migranti

I numeri contraddittori
dell’immigrazione in Niger

A guardare i numeri, sembrerebbe quasi che il vero picco dell’emergenza sia stato superato; dal Niger, paese dell’ECOWAS in cui confluisce la gran parte del flusso migratorio diretto poi verso la confinante Libia, sono transitati verso l’ex colonia italiana circa 60.000 immigrati tra il gennaio 2017 ed il novembre sempre dello scorso anno. Un numero, paragonato allo stesso periodo dei dodici mesi precedenti, in netto calo: nel 2016 infatti, a varcare i punti di osservazione dell’OIM (Osservatorio Internazionale per le Migrazioni) erano stati in 300.000, dunque il calo appare di 240.000 unità; questi dati sono stati diffusi dalla stessa OIM e ripresi, nei giorni scorsi, dall’Unchr (l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati). In parole povere, verso la Libia e quindi verso il Mediterraneo sarebbero sempre di meno i migranti che intraprendono il viaggio lungo il deserto con la speranza di imbarcarsi per le coste italiane; ma non tutto, in realtà, appare realmente così drasticamente calato e superato.

Quei numeri che potrebbero trarre in inganno

Anche da Niamey, capitale del Niger, si sostiene che nell’anno appena trascorso in questo paese africano siano giunti molti meno migranti dalle aree circostanti, la pressione data dal flusso migratorio appare leggermente attenuata specie se il tutto viene raffrontato con il 2015 ed il 2016; pur tuttavia, da Agadez e dalle altre città nel nord del Niger arrivano inviti a non abbassare la guardia: “Le carovane di immigrate si sono spostate – è possibile leggere nella testimonianza resa dal sindaco di Dirkou a Vincenzo Nigro nel maggio 2017 – Prima passavano da qui e portavano soldi, attiravano anche uomini della Croce Rossa e delle forze di sicurezza, ma adesso i migranti si sono spostati, hanno preso altre vie perché qui vedono l’esercito ed hanno paura di essere mandati via”. Dirkou, non a caso, viene chiamata la ‘Lampedusa’ del Niger: piccolo villaggio nel cuore del deserto, di fatto è l’ultimo avamposto nigerino prima della Libia e dunque prima di quel confine oltre il quale si arriva nella tappa cruciale dei viaggi della speranza.

Centro di ‘smistamento’ delle carovane di immigrati e vero e proprio hub per i trafficanti di esseri umani, è invece la città di Agadez; località storica, la più importante per i Tuareg che abitano in Niger, famosa un tempo anche per le tappe della Parigi – Dakar e per le carovane che qui ristoravano in attesa di riprendere la via del deserto, Agadez negli ultimi anni ha visto accrescere la sua economia grazie al ‘sommerso’ procurato dall’immigrazione, con tanti suoi abitanti che hanno trasformato le jeep con le quali trasportavano i turisti, in mezzi per portare verso Dirkou i migranti. Ma le rotte oggi sembrano per l’appunto totalmente modificate: dopo anni di silente compiacenza, il governo di Niamey ha riportato i suoi soldati nel nord del paese per contrastare l’immigrazione, affiancati dai francesi ma anche da corpi speciali americani; il flusso che passava dalla principale rotta migratoria, si è spostato più ad ovest e percorre piste periferiche del deserto dove il confine con la Libia appare di fatto inesistente e dove, inevitabilmente, la linea tracciata sulla cartina geografica non lascia nemmeno un segno tra le sabbie del deserto.

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E questo non può non influenzare le statistiche diffuse dell’OIM; il monitoraggio viene fatto su quella che fino a due anni fa era la via prediletta dai trafficanti di esseri umani, le postazioni delle organizzazioni internazionali, della Croce Rossa e degli stessi eserciti impegnati in Niger potrebbero prendere come unico rilevamento una strada che oramai non è più la sola ad essere utilizzata. Ecco perché c’è il pericolo che i dati del 2017 vengano erroneamente letti soltanto in chiave positiva, tralasciando invece il fatto che in tanti potrebbero semplicemente virato verso altre piste del deserto, tanto periferiche da non essere minimamente battute da chi è impegnato nel contrasto e nel monitoraggio del fenomeno migratorio; in parole povere, dal Niger alla Libia si transita ancora ed anche se i numeri appaiono positivi, l’attenzione in tal senso deve restare molto alta e questo almeno leggendo ciò che viene affermato da chi vive nelle zone nord del paese africano, lì dove da anni si convive con le carovane organizzate dai trafficanti.

Il giallo sulla missione italiana

È proprio per il contrasto all’immigrazione, oltre che per l’aiuto da fornire nella lotta al terrorismo, che il governo italiano ha dato il via libera ad una missione militare in Niger; lo scorso 17 gennaio, il parlamento ha acceso l’ultimo semaforo verde per predisporre tutte le carte necessarie al dispiegamento dei nostri soldati nel paese africano. Ma lo scorso 31 gennaio, Radio France Internationale ha lanciato una clamorosa indiscrezione secondo cui il governo di Niamey non è stato ancora informato della missione italiana: “Abbiamo già francesi ed americani – si legge nell’intervista attribuita ad una fonte anonima dell’esecutivo nigerino – Non servono altri soldati ed altri paesi. Non sappiamo nulla della missione ed abbiamo già detto agli italiani di non essere d’accordo”.  La radio francese in questione ha confermato la validità della fonte e delle sue dichiarazioni, pur tuttavia ad emergere è un vero e proprio giallo: da Niamey infatti nessuno ha confermato, né smentito, questa affermazione.

Tra le altre cose, una dichiarazione del genere apparirebbe alquanto strana: tra Roma e Niamey il dialogo è diretto ed apparentemente cordiale da diversi mesi, un filo comune culminato il mese scorso con l’apertura di una nostra ambasciata nella capitale nigerina, con tanto di visita ufficiale anche del Ministro degli Esteri Angelino Alfano. Proprio quest’ultimo, nelle scorse ore, ha smentito le affermazioni sopra riportate, dichiarando che la missione italiana si farà e sarà nel rispetto della sovranità nigerina; parole che sembrano confermare i contatti tra Italia e Niger e che gettano più di un’ombra sulle dichiarazioni riportate invece dalla radio francese. Un mistero quindi, che soltanto nei prossimi giorni, quando dovrebbe iniziare il vero e proprio allestimento della missione, potrà essere appurato e risolto.

  • Y!

    Algerino Alfano

  • azo

    anche Alfano e la Kyenge sono arrivati da quel percorso??? Mentre Fiano e la Boldrini, da quale percorso arrivano???

  • potier

    mi spiace, ma se non si adottano dei provvedimenti diciamo pure chiari, severi e duri … da questa situazione non se ne uscirà mai e poi mai … ma conoscendo gli italiani … eccessivamente e stupidamente buonisti e tolleranti per non dire imbecilli nei confronti di situazioni che non dovrebbero essere tollerate, così sempre pronti a criticare, avversare e a difendere quello che non dovrebbe essere difeso in alcun modo, temo che tra una generazione, massimo due soltanto, questo paese, per non dire l’europa tutta, così come la conosciamo, di essa rimarrà ben poco poco … ricordatevi che un islamico non sarà MAI un europeo per convinzione come lo intendiamo e lo conosciamo oggi, ma sarà egli prima islamico, poi eventualmente qualcos’altro … antropologi affermati sostengono da anni che se in un dato paese, in una certa realtà, l’immigrazione da parte di soggetti del tutto alieni dal contesto in cui vengono a vivere, SE essa supera il 5% della popolazione originaria, sarà impossibile una integrazione reale e autentica … ma anzi, si rischia esattamente il contrario ! ossia il popolo originario, esso stesso e passibile dall’essere assimilato dall’altro … e qui ormai siamo altro che il 5% … siamo ben oltre ormai, auguri ! alle prossime generazioni naturalmente …

    • bruno

      Detto da te filo usraeliano che disprezza il mio presidente Putin puzza di falso

  • https://www.youtube.com/watch?v=S31VLG8Qi78 Panthera Pardus

    Dei “trafficanti di esseri umani” e del Niger me ne potrebbe sbattere di meno.
    I cosidetti “esseri umani” soggetti al traffico sono semplicementi degli aspiranti ad una vita a sbafo.
    Avete visto l’ultima rivolta de – come dice l’imam gorgoglio – frateli-che-scapa-da-guera?
    Mancava Sky nella loro sistemazione offerta dalle tasse degli italiani tutti su cui loro ci sbafano ed altri italiani infami, dediti alla “co-operazione” – ci fanno la cresta.

    Ma arrivano le elezioni, arrivano.

    • bruno

      E li mandia aff….lo

  • Islamicando

    Potete schierare tutti i crociati che volete in Niger, i migranti
    afro-islamici li travolgeranno e l’Islamizzazione dell’Europa non avrà fine!