Ukraine; Donbass region; Debaltsavo; 14/03/15

A separatist soldier on the frontline of Debaltsavo is trying an anti-tank rifle of the '50s.

Donbass, budget raggiunto

In poco più di due settimane sono stati raccolti i 3mila euro necessari per raggiungere il Donbass. Il merito, ancora una volta, è di voi lettori. 

Grazie a voi, Alfredo Bosco, Lorenzo Giroffi e Andrea Sceresini potranno tornare in Ucraina per raccontare la guerra dimenticata nel cuore dell’Europa. I soldi raccolti serviranno per pagare il volo aereo (800 euro), visto (500 euro) spostamenti interni (200 euro), alloggio a Donetsk e Lugansk (200 euro), vitto (500 euro) e, infine, interprete e autista da pagare, più altre piccole spese come le schede telefoniche (800 euro).

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Come potete vedere qui, la vostra generosità è tale per cui, nonostante il budget sia stato raggiunto, stanno arrivando altre donazioni. Tutto quello che raccoglieremo in più, verrà usato per sostenere eventuali spese di emergenza che i tre reporter potrebbero trovarsi ad affrontare. Trattandosi di una zona di guerra l’imprevisto è, infatti, purtroppo, sempre in agguato.
  Naturalmente, come per gli altri reportage, tutte le spese sostenute verranno rendicontate sul sito de Gli Occhi della Guerra alla seguente pagina: http://www.occhidellaguerra.it/trasparenza/
Nel caso in cui dovessero avanzare soldi donati per la realizzazione del reportage dal Donbass, questi verranno riallocati per i prossimi reportage al momento in fase di definizione

I nostri reporter racconteranno la vita al fronte dei miliziani filorussi; incontreranno i comandanti separatisti che, nel bene o nel male, sono entrati nella storia del Donbass; vivranno assieme ai profughi dimenticati di Donetsk e, infine, si caleranno nelle miniere illegali.

I nostri reporter sono già stati nel Donbass nel 2014 e nel 2015 e, per questo, sono stati accusati di “terrorismo”. Proprio nei giorni scorsi, infatti, i loro nomi (e i loro numeri di telefono) sono apparsi assieme a quelli di altri 4mila giornalisti in una black list solamente perché, durante la loro permanenza in Ucraina, si erano accreditati presso la Repubblica popolare di Donetsk. Quella, per intenderci, in mano ai filorussi. Un’accusa, quella di terrorismo, assolutamente infondata. I nostri reporter hanno semplicemente deciso di raccontare anche l’altro lato della barricata. Quello dimenticato dall’Europa. Lo hanno fatto con onestà e con lealtà. E, così, sono finiti in una lista di proscrizione. Anche per questo motivo siamo pronti a tornare in Ucraina.

  • chelavek

    Bravi!

  • Andre

    Bravi teneteci aggiornati ed andate con prudenza dove i giornali mainstream non vogliono andare.

  • alessio f

    bravi. restateci.

  • gcf48

    alessio lei è proprio spiritoso

  • valerio

    Dovreste andare anche in Georgia e Cecenia. Anche lì i russi si sono dati da fare, ma attenti a criticarli, loro non si limitano alle liste nere.

  • Paolo Berlinghieri

    già fare reportage per una testata non propriamente indipendente come “il giornale” la dice lunga circa la preparazione e la professionalità del personale coinvolto, poi vedere che questi sedicenti reporter sono piuttosto dei dilettanti lanciati da suddetta testata in zone dove è richiesta non solo esperienza ma anche una certa “abilità” fa capire quanta strillonaggine ci sia dietro. Non siete eroi. Un Eroe era l’amico Andy Rocchellii, di Cesuralab, ucciso a Sloviansk due anni fa. E nessuno ne ha parlato. E Andy era abbastanza bravo da non aver bisogno di 3000 euro raffazzonati da lettori con un clic. Andy era giornalismo, voi dilettanti.

    • gcf48

      non le sembra di esagerare?