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Quel che resta del trumpismo

La dottrina di Donald Trump è in evoluzione. Steve Bannon, considerato da molti come il vero artefice e stratega della vittoria di The Donald , è stato rimosso dal consiglio per la sicurezza nazionale dopo i fatti di Charlottesville. Un pezzo sostanzioso di politically incorrect ha così ufficialmente abbandonato la Casa Bianca. Anche in questo mandato, che pareva esserne molto distante. L’emergere di una vera e propria sterzata istituzionale è stata salutata da molti come un cambiamento radicale dell’estetica trumpiana, una forma di trumpismo mitigata, appiattita sui desiderata del partito repubblicano. 

Ma Steve Bannon non ha desistito e la vittoria del giudice Roy Moore alle primarie repubblicane in Alabama ha segnato un punto sul suo pallottoliere. Può darsi che sia stata la prima di una serie di rivalse e che lo scontro tra sovranisti e neocon si ribadisca ad oltranza nelle prossime sfide elettorali. L’Alt-right dopotutto è la categoria politica che più di altre ha sostenuto la candidatura di Trump e sarebbe ingenuo pensare che il trumpismo non possa sopravvivere alle svolte di Trump stesso. Così, nell’America profonda, continuano sbancare elettoralmente esponenti della destra alternativa, una nuova visione degli Stati Uniti, che come un moto ondoso in mare aperto disgrega le certezze di molti degli analisti di geopolitica. La questione focale di questa storia è, in fin dei conti, comprendere se l’Alt-right sia un prodotto politico della vittoria di Trump o se sia stato il presidente degli Stati Uniti ad appoggiarsi al consenso della destra alternativa, per poi prenderne le distanze dinanzi all’emersione di dinamiche e accerchiamenti che lo hanno portato dritto verso le strade della real politik. Certo è che l’Alt-right ha politicamente del potenziale e che l’autoreferenzialità di certe considerazioni potrebbe contribuire a sottovalutare un fenomeno che ha in sè le risorse argomentative per portare avanti in autonomia il trumpismo. Le risorse economiche, quelle sì, senza il sostegno di Trump e del partito repubblicano, potrebbero costituire un problema a lungo termine.

L’Alt Right riuscirà ancora a indirizzare la politica di Trump?
 Per scoprirlo vogliamo andare negli Usa ed ecco dove andremo 

Ma perché nella visione di Donald Trump, al di là del più volte ribadito “American first”, sono sparite le istanze che avevano contraddistinto prima le primarie e poi la campagna elettorale contro Hilary Clinton? Le logiche della Casa Bianca non sono quelle che dominano i rallies elettorali. Non ci sono folle da aizzare e operai che aspettano risposte alla loro crisi lavorativa, quindi esistenziale. Ci sono però i generali e i gruppi economico-finanziari e questi sì, pare abbiano il potere di far virare la presidenza dove vogliono, essendo tutori della sicurezza e dei fondamentali economici americani. E la Casa Bianca è il punto dove questo, che si chiama Deep State, incontra l’autorità espressa dal voto dei cittadini. Quando Donald Trump, dopo un inizio di presidenza dal sovranismo scoppiettante, ha scelto di seguire la strada tracciata da questi due gruppi dominanti, ha contribuito a far ipotizzare che il Russiagate fosse l’arma di ricatto in mano a chi, dell’indipendentismo degli Stati Uniti in politica estera, non vuole neppure sentirne parlare.

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E così, il terzo assunto di Huntington, quello per cui gli Stati Uniti hanno tra le possibilità quella di “tentare di mantenere la società americana distinta dal destino degli altri popoli”, è scomparso dai radar del trumpismo. Sostituito dall’interventismo in Siria, dalle prese di posizione sull’Iran, dalla continuazione dell’interruzione del dialogo con la Corea del Nord, dai rapporti privilegiati con quelle petrolmonarchie che il trumpismo aveva più volte associato al terrorismo jihadista, all’origine dell’Isis e al sostegno economico ai democratici. Tutto sparito nel dimenticatoio dei corridoi adiacenti allo Studio Ovale, con buona pace di chi, alle tesi indipendentiste, ci aveva creduto davvero. Ma Trump si è spinto anche oltre. Queste sterzate, infatti, non hanno fatto sì che il partito repubblicano cominciasse a guardare al POTUS con maggiore simpatia: Trump, nonostante la maggioranza parlamentare sia repubblicana, non riesce ad abolire l’Obamacare. Per tale questione e per l’abolizione della legge di Obama sui dreamers, si è detto disponibile a cercare un compromesso con il Partito Democratico, tagliando fuori dalle trattative il partito con il quale si è candidato. Accordi che potrebbero anche divenire reali, nel momento in cui il Deep State che, non è un mistero, è spesso stato etichettato come vicino al Partito Democratico, dovesse spingere in tal senso.In questo ginepraio di logiche, però, esistono anche i cittadini americani. Gli stessi che meno di un anno fa avevano optato per una presidenza annunciata come libera dai diktat del Pentagono e di Goldman Sachs.  I texani che il sabato vanno al poligono, quelli che, con uno scatolone tra le mani, hanno dovuto abbandonare il loro posto di lavoro a causa della crisi, i blue collar d’America, coloro che sono stati disposti a votare Trump pur di tornare nelle viscere della terra ad estrarre carbone, gli studenti ideologizzati, i contadini rappresentati da American Ghotic di Grant Wood, i suprematisti, l’imprenditoria del mattone, i Tea Party, l’elettorato tradizionalista o evangelico che ha visto in Trump un argine al progressismo di Obama in materia di legislazione sulla famiglia e su questioni di genere. Una massa solo apparentemente informe che potrebbe non accettare quello che suonerebbe come un tradimento di certe istanze. Gli stessi cui continuano a guardare con attenzione Steve Bannon, i giornalisti di Breitbart, Milo Yannopoulos e tutti gli altri custodi della rigidità dottrinale del trumpismo delle origini. Per comprendere, una volta per tutte, se sia ormai consolidata l’esistenza di uno spazio politico in cui incanalare il sovranismo in salsa americana. Se il trumpismo, insomma, sia in grado di scampare ai voltafaccia di Trump. E se c’è, tra l’elettorato, come ai tempi della Restaurazione francese e dei suoi legittimisti, chi è rimasto più realista del re. Le prossime presidenziali americane sono temporalmente lontane, più imminenti, invece, sono le esigenze quotidiane dei cittadini che Trump aveva promesso di affrontare. 

  • Rifle Leroy

    Precisazione all’articolo: trump sull’ìiran non ha mai cambiato idea, ha avuto sin dalla campagna elettorale intenzioni ostili-bellicose nei confronti di esse.
    Quindi non c’è stato un cambio d’opinione in corsa,quello c’è stato “solo” per Russia e Siria.

  • Umberto Ciotti

    Trump ha fracassato perché non ha capito che per essere veri liberali occorre essere dalla parte della Libertá e non del potere del portafogli

  • Bocci Massimo

    Putroppo nulla, lo hanno già catechizatoMeticcio, prima ricattandolo!!! E poi definitivamente lobotomizzato,gentaglia criminale, di ladri,corrotti esperti senza scrupoli e cosiena questi Meticci, finti democratici con in tutte le devianze e mistificazioni, criminali,di CIA,FBI,…. democratiche prima gli avranno fatto radiografie e tac, per poi mettere a punto una cura terapeutica di MAFIA e Ndrangheta e ora sotto cura l’ex Tycoon balbetta cui che vogliono, ricattato ed eunuco (da la spettre cupola dei criminali Meticci alias pan democratici) dunque ora l’ex Tycoon tira a campare,come un pensionato suonati (a cui ogni tanto torna un sussulto elettorale di dignità (pochi in verità) lui tiene famiglia e spratutto patrimonio da TUTELARE (la storia del Bunga Bunga ne è un grande esempio di insegnamento) che come prassi vengono prima dei milioni veri e poi quelli elettori e Bue,(che perlomeno avrebbero gradito da lui meno giravolte Meticce e più verità da impedito ) a concludere quella che poteva e doveva diventare la riscossa dei popoli Occidentale autoctoni e sovrani si è trasformata in una pantomima senza dignità e speranza,l’unica in verità come speranza è come accaduto in Alabama, dove il suo ex braccio destro Steve Bannon il fautore della sua vittoria elettorale, ci da una ultima speranza diaffrancarci dallamafia Meticcia,che la prossima volta corra in proprio, in prima persona e con la speranza sopratutto che non abbia ne scheletri in armadio ne in famiglia.

  • ClioBer

    Se in Alabama la gente gli ha voltato le spalle ed ha eletto Roy Moore sponsorizzato da Bannon, contro il candidato sostenuto da Trump, vuol dire che del progetto di Trump è rimasto poco o nulla.
    Del resto, il metodo è collaudato, sin dai tempi di Stalin: Per annacquare il progetto politico dell’avversario, si fa partire una campagna mediatica accusatoria, accampando scuse e cavilli (classica l’accusa di populismo di cui abbiamo tutti contezza), ed ecco che, un passo dopo l’altro, lo si costringe a moderare i toni.
    Questo quando non è possibile procurarsi elementi per criminalizzarlo, veri o presunti non importa, poiché in questo caso, batti e ribatti, al malcapitato, e pure ai familiari, gli si rende la vita impossibile. Ne consegue,che non gli restano che due possibilità: Eseguire gli ordini (ricattatori), che per brevità, parlando di USA, possiamo definire del “deep state”, oppure andarsene con disonore.

    • Idleproc

      Trump, di suo, non ha mai avuto sta gran visione strategica ma, col suo senso pratico, la sensibilità verso gli umori e i problemi di chi lo ha sostenuto era ottimo per stabilizzare e provare ad invertire una dinamica potenzialmente dirompente.
      In parte lo ha fatto ma è anche chiaro che se lo sono incartato e non poteva andare diversamente non avendo una visione chiara lui per primo e per i rapporti di forza a lui totalmente sfavorevoli nell’habitat oligarchico-lobbistico che lo circonda.
      Non ho dubbi che sul messaggio di “restituire la sovranità al popolo” ci abbia creduto e ci creda ancora.

    • Silvio

      Sebbene ,come dici, in ALABAMA la gente pensa COSI , allora **GOD SAVE THE USA*** e percio **GOD SAVE THE WORLD***. QUE PORQUERIA?????

    • Silvio

      il

    • Libertà o cara

      Gentile signor ClioBer,
      il suo dire presuppone che sia Bannon, che il candidato da lui sponsorizzato, che la gente dell’Alabama si siano votati in massa al NWO! Hanno fatto la scelta distruttiva?
      Sereno anno . . . Libertà o cara

    • Sapori Forti

      Balle, non si può andare a lungo contro la volontà popolare, si ricordi che gli Usa a fine 800 fecero una sanguinosa guerra civile per questioni di principio, ossia per la così detta abolizione della schiavitù nel sud del paese( anche se c’ erano marginali ragioni economiche). Gli Americani sono avvezzi a regolare i conti con il piombo e non creda che si facciano scrupolo di attaccare qualche fetente miliardario ad una improvvisata forca, come una volta succedeva giornalmente ad Oklahoma City

  • mortimermouse

    solita storia, mi ricorda la stessa storia accaduta a Berlusconi, anche trump rimarrà in sella e forse sarà un guaio per la sinistra : sarà come tentare di cavalcare un cavallo nero selvaggio… :)

  • Leonardo Zangani

    Steve Bannon e’ il futuro del movimento popolare che ha eletto Donald Trump.
    Le elezioni in Alabama sono state le dimostrazione del fatto.

    • Stonefly 777

      speriamo bannon sia il prossimo presidente anche

      • Silvio

        SPERIAMO che quel BANNON sia i **TUO** presidente PERO in un PIANETA BEN distante. .¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡

    • mariolino

      Ho visto alla tv quello che ha vinto le elezioni, va in giro a cavallo con la pistola nel cinturone come nei film western, vi fidate con quelle pagliacciate, e ieri mattina sono stato al poligono pure io.

      • Leonardo Zangani

        Mariolino…….alla tua ( e mia ) età guardiamo ancora la RAI…loro sono i campioni delle fake news.
        Io vedo come distorgono le notizie dagli USA, e’ penoso.

        • mariolino

          Quelle non erano notizie, ma un filmato, che abbiano preso un attore non ci credo, sarebbe troppo facile da scoprire, le notizie false sono ovunque, difficile sapere la verità, se esiste poi, lo stesso fatto raccontato da dieci persone ha dieci versioni diverse.
          Era lui o no quello che ha vinto.

  • Stonefly 777

    questa è la teoria della farfalla – il battito delle ali di una farfalla in una foresta lontana in qualche angolo del mondo, potrebbe amplificarsi e diffondersi nel resto del mondo portando ad uno sconvolgimento totale… e dunque, tutto è cominciato dal pentimento sincero di un cuore peccatore in qualche angolo del mondo che con la sua forza sincera si è esteso nel resto del mondo. Qualcuno da qualche parte del mondo all’immprovviso si è fermato nel bel mezzo del delirio globalista modernista o post modernista ed ha capito che stavano tutti andando dritti nel burrone, che tutto questo era sbagliato da morire…poi ci sono state le scelte del popolo russo che tornando alle proprie radici ha mostrato al mondo che con le tradizioni si vive meglio e nella gloria…ed il battito delle ali dei milioni di russi tradizionalisti si è esteso per tutto il mondo. I popoli si stanno scuotendo e sbattendo le loro manette pesanti di schiavi, mentre cercano di alzarsi in piedi.

    • Ma22

      Sono 2 le frasi che mi piacciono. Una è quella della farfalla. Si dice che il minimo battito d’ali sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo. Ogni cosa che facciamo, diciamo o scegliamo avrà una conseguenza. La seconda è questa:
      TENDIAMO SEMPRE A PUNTARE IL DITO VERSO GLI ALTRI, E NEL GESTO STESSO NON CI ACCORGIAMO CHE TRE DITA SI RIVOLGONO A NOI STESSI OVVERO CIO CHE DOVREMMO REALMENTE GUARDARE, NEL BENE E NEL MALE

  • Ma22

    Penso che alle elezioni di metà mandato del prossimo anno i repubblicani riceveranno un grande schiaffo dando la camera o il senato ai democratici e se le cose vanno male tutte e due. Parlando con un mio amico di phonix c’è una grande preoccupazione tra la gente americana con il taglio alle imposte. Se da un lato meno imposte più lavoro e più ricchezza dall’altro lato significa tagli alle spese dello stato, ai fondi anti-povertà (che non è come qua in Italia che vanno agli immigrati), alla sanità pubblica e alle pensioni per i disabili. Trump vorrebbe tagliare le spese per 800 miliardi l’anno ovvero 2400 dollari per abitante. Questo mio amico mi ha detto che una sua vicina con figlio disabile rischia di vedere ridotto l’assegno di invalidità del figlio del 40%. Obama ha fatto grandi sbagli ma anche trump li sta facendo. I repubblicani avevano criticato Obama per l’aumento del tetto del debito pubblico ma qualche settimana fa loro stessi lo hanno aumentato

    • Silvio

      E sto TETTO É GIA ARRIVATO A 25 BILIONI e NON si FERMA ne potra FERMARSI sopra tutto con il PESO del PENTAGONO ( quest´anno ) di circa **750.000.000.000** ossia ***SETTECENTO CINQUANTAMILA MILIONI di US$ e chi li paga SONO ,come sempre ,i *POVERI **CO$GLI$ONI**

  • Demy M

    Un Paese con grosse difficoltà politiche al suo interno, che vorrebbe gestire il mondo intero in nome della “democrazia”, la stessa che ostacola il legittimo Presidente eletto dai cittadini.

    • Libertà o cara

      Gentile signor Demy,
      la democrazia, in quanto tale, si caratterizza per la libertà di essere!
      Parlando di democrazie vere o a dire prive di orpelli fuorvianti!
      Ed in un ambiente in cui tutti sono liberi di essere già è tanto che si arrivi al cinquanta per cento più uno dei presenti!
      In alcuni Stati Usa gli Statali non danno aiuto ai Federali, è la democrazia!
      Se la legge lo permette nessuna meraviglia!
      Che i Federali operino con le loro forze!
      Sta al popolo sovrano effettuare nel tempo le scelte elettorali per esso giuste!
      Sereno anno . . . Libertà o cara

    • Marcello Amati

      Non confonda elezioni dei cittadini (voto popolare) con l ‘elezione del collegio elettorale, in questo caso, sono due cose agli opposti.

      • Piervincenzo Luporini

        La Costituzione degli USA e’ stata scritta con l’intento di evitare la dittatura della maggioranza e per preservare i diritti di tutti i cittadini, dovunque vivano. Il Presidente e’ eletto dal collegio elettorale che rappresenta la maggioranza dei cittadini in ogni singolo Stato. Questo per evitare che Stati con numerosa popolazione possano imporre la loro volonta’ agli altri Stati. Puo’ quindi succedere che la composizione del Collegio Elettorale sia differente dalla maggioranza numerica dei votanti. Comunque, per compensare, il Congresso e’ eletto a maggioranza numerica, per distretto. Nelle elezioni del 2016, la candidata presidenziale Democratica a avuto un piu’ alto numero di voti popolari grazie alla maggioranza di voti in California e New York, due Stati con una larga popolazione. Comunque, la volonta’ del paese e’ anche espressa dal voto per il Congresso e per il governo dei vari Stati dell’Unione. Con le elezioni del 2016 non solo il candidato Repubblicano ha vinto la maggioranza del Collegio Elettorale, ma i candidati Repubblicani hanno vinto una grossa maggioranza alla Camera dei Deputati e una maggioranza al Senato. Al livello degli Stati individuali, 35 Stati su 50 hanno Governatori e Legislature Repubblicane. Come vedi, il Collegio Elettorale e il voto popolare non sono opposti ma complementari.

        • Marcello Amati

          I Padri fondatori avevano paura matta della “massa non pensante”, erano quasi tutti molto ben educati i un periodo storico dove questo era una rarita’, quindi misero un sistema di filtro fra la popolazione ed il potere, infatti in nessuna parte della Costituzione e’ previsto che il voto del collegio elettorale debba rispettare il voto popolare, appunto l’ipotesi era che chi poi votava realmente poteva evitare di votare persone inadeguate, in questo caso il sistema ha mostrato i suoi limiti.

          Il bilanciamento fra stati popolosi e meno popolosi lo si ha al Senato dove ogni stato ne ha due indipendentemente dalla sua popolazione.

      • Libertà o cara

        Gentile signor Marcello,
        i cittadini eleggono, Stato per Stato, i delegati alla Convention. Essi nominano il presidente il quale viene poi insediato dopo il giuramento!
        Mi dilungo.
        È curioso osservare che il Main Stream mondiale si sofferma sul numero dei voti popolari raccolti, volendo con ciò annullare i singoli Stati! Poi però quando i federali danno la caccia ai clandestini alcuni Stati liberals negano collaborazione ai Federali! E gli yankees ne scontano i costi!
        Sereno anno . . . Libertà o cara

        • Marcello Amati

          So perffetamente come funziona il sistemi per le lezione del Presidente.
          I delegati statali hanno L obbligo di votare come da risultato delle elezioni nel loro stato, in altri no.
          Non è che ci si sofferma sul numero di voti popolari per delegittimare Trump,
          Trump è il legittimo Presidente.

          Ma, tale fatto, e la quantità di questi voti, porta con se anche necessarie conseguenze ed implicazioni.

          Ovvero, le posizioni espresse da Trump sono nei fatti minoritarie e non hanno reale supporto popolare il che è evidente dal fatto che ancora nessuna reale proposta Trumpiana sia divenuta realtà.

          Cosa facciano poi gli Stati si basa sulla divisione dei compiti fra Stati e Governo Federale.

          • Libertà o cara

            Gentile signor Marcello,
            non ho notizie sull’argomento,
            Il mio giudizio si fonda sul portamento del Main Stream mondiale, se vuole una lettura per interposta persona!
            Il conio di termini quali trumpismo e sovranista lascia intendere che le cose vanno!
            Lo dimostra il ricorso alla “filosofia” da parte degli oppositori
            Oppositori che, a mio parere, non possono affrontare i fatti contingenti e si rifugiano nei ragionamenti astratti!
            Non solo, non rammentano nemmeno le glorie del recente passato yankee!
            #
            Nessuno cenna all’oggi Italiano!
            Non le sembra sorprendente?
            Sereno anno . . . Libertà o cara

      • Max

        Secondo me invece è lei che confonde governo eletto e governo ombra.

        • Marcello Amati

          Questa sua rispota e’ del tutto irrilevante rispetto a cosa da me scritto, ci fosse pure un “deep state” (le ipotesi da fantablog non mi interessano molto), centrerebbe nulla nel discorso fra differenze ed implicazioni fra voto popolare vs voto elettorale.

          • Max

            Non è irrilevante bensì del tutto pertinente, perché il cuore del discorso è quello della guerra in corso tra elite e popoli. Quindi tra governo ombra e governo eletto.
            Dietro alla criminalizzazione mediatica dell’alt-right c’è una regia.

          • Marcello Amati

            Pardon ma centra assolutamente nulla.

            Il voto popolare non e’ andato al “Trumpismo”, alle sue posizioni, alle sue idee ecc ecc.. quella visione e’ appunto minoritaria, che quindi nel tal caso, implicherebbe il contrario di quello che vorrebbe dire con la sua risposta.

            Ma e’ irrilevante appunto perche’ il punto e’ che nonostante il voto elettorale sia andato a Trump, facendone il legittimo Presidente, l’ aver perso quello popolare, ed ancora piu’ importante, in QUELLA misura (2.87 milioni sono tanti), ha ovvie conseguenze sulla possibilista’ di realizzazione delle proposte “Trumpiste”, sull ‘appoggio popolare che queste hanno, e quindi su cio’ che in ultima istanza voteranno al congresso (HofR) ed al senato.

            Ad oggi, nessuna proposta principale di Trump e’ passata.

          • Max

            Lei pone la questione in maniera fuorviante, perché il voto popolare ha un valore meramente statistico e non è quello il motivo per cui Trump non riesce a legiferare da programma elettorale. Il motivo per cui ciò avviene risiede nella componente repubblicana RINO, che col voto popolare non c’entra niente, C’entra piuttosto col rispondere a poteri elitisti e anti-popolari. E qui si torna a ciò di cui parlavo.
            Inoltre ci sono forti sospetti che il vantaggio nel voto popolare sia il risultato di milioni di voti illegali. E’ proprio il Partito Democratico a essere contrario all’uso del documento di identità nel seggio.

          • Marcello Amati

            Per nulla “fuoriviante” e’ la semplice realta’, le posizioni “Trumiste” sono minoritarie, semplice dato di fatto, questo e’ anche si comprovato dal perpetuo (da record) indice di gradimento che a fatica tocca il 40% e poi riscende.

            Altresi, centra eccome al Congresso non si va per voto elettorale ma popolare… e se il totale fallimento sulla cancellazione dell’ Obamacare ha dimostrato qualcosa e’ che se si muove l’ elettorato (ha per caso visto alcune delle town hall dove i senatori repubblicani hanno confrontanto i loro elettori sull Obamacare/ACA ?), congressisti e senatori votano come gli viene nei fatti imposto da chi li conferma.

            Non vi e’ nessun “forte sospetto”, solo le fantasie uscite dalla mente di Trump che ferito nell’orgoglio (come la questione del pubblico all’ inaugurazione, che nonostante le prove fotografiche ha fatto dire al suo portavoce che era la maggiore si sempre… suvvia).

            Questa ipotesi e’ stata gia’ derisa e smentita, pure dagli stati a guida Repubblicana (sono gli stati responsabili delle votazioni), lasci perdere le fantasie da “complotto”, sono “affascinanti” ma servono a nulla per capire la realta’, sono spiegazioni inutili.

            Guardi che anche negli stati dove non e’ obbligatorio mostrare un ID, ci sono procedure di controllo per chi vota.

          • Max

            Guardi che il congresso è a maggioranza repubblicana. Le ripeto che appellarsi al voto popolare è solo un modo per non parlare dello scontro interno tra elite e governo eletto. Ma perché quelli che assumono la sua posizione sono soliti usare espressioni come “deridere”, “fantasie uscite dalloa mente di”, “complotto”. E’ un copione? Cosa avete sempre da ridere (o de-ridere)?

          • Marcello Amati

            Certo e’ a maggioranza Repubblicana, dovrebbe pero’ guardare il risultato delle ultime elezioni vs quelle precedenti, cosi noterebbe il trend.

            Senato 2016
            GOP 40.4 milioni
            DEM 51.5 milioni

            2016 vs 2014 GOP -9.3% / DEM +10%

            House:
            GOP 63.17 milioni
            DEM 61.77 milioni

            2016 vs 2014 GOP -2.1% / DEM +2.5%

            Per le Presidenziali, Trump -2.87 milioni vs la Clinton, e questo prima del’ inettitudine di Trumo fosse evidente (come dimostra l’indice di gradimento in constante calo dall’ inaugurazione).

            Nel 2018 il GOP rischia, e neanche poco.

            Non confonda le legislative con le Presidenziali.

            Lei puo’ ripetere cosa vuole, i numeri non sostengono la sua ipotesi.

            ” Ma perché quelli che assumono la sua posizione sono soliti usare espressioni come “deridere”, “fantasie uscite dalloa mente di”, “complotto”. E’ un copione? Cosa avete sempre da ridere (o de-ridere)?”

            Semplice, la realta’ non e’ opininabile, e qualsialsi ipotesi che non e’ sostenuta dalla realta’ merita solo di essere indicata per quello che e’, irreale, se poi ne esce una risata, tanto meglio.

          • Max

            Lei dice “la realtà non è opinabile” e poi sostiene che un governo repubblicano in un congresso repubblicano, perché questo è nel 2017 il dato politico, non riesce a legiferare per via del voto popolare, cioè di una sorta di autorità morale, uno spiritus, che gli impedisce di agire. E pure in forza di derisione. Ma per favore, siamo seri.

          • Marcello Amati

            Appunto, serieta’, se non vi e’ supporto popolare alle proposte, queste o non passano o hanno un difficolta’ estrema nel farlo, i movimenti grass root negli USA non sono fantasia, sono cose presenti ed hanno un impatto reale.
            Se l’ ufficio di un rappresentante viene inondato di posta, email e telefonate, questo STA a sentire, non ha scelta.

            Esempio il totale fallimento sul “repeal” dell ACA (cosidetto Obamacare), i rappresentanti del GOP sono stati inondati dai contatti dei loro elettori, ad oggi il repeal e’ fantasia e basta, non hanno i numeri, NONOSTANTE appunto il formale controllo della maggioranza sia alla house che al senato.

            Non e’ una questione di ” autorita’ morale” ne l’ho mai detto, e’ semplice pragmatismo.
            Se vuoi essere eletto e non sei in un distretto “sicuro”, o stai a sentire cio’ che il distretto ti chiede o vai a casa, cosa c’e’ di complicato in questo?

            Piu’ reale e pragmatico di cosi, non si puo’.

          • Max

            Nel 2014 emerse che Obama era il presidente più impopolare degli ultimi settant’anni, eppure non ha risentito di alcuna pressione. Così come non ne ha risentito la precedente amministrazione Bush quando ha dichiarato guerra all’Iraq. Nel loro caso, essendo governi espressione dell’elite, il problema della legittimazione popolare non è mai stato posto e sono riusciti a portare avanti la loro agenda anche in presenza di un congresso di segno opposto.
            Le ragioni da lei addotte sono strumentali e ad hoc.
            Quello che lei chiama pragmatismo assomiglia all’opportunismo.

          • Marcello Amati

            Mi spiace contraddirla, Obama non è mai sceso sotto al 40% nel approval rating e qua do ha toccato ol 40% era cosa di una settimana (media settimanale), Trump ha amica arriva al 40% ed il trend è al ribasso.

            Bush è sceso sotto al 40 sono al sesto anno di mandato, e fino alle elezioni del 2009 è stato perennemente atto al
            40, non a caso il GOP ha poi preso una batosta non da ridere nel 2009.

            Anche Bush non vinse il
            Voto popolare, ma la differenza
            Era molto contenuta, Trump lo ha perso let 2.87 milioni di voti, non bazzecole.. le conseguenze si vedono dove
            Importa, nessuna proposta importante di Trump è ancora passata al Congresso.

            Il mio ragionamento sarà tutto meno che ad hoc, è la semplice realtà.

            Il “Trumpismo” è minoritario, ha una base solida nella
            Cosìdetta Alt-Right, che però resta un fenomeno anch’esso minoritario.

            I numero son numeri, sono freddi, non hanno opinioni, semplicemente sono, se ci piacciano o meno è irrilevante, la realtà non ha obbligazioni nei nostri confronti.

          • Max

            Lei ha parlato di forme di democrazia diretta che possono influire sulle scelte di un governo, e questo, contrariamente al tema del voto popolare che non si traduce in alcun elemento fattuale, ha un senso. Ma quelle pressioni ci furono eccome anche in merito a decisioni controverse di altri governi che non brillavano per popolarità. Ora che stesse al 48% o al 40% (che poi mi interessa sapere se il sondaggio è fonte CNN o simili), nei termini da lei posti non c’entra niente, perché la contestazione diretta può avvenire a prescindere.
            Ecco perché sostengo che il suo è un argomento strumentale, perché lei ha deciso seduta stante che il motivo sta nella misura dell’impopolarità e della forbice di voto popolare vs. elettorale. Ma le percentuali le ha messa lei adesso, ad hoc, perché sono quelle che portano acqua al suo mulino. Col 40% succede, col 48% no. E chi l’ha detto? E’ questo che lei chiama pragmatismo?

          • Marcello Amati

            Lei sta “pescando” cercando I qualcosa che faccia presa, non lo trova , i numeri son quelli.
            Per certo sto citando i dati Gallup…

            Che il 40% sia uno spartiacque (punto più /punto meno). Non è che sia qualcosa di mia fantasia…

            In ogni caso il fatto è semplice il “Trumpismo” e quello che rappresenta è minoritario.

            Che piaccia o non paccia è irrilevante,

          • Max

            Io non sto cercando, le ho detto che governi e congressi con scarso appoggio popolare hanno comunque legiferato.
            Ma anche venendo al tema della rappresentanza minoritaria, sulla questione del rapporto tra minoranza e democrazia si potrebbe aprire un dibattito. Perché vorrei vedere se nella componente politico-sociale anti-Trump esiste questo senso del rispetto. Magari censurare “Via col vento” o decapitare statue centenarie fa parte di una originale visione del rispetto delle minoranze, oppure fa parte di una ipocrisia di fondo dove si usa il tema del voto popolare per l’imposizione di un’agenda che non rispetta le minoranze, ed è quindi *pragmaticamente* anti-democratica.

          • Marcello Amati

            Ho capito cosa ha scritto, ed e’ una falsa equivalenza.
            Qui non si tratta di Presidenti che hanno nel tempo perso consenso o un calo del consenso, qui si tratta di uno che ha preso 2.87 milioni di voti in meno da subito, non ha perso consenso nel tempo, era minoritario di partenza, pere con pere e mele con mele.
            Per la parte centrale della sua risposta e’ irrilevante nel punto, ne ho espresso qualcosa in tale riferimento.

            Per la parte finale, una cosa e’ chiedersi che cosa indicavano quei 63 milioni… ma se cosi facciamo ALLORA, e’ necessario chiedersi cosa chiedevano quei aprox 65 milioni che NON lo hanno votato, ovvio no?

          • Max

            Dal mio punto di vista in democrazia ci si chiede cosa vuole sia la maggioranza che la minoranza di opposizione. Invece gli anti-Trump mostrano evidenti segni di nervosismo e intolleranza. E comunque continua a suonarmi grottesco l’identificare come minoranza il presidente eletto.

          • Marcello Amati

            Ovvio che ci si chieda, e si debba rispettare cosa voglia la minoranza questa argomentazione però c’entra nulla nel punto, ovvero che le posizioni “ Trumpiste” sono minoritarie e c’è tale minoranza ha un effetto reale sul
            Come poi verranno votate le proposte.

            Non solo, implica anche che tutte le affermazioni tipo “il popolo ha votato” ,” la massa ha votato contro le elites” sono incorrette, è una realta’ Matematica indiscutibile ( a meno che le “elites” siano la maggioranza.

          • Max

            Il suo discorso è contorto. Non basta contare in politica, si deve anche contestualizzare. Il calo di preferenze per Trump è in parte dovuto anche al fatto che non è riuscito a fare ciò che aveva promesso. Non lo ha fatto per il calo o è calato perché non lo ha fatto? E’ come l’uovo e la gallina.
            La costituzione statunitense prevede questo sistema elettorale e il motivo risiede nella necessità di un’adeguata rappresentanza degli stati meno popolosi. Trump ha vinto le elezioni e il congresso è a maggioranza repubblicana. Tirate le somme e alla luce delle cronache, mi sembra molto più plausibile la tesi del conflitto tra poteri interno, rispetto alla “resistenza” democratica popolare.

          • Marcello Amati

            Contorto?
            Mah veramente il mio ragionamento e’ semplicissimo e piu’ che chiaro.
            Si basa su numeri e quindi sulle ovvie ed implicite conseguenze che questi indicano.
            La sua affermazione sulle “masse” e;” numericamente errata, cosi sentenziano i numeri.
            La mia affermazione che il “Trumpismo” e’ minoritario e’ una semplice realta’, ci sono i “numeri” ad indicarlo e confermarlo, non e; una mia “scelta” o “opinione”, e’ la descrizione numerica della realta’.

            Il calo dei consensi, quindi ora stiamo parlando dell’ approval rating, e’ iniziato fin dalle prime settimane, quindi ancora quando non era in essere l’ impatto del suo non aver fatto nulla, il suo ragionamento quindi in questo caso si basa su premesse non corrispondenti alla tempistica dei dati sul AR.

            Nel caso potrebbe ipotizzare che il calo sia continuato per via del “non aver fatto nulla”, ma e’ un ipotesi, che puo’ o non puo’ essere, sicuramente ha giocato un ruolo, ma il trend di calo e’ iniziato da subito, del resto era ovvio, avendo perso, e di non poco, i voto popolare, e’ ovvio che la popolazione nella sua maggioranza non possa avere un opinione diversa, specie quando l’opinione negativa su Trump viene confermata dall’ inettitudine dello stesso, ed oltre all inettitudine, si dovrebbe sommare l ‘effetto che il modus operando di Trupm ha sull’ opinione pubblica, quando uno mente spudoratamente e senza ritegno, una persona razionale non puo’ non avere che una reazione negativa.

            La devo altresi correggere in questa sua affermazione:

            “La costituzione statunitense prevede questo sistema elettorale e il motivo risiede nella necessità di un’adeguata rappresentanza degli stati meno popolosi. ”

            Per i padri fodnatroi l’ufficio della Presidenza non aveva l’ importanza che gli si da oggi, viene difatti menzionata e descritta nella costituzione posteriormente ai quei organi statali che essi ritenevano fondamentali, esempio il congresso.

            E’ nella stuttura del Congresso dove vi e’ quel bilanciamnto che lei menziona, e precisamente nella composizione del Senato, dove ogni stato, indipendentemente dalla popolazione ha 2 Senatori , e nessuna legge puo’ divenire “legge” senza passare dal Senato, quindi dando u potere maggiore agli stati meno popolosi rispetto a quello piu’ popolosi, e sopratutto, questo numero, 2 senatori, NON varia nel tempo, resta fisso, mentre il numero di collegi elettorali, varia ogni 10 anni in base ai dati del Census.

            I padri fondatori misero in piedi il sistema del collegio elettorale in quanto essi erano generalmente uomini molto ben educati, in un epoca dove questo era raro, ed avevano una profonda avversione per la massa non pensante, ovvero, il sistema dei grandi elettori avrebbe, in linea teorica, dovuto evitare l’elezione di persone non adatte al compito, nel caso che una massa non pensante (e specie all’epoca, non educata) avesse cosi indicato.
            Difatti, non vi e’ nessun obbligo nella costituzione che i gradi elettori debbano seguire l’indicazione del voto nel proprio stato.
            Questa obbligatorieta’ e’ stata introdotta in seguito, come decisione statale (non federale). In Taluni stati e’ obbligatorio in altri no, anche se poi a livello pratico, quasi mai i grandi elettori votano diversamente.

            Trump ha vinto le elezioni tecnicamente, e non e’ questo che si discute, non ho in nessun momento indicato che cosi non sia ho semplicemente indicato le conseguenze dell’ aver ottenuto 2.87 milioni di voti popolari in meno, conseguenze ovvie e che tutti i giorni di vedono e si possono constatare, esempio appunto, il fallimento del repeal del ACA.

            Come mi piare gia’ le si e’ fatto presente, si il Congresso e’ a controllo del GOP, ma i trend son chiari, e le ho messo i numeri, se continuano cosi, nel 2018 gli e’ in arrivo una nella batosta.

            La sua ipotesi le potra’ sembrare affascinante, ma poggia su premesse errate e matematicamente incongrue con la realta’.

          • Max

            Mi scusi ma lei per caso crede che il russiagate sia una realtà? E se, come io penso, è una montatura in funzione anti-Trump, come si può sostenere che l’ipotesi del conflitto interno tra poteri sia infondata?

          • Marcello Amati

            Non si capisce cosa questa sua risposta centri con quanto detto e discusso ad ora. Sta cercando di cambiare argomento?

            Che il “Russiagate” sia o non sia reale, modificherebbe in qualche cosa la realta’ che il Trumpismo sia minoritatio, sentenziato dai numeri, e quindi come tale, con le conseguenze che questa minoranza implica?

            I numeri son numeri, e la sua ipotesi e’ numericamente fallata, quindi o ha ragione la realta’ (numeri) o facciamo finta di vivere in un mondo di fatti “alternativi”.

            Ora, rispondendo alla sua domanda.

            Dipende per cosa intende per Russiagate.

            Che facenti parte la campagna di Trump abbiano avuto contatti con i Russi, e’ una realta’ non opinabile.

            Nel caso, quello che non si sa, per lo meno pubblicamente, e’ se Trump ne fosse o meno al corrente, questo lo deve appunto appurare Mueller.

            Questo e’ un aspetto, poi vi e’ il secondo aspetto che puo’ essere o non essere indipendente dal primo, ovvero le interferenze Russe nel processo decisionale del voto (tramite una campagna “targeted”, come sempre di piu’ in questi giorni se ne sta parlando, anche se erano fatti noti da mesi e mesi, ma che avevano ricevuto poca copertura), anche questo e’ un fatto non opinabile, riconosciuto pubblicamente anche dai vertici dei servizi nominati da Trump stesso.

            Quindi dipende cosa lei sta dicendo, se Trump sapesse o meno, non che le ingerenze siano avvenute, quei fatti sono semplicemente “dati di fatto:.

            Ma ripeto, questo nulla centra con la realta’ matematica dei 2.87 milioni di voti che sentenziano la sua ipotesi come errata.

          • Max

            C’entra perché io ritengo che ci sia un conflitto interno. Ho capito quello che dice sui numeri e non serve che me lo ripeta ogni volta, ma ciò non toglie che le due cose possano coesistere, cioè una crisi di consenso unita a una lotta interna. Mi può cortesemente indicare una riferimento che provi l’interferenza russa nelle elezioni presidenziali? Glielo chiedo perché non sapevo che fossero “dati di fatto”.

          • Marcello Amati

            Che possa esserci un conflitto interno e’ una cosa, che questo sia dimostrazione della sua ipotesi, no, e come? Se appunto i numeri indicano e sentenziano il contrario?

            Prove d’interferenze Russe?

            La campagna targeted, cosa nota da mesi e mesi e che solo in questi giorni ha preso un peso pubblico maggiore, ma appunto, pubblicamente si sa fin dalle prime pubblicamente trasmesse testimonianze dei servizi e di consulenti della FBI che spiegarono appunto come tale ingerenza avvenne, se Il Giornale o altri massmedia non hanno riportato tale aspetto non e’ che me lo deve chiedere a me, ma nel caso a chi sceglie quali notizie pubblicare e quali no.
            I video delle testimonianze davanti al Congresso sono possibili da visionare anche su Youtube, nel caso non abbia visto le dirette (io si).

          • Max

            Mi sembra che di testimonianze e articoli ce ne siano diversi, e di segno diametralmente opposto. Finora non è stato provato nulla.

          • Marcello Amati

            No mi spiace, lei confonde articoli di giornale (e da quello che posso capire, articoli che neanche le hanno menzionato in tutti questi mesi tali testimonianze, quindi nel caso articoli con un evidente fallacia logica, quella dell’ evidenza soppressa) con testimonianze davanti alle commissioni d’inchiesta.

            Le interferenze Russe sono provate, i contatti di persone vicine a Trump con Russi, sono provate, le ripeto, quello che ad oggi, per lo meno pubblicamente non e’ provato e’ se Trump in persona ne fosse al corrente e/o approvasse.

            Piu’ che probabilmente gente come Manafort saranno inquisiti, sara’ da vedere e dimostrare, se vi e’/era poi il passaggio dai “Manafort” a Trump.

            Non confonda quello che che si sa e quello che e’ provato con quello che vorrebbe fosse per motivazioni di carattere ideologico.

          • Max

            Senta, di provato non c’è nulla e se c’è me lo mostri per favore. Frasi come “probabilmente gente come Manafort saranno inquisiti” non fanno che confermare il fatto che lei di prove da mostrare non ne ha.

          • Marcello Amati

            Non vedo la risposta che le ho inviato, ancora devo capire quali sono i parametri perche’ qualcosa sia o non sia pubblicato.. in ogni caso, in relazione a quanto detto, fra 20 min il Senatore del GOP e la controparte dei Dem di uno dei comitati d’intelligence che sta investigano il Russiagate, esporranno pubblicamente quello che ad ora e’ concluso, ovvero quei punti sui quali hanno o stanno chiudendo l’investigazione cosa nei fatti hanno trovato ad ora (l’investigazione continuerà’ ad andare avanti).
            Parleranno, da quello che si sa, anche in modo specifico della campagna targeted menzionata prima, com’e’ il detto? Si parla del diavolo e spuntano le corna.

          • Max

            Sarà gradito da parte mia conoscerne gli esiti. Grazie.

          • Max

            “It’s Time for the Elites to Rise Up Against the Ignorant Masses”.
            “E’ tempo che le Elite insorgano contro le masse ignoranti”.
            Articolo di James Traub apparso sul Foreign Policy nel giugno 2016.
            Anche questo è frutto della mia fantasia?
            O piuttosto si pone nella direzione, come da me sostenuto, di uno scontro tra suffragio universale e agenda elitista?

          • Marcello Amati

            Eh allora?

            E’ ora che piova… poi piove… ovviamente il mio dirlo avrebbe fatto si che arrivasse la pioggia ?

            Poi nuovamente , nel caso i numeri dei voti indicano il contrario della sua ipotesi, in quanto Trump ha torso MENO voti popolari , quindi nel ccaso le “masse” sono all opposto della sua ipotesi, eh.

          • Max

            No signore, dal mio punto di vista (sono un convinto democratico) quella si chiama apologia di regime, lungi dal sostenere ovviamente, che sia stato l’articolista a dare l’ordine di attacco.

          • Marcello Amati

            Ma L opinione del giornalista vorrebbe dire cosa? Nulla.
            Anche un giornalista della Alt Roght può dare un opione sul “deep state” cosa vorrebbe Dire al di fuori dell opinione? Nulla.

            Quello che conta sono i numeri, e questi sono chiari, 2.87 milioni di differenza.

            Quella “parte” è minoritaria, per come si vota il Presidente quel numero è irrilevante, per quello che noi nei fatti si possa o non possa fare , non lo è.

            Obamacare docet.

          • Libertà o cara

            Gentile signor Marcello,
            mi permetta una precisazione astratta dal dibattito sul voto.
            Negli Usa, riferendosi al potere, l’unica cosa certa e chiara è il potere esercitato dal Presidente in comando!
            Ma non è di certo l’unico potere in essere, e non è fantablog, purtroppo!
            Già Bengiamin Disraeli, un grande inglese, era l’ ‘800, avvertì che c’era un governo effettivo e nascosto ignoto ai più!
            Oggi, in effetti ieri, possiamo ascoltare “presidenti” yankees perorare il NWO! Un NWO o a dire: potere imperiale perorato per altri, ché i “presidenti” insediati sono attesi dalla pensione Usa, ceduta la sedia!
            Nella Storia contemporanea troviamo la foto di Yalta o trio immortalato! Un assurdo troppo assurdo perché nascosto, sotto, non vi sia qualche cosa che non è dato sapere!
            Sereno anno . . . Libertà o cara

          • Marcello Amati

            Il Presidente USA ha un potere molto meno esteso di quello che si pensa, ha un framework costituzionale ben preciso, e con contro-pesi non indifferenti, non e’ mica un “imperatore”.
            Mia scusi, ma i suoi interventi a me sembrano piu’ in stile “voglio parlare d’altro e cerco di dire qualcosa che mi porti in quella direzione”.

            Esistono gruppi d’interesse, e non per nulla necessariamente gli interessi degli uni e degli altri coincidono, l’ipotesi fantasiosa del “deep state” implica che ci sia un solo gruppo d’interesse reale, il che semplicemente e’ del tutto al di fuori della realta’.

            E’ semplicemente una forma inventata per giustificare talune posizioni ideologiche, per sostenerle, per trovare un “nemico” che prima era esterno ed ora interno, e’ , nei fatti, una scusante utilizzata come giustificazaione dei fallimenti ideologici.

  • Gian Paolo Cardelli

    Ma vi siete impazziti, voi del Giornale??? Avete sperimentato sulla vostra pelle l’inesistente “berlusconismo”, ed ora blaterate di “trumpismo”?

  • rivobravo

    Il trumpismo e’ un’utopia, Trump ha sempre mischiato politica, pubbliche relazioni e affari per il proprio tornaconto. Se per trumpismo si intende assumere al Tesoro Steve Munchin, Gary Cohn come primo consulente economico e altri dirigenti di livello piu’ basso nello stesso ministero tutti provenienti dalla Goldman Sachs allora vuol dire che il trumpismo e’ una buffala. Forse per trumpismo si intende tagliare la Sanita’ di 800 miliardi di dollari per potere tagliare le tasse ai ricchi mentre 30 milioni di americani perdono la copertura sanitaria. Con il nuovo piano delle tasse presentato ieri, secondo il NYT Trump dovrebbe beneficiare di un miliardo e duecento milioni di dollari.

    Ci sono indagini a 360 gradi sul suo conto condotte dall’ex direttore dell’FBI, dagli Stati della Virginia e New York. Schiere di avvocati lavorano a tempo pieno per preparare la difesa di Trump, la sua famiglia e molti dei suoi collaboaratori. Come Trump uscira’ da queste indagini e’ tutto da vedere, comunque secondo i media bene informati la situazione e’ tutt’altro che rassicurante, in altre parole Trump sara’ il re nudo.

    • maestraco

      Lei accusa Trump che ha schiere di avvocati per difenderlo e da chi é obbligato a difendersi ? cerchi di essere onesto ed elenchi tutti quelli che lo ostacolano quotidianamente e che sono personaggi che nell’insieme hanno più denaro e potere del presidente degli USA.,sia imass media sia avvocati e politici invidiosi (Mc Cain e&) .

  • Marcello Amati

    Meno ne rimane meglio e’, e se nel mentre la sua inettitudine fa scomparire il “Trumpismo”. speriamo si porti via con se anche la cosiddetta “Alt-right”, la cui base e’ talmente informata che pensava che ACA ed Obamacare fossero due cose diverse… nei primi mesi quando il dibattuto sull’ Obamacare era piu’ acceso, alla base di Trump i sondaggi chiedevano se volevano l’abolizione dell’ Obamacare, risposta “SI”, e se volevano l’ abolizione della “ACA”, risposta “NO”… destinazione confusione.

  • albertzanna

    Ho letto attentamente l’articolo di Francesco Boezi e mi appare chiaro che non ha minimamente considerato un fattore essenziale, nella politica di Trump dopo il suo ingresso alla Casa Bianca.

    Nessuno pare porsi una domanda basilare: per tutto l’anno 2016 tre quarti del mondo politico contrario a Trump e sfegatatamente a favore del duo Clinton/Obama (*) non si è mai posto la fatal domanda: e se vincesse Trump??
    (*) nel corso della campagna elettorale clintoniana apparve più che chiaro che dietro alla Clinton c’era tutto l’apparato politico che aveva posto Obama alla presidenza nel 2008 e 2012, cioè il mondo degli affari (un esempio: l’industria delle armi) e della finanza speculativa e globalista

    La sicurezza della vittoria del duo Clinton/Obama era talmente granitica che a nessuno, a Washington e dintorni, e a maggior ragione alla Casa Bianca, al Congresso e al Senato, passò per la testa il pensiero di smantellare, o almeno provare ad occultare, le varie centrali di potere che il duo, questa volta, Obama presidente/Clinton segretario di Stato e trait d’union con il mondo della finanza liberals, aveva costruito e messo in piedi nel mondo politico washingtoniano per esercitare un controllo ferreo su tutto ciò che si muoveva, da Wall Street al mondo cosiddetto “culturale” di Hollywood, dal mondo dei finanziamenti federali alla stampa di immani quantità di denaro abbastanza fasullo, che aveva fatto lievitare il debito pubblico a cifra stellari, ben superiori a quanto avevano fatto altri presidenti prima di Obama, ai collegamenti strettissimi con la Unione Europea, in salsa di ingerenza negli affari degli Stati sovrani europei e globali (si ricordano, per esempio, le ingerenze dell’ambasciatore americano a Roma – tanto per parlare dell’Italia – ) ed all’opera di destablizzazione, a livello globale, attuata per dare forza al processo di globalizzazione voluto dal Nuovo Ordine Mondiale, i nomi dei cui capi sono universalmente riconosciuti, e che lo stesso Obama aveva sposato a braccia aperte, facenti parte del suo bagaglio culturale e sociale appreso dal famoso amico del presidente, il revedendo Jeremiah Wright, nemico giurato dei bianchi e propugnatore vicino al leader della Nation of Islam.

    L’establishement democratico era talmente sicuro d’avere esteso un dominio assoluto sulla politica americana, che si sentivano fermamente certo della vittoria della Clinton, al punto da sottindendere le sue debolezze fisiche, apparse più di una volta durate la campagna elettorale, debolezze fisiche e mentali poi esplose successivamente alla sua sconfitta, e che ancora danno luogo a manifestazioni plateali, tipo l’avere pubblicato un libro, dal titolo “What Happened” (cosa è successo), presentato ufficialmente al pubblico nel settembre scorso (2017), in cui racconta e pretende di spiegare cosa ha causato la sua sconfitta, e pretende d’essere credibile quando dice, di se stessa, d’avere aperto il cuore senza freni inibitori, raccontando l’esperienza personale di essere la prima donna a candidarsi come presidente in un elezione che è stata segnata da rabbia, sessismo, sinistri voltagabbana, interferenze russe, e un avversario che non ha rispettato le regole”. Il tutto senza una minima traccia di vergogna e riconoscimento delle sua colpe, tipo esaltare la sua voglia di fare guerra a chi non assecondava la sua politica estera, o quando usava senza vergogne l’accusa, fatta a Trump, d’essere poco meno di un semplice maniaco sessuale, e poco più d’essere un delinquente nel condurre i suoi affari come imprenditore criminale ecc ecc.

    Trump si ritrovò ad entrare alla Casa Bianca senza avere la più pallida idea di cosa ci avrebbe trovato, se non la letterina lasciata da Obama, per lui, sulla scrivania della Oval Room, e che riporto in originale affinche ognuno dei lettori, che siano in grado di leggerla in inglese, possa comprenderne lo spirito ipocrita che la anima (dimostrato dal comportamento successivo di Obama)

    Trump, entrato alla Casa Bianca e mettendo mano alla sua politica per riportare l’America agli americani, si trovò davanti ad un sistema di potere che Obama, e Clinton (con l’aiuto fattivo dell’ex presidente e marito Bill, che a Washington ha una sua centrale di potere enorme come componente della struttura di sinistra del partito democratico) avevano costruito e infiltrato in ogni cellula del governo del paese.

    Tradizionalemente si sa che il presidente uscente, durante gli ultimi 6 mesi di presidenza, tende a non prendere più decisioni che possano poi influenzare il successore.

    Ma nel caso di Obama non fu così, perchè lui intervenne, a gamba più che tesa, per favorire l’elezione della Clinton che, in più di una occasione, definì la candidata ideale a succedergli, appoggiandola in ogni occasione, perchè sapeva che attraverso di lei avrebbe continuato a governare lui, proseguendo nell’opera di demolizione del prestigio degli Stati Uniti a livello globale, che era parte dell’opera che gli era stata affidata da chi lo aveva voluto alla Casa Bianca, di chi gli aveva fatto assegnare un Nobel per la pace (guerrafondaia) evidentemente comperato per fare lievitare la sua fama di “Nuovo Messia”, di chi era interessato a togliere al Governo Americano il compito d’essere le democrazia più avanzata del pianeta, a favore di un governo globale nelle mani della così detta razza dei Nuovi Illuminati, di cui Obama e la Clinton erano erano cavalier serventi, e perciò sostenuti, anche finanziariamente, da criminali stile George Soros, braccio armato del NWO e della finanza speculativa che vuole arrivare a possedere il 100% dele risorse e ricchezze del pianeta.

    Trump, avendo trovato questa situazione pre-esistente, ha dovuto obbligatoriamente cambiare il proprio programma di lavoro, basti pensare ad un esempio: che abbrogando l’Obamacare, mira a demolire il potere dellle Assicurazioni Mediche e delle case farmaceutiche, centinaia di miliardi di dollari che non potrebbero più essere controllati da chi impera a Wall Street e sulle banche di affari.

    Trump, ripeto, ammesso che non venga ammazzato prima, avrà bisogno del suo primo mandato per iniziare a sgretolare il sistema di potere DIETRO AL POTERE, messo in piedi NON SOLO DA OBAMA, ma nel corso degli ultimi tre governi americani, CLINTON, iniziatore della crisi mondiale che ha colpito l’economia e la finanza dal 2007, BUSH jr, che nel corso della sua presidenza ha favorito l’industria delle armi, da sempre una roccaforte democratica, e del petrolio NON estratto in America, e OBAMA, il presidente socialista con il programma di demolire la supremazia americana bel mondo, anche in quel poco di veramente liberale e democratico che ancora esercita.

    Qui sotto è il testo della lettera di Obama a Trump. Per chi ne è in grado, leggerla attentamente e capirne il sottilissimo spirito ipocrita, di un Obama che alla fine ha la faccia tosta di dire: and know that we ( Me Barrack and Michelle), stand ready to help in any ways which we can.

    ___________________

    Dear Mr. President –

    Congratulations on a remarkable run. Millions have placed their hopes in you, and all of us, regardless of party, should hope for expanded prosperity and security during your tenure.

    This is a unique office, without a clear blueprint for success, so I don’t know that any advice from me will be particularly helpful. Still, let me offer a few reflections from the past 8 years.

    First, we’ve both been blessed, in different ways, with great good fortune. Not everyone is so lucky. It’s up to us to do everything we can [to] build more ladders of success for every child and family that’s willing to work hard.

    Second, American leadership in this world really is indispensable. It’s up to us, through action and example, to sustain the international order that’s expanded steadily since the end of the Cold War, and upon which our own wealth and safety depend.

    Third, we are just temporary occupants of this office. That makes us guardians of those democratic institutions and traditions — like rule of law, separation of powers, equal protection and civil liberties — that our forebears fought and bled for. Regardless of the push and pull of daily politics, it’s up to us to leave those instruments of our democracy at least as strong as we found them.

    And finally, take time, in the rush of events and responsibilities, for friends and family. They’ll get you through the inevitable rough patches.

    Michelle and I wish you and Melania the very best as you embark on this great adventure, and know that we stand ready to help in any ways which we can.

    Good luck and Godspeed,

    BO

  • Libertà o cara

    Gentile dottor Francesco,
    quante belle opinioni:
    personali!
    Quale mai politico, raggiunto il potere, non rispetta la real politik nelle scelte che compie per raggiungere i fini per i quali è stato insediato “Commander in Chief” dal popolo sovrano?
    I giorni che s’accavallano portano termini nuovi, inusitati: trumpismo, sovranista, razzista (rivolto ai monumenti), destra-alternativa!
    Il tutto mentre DJT, il Presidente, continua incessante nelle opere che rendono e renderanno: “America great again”!
    Su questo fronte nulla è cambiato dal giorno dell’insediamento del Trump!
    Alcuni Stati liberals (possiamo dire avversi al “popolo sovrano” yankee?) non collaborano con i federali, i federali fanno da soli! Quale tipo di personaggi clandestini difendono detti Stati? Qualche yankee ne ha sofferto ed ha pagato con la vita le scelte esecrabili dei Liberals?
    Trumpismo: termine dal conio recente, non è chiaro se sia termine teso a significare: il progetto del Presidente DJT, o se sia termine teso a significare: la volontà politica degli elettori del Presidente DJT.
    Alabama: il “sovrano” non è Trump, il sovrano è il “popolo sovrano” che ha scelto essendo libero grazie anche al Trump il Presidente!
    Il Presidente si è congratulato col senatore in pectore e ha spronato: lui ed i suoi elettori a vincere le elezioni suppletive per giungere a Washington.
    Il tutto, da gennaio, non è mutato di un ette, stante la costanza, l’impeto e l’acredine coi quali il Main Stream mondiale cerca di ficcare la figura del DJT, il Presidente, presso l’opinione pubblica!
    Una testimonianza ferrea!
    Potrebbe anche essere che i Liberals s’attedessero scelte bulgare in Alabama, purtroppo per loro la democrazia (sovranità del popolo) yankee è robusta e non flette!
    Sereno anno . . . Libertà o cara