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Quella lobby degli Stati Uniti
dietro al referendum catalano

Lentamente, con la fine del sostegno mediatico agli indipendentisti catalani, escono anche i primi “scheletri nell’armadio” delle autorità della Generalitat de Catalunya e della strategia per ottenere l’indipendenza da Madrid. L’ultima, in ordine di tempo, è la notizia del contratto siglato il 15 agosto da Carles Puigdemont con una nota società di lobbying americana, la SGR Government Relations & Lobbyng di Jim Courtovich. Oggetto del contratto, che ha visto un primo versamento di 60mila dollari da parte del governo catalano in favore dell’azienda Usa, era quello di “supportare gli sforzi comunicativi del governo catalano e rafforzare le relazioni fra i governi e le comunità imprenditoriali di Stati Uniti e Catalogna”, per un periodo di tre mesi, e cioè fino al 14 novembre. Scopo dell’accordo, come dichiarato sempre nel testo, era quello di “sensibilizzare i mezzi di comunicazione e i politici statunitensi riguardo al contesto politico catalano”.

Tutti i governi stranieri che intraprendono un’attività di lobbying negli Stati Uniti, siano essi governi nazionali o regionali, hanno l’obbligo di segnalare le proprie attività al dipartimento di Giustizia per conformarsi alla legge sulla registrazione degli agenti stranieri. È un’attività perfettamente legale, che però, se resa per costruire interessi contrari allo Stato di appartenenza, dimostra come vi possa essere un conflitto tra interessi governativi e non governativi e, soprattutto, fa comprendere se e quali segmenti della politica Usa possano esserci dietro delle lecite rivendicazioni di autonomia. Come rilevato dal quotidiano El Periodico, dal 2013, il governo catalano aveva lavorato negli Stati Uniti con Independent Diplomat (ID), una Ong (almeno formalmente) che si occupa di consulenza per la strategia politica di gruppi e organizzazioni internazionali, in particolare legati a processi di autodeterminazione. Id, fra le tante attività svolte, è stata anche contattata dal governo del Kosovo per ottenere riconoscimento internazionale, così come da alcuni politici del Sahara occidentale e dal governo della repubblica turca di Cipro del nord. Si sa che il governo della Catalogna ha pagato più di 1,6 milioni di euro di fondi pubblici in favore di questa organizzazione, ma non si sa se tale rapporto continua.

Per molto tempo, quest’attività di lobbying è stata naturalmente osteggiata dal governo di Madrid, che ha più volte chiesto agli Stati Uniti e alle aziende interessate di interrompere questi rapporti. Con la SGR di Courtovich è avvenuto lo stesso. Già a settembre di quest’anno, l’ambasciata spagnola a Washington aveva intimato a Courtovich di interrompere il rapporto economico con la Generalitat de Catalunya perché i soldi ottenuti erano frutto di malversazione. Il governo catalano aveva, infatti, utilizzato – ed è giusto ricordarlo – fondi pubblici per fini sostanzialmente privati come quelli dei partiti indipendentisti. Che poi questi interessi fossero gli stessi di milioni di elettori, non esclude comunque il dato per cui fondi della Comunità autonoma venivano usati per interessi diversi da quelli dell’amministrazione della Catalogna.

La SGR Government Relations & Lobbyng non è una delle più potenti società di lobbying degli Stati Uniti, però è interessante osservare gli ultimi avvenimenti che hanno interessato l’azienda e, soprattutto, i governi che hanno messo sotto contratto questa società. Fino all’anno scorso, ha collaborato con l’Arabia Saudita per svolgere attività di lobbying nel tessuto economico e politico americano in favore della monarchia Saud. L’azienda di Courtovich, inserita nell’ambito della Sphere Consulting, è stata al servizio di Riad per 45mila dollari al mese allo scopo di rendere consapevoli i politici e gli imprenditori Usa sul sulla “importanza per gli interessi statunitensi” dell’Arabia Saudita. Adesso, la stessa azienda collabora con il governo etiope per la stessa identica attività. È un’azienda molto strana, che naviga abbastanza nell’ombra. Il suo nome è divenuto noto quest’anno perché legata in qualche modo al cosiddetto “Russiagate”. Il 25 agosto di quest’anno, cioè dieci giorni dopo la conclusione dell’accordo con la Generalitat, il procuratore che indaga sul famigerato Russiagate ha chiesto alla SGR di fornire spiegazioni e documenti sul lavoro svolto per la società di Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump. La sua società, il gruppo Flynn Intel, aveva infatti subappaltato a SGR l’attività di lobbying in favore della Inovo BV, società olandese che sembra legata alla presidenza turca. All’inizio, tutto sembrava essere legato a un’attività tesa a promuovere i rapporti imprenditoriali fra Turchia e Stati Uniti. Nel tempo, però, quello che è uscito fuori dalle indagini è che l’interesse reale dietro quest’attività fosse quello di lavorare più sulla rete di Fetullah Gülen, sensibilizzando i politici sul rischio della sua presenza nel territorio americano.

  • TheEnd

    i soldi son sempre stati la rovina del mondo.

    • Zorz.zorz

      Buon dì.chissa’ perché tutti vogliono rovinarsi.Come con le donne,del resto…saluti

    • beppe casciano

      sono la causa di tutti i mali, di tutte le guerre, di tutte le cose negative… hai voglia a cercare spiegazioni… cosa che fanno puntualmente tutti gli intellettualoidi, spesso di sinistra… i soldi… sempre e solo loro… gli ideali? ma per favore…

      • Demy M

        Esatto, basta vedere chi ha finanziato tutte le guerre negli ultimi 70 anni per notare che sono sempre gli stessi, cambia il nome ma il cognome è sempre lo stesso, come la tribù di appartenenza.

        • beppe casciano

          le guerre sono finanziate da circa 2 secoli sempre dalla stessa famiglia di schifosi…

  • venzan

    E bisogna dire pure che i separatisti catalani non sono di destra.

    • AlbertNola

      No, sono degli imbecilli, dei traditori vigliacchi egoisti.

  • andromaca

    Rivoluzioni colorate, tutte con la stessa matrice.
    Shalom

  • Idleproc

    CVD
    Ora cominciate a preoccuparvi sul come e senza loro diretta responsabilità, potrebbero essere usati i nostri “ospiti”.
    Ovviamente chi avvertiva, erano quelli “cattivi”.

  • Santiago Dimieri

    Non ha senso, sono sorpresso che un giornalista possa scrivere cosi. Si vede l’intenzione di screditare la catalogna, soltanto quello. Grazie per essere cosi ovvio, più facile identificare gli enemici.

  • –<>– –<>–

    Si dice anche che ci siano dietro le grandi imprese dell’economia virtuale ( google, amazon, facebook etc), che non vogliono sottostare alle regole ue.
    Forse è solo una coincidenza, ma mentre in catalogna saliva la tensione, l’ue discuteva di web tax.

    • beppe casciano

      ogni volta che ci pensano, mi girano ad elica… fanno soldi a palate e non gli facciamo manco pagare le tasse… per non parlare poi dell’Irlanda… come darsi le randellate sui coglioni

      • more Mo

        sará… il fatto è che casualmente c’è un accordo Spagna-Andorra per cui dal 2018 saranno pubblici i conti correnti nascosti dei cittadini spagnoli (e catalani)…. non so se avete presente certe imputazioni per Jordi Pujol Ferrusola & compagni di merende (70 milioni di euro solo in Andorra)

        • beppe casciano

          tu mi parli di qualche decina di milione di calciatori… qui stiamo parlando di miliardi di multinazionali e giganti del web…

  • Demy M

    Caso strano, dove ci sono conflittualità di una certa importanza e gravità, appaiono sempre i soliti americani.

  • saturo

    Vedo che il tema appassiona. Vogliamo pensare da dove sono usciti i soldi che permisero ai massoni piemontesi l’invasione del Regno delle 2 Sicilie? Ma soprattutto, da dove uscirono i pagamenti a tali prestiti? Beh, proprio dal tesoro del regno invaso e conquistato, mentre Garibaldi metteva a capo della Polizia il capo camorra. ma la storia, si sa, la scrivono i vincitori…

    • Demy M

      Non sempre la storia viene scritta dai vincitori. Nel nostro Paese l’hanno scritta i comunisti-partigiani sebbene l’Italia abbia perso la guerra, forse unico caso al mondo.

      • maestraco

        Sarà l’eccezione che conferma la regola.Saluti

        • Demy M

          Buon proseguimento di giornata. Saluti

      • saturo

        Demy M: La 2da guerra mondiale ebbe dei vincitori e perdenti come in tutte le guerre, e il simbolo che accomunava americani e russi (formalmente i vincitori, ma…) è una stella a 5 punte. Mi son chiesto tante volte cosa significa tale simbolo, se qualcuno lo sa gradirei un commento. Che poi in Italia i comunisti, appoggiati da uno dei vincitori (URSS), abbia preso il sopravvento culturale è tutta materia interessante per dibattere. La DC, si dedicò agli affari, gli altri (i comunisti) investono nel tempo.

        • AlbertNola

          E l’ideologia comunista, buonista, ha vinto. A partire da quel maledetto 2 giugno 1946!

  • Luigi Biasini

    Spero che il popolo catalano, che ha tutto da perdere e nulla da guadagnare in situazioni come queste, non si faccia infinocchiare e trascinare in una secessione dai cacciaballe che stanno da una parte o dall’altra.
    In situazioni come queste, già viste nel recente passato, è proprio il popolo che ci deve mettere la merce che serve per la trattativa tra le due parti, ci deve mettere i morti, i feriti, le case e le aziende derubate, distrutte e che, quando ti entra in casa qualcuno con un mitra in mano e la scusa di essere in guerra, ci mette le mogli, le madri, le figlie, le sorelle stuprate.