Kim Jong-un durante alcuni test missilistici (LaPresse)

Ecco perché la Corea del Nord
smantella i siti nucleari e missilistici

Immagini satellitari mostrano che la Corea del Nord sta smantellando alcuni siti utilizzati per i test e lanci di missili. Come riporta il sito 38 North poi ripreso anche dal New York Times – durante l’ultimo sorvolo su Sohae i satelliti hanno ripreso lo smantellamento di alcune strutture fondamentali per il lancio di vettori in quella che è la base ufficialmente adibita a porre in orbita i satelliti di Pyongyang.

In particolare dalla riprese si nota che la struttura atta a preparare i missili per il lancio – che scorre su binari – ed il vicino edificio utilizzato per effettuare i test dei motori a razzo, sono in fase di smantellamento: il tetto e le strutture di supporto sono state parzialmente rimosse e numerosi veicoli sono presenti nel sito, incluse una grossa gru. In un’immagine di un paio di giorni dopo il primo passaggio satellitare si nota la continua presenza di tali veicoli e mezzi dimostrando che i lavori di smantellamento fanno progressi, come dimostrato anche dal fatto che un angolo della struttura è stato completamente smontato e le sue parti sono ben visibili disposte sul terreno – messe quindi consapevolmente in bella mostra per i satelliti. Nelle immagini dei due passaggi si nota, però, che i due bunker per lo stoccaggio del carburante/ossidante e l’edificio principale sono rimasti intatti.

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Cosa significa?

Il poligono di Sohae è quello più recente attivato dalla Corea del Nord. Il primo lancio effettuatovi è stato effettuato nel 2012 quando un vettore tipo “Uhna-3” – o Taepodong-2 – fallì nel tentativo di mettere in orbita un satellite. Il poligono fu scelto in sostituzione di quello di Tonghae per la sua particolare posizione geografica che permetteva di effettuare lanci senza sorvolare il territorio nipponico, fattore che ha creato più di una volta crisi diplomatiche col Sol Levante ed i suoi alleati. In questo senso, quindi, la scelta di effettuare lanci di missili a raggio intermedio e intercontinentale diretti verso lo spazio aereo nipponico rappresenta un atto provocatorio volontario, fatto molto spesso in risposta all’inasprimento delle sanzioni internazionali: quella che si può definire come la “diplomazia dei missili”.

Lo smantellamento del sito si può considerare un primo passo verso l’effettiva distensione tra Corea del Nord e Stati Uniti in quanto la tecnologia missilistica testata a Sohae, sebbene sia ufficialmente destinata alla messa in orbita di satelliti, è la stessa impiegabile – e impiegata – per i missili balistici a lungo raggio. Gli Icbm (Intercontinental Balistic Missile) nordcoreani devono molto del loro sviluppo dai vettori per satelliti lanciati da Sonhae. Inoltre la maggior parte dei nuovi motori per i missili di ultima concezione sviluppati da Pyongyang sono stati testati proprio nel sito che ora è in fase di dismissione. 

La mossa di Kim Jong-un arriva mesi dopo la chiusura del sito per i test atomici di Punggye-ri. Abbiamo già chiarito la situazione particolare in cui versa il monte Mantap, sede dei test effettuati in galleria, e della possibilità che la Corea del Nord sia stata costretta a chiuderlo da contingenze di carattere ambientale piuttosto che politico, sebbene vi sia la forte possibilità che Pyongyang stia individuando un altro sito per eventuali futuri test nucleari. Lo smantellamento di Sohae rappresenterebbe quindi una sorta di dimostrazione di buona volontà e di incentivo verso l’amministrazione Usa che ancora è ben lontana dall’attuare la politica di denuclearizzazione dell’intera Penisola Coreana: dopo il recente summit di Singapore da parte americana si è attuata solamente la sospensione – non la rinuncia – alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud mentre il Nord ha proceduto alla chiusura di alcuni siti nucleari e missilistici, sebbene questa mossa possa essere solo uno specchietto per allodole

La Corea del Nord sta davvero perseguendo il disarmo nucleare?

La propaganda di Kim Jong-un ha più volte ribadito che il Paese ha raggiunto la capacità di portare un attacco nucleare sulla totalità del suolo americano: i missili intercontinentali tipo “Hwasong” 14 e 15 sono a tutti gli effetti dei vettori in grado di colpire gli Stati Uniti, ma la reale portata deve essere valutata al massimo carico bellico. Molto probabilmente solo il missile “Hwasong 15” è in grado di raggiungere gli Stati Uniti continentali con una testata atomica ed il fattore che rende un’analisi delle reali possibilità di attacco nordcoreane alquanto difficoltosa è la stessa metodologia con cui i vettori vengono sviluppati: la Corea del Nord non segue un programma di sviluppo – fatto di diversi test prima della dichiarazione di operatività – al pari di quello occidentale o russo. Pertanto qualsiasi lancio missilistico viene considerato come una vera e propria esercitazione e tanto basta al Regime per parlare di raggiunta operatività. 

Verosimilmente la Corea del Nord non possiede ancora un numero consistente di missili operativi in grado di colpire gli Usa ma i lavori per implementare questa capacità potrebbero essere proseguiti in segreto: recentemente, infatti, sempre tramite ricognizione satellitare, è stato notato che Pyongyang ha continuato i lavori di ingrandimento di un complesso industriale destinato alla fabbricazione di missili a combustibile solido. Secondo l’intelligence americana la Corea del Nord avrebbe anche continuato a produrre esplosivo nucleare per il proprio arsenale aumentando la produzione di uranio arricchito. 

Tutto questo è avvenuto in pieno clima di distensione post vertice di Singapore, pertanto è ragionevole supporre che Kim Jong-un mostri da un lato la volontà di adeguarsi alle linee generali dell’accordo bilaterale con Trump, dall’altro, come la storia della Corea del Nord ci insegna, tenga una “riserva strategica” da usare diplomaticamente qualora i rapporti con Washington e con Seul dovessero degenerare. Del resto la storia dei rapporti tra i due Paesi è fatta di sospetto e accuse di tradimento reciproche, ed è difficile che improvvisamente decenni di scontri diplomatici – e militari – vengano improvvisamente dimenticati, soprattutto a nord del 38esimo parallelo. 

  • espero

    Saper costruire bombe atomiche e missili intercontinentali é come saper andare in bicicletta non si dimentica mai. La Corea del Nord benche piccola é una potenza nucléare e lo rimarrà cosi come Israele l’India il Pakistan e Trump l’ha ben capito e ha smesso di gesticolare per ottenere vantaggi politici come il rimpatrio dei corpi dei soldati americani in coincidenza con le elezioni de novembre

    • John C.

      Invece noi abbiamo voluto non imparare e scordarci quello che sapevamo.

      • mariolino

        Quasi sicuramente clausole segrete del trattato di pace ci impediscono di avere la bomba, lo stesso o peggio ancora, tedeschi e giapponesi, le capacità non credo mancassero a nessuno dei tre.

        • John C.

          Probabilmente. E poi abbiamo pure deciso, o ci hanno imposto tramite utili idioti, di abbandonare il nucleare come fonte energetica cosi’ adesso importiamo elettricita’ dalla Francia e abbiamo i costi energetici piu’ alti d’Europa. E naturalmente di conseguenza stiamo a zero o quasi con la scienza del nucleare. Sono 74 anni che abbiamo continuato a perdere mentre ci illudono di essere tra i “vincitori”. A momenti perdiamo tutto. La de-industrializzazione dell’Italia e’ andata avanti in maniera allarmante. Se non c’era Mattei non avevamo piu’ neanche l’ENI. E gli hanno fatto fare la fine che conosciamo di risultato. Tutt’oggi L’ENI e’ ostacolata e spesso bloccata dovunque va’ dagli “alleati”. Adesso poi con le “sanzioni” ci costringeranno a comprare il gas chissa’ da dove. Invece il mare nostrum e pieno di gas, anche dalla parte nostra. La liberazione ha da veni’.

          • Occhio

            L’Italia è tra i paesi più ricchi. La speranza di vita degli italiani è al top mondiale.

          • Zeneize

            La speranza (per così dire) di p0mpini con te è ancora più alta, inutile finocchietta!

          • Occhio

            Parli come un pesce nell’acqua.