Putin vede Netanyahu

Netanyahu vola a Mosca
Ecco l’offerta per convincere Putin

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Mosca. Si tratta del nono incontro fra i due leader da quanto è iniziato il coinvolgimento militare della Russia nella guerra in Siria. Un segnale molto netto del reciproco interesse di Russia e Israele per avere contatti sempre più costanti fra i rispettivi apparati politici e militari.

L’incontro di ieri è avvenuto in una fase estremamente delicata. E la sua importanza è evidente. L’esercito siriano sta riconquistando il sud del Paese con l’ultimo assalto su Daraa. Le forze di Bashar al Assad stanno riprendendo il pieno controllo del confine con Israele.

Il governo Netanyahu è preoccupato dall’avanzata verso il Golan, e ha da tempo chiesto ai russi di fermare ogni tentativo iraniano e di Hezbollah di avvicinarsi al territorio dello Stato ebraico.Israele vuole l’Iran fuori dalla Siria. Una richiesta che il presidente russo ha ascoltato e cercato accogliere.

Ma la realtà della guerra in Siria si è dimostrata decisamente più complessa. Ed è sempre stato difficile per la Russia convincere gli iraniani per un allontanamento dal territorio siriano, anche per l’importanza rivestita dalla partnership militare Russia-Iran al fianco di Damasco. 

Tuttavia, Netanyahu non si è mai dato per vinto. E l’incontro di ieri a Mosca, almeno secondo le fonti israeliane, sembra essere stato utile per convincere definitivamente Putin ad attivarsi per il completo ritiro delle forze iraniane e di Hezbollah da tutta l’area al confine con Israele.

L’interesse di Putin a un accordo con Netanyahu

I motivi per cui il presidente russo avrebbe accolto le richieste di parte israeliane sono molteplici. Innanzitutto c’è un motivo strategico. l’allontanamento della galassia sciita dal confine siriano equivale alla certezza che l’aviazione israeliana non bombardi l’esercito siriano. Come scritto su questa testata, Israele sta accettando la vittoria di Assad. Ma non accetta che l’Iran abbia ancora una presenza fondamentale nel territorio siriano. Per certificare la vittoria dell’esercito di Damasco, la Russia ha bisogno che Israele eviti qualsiasi intervento.

Ma al netto di questa motivazione strategica, c’è un anche un segnale politico da lanciare a tutto l’Occidente. Putin sta cercando, in questi mesi, di riconquistare un peso di fronte ai leder occidentali che è andato a diminuire con l’assedio economico e mediatico scaturito dalla crisi in Ucraina. Presentarsi come interlocutore privilegiato di Israele per il Medio Oriente e come ago della bilancia per tutto il Medio Oriente, rende impossibile agli altri Stati europei e agli Stati Uniti di evitare di discutere con la Russia.

Netanyahu e la fine delle sanzioni

L’incontro tra Netanyahu e Putin arriva a pochi giorni dal vertice fra il presidente russo e Donald Trump a Helsinki. Il fatto che che uno dei due leader si incontri prima con il premier israeliano, si traduce nella volontà del Cremlino di mostrarsi come attore  imprescindibile di tutto il panorama mediorientale. E dal momento che è impossibile che Putin e Trump non discutano di Siria, è altrettanto chiaro che arrivarci dopo aver incontrato il premier di Israele rende evidente che sia Mosca a detenere il controllo del conflitto.

Ma le chiavi del conflitto sono anche nelle mani di Israele, che ha un’arma molto interessante da sfruttare nei confronti della Russia: il suo peso nelle decisioni dell’amministrazione americana. Netanyahu, secondo Haaretz, potrebbe aver offerto a Putin un aiuto concreto nella fine delle sanzioni americane in caso di impegno di ritiro completo delle truppe iraniane e della galassia pro-Iran dalla Siria.

Questa possibilità non può essere sottovalutata dal governo russo, che sta cercando, come detto, di ricostruire un’immagine che sia apprezzata anche in Occidente. Trump sta aiutando molto Putin a mostrarsi come leader credibile. Ma anche a livello interno, la fine delle sanzioni significherebbe uno strumento molto importante per aumentare il consenso, oltre che il benessere del popolo russo.

Il messaggio di Putin al’Iran

Da un punto di vista mediatico e politico, il fatto che Putin riceva con tutti gli onori (per l’ennesima volta) il primo ministro dello Stato ebraico è un segnale molto importante. Che il nemico del governo iraniano sia ricevuto costantemente a Mosca, ribadisce il desiderio russo di distanziarsi dall’agenda politica iraniana. I due Paesi sono legati da una forte amicizia. Ma sul presente e sul futuro della Siria, la Russia e l’Iran non hanno interessi del tutto convergenti.

Il fatto che la Russia abbia avallato i raid israeliani in territorio siriano contro le basi di Teheran, è un segnale abbastanza chiaro. La Russia sta facendo il possibile per assicurare la sopravvivenza di Assad e della Siria. Ma adesso teme che il desiderio iraniano di rimanere in Siria possa frantumare i suoi sogni di finire il prima possibile un conflitto dispendioso e complesso come quello siriano.

Ma è una mossa che serve anche allo stesso Iran. Convincere Teheran a ritirarsi dalla Siria significa anche fare in modo che Israele non abbia motivo di colpire le forze iraniane. E questo comporterebbe anche una politica meno dura e di scontro frontale da parte degli Stati Uniti. Ancora una vota, è Putin l’ago della bilancia per la pace in Medio Oriente.

  • Ling Noi

    Ancora con questa bufala? Non ci sono forze iraniane combattenti in Siria e non ci sono strutture iraniane da colpire, solo l’esercito siriano e alleati che combattono i terroristi islamici alleati degli israeliani.

    • Luigi

      Negarla realtà non servirà a sistemare le cose ,che l’Iran cerchi l’egemonia nella regione,è risaputo,il loro vero obbiettivo principale rimane sempre il controllo di mecca e Medina così da avere il controllo di buona parte della umma,negli ultimi 200 anni hanno acquisito parecchia influenza in tutta l’area.

      • Ling Noi

        Mi hanno censurato il commento ma rispondo lo stesso. Sia in Iraq che in Siria gli iraniani sono stati invitati dai legittimi governi per combattere i terroristi appoggiati dall’occidente. Se ciò porta a “cercare l’egemonia nella regione” bisogna ringraziare chi gli offerto la possibilità su un piatto silver.

        • Luigi

          Non ascolti,le due fazioni dell’Islam dai primi albori non hanno mai smesso di combattersi fra loro ne di conquistare all’esterno ne possono smettere di farlo,il corano è chiarissimo al riguardo,il mondo non può finire se non è tutto musulmano,la guerra che c,è fra loro è una guerra da due soldi,nessuna delle due fazioni anche se potesse sterminerebbe l’altra.invece questa lotta fra loro ha avuto un effetto positivo per entrambe le due parti :le potenze straniere per avere benefici temporanei li hanno armati fino ai denti,la maggior parte della tecnologia presa dell’Occidente l’hanno usata per la guerra e il controllo dei sudditi.credo che tornare ai tempi del profeta per 500 anni gli farebbe benissimo,cammelli e acqua dei Pozzi scavati a mano.Ciao

          • Ling Noi

            Non è proprio cosi, i sunniti sterminerebbero volentieri tutti gli altri “rami cadetti” sciiti, zaydi, sufi, alawiti eccetera. I wahabiti poi epurerebbero gli stessi sunniti che non si atterrebbero alla loro visione del corano.

  • johnny rotten

    Se la Russia abbandona l’Iran il giorno dopo si trova la nato ai propri confini sud-occidentali, gli occidentali continuano a sognare ad occhi aperti e pensano ancora che tutto il resto del mondo sia abituato da gente stupida, nella realtà dei fatti i Paesi Asiatici conoscono fin troppo bene le velleità egemoniche dell’occidente, nei secoli passati le hanno pagate col sangue, quindi la Russia e la Cina, ma anche India e Pakistan, non abbandoneranno l’Iran perchè sanno che poi toccherebbe a Loro.

    • eusebio

      Difatti Sputnik riporta che la Russia investirà 50 miliardi di dollari nel settore petrolifero iraniano, per non parlare degli enormi investimenti cinesi.
      L’Iran con le sanzioni occidentali dipende completamente dagli investimenti russo-cinesi, dalle importazioni di generi alimentari dalla Russia e dalle merci cinesi, per non parlare delle armi.
      La Cina da sola assorbe un quarto della produzione di petrolio iraniano e le importazioni sono in aumento, come la produzione.
      Tutti questi scambi inoltre si svolgono in valuta nazionale, yuan o rubli.
      Insomma il volume di traffici dell’area eurasiatica è in continuo aumento e l’occidente è completamente incapace di fermarlo.

      • potier

        se gli scambi li faranno in Rubli o Yuan vorrà dire che potranno comprare soltanto roba cinese o russa, non certo potranno comprare con quella valuta i prodotti occidentali, giapponesi o coreani … in parole povere si legano alla Cina ancor più che alla Russia.
        capirai la qualità della merce cinese, contenti loro contenti tutti …

      • Alox2

        L’Occidente non vuole fermare nessuno anzi da sempre vuole il commercio…se mai e’ la Cina, la Russia che si richiudono a riccio per motivi ideologici. Naturalmente in Paesi che sono sempre stati poveracci (Cina e Russia) la boccata di liberta’ occidentale sembra che li faccia volare (PIL a due cifre in Cina)…

    • Divoll79

      Tranquillo, la Russia non abbandona gli alleati neanche sotto pressioni altrui (specie se israeliane).