Protesters stand in tear gas as they clash with riot police on January 5, 2019  in Toulouse, during a demonstration called by the yellow vests (gilets jaunes) movement for the eighth week in a row of nationwide protest against high cost of living, government tax reforms and for more "social and economic justice." (Photo by PASCAL PAVANI / AFP)

La lotta per accaparrarsi
la protesta dei gilet gialli

Florian Philippot ha registrato un marchio riferibile al fenomeno dei gilet gialli. Anzi, nelle intenzioni dell’ex numero due del Front National, quanto depositato presso l’istituto nazionale delle proprietà industriali di Francia, dovrebbe essere in tutto e per tutto identificabile con le proteste di piazza. 

L’obiettivo,che è stato dichiarato dal suo portavoce, è quello di attrarre il consenso di chi sta manifestando contro Emmanuel Macron, ma l’operazione nasconde almeno una grossa incognita. I programmi del resto sono “sovrapponibili”. La mossa è stata riportata pure dall’Agi

Di sicuro, presentandosi presso l’ufficio preposto con quel simbolo e quel nome – proprio “Les Gilet Jaunes ” – Philippot rischia di dividere il fronte e di fare uno sgarbo a Marine Le Pen. Il politologo e saggista Alain de Benoist, attraverso le interviste che sta rilasciando in questo periodo, ha segnalato come la costituzione di un vero e proprio “partito dei gilet gialli” finirebbe col fornire un inaspettato assist al presidente della Repubblica francese.

I populisti d’Oltralpe, che già devono difendersi dall’avanzata di Mélenchon, si dividerebbero in più rivoli. Ma ai “Patrioti”, cioè al partito fondato da Philippot dopo la fuoriuscita dall’universo lepenista, questo non può interessare. E la parabola discendente del leader di “En Marche!”, quella evidenziata da tutti gli analisti politici, passa in secondo piano rispetto alla strategia sul breve termine. 

Lo scopo di Philippot è proprio quello di sfruttare quanto sta accadendo nelle piazze parigine per far emergere il suo progetto, che per ora è considerato abbastanza ininfluente in vista delle elezioni europee di maggio. Conseguire un buon risultato a maggio, insomma, per accreditarsi come polo sovranista al pari del Rassemblement National. Ma perché i gilet gialli dovrebbero sposare la causa dell’ex Alto funzionario? E perché gli elettori sovranisti francesi dovrebbero abbandonare Marine Le Pen, proprio adesso che i sondaggi la danno in vantaggio, per sostenere le istanze social – sovraniste di Philippot? La registrazione del marchio, in fin dei conti, potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua. 

Pure perché, come si legge sull’agenzia citata, Philippot non è il primo ad aver fatto questa pensata. Quello che Marine deve temere, più che dalle iniziative esterne come questa, proviene dalle logiche interne ai gilet. Eric Drouet, uno dei leader movimentisti, ha dichiarato di essere disposto a incontrare Luigi Di Maio, dopo che il vicepremier grillino ha offerto la piattaforma Rousseau. 

La leadership delle “giubbe gialle”, come le chiama qualcuno, potrebbe voler declinare le proteste per mezzo della democrazia diretta, in pieno stile grillino. Il futuro, per via della non inquadrabilità di un fenomeno che coinvolge cittadini provenienti da esperienze diverse, è tutto da scrivere. Certo che un Movimento 5 Stelle in salsa francese, in fin dei conti, farebbe contento solo Macron