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Putin vuole uscire dalla Siria
prima che sia troppo tardi

Vladimir Putin ha deciso la guerra in Siria con il suo intervento militare, ma adesso, con l’approssimarsi del 2018 e delle elezioni presidenziali, sembra anche intenzionato a concluderlo. La guerra costa, sia in termini economici che in termini elettorali. Come riporta Giuseppe Agliastro per La Stampa, i recenti sondaggi della stampa russa confermano che l’impegno di Mosca in Siria è stato apprezzato dalla popolazione, che considera l’intervento necessario e utile per la Russia, ma in molti sono anche convinti che sia arrivata l’ora di uscire dal conflitto. Il 49% degli intervistati dal centro demoscopico Levada considera giusto ritirarsi dalla Siria, solo il 30% considera favorevolmente il proseguimento della presenza militare russa in territorio siriano mentre più di un terzo dell’elettorato ha paura che la Siria si possa trasformare in un nuovo Afghanistan. Se questi dati sono gli stessi considerati nel quartier generale di Putin per le presidenziali, è evidente che il Cremlino debba riflettere su una exit-strategy in grado di garantire da una parte la pacificazione della Siria e il mantenimento degli interessi russi, e, dall’altra parte, garantire che l’elettorato si tranquillizzi in vista delle presidenziali.

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Il compito di Putin è tutt’altro che facile. Anzi, ora, con lo Stato islamico sconfitto, paradossalmente la partita si fa ancora più difficile. Il presidente russo deve, infatti, riuscire nel difficilissimo intento di mantenere i suoi interessi, non scontrarsi con Iran e Turchia, evitare eccessive frizioni con gli altri Stati mediorientali e, al contempo, lasciare che la presenza militare russa in Siria sia soltanto utile a scopi di deterrenza e di controllo delle basi. I colloqui di Ginevra, per ora, si sono dimostrati fallimentari. E non sembrano esserci solide basi su cui fondare nuovi round di negoziati, nonostante i pasi in avanti sul fronte della guerra. L’opposizione siriana considera ancora Assad il principale problema per la pacificazione del Paese, ma Assad ha vinto la guerra e l’Iran non è intenzionato a cedere sulla questione, per paura di perdere un governo alleato in un Paese di fondamentale importanza quale appunto quello siriano. In questo senso, Putin sa che non può scontentare Teheran, che in Siria si è giocata tutte le sue carte a disposizione per sconfiggere il Califfato e accrescere la sua sfera d’influenza, ma sa anche che la presenza di Bashar al Assad resta un nodo da sciogliere di non poco. La Russia non abbandona i suoi alleati, ma non può neanche permettersi di lasciare da parte i propri interessi per fare quelli di altri Stati. La soluzione potrebbe essere dunque quella di trovare un ruolo per Assad che sia il preludio a una graduale transizione politica, facendo sì che la Siria del futuro garantisca in ogni caso le sfere d’influenza di Russia, Iran e Turchia così come decise dagli accordi di Astana. Finché non vi saranno garanzie da parte dell’opposizione siriana – cosa che finora non è avvenuta – Putin non può chiedere ad Assad un passo indietro.

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E questa mancanza di certezze sul futuro della Siria complica non poco le scelte del Cremlino che dalla Siria vorrebbe comunque andarsene entro il 2018 mantenendo solo gli uomini necessari per il controllo delle de-escalation zones e il controllo sul porto di Tartus e della base di Hmeymin. Il parziale ritiro delle truppe è già stato annunciato nelle ultime settimane e si sta iniziando a rimodulare la partecipazione militare della Russia con obiettivi di controllo e non offensivi, ma è evidente che senza una strategia comune da parte di tutti gli Stati intervenuti nel conflitto siriano, è impossibile per Mosca andarsene dal Paese. Il rischio che Putin vuole a ogni costo evitare è che la Russia venga trascinata in una situazione non troppo diversa da quella afghana o irachena cui sono stati coinvolti gli Stati Uniti: una guerra logorante, infinita e in cui le truppe russe sarebbero praticamente costrette a rimanere per non lasciare il Paese in mano alle ribellioni o ai giochi di altre potenze. In questo senso, i venti di guerra che solcano il Libano, Israele, Arabia Saudita e Iran sono un problema non di poco conto. Senza le truppe russe, Israele sarebbe già intervenuto in Siria in maniera pesante. E, al netto delle possibilità di sconfitta di Assad – probabilmente molto elevate -, l’Iran si sarebbe ritrovato impegnato in una guerra con i suoi nemici mediorientali, Israele e monarchie del Golfo. E la Turchia, attore imprescindibile della guerra, probabilmente non avrebbe abbandonato l’offensiva su Damasco per convogliare sui curdi dell’Ypg. Damasco e i suoi alleati devono molto alla Russia, ma adesso Putin deve capire come uscirne prima che sia troppo tardi.

  • Enea Vogrig

    Ma vabbè scrivere un articolo citando La Stampa che è la quint’essenza della malafede non mi pare proprio furbo. Per chi avesse la memoria corta vorrei ricordare che all’inizio del conflitto il goveno russo mise subito in chiaro che si trattava di un intervento a tempo che inizialmente stimarono in 1 anno – 1 anno e 1/2. Abbiamo ormai passato i 2 e l’isis è stato appena estirpato dalla sponda sud dell’Eufrate, è ovvio che tra non molto inizierà il disimpegno. Ricondurre tutto a fretta e calcoli elettorali è malafede.

  • johnny rotten

    Parlare ancora di opposizione quando anche i sassi sanno che non è mai esistita se non nelle vesti di terrorismo eterodiretto è, come minimo, ambiguo, e poi a chi importa dei negoziati di ginevra quando i veri negoziati si fanno ad Astana, dove per altro la questione della Presidenza Syriana è demandata alla scelta del popolo syriano?

  • http://vincenzomannello.it Vincenzo Mannello

    lasciare la Siria ? Con le truppe americane e turche sul terreno che appoggiano veri e propri terroristi ? Putin ha conseguito enorme seguito di simpatie pure in Occidente non abbandonando Assad,amico ed alleato,al proprio destino…non sbaglierà neppure nel prossimo futuro.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      E’ costretto … Huffpost – Putin’s Syrian Adventure Will Cost Russians Dearly … Moscow is financing its military buildup and operations through cuts to the already woefully underfunded sectors of education, health care and infrastructure …

      • luigirossi

        HUFFINGTON POST =JEWISH PRESS= MEDIATIC SHIT AND PROPAGANDA.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Tutti i giornali che non mentono per Putin sono giornali che mentono … conosciamo il ritornello dei troll russi e filorussi …

  • kison

    ecco,ma l’opposizione siriana ad Assad chi è?
    l’ “opposizione democratica” armata e protetta da

    uSSrael e alleati?

  • Alberto Amoruso

    Questa è anche la mia paura. Spero che Putin sia abbastanza intelligente, come ha dimostrato di essere, per evitare di andarsene dalla Siria senza prima rafforzare la posizione di Assad a tal punto che non si possa più buttarlo giù. E in ogni caso non credo proprio che rimanere in Siria lo affosserà nei sondaggi.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller
      • Alberto Amoruso

        Cosa centra la sua affermazione con la foto sottostante?

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Dimostra, come la vicenda del doping, o il sostegno di Kadyrov in Cecenia, gli errori che Putin ha commesso a danni del popolo russo …

          • Alberto Amoruso

            A me dimostra esclusivamente un suo ritardo mentale che la rende incapace di creare argomentazioni non dico efficaci, ma almeno logiche.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            … «Le operazioni della disinformazione russa che conosciamo meglio sono quelle dell’Internet Research Agency (Ira) di San Pietroburgo, perché alcuni disertori hanno spiegato esattamente come opera. Perciò su questo abbiamo molte informazioni. Ci sono tanti altri network russi per i troll, e saremmo ingenui a credere che tutta l’attività è limitata all’Ira. Questa istituzione però rappresenta un buon parametro, insieme a Rt e Sputnik, per capire che tipi di messaggi vuole propagare il Cremlino» … La Stampa – “Troll, bot e associazioni culturali. Così la Russia ha sabotato il referendum in Italia” …

          • Alberto Amoruso

            Siamo partiti dal ritiro dei russi in corrispondenza alle presidenziali 2018, ad accusare Assad di crimini di guerra a dire che i russi hanno sabotato il referendum italiano…

            Tolte le sue argomentazioni, che non ritengo nemmeno meritevoli di un commento, si rende conto dell’incoerenza dei suoi messaggi? Probabilmente non ne ha la capacità.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Sei un troll filorusso che scrive ciò che un troll filorusso deve scrivere … ma ormai siete con le spalle al muro.

          • Alberto Amoruso

            Già, ma i fondi dal Cremlino li riceviamo sempre! Muahahahaha!

            (che testa di cazzo)

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Affari tuoi.

          • Alberto Amoruso

            Sei tu che hai iniziato a scassare

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Siamo un paese NATO …

          • Alberto Amoruso

            La Russia è una nazione euroasiatica…

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            E con ciò?

          • Alberto Amoruso

            Ecco, “E con ciò?” è la domanda che mi rivolgo ogni qualvolta lei se ne esce con una risposta sconclusionata e priva di senso compiuto, del tipo “Siamo un paese NATO…” e cazzate varie

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            L’Itala è membro NATO, ed è assai meno povera rispetto alla Russia … Ridicolo è quindi mentire per abbellire la Russia …

          • Alberto Amoruso

            Siamo meno poveri perché siamo nella NATO? O forse sarà perché vent’anni fa non abbiamo subito il “the most cataclysmic peacetime economic collapse of an industrial country in history” (cit. Seamus Milne)?

          • luigirossi

            Mai chiamare “disertori” i corrotti dal Mossad.Sarebbe come chiamare “leaders politici” Monti e Prodi

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            I corrotti … baste leggere i giornali cinesi e iraniani …

          • luigirossi

            Il quale non se ne accorge,distratto dal freddo e dalla neve.Io invece mi domando se il popolo israeliano stia traendo le conseguenze del distacco netto dell’Europa,cosa assai pericolosa.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Tutt’altro, Putin semplicemente se ne frega … Circa il distacco dell’Europa, sono fantasie …

    • enricodiba

      Le forze isis sono state spezzate, mentre l’esercito siriani rafforzato, tra l’altro sono arrivati anche i cinesi a dargli man forte, sopratutto nella ricostruzione, infine la Russia al contrario degli Usa è dietro l’angolo, ci mette poco a tornare se serve.

  • enricodiba

    Ormai isis è stata spezzata e Assad rinforzato, con l’arrivo dei cinesi che investiranno anche loro nella ricostruzione ormai il più è fatto, paradossalmente sono gli americani che spendono soldi e risorse per restare, anche perché la Russia è a pochi km di distanza, se serve riporta i caccia.

  • Ernesto Pesce

    Come riporta Giuseppe Agliastro per La Stampa
    A QUESTO PUNTO CONVIENE LEGGERE LA STAMPA, LA REPUBBLICA, CORRIERE DELLA SERA, E SE ESISTE L’UNITA’

  • Ernesto Pesce

    LORENZO SEI UN INFILTRATO. PUNTO E BASTA

  • http://dolina-imeniy.ru/ Сергей

    Forse tutti hanno dimenticato – lo ricorderò. Fino a quando la Federazione Russa non avviò un’operazione militare – con il tacito consenso degli Stati Uniti, l’IG fu creato – gran parte della Siria era sotto il controllo dei cannibali.

    Ora tutto sarà finito – ci saranno operazioni di polizia per ripulire le piccole bande. E la Russia rimarrà alla base aerea – per rimanere sulla sua base militare questa è bloccata nella palude? In questo caso, gli Stati Uniti sono stati bloccati in una palude in 800 luoghi in tutto il mondo – Anche in Germania, gli Stati Uniti sono rimasti bloccati in una palude – contemporaneamente in diversi posti … Ola la.

    Возможно все забыли – я напомню. Пока РФ не начала военную операцию – при молчаливом согласии США было создано ИГ – большая часть Сирии была под контролем людоедов.

    Теперь все будет кончено – будет полицейские операции по зачистке мелких банд. А Россия останется на авиабазе – остаться на своей военной базе это застрять в болоте? В таком случае США застряли в болоте в 800 местах по всему миру – Даже в Германии США застряли в болоте – сразу в нескольких местах… О ля ля.

  • luigirossi

    Un pezzo disinformativo ispirato da qualche rabbino.Cresce in me il dubbio che la redazione di OCCHI riceva suadenti telefonate da qualcuno.Non si spiega altrimenti la ricomparse fuori blog ma nel giornale di FIAMMA NIRENSTEIN e la lenta presa di distacco da Putin.Berlusconi decida chi vuole per amici:i lettori o l’Ambasciata di via Michele Mercati e la “Comunita’ ebraica”