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Il ruolo strategico del Pakistan
nella Nuova via della Seta cinese

La Cina ha trovato nel Pakistan un importante alleato, sia sul piano politico che su quello economico. Da un punto di vista politico, Pechino ha sempre utilizzato la relazione con Islamabad in chiave anti indiana e anti americana. Nelle ultime settimane il Pakistan è in rottura con gli Stati Uniti e la Cina ne ha approfittato. Donald Trump ha cancellato ogni aiuto finanziario diretto al governo pachistano, che deve fare i conti con la precaria situazione economica presente nel paese.

Il salvagente cinese

Il neo primo ministro pachistano Imran Khan, onde evitare l’ombra del Fondo monetario internazionale, ha accettato il salvagente lanciato da Xi Jinping. Il presidente cinese è lieto di tendere la mano al Pakistan, quasi non vedeva l’ora. Portando lo stato islamico sotto la sua ala protettrice, Xi avrebbe un’arma in più da utilizzare contro l’India e le sue ambizioni geopolitiche. Allo stesso tempo il Pakistan si allontanerebbe dalla storica influenza americana.

Il corridoio economico sino-pachistano

Ma il Pakistan acquista un ruolo strategico fondamentale se inserito all’interno della Nuova via della Seta. Tutto ruota attorno al cosiddetto corridoio economico sino-pachistano. L’obiettivo è creare appunto un corridoio di circa 3200 chilometri tra Gwadar, porto pachistano, e Kashgar, città cinese situata nello Xinjiang. In questo modo la Cina risolverebbe una volta per tutte il dilemma dello Stretto di Malacca e avrebbe un accesso diretto sul Mare Arabico.

Il nuovo accordo

Recentemente il Pakistan avrebbe voluto ritrattare le condizioni strette con la Cina. Per Khan sarebbe stato possibile farlo, ma con troppi rischi annessi per la tenuta del paese. Senza poter più contare sui fondi a pioggia degli Stati Uniti, la Cina è l’unica alternativa a una grave crisi interna. Nelle scorse settimane c’è quindi stato un incontro tra il ministro degli affari esteri cinese, Wang Yi, il suo omologo pachistano Shah Mahmood Qureshi, il capo del’esercito Qamar Javed Bajwa e Imran Khan. Pechino ha offerto 62 miliardi di dollari da investire in loco tra infrastrutture di vario tipo. Islamabad ha confermato la continuità sui progetti, rassicurando la Cina sul corridoio economico sino-pachistano.

Islamabad conferma la continuità sui progetti

Intanto sono iniziati i lavori per la linea Mainline 1(ML-1) delle Ferrovie pakistane. La tratta in questione, lunga 1872 chilometri, collega Karachi a Lahore Peshawar. Per la sua riabilitazione servono poco più di 8 miliardi di dollari. Non solo: pochi giorni fa è stato raggiunto un ulteriore accordo tra il vicepresidente della Commissione cinese per lo sviluppo e la riforma nazionale, Ning Jizhe, e il suo collega pachistano Makhdoom Khursro Bakhtiar. Il Pakistan ha accettato di coinvolgere terze parti nella realizzazione del corridoio. Anche il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha confermato la decisione.