ipa - bure nucleare - KNJR8N Paris, France. 12th Dec, 2017. Climate activists hold signs reading 'AFD' and 'Bure nuclear' during an event in Paris on December 12, 2017 as French President Emmanuel Macron hosts One Planet Summit, hoping to jump-start the transition to a greener economy two years after the historic Paris agreement to limit climate change. Credit: jerome chobeaux/NEWZULU/Alamy Live News

Il paesino di 90 anime diventato
cimitero per le scorie nucleari

Il sito e le carte e le idee. Gli studi e i progetti, le simulazioni, i documenti da ottenere. Le valutazioni e le verifiche, e poi eccolo il sì. Dopo anni di attesa, il permesso definitivo. Le scorie nucleari saranno spedite a Bure, nord est della Francia, paesino ai confini dei dipartimenti della Meuse e della Haute Marne, a ridosso delle colline, dove coltivatori grandi e piccoli curano, con precisione maniacale, le vigne che danno alla Francia lo champagne. È qui, tra questi 96 abitanti, che sorgerà la più grande discarica di scorie radioattive d’Europa. E il cartello di benvenuto già racconta tutto. «Città gemellata con Chernobyl, Fukushima e Three Mile Island».

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Era il 1994 quando è iniziata la lunga ricerca del posto giusto. La Francia sezionata in lungo e in largo. I criteri severissimi per un obiettivo che fa paura solo a parlarne: stoccare scorie radioattive sotto terra. E chi le vuole? La zona non deve essere a rischio terremoti e nel profondo della roccia dove l’acqua non può infiltrarsi. E Bure risponde a tutti i principi. Anche quello della povertà. La Haute Marne infatti, è una delle aree più difficili della Francia, con un’agricoltura in forte crisi e un comparto industriale estremamente debole. Si partirà il 2022 per un costo di circa 60 miliardi di euro. E anche con la promessa di ridare vigore all’economia della regione, le autorità locali hanno dato il via libera alla realizzazione del sito di stoccaggio in un’area vasta 3mila ettari: secondo il progetto dovranno essere realizzati 30 chilometri quadrati di gallerie nel sottosuolo per poter ospitare i rifiuti nucleari di tutta Europa. «Le cavità adatte- spiega Bertrand Vignal, dell’Andra, l’organismo francese che si occupa della gestione dei rifiuti radioattivi e del laboratorio di Bure- sono il sale, il granito e l’argilla».

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Difficile convincere, assicurare, rassicurare. Uno il dubbio lo ha sempre, al di là delle precauzioni, indipendentemente dalle perizie di tecnici, ingegneri, esperti. A dormirci vicino non si è mai tranquilli davvero. Qualche Comune ha protestato e si è tirato fuori, altri hanno accettato di farsi scavare sotto campi e foreste. Come Bure appunto. Che il governo ha gratificato con 20 milioni di euro da investire in costruzioni di scuole e infrastrutture. Un piccolo indennizzo per un progetto faraonico che renderà famoso questo borgo e i suoi abitanti. Otto minuti di ascensore per arrivare in fondo: 500 metri sotto terra dove nascerà il cimitero delle scorie. Attorno pareti e grate per stipare bare d’acciaio piene di rifiuti. Catacombe dell’atomo l’hanno ribattezzata. E lungo le pareti di questa roccia grigia si aprono i loculi. Dentro al contenitore d’acciaio inossidabile i residui sono schermati da un secondo involucro in vetro. Il termine tecnico è «scorie ad alta radioattività e a vita lunga». In ogni cunicolo se ne stanno dodici: sarcofagi lunghi poco meno di una bara, un metro e sessanta, in successione che ne prevede uno pieno e due vuoti, per limitare il carico radioattivo e disperdere più facilmente l’enorme calore accumulato. Precauzioni su precauzioni perchè la materia è più che delicata: letale. Non tutte le scorie sono così a lungo pericolose. Una quota minima deve essere trattata con mille cautele e attenzioni, ad esempio seppellendolo nel cemento, poco meno del 90 per cento dei rifiuti nucleari ha una vita radioattiva inferiore ai 30 anni. E meno del 5% sono quelli con una vita semieterna e un’altra radioattività. Bure si prepara ad accogliere. A scavare e stipare. Ma non senza protestare. La spinta degli ambientalisti forte anche qui. L’estate scorsa le proteste e le rivolte si sono fatte sempre più violente. Lanci di granate lacrimogene e accerchiamenti da parte della polizia, feriti. Da un anno ormai è stato occupato un bosco di 220 ettari. Ad Agosto, più di mille persone si sono ritrovate nel paese per dire no al centro di stoccaggio. C’è un sito archeologico neolitico, quello di Saudron, che verrebbe spazzato via per portare avanti il laboratorio. A dare forza alle associazioni ambientaliste, anche le riserve espresse dall’autorità di sicurezza nucleare. Ma c’è di più: dopo la rinuncia del presidente Macron al nuovo aeroporto di Nantes, resa nota mercoledì scorso, si potrebbero intensificare le proteste contro una trentina di progetti considerati a rischio per l’ambiente dagli attivisti. E tra questi ovviamente c’è Bure.

Ha coraggio questo paese a tre ore di distanza da Parigi. I finlandesi sono gli unici al mondo che stanno costruendo un deposito definitivo per le scorie. Ad Olkiluoto, vicino ala nuova centrale in costruzione dove ci sono rocce di granito. Solido e compatto, ma più permeabile alla radioattività dicono gli esperti. Nel progetto finlandese i sarcofagi delle scorie ad altra radioattività prevedono una precauzione maggiore: una camicia di rame a isolare ulteriormente. I francesi invece pensano di poterne fare a meno. «Entro 300 anni sappiamo benissimo che i contenitori si bucheranno- dicono dall’Andra. Ci saranno i primi forellini. Ma a quel punto a contenere la radioattività ci penserà la roccia». Teorie. Auspici. Scommesse davanti a un problema che si accumula. Solo in Francia ci sono 58 reattori nucleari attivi centrali e i rifiuti sono un problema da affrontare. L’argilla, rispetto al granito ha il vantaggio di far muovere più lentamente la radioattività. Ostacoli di natura tecnica e politica. In Germania è dal 1977 che si sta studiando la possibilità di usare una vecchia miniera di sale Gorleben in Sassonia. E in Italia? A oltre trent’anni dal referendum, la mappa nazionale dei siti di stoccaggio, la Carta nazionale delle aree idonee, continua a slittare. E l’Europa minaccia sanzioni.

Manila Alfano

  • Gian Luigi Lombardi-cerri

    Infatti la politica antinucleare italiana ha dato e sta dando ottimi risultati:
    1.Prezzo dell’energia circa il doppio della Francia
    2.-Aziende energivore (metalli ferrosi, tattamento tessuti, ecc) chiuse o trasferite all’ estero
    3.-In pianura padana l’inquinamento più alto d’europa
    4.-Ricerca sulle fonti rinnovabili : zero
    5.-Morti dovute alla regina delle rinnovabili : 2000 Vajont; 1000(circa) Gleno; 278 Stava

    • albertzanna

      Egregio

      Lei dovrebbe fare più attenzione a ciò che scrive e che afferma erroneamente.

      Il crollo dei due bacini di Prestavel.(Val di Fiemme) Non erano dighe per la produzione di energia elettrica ma bacini di decantazione delle acque della miniera di Fluorite di Prestavel. In pratica due invasi artificiali in cui riversare le acque di lavorazione del minerale, dovevano servire per fare depositare sul fondo dei bacini i residui della estrazione della fluorite. Le acque di superficie, una volta tornate bianche, venivano poi fatte defluire nel torrente che era sul fondo della valle, i minerali venivano dragati periodicamente.

      In quei due bacini non c’erano turbine per la produzione di energia elettrica.

      Lo so molto bene perchè passai più di una volta sotto e a fianco dei bacini andando a fare passeggiate sulle montagne. Ho una casa a Cavalese

    • hgfujt

      Se succede qualcosa in Francia o in altri paesi vicini ne pagheremo anche noi le conseguenze tanto vale avere le centrali nucleari. Il Giappone dopo due disastri nucleari credete che abbia rinunciato alla sua indipendenza energetica ma neanche per sogno! Questa è dignità nazionale ma si sa da noi i francesi di sicuro buttano per terra qualche spicciolo e giornali e politici parlano del pericolo nucleare per far alimentare le paure ignoranti delle persone bene! Teniamoci le tasse alte quello ci meritiamo per il nostro livello di corruzione e ignoranza.

    • mariolino

      Io lavoravo nelle centrali termoelettriche, escluso il reattore uguali al nucleare, ho subito obtorto collo la privatizzazione, venduto come gli animali senza nemmeno chiederlo.
      Ci sono rimasto ancora anni, e ho visto un certo cambiamento dell’ottica aziendale, tirare di più a far ciccia, capisce che vuol dire, da allora ho cambiato idea sul nucleare, la Francia col cacchio che svende i suoi impianti, certa roba non può sottostare alle moderne ottiche aziendali, ovvero conta il bilancio trimestrale, li ci vuole altra serietà, deve contare prima la sicurezza e non i soldi.
      Speravo che pur prendendolo in quel posto, almeno calasse il prezzo della corrente, non mi sembra di averlo mai visto, i privati rivolevano il vecchio business, entrate sicure e guadagni alti, affidare il nucleare a gente del genere è da idioti, meglio non averlo, visto anche il numero di terremoti che abbiamo, e in Francia No.
      La diga del Vajont era nel posto sbagliato, ma era ben fatta, è ancora in piedi e resistette alla montagna.
      Il vecchio monopolista comunque ha delle centrali nucleari in altri paesi, e anche a carbone, mi risulta anche in Russia.

      • zazza345

        L’Italia ha avuto centrali nucleari durante periodi con fior di terremoti (le cnetrali di Caorso, Trino Vercellese – che esisteva dagli anni ’60… – , solo per citarne alcune). Per cui sono un falso problema.

        • mariolino

          Forse non mi sono spiegato bene, io nelle centrali ci ho passato tutta la vita, anche da pensionato ho fatto il consulente per alcuni anni in vari tipi di impianti, credo di saperne di più della normale popolazione, altrimenti che mi pagavano a fare.
          Ora non cè più un controllo centrale come una volta, e secondo me non cè più da fidarsi, la Francia tiene tutto sotto il controllo statale e probabilmente anche militare, sono cretini, o non si fidano nemmeno loro, penso che siano parecchio più vispi di noi.
          Qualche posto a scarso rischio sismico cè anche in Italia, ma pochini davvero, esistono le mappe.

          • zazza345

            Non sono d’accordo. Con questo ragionamento portato agli estremi non dovremmo costruire più nemmeno la cuccia per gli animali.

            Quanto al controllo statale….Al di là di questioni di sicurezza, qual è il motivo per cui lo Stato sarebbe in grado di garantire meglio le cose? Nessuno, visto che è un’entità astratta composta da persone che sono fallibili come tutte le altre.

            Si renda meno conveniente (meno conveniente, non con gli alambicchi tipici della nostra legge) sgarrare e si possono tranquillamente costruire centrali qua. E fatte da privati, magari, non dalle finte utlity nostrane che in realtà sguazzano nei contributi pubblici.

          • mariolino

            Proprio per le questioni di sicurezza, io ho vissuto in ambedue i sistemi, e la differenza si è notata dopo poco, quello che si scrive qui è pubblico e non voglio denunce, ma le assicuro che era meglio prima, e non solo per noi.
            Se la cosa principale sono i soldi da guadagnare tante cose possono passare in secondo piano, come per gli aerei la manutenzione deve essere quasi solo preventiva, altrimenti fai ciacc, o bumm.
            Quando parlo di sicurezza so cosa è, visto che i lavori si facevano anche con la mia firma, e responsabilità penale.

          • zazza345

            Il problema che Lei solleva si risolve facendo diventare meno conveniente il comportamento illecito, invece che inasprendo le pene come piace fare qua in Italia (e da fisico quale sono ritengo, ad esempio, la legislazione in materia ambientale italiana una follia, per non parlare del campo della radioprotezione, ancora più pazzo).

            Se ad un privato risulta più conveniente sistemare la sicurezza piuttosto che non farlo, allora lo farà. Non è moralmente bello, ma è sicuramente più efficace. Il che ovviamente, non vuol dire elargire soldi, ma ridurre molto il peso dei lacci statali.

  • alberto_his

    Nel giardino del prof. Battaglia c’è sempre posto

    • Gian Paolo Cardelli

      E l’alternativa? criticare è facile, proporre alternative “un pochino” più difficile…

      • alberto_his

        Tu hai un giardino?

        • Gian Paolo Cardelli

          Ripeto la domanda : l’alternativa?

          • alberto_his

            Quella

          • Gian Paolo Cardelli

            La solita replica inutile di chi sa solo criticare…

          • cir

            metterli in casa tua . meledetto ebreo .

          • lon.k.T1

            Sarebbero utilizzati meglio mettendoli a casa tua. Maledetto nazista.

          • Zeneize

            Io le mie scorie le lascio a casa di tua mamma, niente in contrario?

          • lon.k.T1

            La tua invece le viene prendere direttamente da me. Salutami la coniglietta, coniglio.

          • Zeneize

            A proposito di conigli, sto ancora aspettando il tuo indirizzo. Niente email farlocche, coniglio.

          • Morana_F

            Rispondendogli sta facendo il suo gioco, cioè inquinare il blog.

          • Demy M

            Scusami, ma perchè a casa di una persona e non nel deserto del Neghev cosi da accontentare molte più persone? Saluti

          • AlbertNola

            E io cosa sono?

          • AlbertNola

            cir è ebreo ortodosso!

      • cir

        le scorie nucleari vanno porte tutte in israele .

        • AlbertNola

          E tu con loro.

  • prolunga

    in Italia ancora non hanno deciso sicuramente la decisione verrà presa dopo il 4 marzo e molto sicuramente sarà la Sardegna ad avere questo privileggio

    • zazza345

      A dispetto degli isterismi ci sono motivi scientifici, geologici e tecnici per aver scelto la Sardegna. Con buona pace degli ecoterroristi.

      • prolunga

        il sottoscritto non è ecoterrista per nulla se lo sappiamo sfruttare forse è anche un bene

        • zazza345

          C’e’ poco da fare. Le tanto strombazzate energie “pulite” non bastano da sole. Serve anche il nucleare.

          • prolunga

            d’accordissimo bisognerebbe dirlo ai nostri politici ed ambientalisti

  • zazza345

    Sarebbe ora che gli Occhi di Putin, pardon della guerra, la smettesse di fare propaganda antiscientifica.

    I siti per le scorie non si scelgono a caso, non si tirano i dadi, non si risparmia per “il profitto” (ah già il liberalismo, il male del secolo…).

    Le regole per i siti di stoccaggio delle scorie sono assai semplici:

    – Bassa presenza d’acqua (per evitare contaminazioni);
    – Sito geologicamente stabile (per evitare terremoti);
    – Strutture rocciose abbastanza “spesse” (mi si perdoni il termine).

    L’individuazione e’ un processo lungo e molto laborioso, perché bisogna fare molta attenzione. La stessa attenzione che gli autori di questo articolo non hanno avuto, cosi’ come gli altri articoli-panzana sulla centrale in Belgio.

    Bel giornalismo “d’assalto”, non c’e’ che dire.

    P.s. Le energie “pulite” non esistono. I principi della termodinamica dicono chiaramente che non si puo’ produrre energia senza sporcare. Per cui, invece di buttar soldi in balzelli eco che altro non sono che tasse occulte per affamare la bestia statale, vediamo di investire in energia nucleare. Ah gia’, non si può…

    • Demy M

      Cosa c’entra Putin con l’articolo in questione?

      • zazza345

        Se vuole posso chiamarli Gli Occhi della Destra Sociale, se il riferimento al dittatore La offende.

        • Demy M

          Non è necessario perchè lei non offende me, ma qualifica se stesso.

          • Zeneize

            Questo è un altro inutile bimbominkia col cervello a forma di nocciolina.

          • Demy M

            Nocciolina? Forse meno gigantesco, visto che la nocciolina, per lui, è un pianeta.

  • Mario Verdi

    Comunque gli impianti nucleari possono diventare obiettivi militari.