FILE PHOTO - The Emir of Qatar Tamim bin Hamad al-Thani attends the final session of the South American-Arab Countries summit, in Riyadh November 11, 2015. REUTERS/Faisal Al Nasser/File Photo

Il Qatar prova a entrare nella Nato
(ma è una mossa disperata)

Il Qatar vorrebbe entrare nella Nato e continua a corteggiare Bruxelles. Ma dall’Alleanza atlantica arrivano i primi “no”.

La rivelazione sulle aspirazioni di Doha sono arrivate dalla rivista militare  Al Talia  da parte del vice premier  Khaled bin Mohammad Al-Attiyah. L’importante politico dell’emirato ha dichiarato che il Paese è già pronto a ricevere le forze armate della Nato. Una mossa a sorpresa figlia della volontà di Doha di superare il blocco saudita.

A un anno dall’inizio del boicottaggio guidato dall’Arabia Saudita, cui si sono uniti  Baharein,  Emirati Arabi Uniti ed  Egitto, il governo qatariota è preoccupato dal proseguimento di questo assedio. Non sa come uscirne. E le sue posizioni concilianti con l’Iran, insieme al legame solido con i Fratelli musulmani, non aiuta  risolvere la disputa. Soprattutto ora con le tensioni sempre più crescenti fra Teheran e il blocco composto da sauditi e israeliani.

Una mossa senza grandi speranze

La mossa del Qatar di cercare  un’improbabile (quanto rivoluzionaria) membership della Nato sembra una mossa dettata più dalla volontà di rompere gli schemi che dal realismo. Inutile negare che l’idea abbia molti ostacoli, a cominciare dalla stessa posizione geografica.

Come annunciato da un alto ufficiale dell’Alleanza atlantica  all’agenzia Afp, “secondo l’articolo 10 del Trattato di Washington, solo i Paesi europei possono diventare membri della Nato”. E questo di fatto esclude la possibilità di un’appartenenza piena al blocco. Al limite, essendo “alleato di lunga data” delle forze atlantiche, il Qatar, come ha fatto di recente la Colombia, potrebbe diventare partner globale. Ma non sembra essere la strada che vuole intraprendere Bruxelles.

Il Qatar ha firmato, come hanno fatto Emirati Arabi Uniti e Bahrein, un accordo con la Nato per lo scambio di informazioni classificate. Ma da qui all’appartenenza la distanza è insormontabile. L’alleanza con gli Stati Uniti, soprattutto con la presenza della base di Al Udeid, non appare in discussione.

Mail divario sempre più ampio fra Doha e Riad assegna all’emirato una posizione molto difficile. L’Arabia Saudita considererebbe un atto ostile qualsiasi evoluzione nella direzione di una partecipazione del Qatar al Patto. A questo, si aggiunge la stretta alleanza fra Turchia e Qatar. In una fase di frequenti turbolenze fra Ankara e l’Alleanza, è difficile credere in una volontà della Nato di aggiungere un altro Paese “scomodo” all’interno del blocco. Per di più alleato di Recep Tayyip Erdogan. 

Il possibile acquisto degli S-400

Ad aggiungere dubbi sulla mossa del Qatar, che appare più dettata dalla disperazione che dalla volontà reale, le ultime notizie sul possibile acquisto del sistema russo S-400.

La Russia sembra intenzionata a perseguire il suo obiettivo di vendere il sistema di difesa all’emirato. E da Doha, forse più per sfida ai sauditi che per convinzione, non danno segnali di cedimento

Re Salman ha scritto una lettera indirizzata al presidente francese Emmanuel Macron in cui descriveva la sua “profonda preoccupazione” per i rapporti fra Mosca e Doha. L’acquisizione degli S-400 da parte dei qatarioti è considerata dai sauditi una minaccia tale da poter scatenare una guerra.

Una minaccia respinta da Doha, ma che ha comunque destato allarme in tutta la penisola arabica. I sauditi non hanno mai deciso di attaccare il Qatar dopo il blocco semplicemente perché le pressioni di tutti gli alleati occidentali hanno fatto desistere la monarchia wahabita. Ma certo lascia riflettere la minaccia saudita dopo la decisione dell’emirato di acquistare il sistema russo.

E lascia anche molti dubbi sulle reali intenzioni del Qatar, che prima vuole comprare un sistema russo poi entrare nella Nato. Forse dopo l’annuncio dell’acquisizione degli S-400, da Washington sono arrivati segnali di frizione. E adesso il Qatar vuole mostrarsi il miglior alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente. Ma questo doppio gioco non sembra essere accolto positivamente e rischia di complicare ancora di più la posizione già difficile del piccolo ma ricchissimo emirato.