Pakistan, Faisalabad. 09/05/2016. Religious discrimination in Pakistan is a serious issue. Christians, Hindus and Ahmadi Muslims among other many other religious groups in Pakistan are routinely discriminated against. They are at times refused jobs, loans, housing and other similar things simply because of their choice of religious faith. Christian Churches and Ahmadi mosques and their worshippers are often attacked.According to CLAAS, which supports persecuted Christians in Pakistan, most brick kiln workers in the Punjab are Christians. According to Punjab's Labour Department, there are more than 6,000 brick kilns in the province employing nearly 24,000 children under the age of 14. Many of them belong to families working as bonded labourers in order to pay off debts at huge rates of interest, effectively a form of economic enslavement.

Schiavi perché cristiani

È l’ora del tramonto, il verde dei campi e l’ocra della terra sono illuminati da una luce abbagliante, il paesaggio si sussegue infinito e immutabile nelle campagne pachistane del Punjab, a pochi chilometri dalla frontiera indiana. La lingua d’argento della strada che conduce sino ad Amritsar, in India, fugge allo sguardo e il cielo è puntellato da nuvole bianche, macchiate di rosa.

Improvvisa, però, una legione di fumo nero assalta l’orizzonte della campagna di Lahore. Colonne di nube escono da decine di camini. Sono alti, invadono il cielo e sono tedofori di una memoria che li eleva a iconografie del male. Furono loro i simboli forieri del grande Orrore del ‘900 e sono sempre loro, ancor oggi, ad annunciare odio religioso e discriminazione nel Pakistan contemporaneo.

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Dove c’è una ciminiera, c’è un fabbrica di laterizi e ci sono decine di famiglie cristiane che vi vivono e lavorano. La discriminazione nei confronti della minoranza religiosa e la legge sulla blasfemia, che in modo arbitrario dal 1986 punisce chi nomina Maometto e il Corano, ha relegato gran parte della minoranza cristiana, il 2% della popolazione, a una situazione di miseria e subordinazione. E così parte dei fedeli cattolici sono costretti a dover accettare, per sopravvivere, le mansioni più umili e annichilenti. Sono oltre 6mila le fabbriche di mattoni nel Punjab e quasi 24mila bambini vi lavorano, stando a quanto dichiarato dal Punjab’s Labour Department. E in una fabbrica di mattoni erano impegnati anche Shahzad Masih e Shama Bibi, coniugi cristiani, che a novembre 2014, a Kasur, vicino a Lahore, vennero sequestrati per due giorni da una folla trepidante d’odio e poi arsi vivi nella fornace dell’impresa, perchè accusati di aver bruciato alcune pagine del Corano.

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Una deviazione a destra dalla strada principale che conduce ad Amritsar, alcune case di terra anticipano l’ingresso nell’industria di Manaawalla e, ancor prima di arrivare nello stabilimento, si scorgono ombre accovacciate le une accanto alle altre. Sono indistinte e si incominciano a intravedere da lontano. Ma più ci si avvicina, più quelle ombre si metamorfizzano: in sagome di uomini e donne che prosciugano istante dopo istante la vita, radicate nella terra del loro dolore. Come in un quadro di Millet, un paesaggio di assoluto realismo dalle tinte apocalittiche annuncia l’ingresso nella fabbrica. Tutto è color della creta: la ciminiera che si staglia sovrana, i mattoni che con geometrica precisione puntellano il suolo come fondamenta di un fortilizio della vessazione e pure i volti delle centinaia di operai.

Donne e uomini avvolti in salwar kamiz da ore calpestano il fango, trasportano chili di mattoni e li caricano sui camion; altri ancora accovacciati assistono all’incedere del tempo, continuando a girare i parallelepipedi; poi c’è chi li cuoce, provvedendo a inserirli nella fornace e c’è chi, con i volti coperti da sciarpe per salvare naso e bocca da fuliggine e terra, continua a buttare carbone nel fuoco. Nessuno smette un istante di lavorare. Fronti madide di sudore, mani di pietra, schiene piegate e rughe, che disegnano mappe di supplizio sui volti, sono l’istantanea di vite consumate in sacrificio alla fatica. Cinquantacinque famiglie cristiane vivono nelle piccole case costruite nel perimetro della fabbrica di Manaawala. Da quando il sole sorge, a quando il buio avvolge completamente lo stabilimento, gli operai non cessano nemmeno un istante di produrre.


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Iqbal Bashir è il proprietario musulmano dell’azienda, sorveglia la manodopera e senza esitazioni e con l’alterigia di unpotere incondizionato e indotto dal privilegio racconta senza mezzi termini la vita nella sua fabbrica: ”Gli operai mediamente lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno. A volte anche di più. Vengono pagati a cottimo e ogni mille mattoni ricevono 890 rupie ( 9€ circa ndr)”. Iqbal cammina a passo lento e scruta ogni volto che incontra e poi, interrogato se non ritiene vergognoso che nel 2016 le persone vivono in una condizione di sfruttamento, sorridendo risponde: ”Vergognoso? Dar da mangiare e di che vivere alle persone tu lo definisci vergognoso? Loro non hanno alternative se non fare questo: è molto semplice!”. Prosegue raccontando che i dipendenti sono contenti, che sono felici di lavorare per lui e che non vogliono andare via; ma le parole del titolare, poco a poco, sembrano divenire sempre più prive di suono: un balbettio senza forza e potere, vacuo di ogni significato difronte all’assordante rumore del dramma circostante.

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Un’immagine di Gesù al collo di un ragazzino, un uomo che fa un segno della croce prima di stringere la mano, una foto della Madonna. Gli operai vivono aggrappati a una fede non accettata dai più, ma intimo e solo appiglio per sopravvivere a una pena che non conosce misericordia. E così è anche per Nargas Munawar, 35 anni e un figlio di 7 che lavora già al suo fianco. ”Io ho sempre fatto questo mestiere. Lo facevo da bambina e lo faccio ancor oggi. Ho lavorato in diverse fabbriche e ora sono qua. Non conosco il mondo, non sono mai stata in città, so che questa è la mia vita e che devo lavorare. Ma so che non voglio che mio figlio abbia la mia stessa sorte e prego perchè un giorno lui possa andarsene”.

Ma il destino non sembra per ora incontrare vie di fuga e il presente anche dei bambini e degli adolescenti marcia su binari prestabiliti. Lavorano e faticano senza sosta: c’è chi porta gerle cariche di erba, chi scava nel fango e c’è Safina, che ha poco più di 12 anni e trascorre le sue giornate spostando file sempre uguali di mattoni. Li gira su un lato e sull’altro, in modo tale che prendano la forma migliore e trascorre le ora chinata e con lo sguardo sempre rivolto ai laterizi e alle mani rapide e insensibili che li continuano a spostare. È sola e il sole ormai è basso, solo una piccola fascia di luce è rimasta a illuminare la giovane e il suo sforzo senza sosta. Poi, improvvisa, Safina si interrompe, alza il volto e la mano plasmata da una dolcezza ossimorica rispetto ad ogni dettaglio che la circonda, sposta il velo che le copre i capelli e lascia vedere gli occhi. Sono occhi di Gorgone, di un verde che sembra azzurro, che impietriscono e fanno paura. È un’iride caravaggesca che spaventa, perchè quegli occhi sono assoluti, rapitori e allo stesso tempo privi di qualsiasi sguardo: pura luce, senza vita. Sono occhi che non portano con sé una fuga, neanche come unico e solo sogno. Sono occhi senza passato, senza futuro, senza conoscenza, sono occhi consumati dai mattoni che hanno osservato per un’intera, seppur breve, esistenza: ne portano il peso nelle pupille e non conoscono altro. Non c’è mondo al di fuori di parallelepipedi identici e ossessivi in quegli occhi figli del sublime, che spaventano: ecco lo sguardo della schiavitù nel Pakistan di oggi.

Foto di Marco Gualazzini www.marcogualazzini.com

  • mortimermouse

    se l’islam è una religione di pace, mi chiedo come mai se la prendono cosi con le altre religioni? abbiamo visto che in europa la politica è estremamente servile e tollerante nei confronti dell’islam, ma se noi andiamo nei paesi islamici, non troveremo certamente chiese, né tantomeno ce le indicherebbero! anzi, rischiamo frustate se ci proviamo! poi, quando ci va bene, ci buttano fuori dal paese! se questo è il loro modo di rapportarsi con il mondo e con le altre religioni, allora ben vengano i muri alle frontiere europee e i campi di internamento per quei bastardi islamici!

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      I cosiddetti cristiani non hanno forse visitato tutto il mondo e lasciando dietro di sé una scia di distruzione?

      • ateadevota

        no

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Qui ti consiglio di leggere qualcosa circa i riflessi condizionati.

        • Robert Denigro

          La sposa bambina

          …è istituzionalizzata.

          Non sarò io a smentirti ma lo ha già fatto il giudice islamico che ha preso una posizione ben precisa sull’accaduto.
          Negli innumerevoli casi di pedofilia (tanti, troppi, e sappiamo tutti chi sono i principali autori di tali nefandezze) avvenuti e che avvengono nel nostro bel mondo cattolico mi chiedo invece quali provvedimenti sono stati presi. Ma forse è meglio fare come fai te, giriamo tutti la testa dall’altra parte magari così qualcuno è contento! Habemus papam.

          • ponc

            Perché si deve parlare della chiesa? Stavamo parlando di altro mi sembra.

          • Robert Denigro

            Il perchè lo sa atedevota, non stavo parlando con te.

  • luigi farinelli

    E’ assordante la protesta che si sta levando per tutto questo, soprattutto dall’ONU, dall’Ue, da Papa Bergoglio, dalla Presidenta Boldrini, dalle innumerevole congreghe “progressiste” tutto “lotta alle discrminazioni e bandiere arcobaleno” e da tutti gli “Je suis…” che marciano solo in una direzione e quando fa loro comodo.

  • ponc

    Queste sono le persone che dovremmo accogliere come rifugiati. Non i ben nutriti col cellulare in mano che vengono solo per fare le vacanze.

  • Giacinto Lombardi

    Non è l’islam che si è incattivito, siamo noi, giorno dopo giorno, ad indebolirci sempre di più all’insegna di un “quieto vivere” che ormai è diventato vigliaccheria e che non durerà a lungo.

    • venzan

      L’islam è come un virus, se noi ci indeboliamo questo ha il sopravvento.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Alcol, droga e sesso sfrenato e poi nascondere il detto comportamento. Ovvero è il mondo delle tresche che va ridotto.

  • Mario Franco BASILICO

    Non si possono rifugiare nei centri sociali?

  • Bocci Massimo

    Come il Job act di Rignano e senza sconti fiscali, ecco perché ci tiene ad importarne tanti così potranno addestrare nelle scuole PD, oggi solo mono tematiche di come si RUBA, anche come si faranno lavorare schiavi chi non si ASSERVE al regime, e cos’ì ci sarà la piena occupazione!!!

  • Notna

    Vorrei provare ad aiutare direttamente qualcuno di questi poveri fratelli schiavi offrendo loro
    un lavoro dignitoso in un Paese Arabo del Golfo.
    Potete indicarmi un ente/associazione in Pakistan che possa fare da ponte e mettrmi in contatto con
    alcuni di loro? Il giornalista e la redazione del Giornale possono farlo al mio indirizzo e-mail e chiunque
    nel mio blog, non a scopo di lucro, “Se Gesu’ fosse Tremonti…”
    Grazie

    • venzan

      Non ti capisco, perche aiutare questi poveri cristiani mandandoli in un “Paese Arabo del Golfo” ?, e allora noi dovremmo accogliere e aiutare i “poveri” islamici?. Ma tu sei un provocatore.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        I poveri sono poveri. E vanno aiutati. E le quasi duecento nazioni sulla Terra aiutano poco i poveri.

        • ponc

          Vanno aiuti istruendoli non dandogli vittoria, alloggio, Internet e un parcheggio dove infastidire la gente.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Ovvero non possono godere del sostegno come, tanto per fare un esempio, lo ha avuto Carlo, principe di Galles?

          • ponc

            Mi spiace, non l’ho capita.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            I nobili non hanno forse anche, per secoli e secoli, goduto del sostegno che lamenti ingiusto?

          • ponc

            A prescindere che i nobili sono poche migliaia mentre i poveri sono 5 miliardi al mondo, non mi sembra il caso di tirare in ballo anche i nobili, le crociate e l’estinzione dei dinosauri. Io mi riferisco a quello che sta succedendo in Italia negli ultimi anni.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            L’1% umano possiede quanto quello restante. Non contano le teste ma le somme.

          • ponc

            Perché il principe di Galles andava nei parcheggi a chiedere la moneta?

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            I suoi avi l’hanno estorta.

      • Notna

        Caro Venzan hai ragione (non nel darmi del provocatore), mi spiego meglio.
        Dato che l’Europa e l’Italia non li aiutano (vedi il caso esemplare del Papa che torna da Lesbo senza neanche un cristiano!), qui dove lavoro e vivo potrebbero almeno avere una vita dignitosa, uno stipendio di 400 Euro/mese oltre vitto ed alloggio e cosi’ aiutare le loro famiglie in Pakistan.
        Sai quanti giorni ci vogliono per produrre a mano 1000 mattoni che, come scrive il giornale, vengono retribuiti con l’equivalente di 9 dollari?
        Io le ho viste in passato quelle fabbriche in India ed in Pakistan, terribile.
        Se vuoi capire meglio il mio pensiero leggi in interent “Se Gesu’ fosse Tremonti…”, “Attacco finale all’Europa” e gli altri post; sarei lieto di avere altri dialoghi con te.

  • Oliviero Masseroli

    In Bangladesh 4 milioni di mussulmani fanno lo stesso lavoro x la metà della paga pakistana. Sono forse schiavi dei cristiani. Uno scoop che non ha fondamenti, se non quello di riuscire ad essere venduto ai media. La verità non l’avrebbe pubblicata nessuno. Lo dico dopo essere stato x anni in quei luoghi.

    • Miki

      Come farebbero, tali musulmani, ad essere “schiavi” dei cristiani in Bangladesh, se in quel paese questi ultimi non sono neppure l’un per cento della popolazione ed i primi più dell’ottantotto per cento, mentre la quota rimanente è induista e buddista?…
      Senza contare gli omicidi e le continue minacce perpetrate, sempre in Bangladesh, dagli islamici ai danni dei “miscredenti”, ovvero di quelle quattro anime rimaste tra induisti, buddisti e cristiani… …

      • ponc

        In Bangladesh se non sei mussulmano hai vita difficile, molto difficile.

  • mortimermouse

    questi, si che verrebbero accolti a braccia aperte in italia! non i furbi tunisini o marocchini o egiziani, tutti amici di renzi….

  • Luca Insubria

    #stopislam #leganord #noiconsalvini