Asia, Pakistan, Lahore. 17/04/2017. The Easter vigil in the Lahore Cathedral. Christians represent the 2.5% of the population. The Islamic Sharia brought persecution and strong discrimination towards this minority forced to humble work. The main problem is the law that condemned blasphemy. Each type of controversy between Christians and Muslims is often resolved from Muslims accusing the “other side” of this kind of crime for which you can be put in jail with capital law with only one available testimony.

Quei musulmani in difesa dei cristiani sotto attacco

Era il giorno di Pasqua del 2016, quando per tutta la città di Lahore iniziarono a rincorrersi le voci che un attentatore kamikaze si era fatto esplodere all’interno del parco di divertimento Gulshan e Iqbal Park, compiendo una strage. Si tratta di una delle azioni più efferate che siano state mai commesse da degli estremisti islamici in Pakistan. Il bilancio finale fu di oltre 70 vittime, per la maggior parte donne e bambini. Un anno è passato da quel tragico episodio. È la vigilia di Pasqua 2017 e il Luna Park è stato riaperto e, quasi per sfidare terroristi e terrore, oggi il parco è popolato da famiglie e bambini, le attrazioni sono di nuovo funzionanti e nessuno vuole parlare di quello che è successo, come per cancellare l’orrore, il panico, la morte e far sì che la vita prenda il sopravvento.

Ma è pur sempre la vigilia di Pasqua in Pakistan, l’allerta è massima; i militari pattugliano ogni ingresso al Gulshan e Iqbal Park, ma non solo: anche tutte le strade che portano verso chiese o luoghi di culto cattolici sono sbarrate e presidiate dai soldati dell’esercito Pakistano. La cattedrale di Lahore si appresta ad accogliere la celebrazione della festività. Centinaia di persone stanno convergendo verso la Chiesa. È sera, c’è un clima di festa e voglia di partecipare alla Veglia. C’è il vescovo di Lahore Sebstian Francis Shaw e c’è padre Mani che spiega: ”In passato hanno provato a compiere un attentato qua, ma non ci sono riusciti. Hanno però fatto una strage nel quartiere di Yohannabad e il giorno di Pasqua e a ridosso delle Sante ricorrenze i momenti sono sempre critici perché, approfittando della grossa partecipazione dei fedeli, i terroristi cercano di infiltrarsi e compiere delle stragi”.

La veglia pasquale ha inizio, centinaia di lumini riempiono con una luce intensa e delicata le navate della cattedrale ma, intorno, ci sono poliziotti in borghese, artificieri che setacciano il tempio alla ricerca di possibili ordigni e cecchini su tutti i tetti. ”Vedi, i soldati che sono qua sono militari musulmani, eppure sono presenti per difendere noi cristiani. Non bisogna generalizzare; noi cristiani abbiamo tanti problemi in Pakistan: la legge sulla blasfemia, il terrorismo, l’odio degli jihadisti… ma ci sono anche dei musulmani che si mettono in prima fila e rischiano la vita per proteggerci e consentirci di pregare”.

E la stessa scena si ripresenta l’indomani nel quartiere di Yohannabd. È il ghetto cristiano della città del Punjab, oltre 40mila persone vivono in questo rione nel mirino dei talebani che, solo 2 anni fa, hanno assaltato la chiesa di Saint John compiendo una strage. Le strade che conducono alla parrocchia sono presidiate dai militari e volontari armati sono appostati in ogni dove: sui tetti, dietro sacchi di sabbia e sui balconi, al riparo dei parapetti nei quali sono state scavate delle feritoie per introdurre le canne dei fucili. “Questa è la nostra Pasqua. Ma non importa. L’importante è che migliaia di persone abbiamo partecipato alle celebrazioni e che oggi la chiesa sia estremamente gremita di gente”.

A parlare è Francis Gulzar vicario generale di Lahore che, dopo la funzione che ha visto una partecipazione incredibile di famiglie, ha proseguito, dicendo: ”Tanta gente senza paura e senza timore è venuta a celebrare la Pasqua. Questa è la dimostrazione più importante e il messaggio più forte che potessimo mandare. Abbiamo dimostrato che non cediamo alla paura, che non lasciamo neanche un solo centimetro di terreno ai talebani e che la nostra voglia di vivere e la nostra fede in Dio sono più forti di qualsiasi bomba. È un messaggio importante che tutto il pianeta dovrebbe apprendere”.

Foto di Marco Gualazzini

  • dottor Strange

    anche la minoranza induista è discriminata e vessata. la legge sulla blasfemia, inoltre, consente di finire sotto processo, con la pena capitale all’orizzonte, se 3-4 musulmani ti accusano di aver bestemmiato Allah. c’è da dire che, grazie a questa legge, basta che i debitori accusino il loro creditore (musulmano anche lui) di blasfemia ed il problema del debito è risolto. La cosa serve anche, appunto, per vendette personali. per non farsi mancare nulla, ogni tanto i sunniti mettono le bombe nelle moschee degli sciiti (circa il 20%). un musulmano sunnita vive per odiare, chi non lo vuole capire va curato. quando ero in India, il mio accompagnatore indiano, ogni volta che doveva andare al cesso diceva: “vado in Pakistan”. e noi importiamo questi microcefali…..

    • Nick2

      Io vivo nella città italiana con la maggior concentrazione di pakistani. La grande
      maggioranza di loro sono pacifici e rispettosi, hanno famiglie numerose, lavorano e fanno salti mortali (anche dei pasti) per arrivare alla fine del mese. Ben difficilmente sui giornali si legge il nome di un pakistano arrestato per rapina, omicidio o stupro.
      Detto questo, veniamo alla legge sulla blasfemia. Penso che le tue osservazioni siano corrette, ma… prova un po’ a fare un parallelo fra questa legge e quella da voi tanto agognata sulla legittima difesa selvaggia. Non trovi delle analogie? Non pensi che ci potrebbero essere degli abusi?
      La democrazia è complicata e vulnerabile. L’ultradestra sta facendo capire con chiari segnali che, andasse al governo, la farebbe morire…

      • montezuma

        I Pachistani e tutti gli islamici non son tutti delinquenti. So solo che dove si concentrano, i fondi assistenziali presentano dei picchi, viene applicata la sharia di fatto e la mentalità collettiva regredisce.Questo non va bene.

  • soldellavvenire

    comunque bravo l’inviato invece di fumarsi i vostri danari alle maldive va a farsi le vacanze in pakistan e ci delizia pure di meravigliosi rapporti edificanti, tipo “l’islam tollera i trans”, “nell’islam si drogano” “nell’islam ammazzano cristiani” aspettiamo il servizio sugli islamici comunisti poi puoi anche tornare a casa

    • montezuma

      Gli islamici comunisti e filo-sovietici sono un fenomeno interno al periodo della Guerra Fredda. L’islam aveva compreso le sue affinità con il comunismo come a suo tempo con il nazional-socialismo (nazismo). Bene fa l’inviato a cogliere tutti gli aspetti.

      • Ugo Maisto

        montezuma ti ricordo che sono stati i comunisti a combattere con i fatti i terroristi islamici tra cui combattevano i futuri fondatori di al quaeda e dei talebani in Afghanistan, mentre gli anticomunisti, i fascisti, i liberali a quei tempi chiamavano i terroristi eroi, combattenti per la libertà ed andavano al cinema ad ammirare rambo tre che combatteva insieme al terrorista massoud ed ai terroristi islamici contro i comunisti

        • montezuma

          Stai dicendo una fesseria. I comunisti si sono alleati a quasi tutti gli uomini forti dei Paesi musulmani in funzione anti-occidentale. I comunisti sovietici hanno invaso l’Afghanistan per due ordini di motivi: anche per contrastare l’Islam che stava infiltrandosi nelle repubbliche soviet dell’Asia centrale e del Caucaso. Secondo, per aprirsi un corridoio strategico verso l’oceano Indiano. Di positivo i comunisti non hanno fatto quasi niente.

  • montezuma

    Non la vedo certo come una novità.