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Ecco perché il Mali sta rischiando
di sprofondare sempre più nel caos

Nonostante la presenza dei soldati francesi e dei caschi blu dell’Onu, la situazione nel Mali sembra peggiorare giorno dopo giorno; il paese africano è scosso da un’ondata di attentati contro le forze internazionali e contro l’esercito locale, che rischia di far collassare definitivamente ogni tentativo di stabilizzazione di una nazione sconvolta dal 2012 dal dilagare dell’estremismo islamico e, da allora, mai più tornata a riappacificarsi. E’ soprattutto la zona nord a destare maggiore preoccupazione, lì dove tra il 2013 ed il 2014 le forze fedeli ad Al Qaeda nel Sahel hanno costituito un piccolo emirato durato pochi mesi, ma che ancora oggi non manca di mostrare profonde cicatrici soprattutto per ciò che concerne la stabilità e la sicurezza; dopo gli attentati del 2015 e della scorsa estate a Bamako, adesso gli integralisti sembrano puntare dritto contro le forze internazionali presenti nel paese.

L’attentato dello scorso primo marzo contro i caschi blu

Dopo la morte di due soldati francesi a fine febbraio a causa di un ordigno vicino la città di Gao, lo scorso giovedì un altro attacco ha fatto strage tra le forze dell’Onu presenti nel paese; in particolare, a causa dell’esplosione di un ordigno nella regione di Mopti, quattro soldati con l’elmetto blu delle Nazioni Unite sono deceduti a seguito delle gravi ferite riportate nella deflagrazione. Le quattro vittime erano tutte del Bangladesh, paese che ha inviato sotto l’egida dell’Onu un proprio contingente per rafforzare il dispiegamento delle forze internazionali nel Mali; si tratta del classico esempio di come l’integralismo islamico uccida indiscriminatamente anche ragazzi di fede musulmana: tutte le vittime di questo nuoto attentato professavano infatti la religione islamica, provenendo da una nazione tra le più musulmane al mondo e dove il problema del terrorismo imperversa da diversi anni.

L’attentato, come detto, fa seguito a quello contro i soldati francesi avvenuto a Gao che ha ucciso due soldati transalpini; ma nell’ultimo giorno di febbraio, sempre nella zona nord del paese, un altro attacco compiuto da forze integraliste ha ucciso sei soldati dell’esercito maliano, colpendo dunque anche le forze di sicurezza locali che da anni vengono addestrate soprattutto dalle truppe francesi per contrastare l’avanzata dell’estremismo. Una situazione che preoccupa, soprattutto perché il Mali è crocevia importante nel Sahel ed una sua destabilizzazione potrebbe provocare un effetto domino nella regione, specie per quanto concerne il contrasto al terrorismo.

Uno scenario “iracheno” per il Mali?

In queste ore non mancano, in ambienti militari e diplomatici, riferimenti ad accostamenti a situazioni precarie che spesso in passato hanno più riguardato il medio oriente piuttosto che l’Africa; il rischio è che il Mali diventi un nuovo Iraq od un nuovo Afghanistan, paesi dove oramai da anni gli attentati contro obiettivi civili e militari sono quasi all’ordine del giorno e dove il terrorismo non sembra aver fatto decisi passi indietro, eccezion fatta per la sconfitta dell’ISIS in Iraq dopo tre anni di occupazione. Le preoccupazioni non sono da sottovalutare: come detto, il Mali è dal 2012 sotto l’occhio del ciclone, con uno Stato centrale indebolito dalla ribellione Tuareg che aveva portato in quell’anno alla proclamazione dell’Azawad, nazione indipendente con la città di Gao come capitale; ma quel separatismo, poco dopo, si è rivelato assist per le sigle islamiste presenti nell’area le quali, in pochi mesi, hanno dilagato in lungo ed in largo destabilizzando il paese.

Se prima gli attentati erano concentrati contro obiettivi civili ed occidentali della capitale, adesso ad essere presi di mira sono soprattutto soldati, tanto locali quanto internazionali; ad agire maggiormente sono le stesse sigle che insanguinano questa parte d’Africa da almeno un decennio a questa parte e che, da sempre, appaiono molto vicine ad Al Qaeda ed alla rete ideata da Osama Bin Laden. Povertà, ma anche corruzione e difficoltà nel controllo del territorio, hanno favorito l’ascesa delle ideologie jihadiste e, dopo un periodo in cui il peggio sembrava passato, il Mali si ritrova adesso nuovamente pesantemente sotto attacco; la notizia non è di certo di quelle positive: al fianco di questo paese, vi è il Niger, ossia la nazione in cui a breve dovrebbero andare i nostri soldati e dove, lungo le vie del deserto, transita la stragrande maggioranza del flusso migratorio che giunge in Libia prima e nelle nostre coste poi.

  • Valter Luccena

    I trecento milioni di profughi maliani (dico trecento milioni perchè tutti i nigeriani, ghanesi senegalesi ivoriani congolesi togolesi mauritani ecc diventeranno tutti profughi maliani casualmente senza documenti, e noi ci crederemo) saranno sicuramente accolti in Italia perchè aventi diritto all’accoglienza.

    • MarioD6

      E in Italia ci sono sempre quelli disposti ad accoglierli (contro pagamento dell’obolo alle ONG e alle Coop rosse) e a spergiurare che si integreranno nella nostra cultura e nel nostro paese !!!!
      Adesso poi, con il M5S che ha giurato di dare lo stipendio di mantenimento a tutti, vedrete che ne arriveranno a milioni. D’altronde il cardinale nero nigeriano ha già detto che ci dobbiamo per forza abituare a vedere gli italiani negri ….!!!!

      • Demy M

        Con i 5stalle l’Italia sprofonderà ancora di più verso gli abissi. Purtroppo per l’Italia e gli Italiani.

  • Luigi Zambotti

    I soldi per finanziare gli islamisti fanatici da dove arrivano? L’articolo non ne parla.

  • dagoleo

    Perchè non se ne vanno in Arabia Saudita. E’ così ricca, ha così tanto spazio per accoglierli. Vadano là staranno benissimo.

  • luigirossi

    I francesi hanno tutti i titoli pe reprimere le rivoluzioni:basta pensare all’Algeria

    • Raoul Pontalti

      Sì l’Algeria che infati ottenne l’indipendenza e buttò fuori i pieds noirs (ossia i francesi d’Algeria: ca un milione di persone).

  • Zeneize

    Se scrivete “perché” nel titolo, io mi aspetto di sapere perché certe cose succedono. Sappiamo già che c’è “al qaida”, cioè i mercenari occidentali, ma perché? C’è il petrolio? Questa sarebbe una spiegazione sul “perché”.
    Scusate se sono un pochino noioso :)

  • https://disqus.com/home/settings/profile/ franco.a.trier

    vabbè niente paura devono avere un posto in Italia lo avranno sempre..è sufficiente una guerra per essere tutto legale