Corea del Nord

Kim ha un nuovo titolo. E così cambia la Corea del Nord

Il sistema politico della Corea del Nord continua a evolversi. Lo fa in silenzio, con una trasformazione lenta ma progressiva, graduale ma decisa. Cambia l’economia, la società, la politica. Cambiano le persone e pure le relazioni diplomatiche. Sembrano lontanissimi i tempi in cui la grigia Pyongyang evocava scenari da Guerra Fredda. Oggi la capitale è ricca di palazzi moderni e accattivanti, e i blocchi sovietici sono ricoperti da strati di vernice colorata. Il vero artefice della metamorfosi nordcoreana ha un nome e cognome: Kim Jong-un.

Una nuova carica per Kim Jong-un

Kim Jong-un ha ottenuto un nuovo titolo. Da ora il leader nordcoreano è, fra le altre onorificenze, il “Supremo rappresentante di tutto il popolo coreano”. Bisogna fare attenzione ai termini, “di tutto il popolo coreano”. Quindi anche dei coreani che vivono al di sotto del 38esimo parallelo. C’è da dire che Presidenti della Corea del Nord hanno sempre considerato la Corea come un’unica entità. La Corea del Sud, per loro, altro non era che una porzione di terra da riconquistare dalla morsa americana. Tuttavia né Kim Il Sung né Kim Jong-il erano arrivati a tanto. Kim Jong-un sì. Il terzogenito della famiglia Kim ha in pratica giocato un’altra delle sue carte.

Il significato della nuova carica di Kim

La nuova carica non attribuisce a Kim Jong-un particolari poteri. Si tratta più di un titolo morale, per sottolineare come il legittimo governo coreano sia solo ed esclusivamente quello situato al Nord. E che lui, Kim, è l’eletto per guidare la riunificazione. In Corea del Sud l’appellativo con cui i media nordcoreani si sono rivolti a Kim Jong-un ha provocato costernazione. Moon Jae-in, Presidente sudcoreano, era riuscito a instaurare un rapporto sincero con l’omologo nordcoreano. Nei prossimi mesi pareva fosse in programma pure un nuovo vertice tra le parti. Ma chissà Moon come avrà reagito adesso, dopo aver sentito l’epiteto con cui è stato insignito il suo amico Kim.

Il tema della riunificazione

Probabilmente Moon non darà particolare peso alla novità proveniente da Pyongyang. Anche perché la sensazione è che quello di Kim si tratti soltanto di un titolo utile per rafforzare la sua leadership di fronte al proprio popolo. La classica parola chiave per richiamare tutti sull’attenti in nome di una causa sacra. Il tema della riunificazione. Il messaggio che Kim Jong-un vuol lanciare è: sarò io a riunificare la penisola coreana. Sarò io a compiere un’azione che vogliono anche i cittadini sudcoreani. Quindi rappresento con ogni diritto l’intero popolo coreano.

Gli altri cambiamenti politici

L’Assemblea Suprema del Popolo – più o meno il parlamento locale – ha sancito altre interessanti novità interne. Kim è stato rieletto Presidente della Commissione sugli Affari statali, rinforzando ulteriormente il proprio potere a otto anni dall’insediamento al vertice della leadership nordcoreana. Inoltre è stato sostituito il Capo di Stato del Paese. Il 91enne Kim Yong-nam va in “pensione” e lascia il posto a Choe Ryong. Secondo la Reuters questo cambiamento sarebbe dovuto al fatto che Kim Yong Nam era stato sanzionato dagli Stati Uniti per presunte violazioni dei diritti umani. Ma in realtà anche Choe è sulla lista nera di Washington, più o meno con le stesse accuse mosse al predecessore.

La “rivoluzione” prosegue in silenzio

Fra le altre novità, Kim Yong-chol è stato eletto membro della Commissione per gli Affari di Stato, assieme al ministro degli Esteri Riongong e il vice Choe Son Hui. Infine il primo ministro Pak Pong Ju lascia il posto a Kim Jae-ryong. Vale la pena soffermarci su questo nome. Kim Jae Ryong è stato un alto dirigente del Partito dei Lavoratori. Ma soprattutto è un esponente della fazione di coloro che sono favorevoli alle riforme che sta portando avanti Kim Jong Un. Con risultati più che positivi.