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Troika, privatizzazioni e svendite
Così i Paesi hanno depredato la Grecia

Lunedì 20 agosto è una data che i greci non dimenticheranno facilmente. La Grecia è uscita definitivamente dal piano di salvataggio imposto da Banca centrale europea, Unione europea e Fondo monetario internazionale. Alexis Tsipras ha celebrato questo giorno nell’isola di Itaca, a voler indicare che l’Odissea del Paese era finita, dopo otto anni di lacrime e sangue.

Itaca non è più la stessa

Ma Itaca non è la stessa isola lasciata da Ulisse prima della guerra di Troia. E la Grecia non è (e non sarà più) la stessa dopo gli anni di austerità imposti dalla Troika. Perché mentre Atene era impegnata a pagare il suo tributo ai creditori internazionali, lo Stato iniziava una delle più grandi svendite di beni pubblici che la storia europea ricordi. E negli anni, le grandi aziende straniere, con la complicità dei governi interessati, hanno depredato la Grecia colpendo gli asset strategici del Paese.

La Commissione europea e il Fondo monetario internazionale parlavano, nel 2011, di circa 50 miliardi di euro da incassare dalle vendite dei beni pubblici greci una volta avviata una serrata campagna di privatizzazione.

A piano di salvataggio concluso, si può tranquillamente dire che quelle privatizzazioni hanno fatto riscuotere ad Atene un ben più misero bottino. Come scrive Bloomberg, la vendita dei beni pubblici ha raggiunto la cifra di 4,7 miliardi di euro fra il 2011 e il 2017. Un risultato molto magro, cui si aggiungono circa 7 miliardi di offerte vincolanti e circa 2,7 miliardi di entrate nel 2018 per progetti ancora in fase di completamento.

E del resto, il governo non poteva fare altrimenti. Spinto dai creditori a ottenere liquidità a tutti i costi e il prima possibile, il governo guidato da Tsipras non ha potuto fare altro che svendere gran parte del suo patrimonio a prezzi spesso inferiori al suo valore reale. E soprattutto per il settore delle infrastrutture, questa svendita è stata una vera e propria manna dal cielo per le maggiori potenze internazionali. Un vero e proprio saccheggio, che ha unito tutti, da Oriente a Occidente.

Il sacco di Grecia

Il caso più noto è stato sicuramente quello del porto del Pireo. In base all’accordo ratificato dal Parlamento greco nel luglio del 2016, il gigante cinese Cosco ha assunto il controllo del 67% dell’Autorità del Porto per una cifra pari a 368,5 milioni di euro. Un’operazione che a molti è sembrata più che opaca e frutto di accordi politici di più ampio respiro. Cosco (China Ocean Shipping Company) fu l’unica azienda a presentare un’offerta all’Agenzia per la privatizzazione del governo greco. Da quel momento, la Grecia ha perso il controllo sul suo porto più importante e la Cina, dal canto suo, ha ottenuto un terminale di fondamentale importanza per la Nuova Via della Seta.

Ma non è solo la Cina ad aver fatto affari con il governo greco. La stessa Europa, quella che ha “salvato” la Grecia, ha dato il via libera alle proprie aziende per investire in Grecia sfruttando la fine del monopolio statale. La Francia, già ai tempi di Manuel Valls, siglò alcuni importanti accordi con la Grecia per l’ingresso delle aziende pubbliche francesi nel settore energetico e idrico. L’Italia, in particolare con Ferrovie dello Stato, è già intervenuta per siglare accordi sulla rete greca: in questi giorni, due Frecce sono arrivate in Grecia per collegare Atene e Salonicco.

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E in questo valzer di svendite, non poteva non partecipare la Germania, che molti considerano ormai il vero dominus dell’economia ellenica. La compagnia tedesca Fraport ha firmato nel 2015 un accordo da 1.2 miliardi di euro per la gestione di 14 aeroporti regionali in tutta la Grecia. Con questo accordo, la Germania si è assunta il pieno controllo per almeno 40 anni di tutti gli aeroporti turistici regionali più importanti della Grecia.

Gli aeroporti di Zante, Corfù, Skiathos, Salonicco, Mykonos, Kos, Rodi, solo per citarne alcuni, sono tutti passato sotto l’autorità dell’azienda tedesca. Azienda che, va ricordato, è per la maggior parte di proprietà pubblica.In sostanza, il governo di Angela Merkel, grazie alle privatizzazioni imposte dalla Troika, ha preso il controllo su uno dei settori strategici più importanti della Grecia: il turismo.

Ma il sacco di Grecia non è destinato a concludersi. Il 20 luglio, il governo greco ha accettato di vendere il 66% di Desfa Sa (gestore della rete di gas naturale) a un consorzio europeo composto da Snam, Enagas International e Fluxys Sa per 535 milioni di euro. A maggio, invece, Deutsche Telekom ha completato l’acquisto del 5% della Hellenic Telecom per 284,1 milioni di euro. Mentre a marzo, il governo greco ha venduto il 67% del porto di Salonicco a un consorzio internazionale composto da Deutsche Invest Equity Partners GmbH, Belterra Investment e Terminal Link. Il tutto per 231,9 milioni di euro, con un valore complessivo dell’operazione di circa 1,1 miliardi di euro.

E la svendita non è finita

Come scrive Bloomberg, il governo Tsipras prevede di incassare circa 2,7 miliardi di euro nel 2018 dalla vendite di altre attività statali. Il segnale, dunque, è che la Grecia non sia affatto uscita dal vortice della cessione di settori strategici ad aziende straniere, per lo più pubbliche. 

Una delle prossime cessioni, sembra essere quella di Hellenic Petroleum. La Grecia “ha selezionato Glencore Energy U.K. e Vitol Holding BV per l’acquisto di una quota del 50,1% del più grande raffinatore del paese”, scrive la testata americana. La vendita avverrà a blocchi e, secondo le stime dell’Agenzia greca per la privatizzazione, dovrebbe portare a un guadagno di circa mezzo miliardo di euro.

Altra cessione potrebbe essere quella di Depa, gigante greco del gas. Il ministro dell’Energia Giorgos Stathakis ha annunciato che il piano prevede, anche in questo caso, la scissione dell’azienda in due tronconi, di cui uno, la Depa Infrastructure comprenderà la rete del gas del Paese e i progetti internazionali, fra cui i gasdotti. Questi rimarrano statali, il resto sarà privatizzato.

Sempre nel ramo dell’energia, altro oggetto di mercato sarà la Public Power Corporation, il principale fornitore di energia elettrica di Grecia. Di proprietà statale per il 51%, il governo ha concordato con i creditori che venderà impianti pari a circa il 40% dell’energia prodotta. La cinese Guohua Elec. Power Co. e la greca Damco Energy hanno già presentato un’offerta. 

  • Hans Lüthi

    Ci si inventa un pezzo di carta chiamato denaro, gli si attribuisce un valore che non ha, con una truffa (chiamata signoraggio bancario) la proprietà di questo diabolico mezzo viene “regalata” a un pool di banche private criminali, vengono indebitati con l’inganno interi Stati e popoli che poi vengono depredati di beni reali e di tutte le risorse: questo è uno dei tantissimi volti del male più assoluto. Spero, anzi ne sono sicuro, che prima o poi questi criminali e parassiti la pagheranno con la peggiore delle morti, ovvero con la morte seconda.

    • Zorz.zorz

      Vero.però ci sono i marchi ,le banconote del monopoli,le lire….Chissà perché nessuno vuole le banconote del monopoli,fra un po’ nemmeno le lire( titoli italiani).

      • Hans Lüthi

        Forse nessuno vuole le banconote dei monopoli perché ancora nessun politico corrotto ha deciso di fare una legge truffa come quella che è stata fatta in quasi tutte le nazioni del mondo per fare un piacere ai Rotchschild ed altri banchieri privati parassiti e criminali…non pensi?

      • Zeneize

        Che cosa intelligente che hai provato a dire, attento che i ragazzi ti tireranno le cacche di cane come al solito.

    • Raoul Pontalti

      Ma piantala o imbranatissimo emulo di Napalm51! Il valore della moneta non è dato dalle banche ma dal mercato. Le banche poi sono proprietarie del denaro depositato per effetto della legge ma in capo alle stesse corre l’obbligo di restituire il denaro alla scadenza (o a vista a seconda del contratto).

      • Siber Massai

        Ma di quale scadenza parli, mi sa che hai le idee un po confuse.

        • Raoul Pontalti

          Somatello legaiolgrillino lo hai mai letto l’aricolo 1834 del vigente codice civile (fascista)? Lì si parla sia di scadenza che di proprietà della banca del denaro depositato dal risparmiatore. Perché nel codice civile (fascista: fu approvato nel testo completo nel 1942 e la norma de qua è rimasta immutata) si afferma che la banca diviene proprietaria del denaro depositato? Perché il regime fascista voleva fare un regalo alla finanza ebraico-massonica? Ovviamente no, semplicemente l’istituto del deposito risale al diritto roman e i relativi concetti ce li siamo portati addosso fino ad oggi. Per il diritto romano il contratto di deposito era a titolo gratuito (e tutt’oggi il nostro codice civile afferma che, salva espressa diversa pattuizione, il contratto di deposito si intende a titolo gratuito), la proprietà della res rimaneva in capo al depositante e il depositario oltre a custodirla con la diligenza del buon padre di famiglia, doveva restituire la medesima res (es. non dell’epoca romana ma più recente: se io ti lascio in custodia la mia bicicletta e tu accetti, io non ti devo un centesmo, tu non la puoi usare (salvo patto contrario) e me la devi restituire integra e proprio quella (non un’altra anche se per avventura di maggior valore, altrimenti cadi nell’inadempimento contrattuale con relative conseguenze risarcitorie)). Applicando siffatti principii al deposito bancario si avrebbe l’assurdo che la banca dovrebbe custodire il mio denaro senza toccarlo e mi dovrebbe restituire esattamente le mie banconote con quei precisi numeri di serie (NB: in realtà ciò avviene con un altro tipo di contratto: quello relativo alle cassette di sicurezza), ciò che vanificherebbe l’interesse della banca per il mio denaro, posto che la banca il mio denaro lo vuole per …prestarlo! Per capire meglio il perché la banca deve divenire proprietaria del denaro depositato (per cui al diritto reale acquisito si oppone il diritto obbligatorio di restituzione di pari importo e nella medesima valuta, ciò che significa che se io ho depositato euri a me euri devono essere restituiti e non lire anche se la valuta ufficlale dello Stato legaiolgrillino fosse divenuta nel frattempo la lira) ti devi leggere per bene il codice civile in merito ai contratti di deposito, mutuo e deposito bancario. Mi sono dilungato perché i somari come te sono soliti strillare contro le prevaricazioni delle banche (ciò che peraltro sarebbe sacrosanto) con argomentazioni da Napalm51, ossia fondate sulle castronerie più mostruose.

      • Hans Lüthi

        Ma piantala tu, presuntuoso ignorante e pure deficiente. Il mercato non è mica così libero come credi e non è determinato dai piccoli risparmiatori o dai cittadini comuni, ma da quell’élite che è capace pure di portare al fallimento un’intera nazione. E poi io non parlavo del valore di una valuta rispetto ad un’altra, ma del denaro in generale. Ma uno come te che è totalmente ignorante (nonostante passi ore ed ore nella biblioteca di Trento a riempirsi un cervello completamente confuso con inutili nozioni) sul signoraggio bancario o su cosa sia realmente il denaro, cosa parla a fare solo per mettersi in mostra? E secondo te a chi lo restituirebbero il denaro le banche se non a loro stesse viste che sono un pool di banche private ad emetterlo? O pensi che lo restituiscano allo Stato o ai cittadini? Ma mi faccia il piacere!

        • Raoul Pontalti

          Resti emulo di napalm51 e per giunta più rincoglionito del maestro. Quanto incide il signoraggio sul valore della moneta? quanto o somaro???

          • Hans Lüthi

            Vedo che non hai capito un bel niente! Vedo che leggere in modo poco intelligente libri nella biblioteca di Trento, in modo passivo e poco critico, ti ha letteralmente rincogli*nito. Torna all’asilo e ricomincia da capo, se ne hai voglia altrimenti continua pure a fare pessime figure.

  • Newboyintown

    Sempre il solito giochetto… ti indebito fino al collo con la complicità dei tuoi politici corrotti e poi, quando sei in ginocchio, ti ricatto per depredare tutti i beni e le infrastrutture dello stato.

    Apertura forzata dei mercati alle multinazionali che ti sbranano, privatizzazioni (svendite) forzate degli asset strategici del paese (energia, Telecom, trasporti, acqua, logistica…) senza che questo porti ad un guadagno significativo o risolutivo.

    I greci sono diventati schiavi, affittuari a casa loro.

    Se non reagiamo, faremo la stessa fine della Grecia. Già ci hanno pappato l’industria, e le migliori aziende, adesso stanno passando alle infrastrutture. Gli asset italiani rimasti fanno gola a molti.

    • AlbertNola

      I nostri fratelli greci, storicamente parassiti e ladri di natura, grazie alla BCE, all’Euro e ai loro notevoli sforzi stanno totalizzando successi economici rilevanti. Il turismo e la bilancia dei pagamenti vanno bene, l’economia greca fa progressi e i mercati internazionali reagiscono positivamente. Non bisogna aver studiato alla Bocconi, come il sottoscritto, per vedere i fatti.

      • bruno

        Se non ce lo dicevi tu, non l’avremmo mai sospettato.Grazie,ora per quanto riguarda la Grecia,siamo più sereni.Scrivi qualche altro commento che ci illumini.

        • AlbertNola

          Ho due laure.

      • Newboyintown

        “Successi economici rilevanti” ? OK dunque tutto va per il meglio nel migliore dei mondi per la Grecia? Grazie per la sua analisi “bocconiana”.

        Per “vedere i fatti”, provi a posare il suo bel report finanziario targato BCE sul tavolo e vada fisicamente in Grecia (Come ho fatto io circa 5 volte negli ultimi 2 anni) e parli con i greci: gente per strada, professori universitari, manager di aziende… anche se li reputa “parassiti” e “ladri di natura”, vedrà che qualcosa imparerà.

        Poi riparleremo dei suoi “fatti” e della sua spocchia bocconiana.

  • EmmeCi

    sarebbe bello farsi prestare soldi, fare la vita da signori, e poi non restituire il denaro.
    ma non funziona così.
    se la Grecia è stata svenduta è perchè i greci lo meritavano.

    • Hans Lüthi

      I soldi non gli ha presi il popolo greco ma le banche, le quali si sono divertite a speculare del denaro che non le apparteneva, mentre invece il debito è stato gravato sul popolo. Si informi meglio la prossima volta! Tutti sono capaci a sparare ca**ate.

      • Zorz.zorz

        Buon di. Con le banche si è indebitato il governo greco( titoli stato) per portare avanti una politica demagogica stile italiano ,per esempio pensioni elevate a quarantacinquenni. Il mercato ( vendita titoli) è proseguito fino alla mancanza di acquirenti. Un po’ come succederà ai nostri bot,btt,cct zzt ………Le cicale di inverno sono sempre morte…saluti

      • Occhio

        Quindi i baby pensionati sono banchieri …

        • Hans Lüthi

          Quindi hai detto la tua st*nzata quotidiana…

          • Occhio

            Ci sono anche gli evasori fiscali.

          • Hans Lüthi

            Si ce ne sono tantissimi.

    • Siber Massai

      Scommetto che leggi Repubblica.

  • Massimiliano Borsa

    In pratica la Grecia da paese membro è diventata una colonia della Ue. Ricordo come si é comportato il governo francese con Fincantieri: ha annullato a posteriori un contratto già firmato!. Questo vuol dire mantenere ed esercitare la sovranità.

    • AlbertNola

      Non c’è paese al mondo che non vorrebbe essere “una colonia dell’UE” e incassare senza far niente centinaia di miliardi di Euro!!

  • AlexEffe

    E’ il liberismo,bellezza!

  • Gian Franco

    Ulisse stava dormendo?

  • dottor Strange

    Tsipras ci è stato presentato come un novello Leonida ed invece è il nipotino di Efialte. è la dimostrazione che tutta la sinistra, compresa quella “estrema” è al soldo del turbo-capitalismo. anche una parte del centro e della destra è da tempo stata comprata (un benvenuto nel club a Berlusconi….). solo i populisti ci salveranno dalla miseria, altrimenti finiremo come i Greci o peggio. la cosa assurda è che la gente è disperata e sottomessa, isolata (niente più partiti o sindacati per associarsi a difesa) e confusa. negli anni 80 in Grecia sarebbe scoppiata la rivolta armata, ora hanno perso ogni rispetto di se stessi….

    • ClioBer

      Il benvenuto nel club del politically correct all’ex cavaliere, merita la seconda eccezione al silenzio che mi impongo in vacanza e, naturalmente, il like.

    • Carmelo

      Approvo in pieno!

    • best67

      un coyote comunista!

  • Otto Oldsping

    di Troya, ormai restano solo i figli.

  • Flavio Stilicone

    Tutto giusto, diciamo però che la classe politica greca si è data da fare per decenni per arrivare al default, pensioni insostenibili, contributi a pioggia, corruzione, una piccola Italia insomma, o semplicemente un’altra Magna Grecia.

  • Chris LXXIX

    Ma la cosa fantastica è che ci sono ancora mentecatti 100% Europeisti.

    L’Unione Europea è solamente una trappola studiata a tavolino per privare i singoli stati Europei della loro sovranità, tradizione, identità.

    Si veda la Svezia, o la Germania Islamizzata.

    • AlbertNola

      Hai ragione, sono stato in Svezia e in Germania, due paesi sottosviluppati, la gente fa la fame…

      • Chris LXXIX

        Ridicolo. Io ho detto due paesi Islamizzati, o comunque a forte rischio di Islamizzazione. Non ho parlato di economia o altro. Non buttarla/buttatela sempre e solo sul soldo e sul lavoro.

        A me di esser miliardario in una Europa Islamizzata non interessa :-)

        • AlbertNola

          Premetto che per me l’Islam è un’ideologia nazista (sura 5, sura 9), ma bisogna anche ammettere che le minoranze islamiche nei paesi europei, strapieni di vecchi e di pensionati, paesi ormai demograficamente in coma, sono il futuro, fanno figli.

          • best67

            anche io ho 3 figli,anche se lo stato non mi ha mai dato nulla (salvo benedire l’arrivo di sedicenti migranti)!per la cronaca,da noi,anche i migranti prolificano poco perché lo stato non aiuta maternità ed infanzia!

      • best67

        c’è un articolo recente del giornale sulla svezia al voto

  • stesgarbi

    E’ stata fatta molta propaganda, sulle nostre reti televisive e su molti quotidiani nazionali, laddove si è prtesentato il caso Grecia come una soluzione dolorosa, si, ma comunque una buona soluzione – anzi, l’unica possibile – il cui merito va attribuito alle regole UE ed alla Troika. Hanno detto che ora, proprio grazie a Bruxelles, la Grecia potrà camminare sulle proprie gambe, che la cura è finita consentendo a quel paese di rimanere nell’Euro, che il PIL ellenico sta crescendo (2,3%) e la disoccupazione è scesa al 20% .

    Questo articolo, finalmente, ci descrive una realtà diversa: la realtà di un piccolo paese che le “Grandi Potenze” europee – Germania in testa – hanno trattato in modo neo-ottocentesco, depredandolo e riducendolo ad una sostanziale condizione di “protettorato”. L’unica differenza, con il secolo XIX, è che non sono stati usati soldati e cannoniere, bensì le nuove armi finanziarie, più silenziose e meno cruente, ma altrettanto (se non più) efficaci per il conseguimento degli stessi risultati.

    La sedicente “Unione Europea”, nata con nobili ideali di solidarietà tra i popoli del vecchio continente, nella realtà si è comportata come la Santa Alleanza del 1815, laddove le potenze dominanti hanno approfittato delle debolezze di un paese limitrofo, privando sostanzialmente i suoi cittadini delle libertà democratiche, schiacciandolo e depredandolo fino a trasformarlo in un deserto sociale.
    I Greci, va detto, hanno le loro gravi colpe: corruzione dilagante, bilanci statali truccati, gestione allegra dei conti pubblici, per dirne alcune, ma questo non cambia i termini della questione. Anzichè un sostegno solidale, sia pur giustamente rigoroso nel pretendere le necessarie riforme interne, paesi come Germania, Francia (e purtroppo anche l’Italia dei governi “europeisti”) si sono comportati da predoni, facendo in primis i propri interessi a costo di ridurre la Grecia allo stato di “colonia economica”. Il Tutto, sotto la copertura e con l’avallo di una specie di “governo fantoccio” chiamato Commissione Europea.

    Ora ci raccontano che la Grecia “E’ tornata libera”, ma non è vero.

    La Grecia rimarrà un protettorato per almeno altri quarant’anni, monitorata trimestralmente dal FMI, priva del possesso di quasi tutte le sue infrastrutture strategiche e sostanzialmente ridotta al ruolo di “giardino turistico” d’Europa.
    I cittadini ellenici sono certamente colpevoli di non aver avuto sufficiente maturità per gestire democraticamente il loro paese, ma questo non giustifica in alcun modo la trasformazione della Grecia in un paese a sovranità limitata nell’interesse dell’ “Entente Cordiale” franco-tedesco. La cosiddetta “Unione Europea” non è stata concepita per questo, almeno nelle nobili intenzioni dei suoi Padri Fondatori.

    I cittadini Greci sono stati ridotti in miseria, costretti a far debiti per acquistare medicine e generi di prima necessità, tra l’esultanza del popolo tedesco (il quale si arricchisce pensando che, in fondo, “se lo sono meritato”) ed il timore degli Italiani di subire la stessa sorte.

    Ed infatti, tra gli obbiettivi delle “grandi potenze” d’Europa, vi era anche quello di fornire un chiaro esempio di quale punizione attende i paesi che intendessero ribellarsi allo status quo imposto dal regime di Bruxelles. Bastonarne uno per educarne cento.

    Nel mirino di questa politica ora vi è l’Italia, il cui ruolo internazionale – secondo gli schemi franco tedeschi – deve rimanere minimale e comunque subordinato alle politiche decise a Bruxelles dai “paesi che contano”.

    Va considerato, tuttavia, anche un altro aspetto. L’Italia è enormemente più ricca della Grecia e dispone ancora di asset produttivi di eccellenza. Questo non fa che acuire le brame di paesi come la Francia, peraltro impegnata dal 2011 in un’ “aggressione sotterranea” politico-militare ai nostri danni sullo scacchiere libico, con lo scopo estromettere definitivamente l’ENI dal Nord Africa.

    La stessa Francia, va ricordato, da molti anni sta conducendo un vero e proprio “shopping” di asset italiani, negando al nostro paese qualsiasi condizione di reciprocità: l’ultimo esempio è la truffa dei cantieri di Saint Nazaire, laddove i Francesi hanno atteso che Fincantieri acquistasse all’asta il 63% delle quote, per bloccarne il trasferimento e costringere il nostro governo a stipulare un diverso contratto, ridicolo e vergognoso, i cui vantaggi alla fine saranno tutti a beneficio dei cugini d’oltralpe.

    Come le Grandi Potenze della “Santa Alleanza” del 1815, allo stesso modo oggi Francia e Germania non possono tollerare che in altri paesi, soprattutto nel nostro, si instaurino governi che mettano in discussione l’ “ordine naturale” dell’Europa franco-tedesca.
    Così, il “caso Grecia” viene costantemente adombrato dalla come monito per i riottosi: “farete la stessa fine!”. Questo avvertimento ci viene dato anche in modo esplicito e diretto: basti vedere la dichiarazione del Commissario Europeo al bilancio, il tedesco Gunther Oettinger, il quale nel maggio scorso non si è fatto scrupoli ad intervenire nella nostra capagna elettorale in ancora corso, affermando che: “I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto”.

    Per la verità, un primo assaggio del “metodo Grecia” all’Italia è già stato dato alla fine del 2011, quando improvvisamente la Deutshe Bank (i cui vertici sono oggi indagati dalla Procura di Milano) iniziò a vendere massicce quantità di titoli italiani, dando l’avvio a quella salita vertigginosa dello “spread”, che contribuì in modo determinante alla caduta di un governo già indebolito dalla crisi e da (veri o presunti) scandali interni.

    Certo è che Il governo di centro destra era inviso ai Tedeschi, nonchè osteggiato dal’amministrazione Obama, causa l’amicizia personale tra Berlusconi e Putin ed i rapporti troppo stretti che avrebbero potuto derivarne tra Italia e Russia. Berlusconi, inoltre, aveva cercato di rendere l’Italia “troppo protagonista” sulla scena internazionale, per non infastidire gli attori principali.

    Il governo di centrodestra era addirittura odiato dai francesi. Berlusconi aveva già gravemente offeso l’immenso ego di Sarkozy, stoppando in sede europea un grande (ed oneroso) “progetto clima” sponsorizzato dallo stesso presidente francese, ovviamente a tutto vantaggio delle aziende d’oltralpe. Gli accordi formali tra Berlusconi e Gheddafi, poi, rafforzavano la posizione dell’ENI in Libia, in contrasto con le mire della TOTAL su quei siti energetici. La Francia, quindi, non si lasciò sfuggire l’occasione delle “primavere arabe” per sostenere di propria iniziativa l’insurrezione anti-Gheddafi, inviando i propri bombardieri senza neppure attendere un avallo da parte dell’ONU. Come risultato, ENI ha perso una quota rilevante delle sue partecipazioni in Libia, a vantaggio dei francesi i quali, ancora oggi, stanno cercando di completare l’opera appoggiando il governo di Tobruk del generale Haftar.
    Alla fine del 2011, nel corso di un ultima riunione tra i capi di governo europei (presente anche Obama) all’Italia venne “offerto” l’intervento del FMI attraverso un “prestito condizionato”, subordinato cioè a misure economiche decise dallo stesso FMI e da Bruxelles. Berlusconi rifiutò tale intervento e questa, probabilmente, fu la classica goccia che fece traboccare il vaso.

    Poco dopo, il governo venne costretto alle dimissioni.

    Gli indimenticabili “sorrisetti” tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sono ancora ben visibili sul web, a testimoniare che probabilmente fu davvero un complotto orchestrato a Bruxelles, con la partecipazione di alcuni settori della politica italiana.

    Ne seguì l’avvento del più docile ed europeista Monti il quale, appunto, ci diede un piccolo assaggio di quella che sarebbe stata la futura “cura greca” a suon di tasse, tagli lineari e manovre recessive.
    Mario Monti viene ancora oggi considerato, da più parti, come l’uomo che evitò l’intervento della Troika in Italia, ma è lecito dubitarne. Più probabilmente il sistema di potere franco-tedesco non era ancora sufficientemente attrezzato per ridurre un paese come l’Italia ad uno stato di totale sudditanza, come poi avvenne nel caso ellenico.

    Tornando alla Grecia, all’ inizio del 2015 (la fase iniziale dell’ “aggressione finanziaria”) Tsipras cercò aiuti e venne anche in Italia, sperando di trovare una sponda nell’allora presidente Matteo Renzi. Ricordo ancora con grande sconforto la scena in cui Renzi, con un grande sorriso, regalò a Tsipras una cravatta, sbeffeggiando pubblicamente un collega capo di governo alla disperata ricerca di un aiuto per il suo paese. La risposta di Renzi alle richieste di Tsipras fu semplicemente quella di “dialogare con i capi di governo europei, prima tra tutti Angela Merkel”.

    La “cura Monti” sembrava avere funzionato: l’Italia era tornata un paese sostanzialmente “allineato”.

    Anche la Grecia oggi è “allineata”, ma non può essere definita “Paese”. Di fatto non ne ha più lo status. Esiste un guscio vuoto di istituzioni solo formalmente democratiche, ma interamente controllate da poteri esterni e prive di qualsiasi effettiva capacità di indirizzo politico-economico. Il voto popolare non conta nulla: qualunque partito otterrà la maggiornaza, il governo greco dovrà comunque obbedire ai diktat di Bruxelles e sottoporsi alle “verifiche” del FMI. Il popolo greco non può neppure considerarsi “europeo”, con pari dignità e diritti dei tedeschi, degli italiani, degli olandesi…. I Greci sono oggi ridotti ad una condizione di “sudditi”, impoveriti e spogliati dei loro averi, costretti ad obbedire alla volontà di istituzioni straniere.

    Questa è una delle tante storie di un Europa che non esiste….o meglio…. esiste solo in una versione moderna ed attualizzata del congresso di Vienna del 1815.

  • pariflessioni

    Stessa cosa che fecero in Italia ai tempi dell’entrata nell’euro. Li mortacci loro.

  • agosvac

    Verrà un giorno, quando i tempi saranno maturi, in cui “la storia” chiederà alla Germania conto di come ha depredato la Grecia. Verrà un giorno in cui la Grecia chiederà conto all’UE del perché non è stata aiutata invece che depredata!!! La Storia, purtroppo, ha i suoi tempi che in genere sono molto lunghi per fare chiarezza sui misfatti perpetrati da alcuni paesi nei confronti di altri più deboli. Ma, di certo, prima o poi farà chiarezza. Ci saranno Nazioni che dovranno vergognarsi, popoli che si vergogneranno dei loro governanti.
    Poi, come sempre, si continuerà come prima: i più forti vincono sempre anche se vergognosamente. E’ per questo che l’UE deve necessariamente finire, perché ha fallito il suo scopo originario che era quello di aiutare, non affossare, chi ne faceva parte.

  • stesgarbi

    E’ stata fatta molta propaganda, sulle nostre reti televisive e su numerosi quotidiani nazionali, laddove il caso Grecia ci viene raccontato come una soluzione dolorosa, si, ma comunque una buona soluzione – anzi, l’unica possibile – il cui merito va attribuito alle regole UE ed alla Troika.

    Ci stanno raccontando che ora la Grecia potrà camminare sulle proprie gambe, che la cura è riuscita, consentendo a quel paese di rimanere nell’Euro, che il PIL ellenico sta crescendo (2,3%) e la disoccupazione è scesa al 20% .

    Questo articolo, finalmente, ci descrive una realtà diversa: la realtà di un piccolo paese che le “Grandi Potenze” europee – Germania in testa – hanno trattato in modo neo-ottocentesco, depredandolo e riducendolo alla sostanziale condizione di un protettorato. L’unica differenza, con il secolo XIX, è che non sono stati usati soldati e cannoniere, bensì le nuove armi finanziarie, più silenziose, meno cruente, ma altrettanto (se non più) efficaci per il conseguimento degli stessi risultati.

    La sedicente “Unione Europea”, nata con nobili ideali di solidarietà tra i popoli del vecchio continente, nella realtà si è comportata come la Santa Alleanza del 1815, laddove le potenze dominanti hanno approfittato delle debolezze di un paese limitrofo, privando sostanzialmente i suoi cittadini delle libertà democratiche, schiacciandolo e depredandolo fino a trasformarlo in un deserto sociale.

    I Greci, va detto, hanno le loro gravi colpe: corruzione dilagante, bilanci statali truccati, gestione allegra dei conti pubblici, per dirne soltanto alcune, ma questo non cambia i termini della questione.
    Anzichè un sostegno solidale, sia pur giustamente rigoroso nel pretendere le necessarie riforme interne, paesi come Germania, Francia (e purtroppo anche l’Italia dei governi “europeisti”) si sono comportati da predoni, facendo in primis i propri interessi a costo di ridurre la Grecia ad un sostanziale status di colonia. Il Tutto, sotto la copertura e con l’avallo di una specie di “governo fantoccio” chiamato Commissione Europea.

    Ora ci raccontano che la Grecia “è tornata libera”, ma non è vero.

    La Grecia rimarrà un protettorato per almeno altri quarant’anni, monitorata trimestralmente dal FMI, priva del possesso di quasi tutte le sue infrastrutture strategiche e sostanzialmente ridotta al ruolo di “giardino turistico” d’Europa.
    I cittadini ellenici sono certamente colpevoli di non aver avuto sufficiente maturità per gestire democraticamente il loro paese, ma questo non giustifica in alcun modo la trasformazione della Grecia in un paese a sovranità limitata nell’interesse dell’ “Entente Cordiale” franco-tedesco. La cosiddetta “Unione Europea” non è stata concepita per questo, almeno nelle nobili intenzioni dei suoi Padri Fondatori.

    Al di là delle roboanti e festose dichiarazioni di Itaca, la verità è che i cittadini Greci sono stati ridotti in miseria, costretti a far debiti per acquistare medicine e generi di prima necessità, tra l’esultanza del popolo tedesco (il quale si arricchisce pensando che, in fondo, “se lo sono meritato”) ed il timore degli Italiani di subire la stessa sorte.

    Ed infatti, tra gli obbiettivi delle “grandi potenze” d’Europa vi è anche quello di fornire un chiaro esempio di quale punizione attende quei paesi che intendessero ribellarsi allo status quo imposto dal regime di Bruxelles. Bastonarne uno per educarne cento.

    Nel mirino di questa strategia ora vi è l’Italia.
    Va anche detto che il nostro Paese è molto più ricco della Grecia e dispone ancora di asset produttivi di eccellenza. Questo non fa che acuire le brame di paesi come la Francia, peraltro impegnata dal 2011 in un’ “aggressione sotterranea” politico-militare ai nostri danni sullo scacchiere libico, con il palese scopo estromettere definitivamente l’ENI dal Nord Africa.

    La stessa Francia, va ricordato, da molti anni sta attuando un vero e proprio “shopping” di asset italiani, negando tuttavia al nostro paese qualsiasi condizione di reciprocità. L’ultimo esempio è la truffa dei cantieri di Saint Nazaire, laddove i Francesi hanno atteso che Fincantieri acquistasse all’asta il 63% delle quote, per bloccarne il trasferimento e costringere il nostro governo a stipulare un diverso contratto, ridicolo e vergognoso, i cui vantaggi alla fine saranno tutti a beneficio dei cugini d’oltralpe.

    Come le Grandi Potenze della “Santa Alleanza” del 1815, allo stesso modo oggi Francia e Germania non possono tollerare che in altri paesi, soprattutto nel nostro, si instaurino governi che mettano in discussione l’ “ordine naturale” dell’Europa franco-tedesca.
    Così, il “caso Grecia” viene costantemente adombrato come monito per i riottosi (“farete la stessa fine!”). Questo avvertimento ci viene dato anche in modo esplicito e diretto: basti vedere la recente dichiarazione del Commissario Europeo al bilancio, il tedesco Gunther Oettinger, il quale nel maggio scorso si è permesso di intervenire nella nostra capagna elettorale ancora in corso, affermando che: “I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto”.

    Per la verità, un assaggio del “metodo Grecia” all’Italia è già stato dato alla fine del 2011, quando improvvisamente la Deutshe Bank (i cui vertici sono oggi indagati dalla Procura di Milano) iniziò a vendere massicce quantità di titoli italiani, dando l’avvio a quella salita vertigginosa dello “spread”, che contribuì in modo determinante alla caduta di un governo già indebolito dalla crisi e da (veri o presunti) scandali interni.

    Il governo di allora era inviso ai Tedeschi ed osteggiato dal’amministrazione Obama, causa l’amicizia personale tra Berlusconi e Putin ed i rapporti troppo stretti che avrebbero potuto derivarne tra Italia e Russia. Berlusconi, inoltre, aveva cercato di rendere l’Italia “troppo protagonista” sulla scena internazionale, per non infastidire gli attori principali.

    Il governo di centrodestra era addirittura odiato dai francesi.
    Berlusconi aveva già gravemente offeso l’immenso ego di Sarkozy, stoppando in sede europea un grande (ed oneroso) “progetto clima” sponsorizzato dallo stesso presidente francese, ovviamente a vantaggio delle aziende d’oltralpe.
    Gli accordi formali tra Berlusconi e Gheddafi, poi, rafforzavano la posizione dell’ENI in Libia, in contrasto con le mire della TOTAL su quei siti energetici. La Francia, quindi, non si lasciò sfuggire l’occasione delle “primavere arabe” per sostenere di propria iniziativa l’insurrezione anti-Gheddafi, inviando i propri bombardieri senza neppure attendere un avallo da parte dell’ONU.
    Come risultato, ENI ha perso una quota rilevante delle sue partecipazioni in Libia, a vantaggio dei francesi i quali, ancora oggi, stanno cercando di completare l’opera appoggiando il governo di Tobruk del generale Haftar.

    Alla fine del 2011, nel corso di un ultima riunione tra i capi di governo europei (presente anche Obama) all’Italia venne “offerto” l’intervento del FMI attraverso un “prestito condizionato”, subordinato cioè a misure economiche stabilite dallo stesso FMI e da Bruxelles. Berlusconi rifiutò tale intervento e questa, probabilmente, fu la classica goccia che fece traboccare il vaso.
    Poco dopo, il governo venne costretto alle dimissioni.

    I “sorrisetti” tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sono ancora lì, ben visibili sul Web, a testimoniare che forse vi fu davvero un complotto orchestrato a Bruxelles, con la partecipazione di settori della politica italiana.

    Ne seguì l’avvento del più docile ed europeista Monti il quale, appunto, ci diede un piccolo assaggio di quella che sarebbe stata la futura “cura greca” a suon di tasse, tagli lineari e manovre recessive.
    Mario Monti viene ancora oggi considerato, da più parti, come l’uomo che salvò il nostro paese dall’intervento della Troika, ma è lecito dubitarne: più probabilmente il sistema di potere franco-tedesco non era ancora sufficientemente attrezzato per ridurre un paese come l’Italia ad uno stato di totale sudditanza, come poi avvenne nel caso ellenico.

    Tornando alla Grecia, all’ inizio del 2015 (la fase iniziale dell’ “aggressione finanziaria”) Tsipras cercò aiuti e venne anche in Italia, sperando di trovare una sponda nell’allora presidente Matteo Renzi.
    Ricordo ancora con grande tristezza la scena in cui Renzi, tra grandi sorrisi ed ammiccamenti, regalò a Tsipras una cravatta sbeffeggiando pubblicamente un collega capo di governo alla disperata ricerca di aiuto per il proprio paese.

    La risposta di Renzi alle richieste di Tsipras fu il consiglio, dal sapore pilatesco, di “dialogare con i capi
    di governo europei, prima tra tutti Angela Merkel”.

    La “cura Monti” sembrava avere funzionato: l’Italia era tornata un paese sostanzialmente “allineato”.

    Anche la Grecia di oggi è “allineata”, ma non può essere definita “Paese”. Di fatto non ne ha più lo status.

    Esiste un guscio vuoto di istituzioni solo formalmente democratiche, ma in realtà controllate da poteri esterni e prive di qualsiasi effettiva capacità di indirizzo politico-economico.

    Il voto popolare non conta più nulla. Qualunque partito otterrà la maggiornaza, il governo greco dovrà comunque obbedire alle direttive di Bruxelles e sottostare ai “placet” del FMI.

    Il popolo greco non può più neppure considerarsi “europeo”, con pari dignità e diritti dei tedeschi, degli italiani, degli olandesi….. I Greci sono oggi ridotti ad una condizione di “sudditi”, impoveriti e privati dei loro averi, costretti ad obbedire alla volontà di Istituzioni straniere.

    Questa è una delle tante storie di un Europa che non esiste….o meglio…. esiste solo in una versione moderna ed attualizzata del congresso di Vienna del 1815.

    • ClioBer

      E dopo gli scontri del passato, è una grande soddisfazione poterLa gratificare con un sentito like.
      Lo so che è poco, ma sarebbe uno spreco, e non è neppure nelle mie abitudini, dibattere sul nulla o cercare il famoso pelo, a un’analisi che rasenta la perfezione.

      • stesgarbi

        La ringrazio.

    • AlbertNola

      Dove hai copiato tuttte queste boiate?

      • Hans Lüthi

        Le ha copiate dal tuo quaderno, non ti ricordi?

        • AlbertNola

          Sulla Grecia ho scritto centinaia di commenti. Ne farò un libro, sarà un bestseller.

          • Hans Lüthi

            Auguri!

      • bruno

        Perchè non gli rispondi con qualche argomento?

        • AlbertNola

          Il Professore Stesgarbi sostiene: “Ora ci raccontano che la Grecia “è tornata libera”, ma non è vero.” Infatti è sotto libertà vigilata, non ha più la libertà di mangiare a tradimento coi nostri soldi di contribuenti onesti. Sono per gli aiuti ai greci, nostri fratelli, ma ogni limite ha una pazienza.

  • Ling Noi

    E’ quello che vogliono fare qui in Italia. Se non si esce da questa UE siamo fritti.

  • Giovanni Zanon

    24/08 commento sulla rapina fatta alla Grecia: E’ lei sempre lei, la tedesca dell’Est (ex comunista iscritta) nome Anghela l’assassina dell’EU. C’era nel 2009 ca una sofferenza bancaria in Grecia, cosa di poco conto rispetto a quello che sarebbe capitato. Il suo ripetuto Nein, Nein, sull’appianamento con garanzia del deficit ha trovato consensi in Sarkozy, Cameron, non penso in Berlusca, il “socialista” spagnolo etc. Da qui una spirale infernale ha avvolto e sconvolto la popolazione ellenica, l’industria, il commercio, lo stato stesso, facendoli precipitare in un abisso di miseria terribile, per poche centinaia di milioni di EU, dati astrozzo e sotto tortura di incredibili e nefande riforme politiche. Di Tsipras non voglio neanche parlare, il leone comunista con il cuore del coniglio, che ha venduto tutte le infrastrutture statali per 4 soldi ai cinesi, tedeschi, francesi, e anche italiani. Tutti dicono che ora ha stabilizzato il paese, ora non può che crescere. Ma dove, ma quando, con quel debito che comunque si ritrova con il crak totale dell’economia, con la popolazione nella assoluta nella miseria, tranne nelle isole che c’è il turismo e quindi un relativo benessere. Mai la Grecia doveva entrare nella UE, per debito, corruzione, PIL insufficiente, mancanza di un nucleo forte di industrie all’avanguardia e non decotte. Poteva uscire Tsipras dalla UE, aveva tutti i parametri negativi, ma anche orgoglio e patriottismo da difendere. Ora rimane solo un poveraccio becchino del suo popolo. Attenzione, anche se in modo diverso anche l’Italia per alcuni motivi simili non doveva entrare nell’area EURO, debito elevato, corruzione ed inefficienze nello stato e nei suoi asset industriali e servizi, estrema sindacalizzazione comunista nel lavoro, PIL declinante etc. Ma la arroganza e protervia, ignoranza criminale dei governanti di provenienza democristiano -comunista di fine anno 1999, hanno messo una seria pietra tombale alla liberta, sviluppo e prosperità del nostro paese.

    • AlbertNola

      Abbiamo rapinato la Grecia e la Grecia s’è fatta rapinare incassando dalle nostre tasche più di 600 miliardi di euro.

      • best67

        sì,ma poi li dovrà ridare (con gli interessi)!

  • Siber Massai

    Privatizzazioni e svendite, così è stata depredata anche l’Italia !

  • Andrea Capirone

    PuPut vieni, salvaci tu col rublone!

  • Carmelo

    Complimenti e grazie per iltitolo articolo ricco di verità e dati certi. Un unico grave errore è sgravare il traditore Tsipras dalle sue enormi responsabilità sulla schiavizzazione del popolo e sull’aver deciso di mentire ai suoi elettori. Io sono stato nel movimento greco e italiano, ma appena lui ha iniziato a mentire e smentirsi l’ho contattato per incitarlo a non tradire i greci e la loro storia di lotta estrema per la libertà, per rimproverargli gli errori e gli orrori imminenti. La Grecia muore e soffre per pagare un debito che i ladri e i mafiomassoni locali e stranieri hanno inventato e gonfiato, pagando fakelakia in ogni dove e a chiunque. Ma la gente tradita e schiava sta attendendo la vendetta civile e politica, poiché è al corrente che ci sarà una nuova tragica crisi entro 6 mesi. La prego di non essere morbido con il più grande politico fascista e traditore della Repubblica Ellenica!
    Ecco la parte da me contestata:
    “E del resto, il governo non poteva fare altrimenti. Spinto dai creditori a ottenere liquidità a tutti i costi e il prima possibile, il governo guidato da Tsipras non ha potuto fare altro che svendere gran parte del suo patrimonio a prezzi spesso inferiori al suo valore reale”.
    Rimango lieto per il resto del suo lavoro. Cordiali saluti!
    Dott. Carmelo Mangialavori.

    • AlbertNola

      Tsipras è un comunista pragmatico che sta salvando la Grecia. La mafia e la massoneria esistono solo nella fantasia di malati di mente.

      • best67

        tsipras?il classico comunista sopravvalutato dai dementi italici!

  • best67

    il sacco di atene!

    • Occhio

      Meno debiti meno problemi …

      • best67

        difatti,la “austera” germania (che esporta più debito pubblico che auto!) ha dovuto aumentare lo stesso di 500 miliardi di €,in pochissimo tempo per “mettere in sicurezza” il suo sistema bancario!poi,per gli altri,si è inventata il “bail in”!

        • Occhio

          Ci sono i debiti ma anche i crediti … vale anche per noi italiani.

          • best67

            oltre al debito pubblico esplicito ( che sarebbe quello che conosciamo ) c’è anche quello implicito.tale debito è si virtuale ovvero non ancora contratto,ma dovrà esserlo in futuro perché trattasi della somma delle prestazioni pensionistiche e sanitarie da erogare in futuro! Ebbene,sommando i due debiti siamo tra i più virtuosi d’Europa!

          • Occhio

            Il tuo discorso non torna, perché altri stati hanno percentualmente meno debiti e spese pensionistiche / sanitarie.

          • best67

            non è che non torna!è un fattore che non viene considerato!il debito reale,lo hai e devi pagarlo!è un dato di fatto!ma se già sai,che tra 10/20 anni x persone se ne andranno in pensione,devi prevedere che gli dovrai pagare la pensione e l’assistenza sanitaria!perché la germania ha interesse ad attirare immigrati qualificati ma da pagare poco?perché causa bass(issim)a natalità si sta trovando in deficit tra lavoratori e pensionati!solo che ha fatto un calcolo sbagliatissimo!ha puntato sui turchi!questi,come anche da noi gli euro-orientali,per 1 € che versano di contributi,ne incassano 1,5/2 sotto forma di welfare.nessuno euro-scienziato sa spiegarmi il fatto di come sia stato possibile che la più forte economia della uè sia stata costretta a aumentare il suo debito pubblico di 500 miliardi di €,in pochissimo tempo.per mettere in sicurezza le sue banche (per la maggior parte pubbliche)!se una economia è forte,il sistema bancario dovrebbe essere altrettanto forte,ed invece..!