Paso_fronterizo_entre_Melilla_y_Beni_Enzar

Il passaggio dei migranti dall’Africa all’Europa

L’Europa è a pochi passi. Le montagne del massiccio di Gourgou sovrasta la città marocchina di Nador e un’insenatura fra i monti mostra la via per Melilla e l’Unione Europea. Al mattino, durante l’inverno, la cappa d’umidità copre le montagne e la temperatura anche a bordo oceano è bassa. Dalla pianura si scorgono le foreste arrampicarsi sulle rocce e mai si potrebbe immaginare che, al loro interno, migliaia di migranti sviluppano tattiche per tentare di “assediare” le griglie poste al confine della città di Melilla, una delle due enclavi spagnoli rimaste su territorio marocchino (insieme a Ceuta).

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Serge e Mafa chiamano un “moto-mafia” (contrabbandieri marocchini che, attraverso strade secondarie, trasportano i migranti illegalmente nelle foreste) la mattina presto. L’hotel du commerce, dove il conducente ci aspetta, si trova in centro a Nador ed è un posto frequentato da subsahariani appena arrivati in città. Quando ancora erano clandestini (nel 2016 il re ha annunciato una seconda ondata di regolarizzazioni dei migranti ma, fino al 2014, anno della prima normativa, vivevano nella clandestinità e nella paura di essere espulsi) e molti hotel non li accettavano, venivano qui. Si parte, nessuno parla, per non destare il minimo sospetto. Il conducente sa già la destinazione: la foresta di Bolingo, campo base prima di partire per la foresta di Gourgou e tentare l’assedio alla fortezza controllata dalla Guardia Civil spagnola.

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Bolingo, che in lingua lingala significa “amore”, non è proprio il punto più vicino alle griglie di Melilla. “Ormai rimanere fissi a Gourgou non è sicuro. Ci si passa per poco tempo, solo prima di tentare la scalata” dice Serge, mio Virgilio durante il tragitto. Mentre discutiamo, il conducente infanga la macchina in mezzo ai campi e dobbiamo proseguire a piedi ma senza dare troppo nell’occhio, dal momento che i locali potrebbero avvertire la polizia. È Mafa a fare strada. Si passa attraverso dei boschi, dei binari e campi arati, fino a scollinare vicino all’inizio della foresta. Da lontano, si comincia ad intravvedere la desolazione e il fumo che esce dagli alberi. Eccoci a Bolingo.

Entrare “in foresta” è come passare una dogana. Senza il permesso dei capi, si rischia grosso. Entrando con gente rispettata non si rischia granché, ma bisogna sempre trattare. Serge introduce Irené, un camerunese che vive lì da ormai 6 anni, e che è diventato uno dei capi ghetto. “Siediti, italiano” mi dice molto educatamente, porgendomi una cassa di legno per i pomodori come sedia. L’entrata della foresta è scioccante. Al posto della terra si è formato uno strato di plastica, preservativi, siringhe e rifiuti. Sparsi in disordine, i cosiddetti “bunker” (tende o capanne) sono costruiti con teli di plastica e rami degli alberi caduti. Intorno ad ogni tenda, come protezione dalle forti piogge, si scava una piccola fossa, ma spesso la forza dell’acqua ha la meglio, costringendo le persone ad asciugare tutto con la sola luce del sole. Ogni quartiere è controllato da una persona diversa. “Ci vuole qualcuno che controlli e faccia rispettare le regole. Di solito è il più anziano. Abbiamo di tutto qui, furti, risse ma mai stupri” racconta Irené, camminando attraverso il suo “ghetto”.

In giro si possono vedere dei buchi coperti da un sacco della spazzatura che fungono da bagno e doccia. Per i più fortunati, una tendina è adibita a bar e qualche persona prova a vendere viveri di prima necessità comprati nella “boutique”, piccolo villaggio marocchino dove gli abitanti di Bolingo possono rifornirsi di acqua, caricare i cellulari e cercare i resti del cibo gettato nei cestini del mercato. “Nessuno viene a darci dell’acqua. Forse qualche Ong una volta all’anno, ma non basta. Ora nel villaggio ci fanno pagare. Costa meno l’hashish, indispensabile per sopportare lo stress” dice Irené, attorniato da un gruppo di ragazzi che accetta di testimoniare. “A volte troviamo dei pomodori o altri tipi di verdure nei resti del mercato o nella spazzatura che ci permette di sopravvivere. Inoltre, se la polizia arriva, distrugge tutto. Può succedere da un momento all’altro. Noi abbiamo preparato un sacco di emergenza nella tenda che prendiamo al volo. Siamo sempre pronti”.

I “bunker”, non sembrano così scomodi al loro interno, anche se la precarietà igienica è notevole. Si può trovare di tutto, da cucine con gas a bottiglie di acqua e sacchi di cibo. Alcuni costruiscono delle separazioni per creare una camera da letto e mettono delle coperte di lana per scaldarsi. Altri creano delle lampade con una bottiglia di plastica e una candela. La disperazione, insomma, crea la genialità.

La noia però, è lo stress maggiore che ammazza le speranze di queste persone. “È difficile sopportare tanto tempo senza riuscire a scavalcare la griglia. Tuttavia, se non si ha nessun mezzo per sopravvivere in città, questa è l’unica salvezza. Io ho vissuto qui 6 anni, non so nemmeno quante volte ho tentato l’assalto. Ma sono ancora qui e non perdo la speranza”.

Molte persone devono mentire alle loro famiglie. In molti casi infatti, molti sub sahariani che subiscono pressioni famigliari preferiscono dire che sono già in Europa, inventandosi storie. Alcuni dicono che sono a Parigi e che lavorano, ma non possono usare il telefonino perché vengono licenziati. Altri fanno finta di essere sul metro. Insomma, sono ragazzi pronti a tutti pur di mantenere il loro stato sociale nei loro paesi.

I ragazzi camminano in giro per il loro “quartiere”. Mostrano il loro disagio. Intorno, alcune persone improvvisano una messa. Dall’altro lato alcuni bambini giocano rincorrendosi. Sono in molti quelli che vogliono raccontare il motivo del loro spostamento, del perché hanno intrapreso questo viaggio maledetto e così pericoloso. Ma la parte più scioccante sono le storie raccontate a proposito delle griglie e di come le persone tentino di assediarle. Non è un tentativo di attraversamento, sembra proprio una manovra di guerra.

“Studiamo per mesi i movimenti alla frontiera della Guardia Civil e della polizia marocchina. Non riescono a controllare tutta la griglia, è troppo lunga. Alcuni uomini vanno in avanscoperta e si posizionano camuffati con qualche riserva di cibo e acqua. Quando siamo sicuri al cento per cento, che nessuno è passato da quel punto per settimane, trasferiamo un gruppo da qui verso Gourgou” raccontano insieme. Da Bolingo a Gourgou sono più di 20 chilometri, una notte di marcia. Una volta raggiunta la foresta, ci si sistema prima di assediare. “Si parte in gruppi di almeno 800 o mille persone, così si ha la certezza che un numero abbastanza ingente riesca a passare. La settimana scorsa sono entrate 500 persone a Ceuta, ma diventa sempre più difficile perché la sicurezza è sempre maggiore e la polizia marocchina è sempre molto violenta”.

Come nelle battaglie convenzionali, le prime linee sono quelle che si sacrificano. Esserci vuol dire non avere quasi possibilità di attraversare. Le prime linee sono spesso composte dai nuovi arrivati, che fanno da ponte e aprono le linee contro la polizia marocchina, permettendo al flusso di scalare le griglie. “Ormai arrampicarsi sulle griglie con le sole mani è impossibile, hanno rimpicciolito i buchi rendendoli più piccoli delle dita. Ma noi abbiamo creato un sistema di ganci attaccati alle mani e di chiodi sulle scarpe. Il problema è risolto”.

Le barriere sono 3. Agli estremi sono più alte e piene di filo spinato. Quella in mezzo è più bassa. Il tempo per passare non è molto, massimo 10 minuti. Scalare, saltare e sperare di non farsi male per tre volte, non è poco. Se si riesce ad arrivare dall’altro lato e a correre al centro rifugiati, “benvenuti in Europa”, altrimenti si verrà rispediti al confine marocchino e picchiati a sangue. Il gioco poi rincomincia: rientrare in Marocco, trovare i fondi per arrivare alla foresta e poi… ritentare l’assedio. Quanto si è disposti a pagare per vivere meglio?

  • Enrico Marra

    Anche ammesso che da lì ne passino, diciamo, 5000 all’anno non sarebbe un problema. 5000 all’anno, se confrontati coi nostri numeri fanno ridere.

    • Lorenzo Perugini

      se ne passano 100 e’ gia’ molto…

      • TheoGattler

        Non ne dovrebbe passare nemmeno uno…
        #Fochi

      • Marco Bi

        Perchè non te li porti a casa tua?

  • berserker2

    Feccia senza dignità……solo questo sono. Se l’avessero, la dignità, resterebbero nei loro turpi paesi a cercare di migliorare le condizioni di vita, loro e dei loro famigliari. Ma non avendola la dignità (che gli viene invece riconosciuta dai catto/sinistrati buonoidi e imbecilli), preferiscono vegetare come bestie, in condizioni igienico/sanitarie pessime, nella speranza di poter entrare da clandestini nella civile Europa, nel tanto agognato Occidente, da loro peraltro sempre criticato e disprezzato. Però gli ci piace venire a farsi mantenere dagli occidentali, sfruttare quel welfare conquistato nei secoli e con sacrificio dai nostri Padri. Il ridicolo è che per qualche politico catto/sinistrato, queste sarebbero risorse……e in effetti, a leggere la cronaca del pur bravo giornalista Rossi, scaturisce fuori tutta la geniale genialità di questi grandi geni, evidentemente incompresi in Afriga Londana, ma che saremo sicuramente in grado di apprezzare noi Europei quando finalmente potremo accogliere stì qui che pagheranno le pensioni a italiani, greci, francesi, tedeschi, ecc..,ma pensate……hanno persino inventato: una coperta messa su di una corda a creare un ambiente separato in una baracca e addirittura una candela infilata nientedimenoche in una bottiglia di plastica a fare come una lampada, qui si rasenta il puro genio……stanno adesso studiando due bicchieretti collegati ad uno spago per tentare un abbozzo di telefonia…..cose da non credere!!!! Presto però….che brevettassero il tutto, altrimenti i cattivi ed egoisti occidentali gli fregano l’idea e le royalties……un pò come fece Mr. Bell con il Sor Meucci.

    • venzan

      Nei lor “turpi” paesi vivono bene a loro modo, non per niente fanno tanti figli, il nostro benessere consumistico, spesso esagerato, non deve essere un modello di vita per tutto il mondo.

      • TheoGattler

        Ok, forse a loro modo vivono anche bene; solo che qui vivono decisamente meglio visto che gli si concede la possibilità di parassitare a complete spese di noi autoctoni.
        #Fochi

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          L’evasione fiscale non è vivere a complete spese di chi non evade? Perché qui mantieni il silenzio?

      • Marco Bi

        Vivono così bene che sono “costretti” a venire a rompere i coglioni qui…
        E quando arrivano qui, mica ringraziano Dio, per essere scappati dall’inferno da loro stessi creato… no, arrivano qui e ricominciano a costruire l’inferno dal quale dicono di essere scappati. E naturalmente trovano tanti coglioni disposti ad ascoltarli, coccolarli e incentivarli.

        • itsmy opinion

          sante parole…vengono qui e poi vogliono vivere come da loro. Che schifo.

    • Lorenzo Perugini

      hummmm ancora 60 anni fa avresti visto gli italiani vivere nella stessa identica maniera nelle baracche in belgio..germania e francia

      • berserker2

        Te devi essere un filo ceppista speziato…….uno di quei relativisti senza dignità che si arrampicano sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile. Del resto, ma da uno che cerca di comprare una baracchetta, un tucul in marrucchinia, ma che ci possiamo aspettare. Dai ritenta però, anche se poi hai visto la triplice nerchia……non disperare, rivai la terza volta nella splendida Merdilla, compra l’appartamento che tanto aneli, per poter vivere alla maniera delle belle risorse magrebine, che tanto con dù soldi sicuramente troverai qualcosa e poi rimanici nella splendida cornice marrucchina tra sterco di cammello e clandestini di afriga londana. E’ vero, 60 anni fa gli italiani vivevano quasi così…..ma non esagerare in malafede per giustificare le tue inesistenti ragioni…….non esattamente nel degrado e nella inciviltà dei tuoi amici neri neri, però in Belgio, in Germania, in Francia, in Svizzera, come in Argentina o in Australia, gli italiani ci andavano per lavorare, con un regolare visto di ingresso, passaporto in regola, identità certa e certificato medico. Andavano a lavorare in condizioni di vita si difficili, ma sempre con grande dignità e sacrificio e tu ti dovresti vergognare per solo avere comparato le due diversissime situazioni. Peraltro, quando emigravano, non pietivano 35 franchi/marchi/fiorini al giorno, non andavano per farsi mantenere, la famiglia la lasciavano in Italia, e poi tornavano nel proprio Paese, nessuno li accoglieva in hotel 3/4 stelle, non avevano nessuna assistenza sanitaria gratuita, nessuno gli regalava scarpe nike e telefonini di ultima generazione. Non accampavano ridicole scuse inerenti a inesistenti presunte guerre e persecuzioni. Non pretendevano poi, assolutamente di cambiare leggi, tradizioni, usi e costumi del paese che li accoglieva, si limitavano a lavorare duramente, senza aspettarsi nè comprensione nè ringraziamenti. Pertanto, sor Peruggino…….vergognati ancora, studia, pensa e poi parla. O sei in malafede, o sei ignorante, o sei scemo, o ci guadagni sopra, o magari tutte e quattro le cose messe insieme e se voti PD o SEL è possibile che sia così. Vedi tu.

      • Mario Toso

        Ho fatto l’emigrante, sono partito nel 1960, con passaporto,contratto di lavoro, alloggio assicurato e visita medica. E non ho mai vissuto come ha scritto tu. Evidentemente tu non ti sei mai mosso dall’Italia!

      • montezuma

        I soliti paragoni che non hanno alcun significato.

  • Raoul Pontalti

    Per la verità che entra a Melilla (e a Ceuta) non è entrato in Europa ma è rimasto in Africa: per raggiungere il continente europeo occorrono l’aereo o la nave e sia all’mbarco che soprattutto allo sbarco in Europa (in pratica in Spagna) ci sono nuovi controlli anche se formalmente doganali.

    • Lorenzo Perugini

      verissimo…io ci sono stato due volte nel 2005..volevo comprare un appartamento…ma e’ complicatissimo..per via delle restrizioni…ho visto la triplice cerchia…e i passaggi regolari tra melilla e la perferia di nador…quando sei a nador da illegale…ci rimani…a meno che non sembri un ragazzo occidentale..hai documenti falsi e parli la lingiua dei tuoi documenti

  • TheoGattler

    Quando si deciderà ad utilizzare nuovamente le mitragliatrici, sarà sempre troppo tardi.
    #Fochi

    • Lorenzo Perugini

      fossero andati i tuoi genitori al cinema invece di copulare ..oggi avremmo un hater di meno

      • TheoGattler

        Se invece quella sera in cui tu fosti concepito, tua madre avesse praticato sesso anale, anziché vaginale; oggigiorno ci sarebbe un coglione in meno sulla terra.
        #Fochi

    • montezuma

      Chi ti dice che non lo fanno? Non fidatevi solo dei media …

      • TheoGattler

        Credo che sarebbe piuttosto difficile nascondere una cosa del genere ai ‘media’ progressisti tipo Repubblica, Corriere, Huffington Post etc…
        #Fochi

        • montezuma

          Per esperienza vissuta, i media e le organizzazioni “progressisti” hanno eccezionali capacità di dare addosso ai deboli e starsene buoni con i forti. Da un punto di vista politico, l’Italia è debole mentre la Spagna non … si lascia mettere sotto. Parecchi Paesi hanno “il grilletto facile”, ma o i giornalisti “quel giorno non ci sono” oppure gli viene passata la velina “di quel che possono dire”. E anche le testate citate sanno bene dove possono o non possono …

          • TheoGattler

            In effetti mi ricordo che il compagno Zapatero, tanto osannato dai sinistrati di 15 anni or sono; si faceva poche remore a riservare ai clandestini una caldissima accoglienza a base di confetti di piombo….. La mia paura è che oggigiorno le cose siano decisamente cambiate anche in terra spagnola.
            #Fochi

  • venzan

    Bisogna mettersi in testa che chi entra clandestino va mantenuto ma non deve essere libero di circolare, questi, essendo poveri vengono solo per mangiare, l’unica cosa che possiamo dare.

    • TheoGattler

      No, ogni clandestino deve essere respinto, con le buone o con le cattive maniere.
      #Fochi

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Vedi i diritti umani che contrastano la tua veduta.

        • Marco Bi

          Non ce ne frega un cazzo dei diritti umani. I diritti umani sono diventati la palla al piede dell’occidente. Chissà come mai, tutto il resto del mondo gode dei diritti umani mentre gli occidentali, in particolare italiani e greci, no. A noi possono fare tutto, anche sostituirci etnicamente…

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Hai pensato fino in fondo la tua espressione? Seguendo il tuo consiglio uno può sequestrare i tuoi beni senza indennizzarti. Oppure può rinchiuderti in un campo di concentramento. Poi, dove vedi un complotto quando il problema è la performance?https://uploads.disquscdn.com/images/91457f5f41412cf2e3984577d9546379050f7cb33e42bd54bb7da1cf0e4b30d9.png

          • Friendly Cynic

            I “diritti umani” contrastano con il diritto dei cittadini europei a non essere invasi, vittimizzati e dispossessati del proprio paese da parte di migranti invasori: non me ne faccio niente dei “diritti umani” se devo finire la mia vita a vivere assediato da degrado e criminalità come negli USA ed in Brasile, in una nazione che non posso piú chiamare il mio paese perché gli italiani sono sempre meno maggioranza.

            La crescita del PIL non é correlata alla sostituzione etnica, altrimenti la Germania sarebbe meno invasa dell’Italia.

            P.S. adesso grazie ai “diritti umani”, i loro beneficiari possono occuparti la casa con minori al seguito o moglie incinta e nessun giudice muove un dito per sbatterli fuori con la forza oppure te la puó requisire direttamente un prefetto per installarci gli invasori (pensaci visto che apparentemente la proprietà é l’unica cosa che ti sta a cuore).

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Nel socialismo reale milioni di proprietari in quanto tali hanno perso la loro vita. Forse il discorso non ti interessa in quanto non tu la vittima. Ma è poi così che c’è anche il discorso land grabbing che causa non pochi sfratti. Senza anche menzionare le guerre con armi che sono state fabbricate anche dalle nostre parti. Insomma, sembri non vederci concausa rispetto al problema che lamenti.

          • TheoGattler

            Ti correggo: non migranti invasori, ma clandestini invasori.
            Tanto per dire pane al pane e vino e al vino.
            #Fochi

          • Marco Bi

            Anita (bot) Muller a me dei diritti umani non frega un cazzo.

            L’Italia è piena di delinquenti stranieri che possono delinquere grazie ai cosidetti “diritti umani”… quindi basta, abbiamo già dato.
            Io sono per una dittatura di destra che faccia piazza pulita di tutto il lerciume cattocomunista e stranieri annessi.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Mesi e mesi di discorsi per TU non dire che vuoi una dittatura di destra? Comunque qui, dopo Ubimauri, sei la seconda persona che lo ammette.

      • venzan

        Leggi bene, facendo come dico vedrai che l’immigrazione si blocca in breve tempo.

        • TheoGattler

          Il punto è che fintantoché non c’è la volontà politica di bloccare l’invasione, il discutere sul come fermarla equivale a parlare relativamente al sesso degli angeli.
          #Fochi

  • Sterminator

    Visto che ai buonisti piace fare il parallelo con i nostri avi che emigravano nel dopoguerra, vorrei rammentare che questi si, emigravano, ma con i documenti in regola. Ad Ellis Island si facevano la quarantena e se tutto ok poi potevano entrare negli USA. Li però non c’erano le varie onlus, coop, ecc ecc a mantenerli in alberghi con colazione, pranzo e cena e farli stare a zonzo tutto il giorno. I nostri sono andati li a “lavurà”.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      La migrazione umana c’è sempre stata. Anche per spirito d’avventura o voglia di cambiare.

      • Friendly Cynic

        L’accoglienza suicida degli invasori invece no.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Invasori dici? Intendi come i nostri avi nel trascorso nemmeno così lontano?

          • Marco Bi

            Ma “nostri” di chi? Tu sei un bot del cazzo, non hai avi, non hai stato, non hai storia, non hai un cazzo di niente. Sei il relativismo assoluto, il tutto ed il contrario di tutto. Ma spegnetelo sto cazzo di bot che ha rotto i coglioni con le sue intemerate… ebbasta dai, l’esperimento è bello finchè dura poco.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Qui sotto mi stavi dicendo che volevi una dittatura di destra …

          • Marco Bi

            Non di destra… di destrissima

          • TheoGattler

            Don’t feed the troll…. io quella cretina di ‘Anita Mueller’ non la leggo più da tempo avendola bloccata.
            Fai anche tu così.
            #Fochi

  • montezuma

    Se l’Italia avesse delle enclave del genere, avremmo 400.000 clandestini l’anno tra mafia, buonismo e interessi vari. Gli Spagnoli, zitti zitti, sono molto più sbrigativi e i passaggi sono molto ridotti.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Confronto improprio. Se gli uomini avessero le ali serve solo per fare propaganda.

  • Divoll79

    In GB, adesso, se i genitori rifiutano di far andare i loro figli in “gita” scolastica alle moschee (dove assaggiano il pregare col cucu’ in aria, alla maniera musulmana), quei genitori vengono accusati di razzismo, con conseguenze (per ora) amministrative. Idem in Germania. Ecco come stiamo messi in UE. Bisogna darsi da fare perche’ non si arrivi a queste assurdita’ anche in Italia.

  • Anita Mueller

    Io mi offro volontaria per picchiare a sangue tutti i marocchini che cercano di entrare clandestinamente in Europa. Posso usare il bastone, la frusta, il frustino per cavalli e la cinghia. Sono disposta a denudare tali criminali, frustarli nel culetto fino farli sanguinare.