israele elezioni

L’opposizione contro Netanyahu per i sottomarini made in Germany

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu torna ad essere accusato dall’opposizione ad un mese dalle elezioni. Il suono nuovo rivale Benjamin Gantz, della coalizione di centro-sinistra Blue and White ha richiesto che una commissione d’inchiesta nazionale indaghi sullo scandalo riguardante il contratto per l’acquisto di sottomarinimilitari siglato con la conglomerata tedesca Thyssenkrupp che coinvolgerebbe direttamente Netanyahu e i suoi collaboratori più stretti incaricati di gestire la spesa militare.

Il rivale di Bibi Netanyahu sembrerebbe perdere terreno nei sondaggi, e in vista delle elezioni del 9 aprile continua ad accusare il leader di Likud – quattro volte primo ministro dello Stato ebraico e secondo premier più longevo dopo Ben-Gurion –  di aver tratto profitto personale dalla commessa relativa alla flotta di sottomarini convenzionali classe “Dolphin II” che hanno armato la Heil HaYam HaYisraeli, il corpo navale delle forze di difesa israeliane.

Gantz l’ha definito davanti alla stampa israeliana come “il più grave affare di corruzione” nella storia di Israele; mentre il suo alleato politico Yair Lapid lo ha definito un “monumentale scandalo per la sicurezza nazionale” che vede come primo colpevole  Netanyahu che avrebbe intascato “sedici milioni di shekel” da una compagnia tedesca direttamente collegata all’affare che ha portato fino ad ora 3 + 2 sottomarini della flotta israeliana. Il portavoce del premier Netanyahu non rilasciato dichiarazioni diverse da quelle che già in precedenza hanno riportato il primo ministro come estraneo ai fatti.

Il partito Blue&White ha inoltre incalzato il ministro sulla mancanza di necessità dell’acquisizione di questo genere di tecnologia militare, mentre Netanyahu e i suoi hanno sempre sostenuto che la flotta di sottomarini, in sostituzione dei precedenti e obsoleti sottomarini classe “Gal” fosse “necessaria” per garantire allo Stato d’Israele un vantaggio militare nella regione, dove ha ancora molti nemici “giurati”. Nonostante né Hamas né Hezbollah possano essere considerate delle “potenze marittime”, il governo Netanyahu scelse comunque di dotarsi di una flotta sommersa capace di lanciare missili da crociera come i “Popeye Turbo”, dotati di testa nucleare, dai quattro tubi lancia siluri da 650mm per garantire ad Israele la capacità di “First strike” da schierare al largo di Haifa.

Adesso però il ministro della Difesa Moshe Ya’alon , che vuole lasciare Likud per entrare nella coalizione di centro, e che aveva appoggiato la scelta quando nel 2015 altri 2 miliardi di dollari sono stati erogati nei conti della Thyssenkruppr dichiara che “Il sottomarino non era necessario”.

Anche se non è venuta alla luce nessuna prova rilevante, una commissione sta indagando su un possibile collegamento tra Netanyahu e Thyssenkrupp. Secondo il rapporto, Netanyahu ha acquistato di nascosto azioni di una società che era fornitrice di Thyssenkrupp prima di tornare in carica nel 2009, dunque avrebbe ottenuto 4 milioni dollari da questo investimento azionario. Netanyahu ha liquidato queste indiscrezioni come “notizie false” dichiarando di aver fatto tutto alla luce del sole, senza aver violato alcuna legge e senza aver approvato l’acquisto di tecnologie militari che non fossero necessarie. Secondo quanto riportato da un’inchiesta del New York Times, la personalità preposta ad avvallare ogni tipo di acquisto di armi per le Forze di Difesa israeliane, Shmuel Tzuker, aveva inizialmente soprasseduto nel procedere all’acquisizione di altri sottomarini, quando invece una telefonata ricevuta dai comandanti della Marina aveva ribaltato i piani, indicando la ThyssenKrupp AG, come azienda adatta ad accontentare le richieste della Difesa, annullando anche qualsiasi tipo di gara d’appalto. Il funzionario allarmato da questo improvviso cambio di rotta interrogò il ministero della difesa sulla natura di un accordo esclusivo con la ThyssenKrupp.