Quella domenica di sangue a Derry

Il 30 gennaio di 45 anni fa, nelle strade dei Derry, in Irlanda del Nord, mentre i nazionalisti repubblicani stavano marciando per i diritti civili, il Primo reggimento dei paracadutisti britannici iniziò a sparare contro la folla indifesa, provocando la morte di 14 persone innocenti.

Erano anni difficili e la situazione era tragica. Molti giovani irlandesi erano detenuti nelle prigioni con pochissima possibilità di essere rinviati a giudizio o di essere rilasciati, grazie ad una nuova norma varata dal governo di Londra. Questa permetteva loro l’arresto preventivo per un tempo non definito a chiunque fosse solo minimamente sospettato di essere un militante repubblicano.

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L’immagine di padre Edward Daly, scomparso lo scorso agosto per una grave malattia, che soccorre una delle vittime sventolando un fazzoletto bianco insanguinato, è forse lo scatto più significativo di quella fredda domenica invernale nordirlandese. Tutto intorno, c’erano le urla, il terrore e il rumore dei tantissimi colpi sparati dal “battaglione della morte” di sua Maestà.

Dopo anni di menzogne, il 15 giugno 2010 il Rapporto di Lord Saville, voluto da Tony Blair nel 1998, ha accertato che dai comandi militari inglesi giunse l’ordine di sparare a freddo sui manifestanti disarmati. Nelle 5mila pagine della relazione viene dimostrato che il massacro “fu assolutamente ingiustificato” e che “nessuna delle persone uccise dai soldati della Compagnia di Supporto era armata con un’arma da fuoco”. Inoltre, si sottolinea che “nessun manifestante stava minacciando di provocare la morte o lesioni gravi ai soldati e in nessun caso è stato dato alcun avviso prima di aprire il fuoco”.

L’indagine Saville, durata ben 12 anni e che ha avuto un costo di circa 200 milioni di sterline, è seguita alla prima inchiesta del Widgery Tribunal, dove i militari e l’autorità erano state largamente prosciolte da ogni colpa – compreso l’ex capo di gabinetto Jonathan Powell -, distorcendo la realtà e nascondendo le tragiche responsabilità britanniche.

Il 30 gennaio 1972 è anche la data dell’inizio di una guerra che non è ancora del tutto finita. Gli avvenimenti della Bloody Sunday – la domenica di sangue -, infatti, indussero numerosi giovani irlandesi ad una scelta drammatica, ma per molti inevitabile. Ovvero quella di imbracciare le armi e rispondere a chi con le armi voleva negare la libertà.

  • Marco Casetta

    Oggi il Sinn Fein appoggia le moschee e l’immigrazione islamica in Irlanda del Nord: surreale

    • ago ago

      ma vai a cagare, coglione

      • Riff Borgia

        perché dici questo?? è a dire poco inappropriato verso chi esprime un’opinione senza insultare alcuno…

      • Marco Casetta

        Ma vacci tu traditore

  • Riff Borgia

    Tutti i partecipanti al “tiro al piccione” non solo l’hanno fatta franca, ma in seguito furono premiati dalla regina con onoreficenze??