I guerriglieri sudanesi

Catalogne d’Africa

A inizio mese il sequestro di 12 turisti, di cui 5 italiani, in Camerun, ha catalizzato l’attenzione su quella che è una guerra a bassa intensità all’interno del Paese africano. I viaggiatori che sono stati vittime del sequestro lampo, sono stati fatti prigionieri per poche ore dai guerriglieri indipendentisti dell’Amabazonia, una regione anglofona che fa parte del Camerun e che vuole staccarsi dal governo centrale di Yaoundé e proclamarsi stato indipendente. Il sequestro quindi dei turisti europei, che sono stati poi rilasciati nel giro di poche ore, ha portato alla ribalte delle cronache non solo una crisi africana dimenticata, ma anche i molteplici movimenti separatisti esistenti in Africa.

Se da ottobre 2017 ad oggi i media internazionali hanno parlato della questione catalana come caso epigono delle volontà di secessione di una regione dal governo centrale, a livello globale la Catalogna però non è la sola realtà a volersi proclamare come stato indipendente e nel continente africano si annoverano infatti almeno altre sette situazioni analoghe.

La realtà del Camerun è una delle più eloquenti attualmente, per quel che riguarda le richieste di secessione in Africa, e a essere interessate sono le regioni anglofone e sud orientali del Paese. Il primo ottobre 2017, Sisiku Ayuk Tabee , presidente della regione anglofona conosciuta come Ambazonia ha proclamato la nascita della Repubblica omonima.

Nessuno Stato al mondo ha riconosciuto il nuovo Stato, ma la dichiarazione ovviamente ha fatto nascere tensioni e dato inizio a una crisi anche armata nel Paese dell’Africa occidentale. I cittadini dell’Ambazonia rivendicano il fatto che, al momento dell’indipendenza nel 1961, non sia stata data lor la possibilità di diventare uno Stato indipendente ma soltanto di scegliere se essere annessi al Camerun o alla Nigeria e inoltre accusano il governo di Paul Biya, in carica ininterrottamente da 35 anni, di discriminare la popolazione anglofona del Camerun che costituisce il 20% della popolazione.

Alle richieste secessioniste il governo centrale ha risposto con il pugno di ferro. Repressione, arresti e coprifuoco ed è così che oggi nella parte orientale del Camerun al confine con la Nigeria è esplosa un crisi politica ma anche armata perché hanno iniziato a prendere vita movimenti ribelli che cercano attraverso la guerra di guerriglia di strappare maggiori concessioni di autonomia al governo centrale. Un caso non isolato, quello dell’ Ambazonia, in Africa occidentale, visto che nella vicina Nigeria è ritornata a farsi viva la questione del Biafra.

Nel 1967, gli Igbo, l’etnia che abitava la ricchissima provincia petrolifera del Biafra proclamarono la nascita della Repubblica del Biafra. Ne scaturì una guerra tra le forze indipendentiste e l’esercito regolare che si concluse dopo 3 anni provocando la morte di oltre 1 milione di persone. La volontà però di un Biafra indipendente non è mai sopita negli Igbo che vivono nella zona meridionale del Paese più popoloso d’Africa e infatti, negli anni, nuovi movimenti secessionisti sono nati e hanno ripreso in mano le rivendicazioni di autonomia e indipendenza. La reazione di Abuja però non si è fatta attendere, tanto che Amnesty International ha dichiarato che dal 2015 ad oggi ”ben 150 esponenti politici e simpatizzanti dell’indipendenza del Biafra sono stati uccisi dalle forze di sicurezza, mentre leader e intellettuali sono incarcerati senza processo in modo del tutto arbitrario”.

Mappa di Alberto Bellotto

Mappa di Alberto Bellotto

Tra i casi più longevi di regioni africane che vogliono separarsi dal governo centrale c’è ovviamente quello di Zanzibar che non ha mai sopportato l’annessione alla Tanzania, poi l’enclave angolana della Cabinda, che galleggia su un mare di petrolio e desidererebbe non avere nessun legame con Luanda,il Somaliland che ufficialmente fa parte della Somalia ma da decenni ormai non ha più alcun legame politico con Mogadiscio e si amministra in autonomia essendosi autoproclamato indipendente nel 1991. E per comprendere quanto è radicato il sentimento indipendentista nella zona, basta leggere la notizia delle ultime ore: l’arresto e la condanna a tre anni di carcere della poetessa Nacrima Qorane, accusata di aver sostenuto pubblicamente la riunificazione tra Somalia e Somaliland. Un gesto che le autorità di Hargeisa hanno ritenuto discreditante per il loro Paese e quindi degno di essere punito con la detenzione.

All’interno della grande crisi politica che sta travolgendo la Repubblica democratica del Congo sono ritornate a farsi sentire anche le rivendicazioni di autonomia da parte delle regioni diamantifere del Kasai e del Katanga. Ma dove la violenza si è riaffacciata con prepotenza è in Casamance, la regione meridionale del Senegal che dal 1982 è il proscenio di una guerra a bassa intensità per la secessione. Negli ultimi anni diversi accordi di pace sono stati messi sul tavolo delle trattative, poi l’ingresso sulla scena politica regionale di Adama Barrow al posto dell’ex dittatore gambiano Yahya Jammeh aveva fatto sperare in una graduale cessazione delle ostilità, ma ecco che da gennaio ad oggi nuovi scontri e imboscate hanno rinfiammato la zona e lo stesso Paul Abel Mamba, vescovo di Ziguinchor, capoluogo della Casamance ha dichirato: ”Abbiamo l’impressione che stiamo tornando indietro perché finora c’era una tregua apprezzabile che favoriva il dialogo per procedere verso la pace , dopo gennaio invece c’è stato un inasprimento della violenza”.

  • Albert Nextein

    Fanno benissimo a lottare per l’indipendenza.

  • Oraculus

    L’Africa??…merita una considerazione globale…ossia rispettarla e lasciarla ai destini che il suo futuro le riservera’ . l’umanita’ e il resto del creato e’ un derivato della diversita’…e tale cosi’ deve essere rispettata. A buon intenditor poche…parole.

    • Livio

      L’Africa e gli africani vanno abbandonati al loro destino. Ma non altrove. L’Africa agli africani. Amen.

  • Oraculus

    Quando capiremo che rispettare e’ e sara’ l’unico espediente per garantirci il…rispetto??…e quindi imparare dagli errori del passato…

  • gabri x

    meglio che non commento……………………….