero che se il governo italiano attacca pubblicamente la Francia, dall’altra parte Macron ha più volte utilizzato epiteti a dir poco violenti per i partiti di governo italiano (non ultimo quando definì il populismo una sorta di lebbra).

Questi due mondi, destinati a scontrarsi in Europa, vedono ora il loro primo terreno di scontro sull’asse Roma-Parigi. Ma quello che è fondamentale, è capire che qui si giocano due partite diverse.

Da una parte, c’è quella politica. Con la volontà di Macron di colpire i partiti sovranisti o populisti europei in vista delle prossime elezioni di maggio. E con gli italiani a voler ergersi a capofila di un altro modo di concepire l’Europa. Dall’altra parte, c’è una sfida strategica. La Francia ha l’obiettivo di isolare l’Italia giallo-verde dal resto dell’Unione europea e l’Italia di colpire uno degli avversari più ostili su diversi fronti, dal Mediterraneo alla politica europea. E la guerra diplomatica si farà sempre più complicata.