(161014) -- SIRTE, Oct. 14, 2016 (Xinhua) -- Members of the forces loyal to Libya's UN-backed Government of National Accord (GNA) gather in the coastal city of Sirte, east of the capital Tripoli, during their military operation to clear the Islamic State (IS) group's jihadists from the city, on Oct. 14, 2016. (Xinhua/Hamza Turkia)

Il voto dell’Onu sulla Libia
conferma l’asse Roma-Washington

Il voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite boccia la strategia francese del voto in Libia il 10 dicembre. La risoluzione proposta dal Regno Unito parla di elezioni da tenere il prima possibile, ma “a condizione che siano presenti le necessarie condizioni di sicurezza, tecniche, legislative e politiche”. Qualcosa di molto diverso rispetto alle tempistiche volute da Emmanuel Macron, che con l’incontro di Parigi tra le varie fazioni libiche, aveva proposto la data del voto come immagine della sua leadership sulla Libia.

E infatti, passato il voto nel Consiglio di Sicurezza, dal Quai d’Orsay sono arrivate parole rispetto ma da cui traspariva irritazione: “La Francia continuerà, insieme ai suoi partner, a sostenere gli sforzi delle autorità libiche e dell’Onu per garantire la continuazione del processo politico ed in particolare assicurare le condizioni per lo svolgimento delle elezioni entro la fine dell’anno”. Insomma, Macron non si dà per vinto.

La scelta di indicare un giorno preciso in cui votare è stata da sempre tema di forte contrasto con l’Italia. Il governo di Giuseppe Conte non ha mai negato di considerare estremamente sbagliata la scelta di indicare una data prima della reale pacificazione della Libia. I ministri italiani coinvolti nel dossier libico hanno più volte affermato di considerare le elezioni una necessità per il Paese nordafricano  ma non prima che ci fosse una situazione di sostanziale calma in cui potessero realizzarsi con quelle garanzie richieste, oggi, dallo stesso Consiglio di Sicurezza.

La strategia italiana si è rivelata, nel tempo, vincente. Le violenze di Tripoli, la fragilità di Fayez al Sarraj e l’attivismo delle milizie legaste al generale Khalifa Haftar hanno reso evidente che non si potesse giungere a un voto entro dicembre. Troppe le incognite sul futuro del Paese. E le divisioni tribali non permettono una scadenza certa.

L’Italia però aveva bisogno di un appoggio. E questo sostegno è arrivato dagli Stati Uniti durante l’incontro fra Donald Trump e Giuseppe Conte alla Casa Bianca. Il presidente americano, in quell’occasione, assegnò all’Italia il ruolo di Paese leader della transizione libica, di fatto scalzando la Francia dalla posizione che Macron aveva raggiunto attraverso la sua lunga strategia politica fra Tripoli, Bengasi e Misurata.

La “cabina di regia” per il Mediterraneo allargato proposta all’Italia e il sostegno politico alla conferenza internazionale voluta da Roma sulla Libia avevano dimostrato la sinergia fra Italia e Stati Uniti. Ma serviva, almeno fino a questo momento, una manifestazione chiara di quest’asse fra Mediterraneo e Atlantico.

E la dimostrazione si è avuta oggi con il voto delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti, attraverso le parole del vice ambasciatore al Palazzo di Vetro, Jonathan Cohen, hanno sostanzialmente confermato la strategia teorizzata dal governo italiano. Il funzionario americano ha dichiarato, a margine della votazione del Consiglio, che la definizione di una data precisa per il voto libico si sarebbe ritorta contro i suoi stessi sostenitori.

E il blocco statunitense all’interno del Consiglio di Sicurezza è stato probabilmente decisivo per l’approvazione della risoluzione britannica con cui di fatto, oltre ad ampliare di un anno la missione militare Onu in Libia, si contraddice quanto proposto da Parigi.

L’asse Roma-Washington si conferma dunque concreta. All’Italia serviva necessariamente il sostegno di una superpotenza per portare avanti le sue tesi sulla Libia. Soprattutto adesso che, con la sostanziale caduta di Sarraj, sembrava imminente l’assunzione da parte della Francia della leadership sulla transizione del Paese nordafricano.

Chiaramente tutto ha un prezzo. La benedizione di Trump nei confronti di Conte e delle idee italiane sulla Libia è stata contemporanea all’approvazione pubblica del gasdotto Tap durante la conferenza stampa alla Casa Bianca. E nel frattempo, sono aumentate a livello record le importazioni di petrolio dagli Stati Uniti così come è stato confermato il programma F-35, inviso a larga parte dell’elettorato della maggioranza parlamentare.

L’Italia non partiva da una posizione di vantaggio. E questo ha avuto chiaramente un peso nelle scelte finali del governo. Ma per evitare che Parigi prendesse il sopravvento su Roma, non si potevano scegliere strade alternative. E adesso, la strategia elettorale italiana, dopo l’incontro di Bengasi fra Haftar e il ministro Enzo Moavero Milanesi, sembra aver prodotto una piccola breccia anche in Cirenaica.

Secondo alcune fonti, lo stesso Maresciallo libico avrebbe confermato al ministro degli Esteri che in Libia non ci sarebbero le condizioni per andare a votare il 10 dicembre, secondo il calendario approvato alla conferenza di Parigi del maggio scorso. Del resto è stato lo stesso uomo forte di Tobruk, nell’incontro con i capi tribù a Bengasi, ad avvertire che se le elezioni in Libia non saranno “trasparenti”, il suo esercito le avrebbe “fatte naufragare”. Un messaggio che aveva chiaramente due destinatari: Italia e Francia.

  • Flavio Stilicone

    Divide et impera. È chiaro che gli USA possono approfittare delle divisioni europee ma non se ne può far loro un torto. Dobbiamo ringraziare i nostri graziosi cugini per questo, la loro miopia. Se i componenti l’Unione Europea volessero dare vita ad una VERA superpotenza dovrebbero creare un VERO esecutivo centrale, ma questo comporta rinunce di sovranità cui ben pochi sono pronti.

    Perciò il finale è scritto, i paesi europei saranno come nuovi ducati di Parma o Modena nella metà del secondo millennio … stelle nane destinate ad essere attratte nell’orbita di qualche stella più grande …

    • montezuma

      Ottimo punto. L’Europa è troppo frammentata e in mano di leader INadeguati. Ha un grosso difetto costitutivo, la si vuole imporre dall’alto! Se non cominciamo ad unificare le procedure … spicciole e a rendere l’Unione veramente a contatto con il singolo cittadino, resterà un nano politico.

    • Lucio

      Un governo centralissimo europeo ora come ora sarebbe un incubo visto come i tecnocrati siano preoccupati solo di tutelare gli immigrati o gli LGBT.

    • telepaco

      Un governo centrale europeo potrebbe anche andare bene se facesse gli interessi di tutti i membri nella loro complessità. In realtà oggi i tecnocrati fanno solo gli interessi dei membri più potenti, Germania e subito dopo la Francia, con Macron che crede di poter, attraverso una nuova fase di neocolonizzazione africana (vedasi il tentativo della Libia di metterci le mani) giocare alla pari con la Germania. Quindi meno sovranità nazionale e un governo più forte a livello europeo finirebbero per favorire i soliti paesi con i loro piccoli alleati, come l’Olanda per la Germania, mentre noi verremmo sempre di più marginalizzati. Un po’ come se negli stati uniti si facessero gli interessi particolari di alcuni stati come il Texas, la California e il New Jersey, e si trascurassero Florida, Alabama, Arkansas, Missuri ecc

      • montezuma

        Per questo la GBR se n’è andata! La quale ha a suo vantaggio un background vantaggio come il Commonwealth!

      • agosvac

        Lei ha ragione. Il problema della burocrazia mastodontica dell’UE è che è tutta designata dal duo Germania e Francia, dubito che su questa base si possa arrivare ad un’unione politica. Credo che con le prossime elezioni europee si potrà avere un maggiore equilibrio tra i vari paesi che compongo l’attuale UE. Solo dopo che si sia raggiunto questo equilibrio si potrà “iniziare” a parlare di una eventuale unione politica. Ormai si è visto che ci sono Paesi “piccoli” come l’Ungheria che non tollerano, più che giustamente, di avere imposizioni da parte di “questa” UE. Bisogna che tutti i Paesi che si trovano male in questa situazione si coalizzino per modificare le regole.

        • mauroc59

          Dobbiamo andarcene .. e basta sofismi.. chi ha cercato i distruccerti per 40 anni non puo’ essere affidabile.. mai.. odiano l’Italia e gli Italiani.. se ritrattar tutto.

        • montezuma

          Se questa Unione vuole sopravvivere, deve cambiare i meccanismi di equilibrio tra struttura comune e governi. Nessuno vuole un completo fallimento, ma così non possiamo continuare.

      • montezuma

        Continuo a sostenerlo, questa NON è l’Europa dei Cittadini , ma dei governi. Non può funzionare e si vede.

    • L.D. Anima

      E’ proprio quello che Soros e l’ue aspira distruggere i governi e appropriarsi di tutto quello che possono. Diventeremo un quartiere da 3 mondo.

      • montezuma

        Lo diventeremo se lasciamo prevalere la correttezza politica Boldrin-style.

    • Bragadin a Famagosta

      il ducato di” Parma” era un ducato che credeva d’essre furbo e si alleava a volte con i francesi contro gli spagnoli, a volte con gli svizzeri contro gli altri due…ma le guerre si facevano sul suo territorio e alla fine gli stranieri (tutti) bivaccavano nelle case dei “parmensi”.

  • Shaq Boom

    Macron deve essere processato Altro che orban dell’altro giorno

  • dr.Strange

    dobbiamo buttare fuori i Francesi dalla Libia e l’unico modo è un patto di ferro con l’Egitto, che controlla Haftar, e la benedizione USA, ne va della nostra economia. solo così potremo rimediare al disastro messo in piedi da Obama (con la strega), Sarkozy e Cameron; la cosa segnò anche la fine politica di Berlusconi, che non ebbe la spina dorsale di opporsi

  • 19gig50

    Come potevano passare le idee di macrojon, i Libici non sono cojon.

    • montezuma

      Lo sono per quanto hanno permesso fin qui. Ma non lo sono sempre!

      • Rida Ejlasi

        Non lo sono, solo che quando sei in difficoltà, Sei costretto a fare certe scelte difficili.

        • montezuma

          Purtroppo la Libia è un Paese frammentato di persone fiere, ma difficoli da tenere unite. Le scelte, facili o difficili, non vengono fatte da tutti, ma solo dai rais del momento.

          • Rida Ejlasi

            No comment…
            Ne sai tu più di me, del mio paese…..

          • montezuma

            No, però ho una conoscenza approfondita dei Paesi musulmani e del Nord Africa. Non mi dica che sono Stati facili da gestire e governare. Senza nulla togliere alle singole persone e comunità.

          • Rida Ejlasi

            Ho una conoscenza approfondita dei Paesi musulmani e del Nord Africa.
            Io parlo della Libia, hai delle conoscenze in Libia, o conosci libici?

          • montezuma

            Si.

  • i.v.l.c.1.a

    Questa è una bellissima inkulata per Macron; si vede che gli piace prenderlo nel kulo a quell’effeminato d’un kulatone.

    • Marco Mario Maria

      Quanta eleganza in cosi poche parole

      • i.v.l.c.1.a

        Grazie, fa piacere ogni tanto ricevere dei complimenti.

    • AlbertodaLecco

      In effetti il Macron dal fare checcoso ce lo vedo vestito da damigella alla corte di Francia. Damigella di facili costumi, beninteso, che lancia gridolini quando l’Italia blocca le sue azioni. Ahahaha

  • ClioBer

    Insomma, povero Micron, andava così bene, e con un bel vento di poppa, che deve soffrire parecchio ora che gli si rivoltato tutto contro.
    Con il governo italiano era riuscito ad instaurare un rapporto cordiale e di reciproca…- lasciamo perdere – tanto che, mentre il Colle vigilava, severo sull’integrità del “Sacro Suolo della Patria”, il governo dei “sinistrati”, trovato un ricco giacimento di greggio nel mar di Sardegna, ne aveva fatto omaggio “all’amato cugino” d’oltre Alpe.
    Beh, come sappiamo, in Libia non era lontano dal finire il lavoro iniziato da Sarkozy (col determinante appoggio del nostro più “illustre dei sinistrati, non dimentichiamolo) , quindi era prossimo a mettere le mani, definitivamente, sul “tesoro” libico e spedirci a casa con 4 stracci. A questo si aggiunga che per la sua incolumità poteva contare sul più fidato (e bello) dei “bodyguard”.
    Purtroppo, per lui, il suo consenso in Francia è in caduta libera, Haftar ha capito che non può appoggiarsi solo alla sponda francese, il governo italiano ha reclamato i legittimi diritti sul suo mare, Benalla l’ha abbandonato e ora, persino, l’ONU gli ha votato contro.
    Povero, povero, povero Micron, il più sfortunato dei servi dei “rosso scudati”.

    • i.v.l.c.1.a

      Nello sci, la specialità preferita di Macron è la discesa libera: la discesa agli inferi, però.

    • dr.Strange

      infatti sarebbe proprio il momento buono per dargli una tranvata in faccia. ma dovremmo coinvolgere anche i Russi, per avere le spalle coperte

      • agosvac

        Credo che ormai l’approvazione della Federazione Russa sia imprescindibile su ogni decisione riguardante il Medio Oriente!!!

    • Paolo Ventura
      • ClioBer

        Bellissima questa parodia del 4° stato di Delacroiix. Fra l’altro, uno dei miei pittori preferiti. Però, siccome amo l’arte, a parte le croste e le porcherie che alcuni fanno oggi, ne amo tantissimi di pittori e scultori.

        • Marco_Seghesio

          Mi pare comunque che e’ stato il piemontese Pellizza ha realizzare “Il Quarto Stato” (fino ‘800, inizio ‘900).
          Del resto, ai tempi immediatamente successivi alla Restaurazione in Francia, credo che gli “stati” sociali si contavano solo tre.

    • mauroc59

      bello e scritto bene!

  • Fat Walrus

    La butto lì ma a pensar male spesso ci si azzecca…. e se in realtà fossimo stati noi ad imbeccare Haftar a lanciare quella pantomima a Tripoli per dare una bella sportellata ai francesi?

    • montezuma

      Impossibile se ci fosse stata la sx, ma il dubbio può venire lecitamente. Nonostante la scarsa spigliatezza del M5Stalle.

  • ogre66

    Non poteva che finire così. L’asse USA-Italia è storicamente più forte di quello USA-Francia, con l’unica disastrosa eccezione dell’epoca Obama-Sarkozy. Ci sono molti interessi convergenti (FCA ma non solo), e in più a questa amministrazione USA piace il fatto che l’Italia sia meno europea del passato e che sia uno dei pochi paesi ad essere in buoni rapporti con la Russia (anche questo, è un fatto storico ricorrente).

    • Rida Ejlasi

      L’asse USA-Italia più forte, di quello USA-Francia.
      Non lo so? Ma sei sicuro che l’USA, sono amici veri del italia?

      • mauroc59

        non lo sono, ma al momento non abbiamo scampo.. tuttavia 5 anni ancora e dovremo avere liberta economica e il dominio sul mediterraneo.. servira costruire 2 / 3000 missili kalibr o Kinzal.. cioe’ anche un gabbiano che si alza in volo su Tunisi deve avere il benestare nostro.. ce la faremo?:))

        • Rida Ejlasi

          E gli altri paesi sul mediterraneo, rimarranno a guardare voi a fare tutto ciò senza fare nulla? Hai veramente una bella immaginazione….

          • montezuma

            L’Italia che si appoggia agli USA, ha la forza per farlo. E ci sono Paesi minori (per dimensioni) che la seguono più volentieri che la Francia. E ad ogni modo, Roma deve mantenere in prospettiva il rapporto con la Francia del dopo Macron :-))). Avremo sempre una competizione commerciale, ma culturalmente siamo molto vicini.

          • mauroc59

            A mio avviso l’errore fondamentale, fu fatto quando si abbandono’ il progetto di partnenariato Nazioni del sud Europa con i paesi del nord Africa. Tale progetto era nelle idee dei governi Berlusconi ( uomo con tanti difetti, ma l’unico che ha spinto l’Italia per fare affari con tutti ). Arrivando al potere i governi tecnici, traditori della Nazione ci si e’ accodati ai voleri della Germania, giustamente interessata a sviluppare i Paesi a lei vicini. Quindi noi schiocchi Italici abbiamo coi nostri fondi Europei sviluppato le infrastrutture dell’est per far si cha la Germania impiantasse le sue fabbriche, ed esportare nei Paesi del sud Europa a prezzi competitivi. Un suicidio.. dovremmo chiedere conferma ai bocconiani.

          • montezuma

            La sinistra (i “governi tecnici” non esistono!) non avrebbe potuto fare diversamente. A Berlusconi va dato atto, seppur con qualche eccezione, di aver avuto una visione di politica estera che l’Italia NON ha avuto dopo De Gasperi. Purtroppo si è arenato in due riprese, l’ultima nel 2011. Il partenariato avrebbe richiesto un Paese guida, noi, una decisione mancata da Berlusconi. Il Paese guida deve avere una chiara volontà politico-militare. Stiamo cominciando a dimostrarla, vediamo se dura!

        • Rida Ejlasi

          USA
          Rapporto ONU: gli aerei cargo statunitensi hanno effettuato 15 voli verso gli aeroporti di Misurata e Bengasi

  • agosvac

    Non è che macron starà per un po’ lontano dalle scene internazionali per “improvviso travaso di bile”???

  • Gioc.

    Micron l’ha preso in quel posto ma tanto è abituato…

    • i.v.l.c.1.a

      Ormai non usa più neanche la vaselina. Preferisce prenderlo a secco…più duro d’uno ghiacciolo senza stecco…

  • Franco Maraschi

    Armare, armare i patrioti delle colonie africane francesi; ecco quello che c’e’ da fare.

  • best67

    altro fiasco di maccheron!

  • montezuma

    Sono convinto che l’Italia dovesse fare qualcosa del genere dal 2011. Ovvero alleggerirsi sul lato europeo che è ostile e appoggiarsi sugli USA. Ora dovrebbe fare di più;, fare da trait-d’union :-))) tra Putin e Trump (qui senza dubbio in stile Berlusconi!) e ricavare il massimo dalle situazioni. In questo modo essere (davvero) protagonista nel Mediterraneo (allargato). Certo dobbiamo avere il coraggio di osare altro che chiacchiere e micron!