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Il nucleare ucraino torna a far paura

Da Kiev. C’è un incubo nascosto nella memoria collettiva degli ucraini, tanto spaventoso che non si può nemmeno nominare apertamente, quasi che ad evocarlo potesse diventare vero: il rischio di un nuovo incidente nucleare. Il disastro di Chernobyl del 1986 ha lasciato una traccia indelebile nella storia nazionale: l’incidente con le peggiori conseguenze nella storia dell’energia atomica è parte dell’identità collettiva e ancora adesso non può essere menzionato senza smuovere emozioni profonde.

Nonostante l’impatto devastante sul Paese e sull’Europa, l’Ucraina non solo non ha chiuso la centrale di Chernobyl fino al 2000, ma ancora oggi mantiene in funzione altri quattro impianti. Centrali elettronucleari da cui, sia pure grazie a tecnologie differenti da quelle in uso nell’impianto reso famoso dall’incidente del 1986, dipende la maggior parte dell’approvvigionamento energetico del Paese e che da tempo destano sempre più preoccupazione fra gli esperti.

Al momento le centrali funzionanti sono quattro: Khmelnitski, Rovno, Ucraina del Sud e Zaporizzja, con 15 reattori in totale. Tutti gli impianti sono stati costruiti in epoca sovietica, con materiali e competenze di uno Stato – la Russia – con cui ora il governo di Kiev è in guerra.

L’invecchiamento delle centrali è forse il problema principale: “Le nostre centrali sono vecchie – spiega Dmirty Marunich, co-presidente dell’Energy Strategies Fund – non dovrebbero essere usate per più di 30 anni, ma la vita di sette reattori è già stata prolungata”.

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Foto di Marco Negri

“Fra pochi anni – prosegue – alcuni reattori non saranno più utilizzabili e andranno spenti del tutto. Nel 2025 la chiusura di questi impianti si tradurrà in una perdita di energia prodotta tale da non essere più compensabile dalla produzione degli altri reattori.”

È solo il nucleare ad illuminare l’Ucraina

E tuttavia la produzione di energia assicurata dalle centrali continua a crescere anno dopo anno. Nel 2011 il nucleare garantiva il 47,2% dell’energia elettrica prodotta in totale nel Paese; al momento, dopo che a causa della guerra sono stati persi gli importanti giacimenti carboniferi del Donbass, la percentuale si avvicina al 60%.

Un dato che il presidente Petro Porosenko sottolinea “con orgoglio”, facendo riferimento alla presunta indipendenza economica del Paese. Ma che al tempo stesso deve preoccupare: all’aumentato fabbisogno di energie, le centrali non possono infatti opporre un incremento della capacità produttiva.

Mentre l’indice di produttività delle centrali con un fattore di capacità superiore al 90% è di circa 11mila-12mila MegaWatt, il picco di consumo si attesta sui 16mila-17mila MegaWatt: “Questo gap – spiega Marunich – può essere colmato solo grazie all’energia nucleare”.

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Foto di Marco Negri

Nel novembre 2014 uno dei reattori della centrale di Zaporizzja venne spento per qualche tempo , forse per l’eccessivo sforzo cui era stato sottoposto, forse perché obsoleta (nel maggio 2015 fece infatti richiesta di una licenza per estensione vita). Un incidente temporaneo che però, unitamente alla scarsa efficienza della rete elettrica ucraina, potrebbe aver provocato blackout in vaste aree del Paese e che diede luogo a reazioni preoccupate fra la popolazione.

Certo, questo incidente, come anche altri, non ha provocato fughe radioattive e non ha riguardato l’attività nucleare, che è comunque monitorata anche da istituzioni internazionali. Piuttosto gli esperti insistono quasi all’unanimità a chiedere la costruzione di nuove centrali.

Il tema politico: il combustibile e le scorie

Quest’ultimo tema, per la verità, è particolarmente spinoso anche perché chiama in causa categorie di politica internazionale particolarmente delicate dopo i fatti della rivoluzione di Maidan del 2014.

Per uscire dalla dipendenza energetica da Mosca che era connaturata agli impianti originari, l’Ucraina si è rivolta alla statunitense Westinghouse per l’acquisto di barre di combustibile nucleare. Già nel 2012, però, le barre prodotte dalla società Usa si erano rivelate inutilizzabili ed erano state messe al bando, con una perdita per Energoatom (l’ente statale ucraino che gestisce le centrali, ndr) di 175 milioni di dollari.

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Foto di Marco Negri

Ora che l’accordo è stato rinnovato e prolungato fino al 2020, Westinghouse ha fatto sapere che non ritirerà le barre esaurite, costringendo l’Ucraina – le cui finanze pubbliche versano già in pessime condizioni – a trovare una soluzione d’emergenza per lo stoccaggio delle scorie che, com’è evidente, non possono più essere inviate in Russia come una volta.

Il knowhow è quello dei russi

Ma il tema politico non condiziona solo la scelta delle fonti di approvvigionamento di combustibile e la destinazione delle scorie da smaltire.

L’avvento di un governo filoccidentale e, soprattutto lo scoppio delle ostilità con la Russia ha inesorabilmente scisso gli impianti di fabbricazione sovietica da chi li aveva progettati, con non pochi problemi di gestione.

“Dopo il 2014 il governo di Kiev ha rescisso il contratto con la Experimental Design Office Gidropress, che ha sviluppato i reattori ucraini – spiega alla testata russa Vesti l’ingegnere Alexander Artyukov, che vi ha lavorato per quasi 20 anni – E questo rende impossibile un controllo completo, che può fare solo il progettista.”

Come non bastasse, un paper pubblicato nel 2016 dall’autorevole Energy Research & Social Science ha evidenziato come “da molti anni gli incidenti alle centrali nucleari ucraine non vengono registrati nei database, nonostante i media statali ne abbiano dato notizia”, sottolineando, se mai ve ne fosse bisogno, la necessità di “una fonte di dati affidabili centralizzata e completamente trasparente”.

Le minacce poste dalla corruzione

La trasparenza però, da queste parti. sembra merce rara: lo scorso 30 marzo la testata statunitense Washington Times denunciava : “Le centrali dovrebbero essere gestite dallo Snriu, ispettorato che secondo la legge dovrebbe essere indipendente. Tuttavia negli ultimi anni è invalsa la prassi per cui i vertici dello Snriu vengono nominati da Energoatom, che è statale.

Il rischio, in un Paese che occupa la 131esima posizione su 176 nella classifica per la corruzione percepita stilata da Transparency International, è evidentemente alto.

Rischio corruzione dunque; isolamento dalla Russia; difficoltà a reperire il carburante e a smaltire le scorie; impianti troppo vecchi e sottoposti a sforzi eccessivi: sono tutti fattori che concorrono a delineare un quadro preoccupante. Certo, le condizioni che portarono all’incidente di Chernobyl sono difficilmente replicabili. Ma la ricerca di Erss , in base a calcoli statistici sui rischi di nuovi incidenti, giunge a conclusioni inquietanti: “Sebbene dopo il 1986 sia stato un anno di svolta per quanto riguarda il tasso di incidenti, questo non ha necessariamente ridimensionato le proporzione dei singoli eventuali incidenti. […] L’analisi dei dati indica la probabilità di un incidente di proporzioni importanti in una delle centrali nucleari ucraine. Ad esempio, esiste l’80% di possibilità di un incidente del tipo di quello accaduto a Three Mile Island nel 1979 alle centrali di Rovno o dell’Ucraina del Sud nei prossimi 5 anni.”

Ed è alla luce di queste parole che si può meglio comprendere l’appello lanciato da Marunich: “Se l’Europa non risolverà i problemi del nucleare ucraino entro i prossimi 5-7 anni, sarà tutto il Vecchio Continente a doversi preoccupare. E non solo l’Ucraina.”

  • venzan

    Ancora con Chernobyl

  • Idleproc

    Vero ma non conoscete i vostri europolli.
    Devono trovare una scusa credibile da rifilare per finanziare gli eurogolpisti “democratici” finto-nazionalisti con teleguida che sono finiti in bancarotta e che si stanno svendendo le risorse ucraine come da procedura standard di “democratizzazione”.
    Tutti pronti col portafogli?
    Da un punto di vista geopolitico ed economico hanno distrutto una nazione che nel ruolo di stato cuscinetto nella prospettiva di un’apertura ad est e con le loro risorse sarebbero stati più che bene, altro che “riforme” di rapina di Bruxelles.
    Bloccare un’integrazione verso est, questo è lo scopo “storico” e geopolitico fallimentare di chi ci sta massacrando i c. con un mare di propaganda.

    • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

      Bloccare un’integrazione verso est? fino al 2014 l’Ucraina era uno stato puppet di Mosca. Di che integrazione parli scusa ?

      e chi ti sta massacrando a te?

  • carlo

    non c’è il minimo dubbio … io mi preoccuperei ben di più di quelle russe, pare siano essere non molto meglio … con la differenza che rispetto a quelle ucraine sfuggono a ogni controllo … non so pertanto quali possano essere le più pericolose … dal momento che non sarebbe la prima volta che hanno avuto dei guai grossi. quelle russe intendo …

    • Mariosky 2

      …eccolo, è arrivato l’esperto nucleare di turno! ma vai a farti un giretto ai giardinetti che è meglio!

      • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

        ridi pure, intanto non si sa dove finiscano le scorie e no si sa perchè le ditte russe comprino le scorie dagli europei a dei prezzi davvero concorrenziali… la politica russa è: occhio no vede cuore nno duole. (peccato che alla fine hanno una aspettativa di vita inferiore alla nostra )

  • Michele Zuffante

    Perché non si convertono anche loro alle rinnovabili?

    • Gian Luigi Lombardi-cerri

      Perchè le rinnovabili, se togliamo l’idroelettrico , peraltro ampiamente sfruttato, non coprono un fico secco! Coprono solo le tasche degli speculatori.

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Piuttosto le rinnovabili, meno l’eolico, vanno tolte dalle superfici agricole …

    • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

      lo sanno facendo. ma non è che puoi improvvisare e poi l’Ucraina non gode dei contributi europei per le rinnovabili.

  • Istro Veneto

    Stiamo ancora aspettando i risarcimenti per Chernobil. O non sono considerati politicamente corretti?

    • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

      No, è che la persona giuridica ceh doveva risarcire, semplicemente non esiste più (e non ha eredi , almeno per i debiti. )

  • Mariosky 2

    Tranquilli…pagherà tutto la UE…anzi, pagheremo noi !

    • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

      Si noi che paghiamo le tasse, non certo tu visto che “tifi” per ogni cosa che possa far alzare il prezzo del gas russo o del petrolio. Chi paga, vorrebbe che gli idrocarburi e l’energia in generale costi meno.

      • chelavek

        Avere il logo di una organizzazione terroristica come la nato già ti identifica per quello che sei

        • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

          beh, se per te siamo terroristi, vai pure via perchè l’italia è un pezzo di NATO . E qui, della russia, non ce ne frega niente.

  • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

    Tutto ciò che ha fatto parte dell’impero urss è così. In Russia quel blogger che scriveva riguardo la modalità di trattamento e stoccaggio delle scorie è sparito…

    • chelavek

      A te sono spariti i neuroni…. da un pezzo

      • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

        Ma esiseterà un russo educato oppure tutto il vostro popolo è così ?

  • chelavek

    La ex-Ucraina è diventata un buco nero ai confini con l’Europa. Un disastro incalcolabile perpetrato dai servili tirapiedi degli stracci uniti. Che la santa Russia metta presto fine a questo scempio.

    • http://www.af.mil/AboutUs/Biographies/Display/tabid/225/Article/104769/general-philip-m-breedlove.aspx M. P. Breedlove ★ ★ ★ ★

      La Santa Russia? AHAHAHAHAH 😀 ma se in russia non esisto uno straccio di protocollo di smaltimento delle scorie. I giornalisti di inchiesta che tentano di scoprire dove vengono stoccate el scorie spariscono sempre. La russia è l’ultima ruota del carro in termini di sicurezza da fissili, solo che al popolo russo, molto bue, crede di essere al sicuro.

      ma chiediti come mai l’aspettativa di vita è così breve… altro .che santa russia… ma roba da matti. un intero popolo appecoronato al regime è completamente lobotomizzato.

      russia, un popolo, una singola opinione. Più popolo bue di voi non c’è nessuno.